Battuage. Ph. Dalila Romeo. Courtesy of LeStaffette Press Office

Battuage, l’obitorio dei sentimenti nell’ultima pièce di Vuccirìa Teatro

Ci sono volti che si guardano allo specchio e coprono, con pesanti strati di cerone, un’immagine pura quasi mistificandola. Ci sono visi che trasudano l’irrisolutezza della vita in attimi che fuggono, tra sacro e profano, dalla realtà circostante. Questo è Battuage, l’ultimo lavoro della compagnia teatrale Vuccirìa Teatro, scritto e diretto da Joele Anastasi, con Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano e Simone Leonardi in scena al Teatro dell’Orologio di Roma il 2, 3 e 4 maggio.

Battuage. Ph. Dalila Romeo. Courtesy of LeStaffette Press Office
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Un racconto di vite nascoste dalla luce di una città caotica dove i sogni del gigolò Salvatore (Joele Anastasi) non sono altro che la proiezione di un mondo corrotto, capace di trascinarti all’inferno per una manciata di secondi di notorietà televisiva. Eppure, uomini e donne, consapevoli della loro esistenza, si incontrano nel marcio (assolutamente realistica la riproduzione scenografica a cura di Giulio Villaggio) senza essere vittime ma protagonisti coscienti di un teatro scelto, la vita, che va oltre i dettami dell’etica sociale. Puttane, Transessuali, Omosessuali, Scambisti, Eterosessuali diventano mostri violenti pronti a congelare in un freezer di sentimenti ogni tipo di valore scambiandolo con il sesso. Sesso come principio cardine su cui fondare relazioni interpersonali bestiali celando, al contrario, una profonda solitudine.

Battuage. Ph. Dalila Romeo. Courtesy of LeStaffette Press Office
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Ma in Battuage non è l’esaltazione edonistica dell’eros a prevalere. E’ la morte del desiderio, l’autenticità taciuta della propria identità che scardina l’ordine morale della vita. Battuage è un “obitorio per vivi”, così lo definisce l’autore Joele Anastasi, maturo e presente sulla scena, nonostante la sua giovane età. Tocca le corde più profonde dell’anima l’interpretazione di Federica Carruba Toscano, nella parte di una prostituta greca innamorata della sua compagna di viaggio e collega Alexei, che il personaggio in scena attende invano, quasi fosse una Godot tutta femminile, subendo lo stupro plateale del magnaccio di turno (Simone Leonardi).

Battuage. Ph. Dalila Romeo. Courtesy of LeStaffette Press Office
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Versatile ed eclettico, Enrico Sortino, già leone da palcoscenico in “Io, mai niente con nessuno avevo fatto”, opera prima della promettente compagnia teatrale Vuccirìa, che ritroviamo in una veste più intima nel ruolo del timido verginello in cerca della prima esperienza. Esilarante, graffiante, tragicomico, il duetto sincronico di Simone Leonardi (superlativo) ed Enrico Sortino, rispettivamente nei ruoli della trans collaudata e della debuttante che scende a compromessi economici pur di avere un posto in strada e arrivare a fine mese.

Battuage. Ph. Dalila Romeo. Courtesy of LeStaffette Press Office
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In Battuage, tuttavia, l’Amore come sentimento puro non è morto, è dietro l’angolo, è semplicemente soffocato dall’indifferenza e dall’egoismo. Battuage è un vaso di Pandora che, se aperto, rivela l’istinto, il lato dark dell’anima. La purezza di Giovanni, ingenuo protagonista della prima pièce di Joele Anastasi, “Io, mai niente con nessuno avevo fatto”, vincitrice del Roma Fringe Festival 2013, lascia adesso spazio ad una visione grunge e underground dell’essere umano, in un gioco a perdere ma tutto da rischiare.

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