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Seoul Effect. La street culture della Corea

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L’Oriente. Quel posto lontano che fin dall’Ottocento ci affascina e incanta grazie alla sua cultura e alle sue contraddizioni. E ci piace per questo: ci fa sognare, emozionare e allo stesso tempo discutere. In strada, negli uffici, nei luoghi pubblici e nei privati ne sentiamo parlare e per molti è diventato sinonimo di Giappone e Cina, tralasciando le altre nazioni che lo compongono. Prima fra tutte la Corea del Sud, quel ponte invisibile tra Oriente ed Occidente.

Quella piccola penisola asiatica che ricordiamo per il gusto pop di Gangnam style di PSY si insinua sempre più nelle mille sfaccettature della cultura globale. Basti pensare al remake, non tanto fortunato come l’originale coreano, del film Oldboy diretto da Spike Lee o all’amore di Terry Richardson e Jeremy Scott per la cantante/rapper CL, membro del gruppo kpop 2NE1 (to anyone o twentyone). O ancora le collaborazioni di AMBUSH e Chrome Hearts con il rapper G-Dragon, che con il suo stile camaleontico, il front row da brand come Lanvin e Saint Laurent per diversi anni e l’amicizia con Karl Lagerfeld si è conquistato un posto nel BoF 500, entrando a far parte della lista di persone che più influenzano e modellano il sistema moda. E anche la New York Fashion Week propone Concept Korea, un’intera passerella dove designer coreani presentano le loro collezioni a buyer internazionali. Dal casual allo sporty, passando per gli accessori e con l’inizio delle “settimane della moda” quali sono i brand che dovremmo conoscere e tenere d’occhio che ci propone la scena coreana?

78MM
87MM

“No concept but good sense” è lo slogan dietro la filosofia dei modelli Kim Won Joong and Park Ji Woon, fondatori del brand 87MM (eighty-seven milli). Attraverso l’avanguardia e le enigmatiche collezioni, i colori conservativi e il taglio sartoriale pulito, i due ci mostrano come la moda non richiede necessariamente un impatto visivo stravagante o ridondante. E pensare che tutto è iniziato da un web store, un web store talmente popolare trasformato poi in pop-up fisico.

BLINDESS
BLINDESS

La pelle è il tessuto che fa da filo conduttore alle collezioni di BLINDNESS, brand fondato dal collettivo di artisti con sede in Seul BLND STUDIO. Un’estetica minimale e alquanto unica che ritroviamo dai pantaloni con l’orlo scucito alla giacca slim in pelle, che riesce a mescolare l’arte contemporanea e la cultura giovanile.

KYE
KYE

Vivace e colorato, un mood street e un retrogusto anni 90 sono gli elementi che caratterizzano KYE (kah-ee). Il brand, fondato da Kathleen Kye, è uno dei più influenti e conosciuti di Seul. Grazie al suo approccio casual, spiritoso e leggero, i capi di Kathleen Kye, hanno trovato fama anche tra gli artisti di tutto il mondo come la cantante Rihanna.

JUUN.J
JUUN.J

Molti avranno già sentito parlare di JUUN.J, brand fondato da Jung Wook Joon, o avranno visto i sui capi indossati da rapper americani. Molti non sanno che anche Karl Lagerfeld è un suo cliente e lo indossa dal 2008. Acquisito dalla Samsung – Chaeil Industries, proprietaria di Bean Pole e licenziataria di Balmain, Thom Browne and Comme des Garçon, il brand vanta anche collaborazioni con Reebok e New Era. Nelle sue collezioni si respira un approccio moderno al design delle silhouette con un occhio sempre rivolto alla cultura street che fa definire lo stesso Jung un “sarto di strada”.

R.Shemiste
R.Shemiste

Stampe grafiche, colori forti e il desiderio di creare un capolavoro dal nulla. Questo è R.Shemiste, brand fondato da Won Ji Yeun e Lee Joo ho. Un brand diviso tra il forte femminismo e il lato delicato della donna, che insieme creano delle linee contemporanee e casual. Abiti collegati tra loro da un unico motivo, il ricordarsi di qualcosa, perché la donna che indossa un capo R.Shemiste in una determinata occasione, si ricorderà sempre di quel momento.

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