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Verdena, il docufilm “X sempre assenti” continua il viaggio nei cinema italiani

Dopo la presentazione al Biografilm Festival di Bologna e il debutto nelle sale, “X sempre assenti”, il film documentario dei Verdena, diretto da Francesco Fei, prodotto da Capitol Records Italy e Universal Music Italia e distribuito nelle sale da Lab 80 Film, continua il suo viaggio in giro per i cinema italiani, con un fitto calendario a cui si vanno ad aggiungere numerose nuove date. “X sempre assenti” segue i Verdena nella loro vita privata e nella preparazione del tour di “Volevo Magia”, l’ultimo album in studio della band. Un’opera unica per capacità di entrare nell’intimità dei protagonisti, come mai prima, mostrando i due mondi dei musicisti, dal profondo delle vite semplici che conducono e dei luoghi isolati in cui vivono alla dimensione dello studio di registrazione e del palco.

Verdena, "X sempre assenti"_credits Courtesy of Press Office
Verdena, “X sempre assenti”_credits Courtesy of Press Office

“Avevo la possibilità di raccontare i Verdena così come sono, senza filtri né atteggiamenti precostruiti, in un momento topico della loro carriera. – ha raccontato il regista Francesco Fei – Era una trama perfetta per farne un film che raccontasse con un taglio fortemente cinematografico la vita di un gruppo potentissimo dal punto di vista musicale e umanamente diverso da tutti. Sapevo che non sarebbe stata un’operazione semplice e tanto per cominciare ho deciso che l’unica maniera per non creare filtri tra noi era che durante le riprese ci fossi solo io. Perciò, con una metodologia che amo sempre di più usare nei miei documentari d’osservazione, le due camere, la fotografia e l’audio li ho gestiti totalmente da solo. Grazie ai Verdena che, dopo anni che non ci vedevamo, mi hanno accolto come se il tempo non fosse passato e hanno aperto il loro mondo al mio sguardo, “X sempre assenti” è diventato quello che volevo che fosse: un film, con una sua drammaturgia e uno taglio realistico e cinematografico al punto da essere un prodotto inedito e molto personale”.

Verdena, Locandina "X sempre assenti"_credits Courtesy of Press Office
Verdena, Locandina “X sempre assenti”_credits Courtesy of Press Office

La lente di Fei ci rende accompagnatori silenziosi di personalità atipiche nel panorama musicale, saldamente legate alle loro origini ma promotrici di un discorso eterno, che continua uguale a sé stesso ed in grado di rimanere sempre originale. Come gli sforzi, le fatiche e i sorrisi della vita di tutti i giorni. Come il rock.

Verdena, credits Ph. Paolo De Francesco
Verdena, credits Ph. Paolo De Francesco

“Volevo Magia” – https://capitol.lnk.to/volevomagia – è l’ultimo album della band uscito a settembre 2022 su etichetta Capitol Records Italy/Universal Music, risultando vincitore del Premio come miglior disco dell’anno nei referendum di testate specializzate come Rolling Stone e Rockol.it. Al nuovo disco hanno fatto seguito un tour autunnale prodotto da DNA concerti, che ha portato i Verdena nei più importanti club italiani, un importante tour europeo conclusosi lo scorso 1 maggio a Zurigo e un lungo tour estivo nei migliori festival di tutta la penisola.

Anna Piaggi, irriverente “visionaria nella moda”

anna_piaggi_una_visionaria_della_moda_foto_1Quando la personalità diventa stile, la moda si traduce in un linguaggio universale. Anna Piaggi ne interpretò le parole con la sua visione estetica irriverente.

Storica giornalista e scrittrice di moda, è stata infatti molto più di questo: un punto di riferimento dagli anni Sessanta ai Duemila, per la moda italiana e internazionale, come per l’arte, la cultura e la società.

Un documentario, presentato in anteprima al Biografilm Festival di Bologna e diretto da Alina Marazzi, ne ripercorre la vita e il lavoro. In “Anna Piaggi, una visionaria nella moda”, titolo emblematico del docufilm, la regista di “Un’ora sola ti vorrei” racconta la sua straordinaria creatività, raccogliendo testimonianze e interviste dei grandi del settore come Manolo Blahnik , Rosita Missoni e il caro amico, Karl Lagerfeld, di cui fu musa. Ma anche istantanee di vita, fissate negli scatti inediti di suo marito e compagno di vita, il noto fotografo Alfa Castaldi.

Ne emerge la personalità rivoluzionaria, contraddittoria nella vita come nello stile: uno scontro tra colori sgargianti su chiome punk e capi aristocratici, pizzi e velette. L’unica che “si presentava variopinta tra 300 giornaliste vestite come corvi neri. Un vero e proprio atto di resistenza”, come si dice nel biopic. Mutevole, come gli anni della moda che ha raccontato: dal boom del Made in Italy, al pret-a-porter fino all’avvento delle nuove tecnologie.

La sua carriera iniziò negli anni ‘60 come traduttrice per Mondadori ma, dopo poco, venne scelta dalla stessa casa editrice come fashion editor di un nuovo mensile, Arianna. Dal 1981 contribuì al progetto di Vanity, studiando un nuovo e sofisticato linguaggio, forse ancora prematuro per quegli anni. Ma è dal 1988 che completò il suo percorso di sperimentazione con  “D.P doppie pagine” per Vogue Italia, collage di testi e immagini, ricchi di rimandi e citazioni, che interpretavano le tendenze di quegli anni, sempre estremamente “avant-garde”.

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Trovava spunti nei suoi numerosi viaggi dove scovava abiti antichi, cappelli, oggetti pop che chiamava “trappole estetiche”, collezionandone migliaia e ‘inventando’ il concetto di vintage, quando ancora nessuno pensava che indossare abiti usati potesse essere tendenza.

Lei stessa era arte, quando assemblando non solo abiti ma intuizioni e visioni, è diventata – e lo è ancora oggi – fonte di ispirazione per il lavoro di designer e creativi di tutto il mondo.

 

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