Fashion Business — 26 marzo 2011 at 10:07

Italia-Inghilterra, il binomio perfetto per la valorizzazione della filiera tessile nostrana

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Dalla perfetta commistione tra il design londinese e la qualità dei prodotti tessili italiani nasce, anche quest’anno, una nuova collezione realizzata dall’Istituto nazionale per il Commercio Estero e dalla prestigiosa scuola di moda “Central Saint Martins College of Art & Design” di Londra.

Dopo l’Italian Style degli anni ’60 dedicato alla Moda uomo e il Grand Tour delle dame del ‘700 per la Moda donna delle scorse edizioni, quest’anno è in scena un tributo, ancora una volta a firma italiana, ai lavori del ‘Menphis Group’, il collettivo di designer nato in Italia negli anni Ottanta. Si tratta del gruppo composto da Ettore Sottsass, Andrea Branzi, Aldo Cibic, Michele De Lucchi, Alessandro Medini e altri architetti di livello internazionale che si poneva come reazione al design minimalista, per privilegiare le linee audaci e il colore, un ‘ispirazione che viene da movimenti come l’art decò, la pop art, il kitsch e i temi futuristici.

Il progetto, che nella sua terza edizione ha scelto questo importante riferimento, ha come obiettivo quello di far conoscere e di promuovere la filiera tessile italiana e, nello specifico, la sua qualità. Per la nostra industria si tratta di una collaborazione molto importante: questa scuola di Londra rappresenta infatti un ente riconosciuto a livello internazionale come Centro di formazione di eccellenza per designers. La ‘sfilata’ di qualche giorno fa ha quindi unito due realtà differenti presso la sede espositiva della scuola, la Lethaby Gallery, dove i lavori sono rimasti in mostra fino a ieri, sotto l’occhio attento della stampa, degli operatori di settore e dei delegati delle ditte italiane partecipanti.

Tessuti in lana, in cotone e accessori vari sono stati forniti, tramite campioni, da undici aziende selezionate attentamente dai due Istituti e poi lavorati dagli studenti che si apprestano a intraprendere il mestiere di stilista in ambito internazionale. La formula di presentazione dei capi scelta è stata quella statica e non quella della sfilata vera e propria, per permettere una maggiore valorizzazione del lavoro svolto e dei materiali utilizzati.

Un’attenzione particolare è stata posta poi nei confronti della comunicazione che, oltre al coinvolgimento dei più importanti media quali Fashion, Moda on line, Repubblica, Il Sole 24 ore, prevede la realizzazione di un catalogo ad opera del fotografo olandese Wiglius De Bie ( autore dei servizi Moda per Vogue), stampato su carta offerta dalla ditta Fedrigoni, sponsor dell’evento.

by: Stefania Zaccaria

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