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Al Palazzo Reale di Milano in mostra “La camicia bianca secondo Gianfranco Ferrè”

“Nel lessico contemporaneo dell’eleganza mi piace pensare che la mia camicia bianca sia un termine di uso universale. Che però ognuno pronuncia come vuole.“

Gianfranco Ferré

18.-Piquaresque

La Fondazione Museo del Tessuto e la Fondazione Gianfranco Ferré hanno dato vita ad una mostra volta a celebrare un capo iconico: la camicia bianca. I diversi modi in cui Ferrè l’ha declinata e interpretata. “La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferrè” è stata esposta dal 10 marzo fino al 1 aprile 2015 al Palazzo Reale di Milano. La semplicità e la ricercatezza unite alla cura dei tagli e dei particolari fanno della camicia bianca un capo unico e versatile. Milano rende omaggio allo stilista scomparso 8 anni fa. L’esposizione è stata curata da Daniela Degli’Innocenti, coordinatrice del Museo del Tessuto di Prato. Moda e architettura si fondono fino a legarsi in una impercettibile simbiosi di giochi e incastri. Sono 27 le camicie che sono state scelte per la mostra. Sono quelle che si sono distinte nel corso degli anni per la straordinaria creatività e che sono diventate pezzi iconici del marchio. Agli spettatori è stata offerta la possibilità di esplorare, proprio attraverso la camicia, oltre vent’anni dell’universo Ferrè. La poetica arte sartoriale e l’innovazione che non tradisce la tradizione sono il tratto distintivo della griffe. 

L’incipit della mostra ha contribuito a creare un’atmosfera magica e sognante, grazie a un sistema sospeso di teli su cui scorrevano macro immagini dei disegni autografati da Ferré. Macroinstallazioni fotografiche (simulazioni x-ray) donano a ciascuna camicia una personalità propria e mettono in evidenza i materiali utilizzati per realizzarla. Questi spaziano dal taffetà alla crêpe de chine, dall’ organza al raso, passando per tulle, stoffe di seta o di cotone, merletti e ricami meccanici, impunture eseguite a mano. I dettagli si impongono di macro e micro-elementi che si armonizzano tra loro. Si deve al fotografo fiorentino Leonardo Salvini la realizzazione della rappresentazione fotografica che accompagna e spiega la mostra.  Come Gianfranco Ferrè stesso ha più volte sottolineato il ruolo interpretato dalla camicia bianca è “segno del mio stile, punto di partenza per rileggere i canoni dell’eleganza”. Sono tante le forme di lettura e le interpretazioni che si possono dare all’esposizione. Suggestiva, iconica e romantica. Si devono a Luca Stoppini le immagini che marcano la leggerezza e il movimento di Ferrè, una delle figure più significative della moda internazionale. Il percorso espositivo alterna disegni, dettagli tecnici, bozzetti, fotografie, immagini pubblicitarie e redazionali. Il fil rouge che percorre tutta l’esposizione è evidente e ci ricorda che l’eleganza è senza tempo. 

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