Fashion ID — 23 marzo 2014 at 17:42

Fashion ID #32 | Italo Marseglia

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Sound Track: Edith Piaf, Mon Manage à Moi

Nella foto, il designer Italo Marseglia

Nella foto, il designer Italo Marseglia

Sognatore, creativo ma anche, e soprattutto, designer! Così si definisce il giovane  Italo Marseglia che fin da bambino ha sempre sostenuto di voler fare “il couturier”. Cresciuto in una famiglia in cui l’amore per la conoscenza, la dedizione allo studio e l’importanza della cultura sono stati gli imprescindibili must, negli anni, il giovane designer campano si è sempre più concentrato sulla moda nutrendo un interesse smodato per ogni forma di arte, e non solo, che fosse anche lontanamente connessa ad essa: dalla letteratura di Gabriele D’Annunzio e le sue edonistiche opere ricche di dettagli e particolari, al Grande Cinema italiano con Sophia Loren e Silvana Mangano, passando per il fascino dei red carpet hollywoodiani. Italo Marseglia sognava  di diventare uno stilista guardando in TV la mitica inviata del TG2 Mariella Milani durante la settimana dell’alta moda parigina. Racconti indelebili nella mente di un creativo. “Certo, credere fermamente in un sogno, il mio sogno,in un paesino di provincia nel casertano non è stata cosa facile!”- racconta Italo Marseglia a Trendstoday.it – “L’unico che ci credeva davvero, inizialmente, ero io, così quando mi chiedevano dei miei sogni, io dicevo non ho sogni, solo tanti progetti! Intanto si formava il mio senso estetico, ad un’infanzia piena di colore contrapponevo una smodata passione per il bianco, il nero e il grigio”.

Courtesy of Italo Marseglia

Courtesy of Italo Marseglia

Un occhio attento per l’architettura, le forme, il design e la progettazione . La tanto odiata matematica del liceo diventa valido spunto per nuove applicazioni, sartoriali e materiche. Dopo aver frequentato l’Istituto Europeo di Design di Roma, Italo Marseglia decide di incanalare verso strade concrete la creatività, sviluppando realmente le sue idee attraverso il perfezionamento di un metodo personalissimo di progettazione matematica applicata al design. Da allora un continuo sperimentare tra forme e formule. Marseglia racconta attraverso le sue creazioni storie uniche legate da fragili armonie algebriche caratterizzate da atmosfere drammatiche unite ad un’eleganza e ad una raffinatezza dall’allure retrò. Oggi è direttore creativo di Trou Aux Biches brand del ready to wear femminile.

Courtesy of Italo Marseglia

Courtesy of Italo Marseglia

Ed è in una maledetta Ville Lumière che prende vita il progetto “Paris Maudit”. Sono i poeti maledetti, l’amore sconsacrato, le opere di Baudelaire e Verlaine che conducono il designer in un viaggio onirico. Un sogno ed un percorso, intesi come necessità di astrarsi e liberarsi da una dimensione reale soffocante nella quale non ci si riconosce. Ed ecco, mesdames et messieurs, la donna Italo Marseglia. Giovanissima e tenace si riconosce nel proprio mondo ma allo stesso tempo cerca di evadere, catapultandosi, così, in realtà opulente e sofisticate. Luoghi immaginari riconducibili ai “meravigliosi edifici dell’impalpabile” (La Zuppa e le Nuvole, C. Baudelaire) dove, però, l’ironia della gioventù pervade ogni cosa. La poetica decadente, incentrata sull’esaltazione del bello ma non convenzionale, ha del sublime. Oltre le apparenze, come un poeta maledetto, Marseglia riesce a cogliere la vera essenza, e quindi la bellezza, delle cose. Per il giovane designer casertano il bello è nella matematica.

Courtesy of Italo Marseglia

Courtesy of Italo Marseglia

La donna Italo Marseglia sa divertirsi con gusto. Ama rubare dal guardaroba della madre ma anche del papà. L’immaginario maschile si concretizza nei dettagli che equilibrano gli insiemi. I classici tessuti diagonali in vigogna, ad esempio, si piegano a forme leziosamente femminili. Nelle camicie, invece, tutti i dettagli rimandano ad un uomo classico.  Le abbottonature grosse, i colletti ed i taschini creano uno stridente contrasto quando si mescolano a tessuti trasparenti tipici dell’immaginario femminile. Ancora, le long socks in lana creano un effetto vedo non vedo per una femminilità mai ostentata ma fortemente presente. Il corpo si veste di nuove forme amplificando la silhouette in cui si alternano drappeggi, cadute, pieghe, plissé. Un complesso gioco di pieni e vuoti. Forme, frutto di uno studio geometrico e matematico, che evocano il rigore estetico del grande couturier Fausto Sarli.

Courtesy of Italo Marseglia

Courtesy of Italo Marseglia

Partendo da una forma piana con sole due dimensioni” -racconta Marseglia – “riconducibile all’ipotesi di Reimann , ho apportato modifiche cambiando vertici e centri e inserendo, nelle due sole dimensioni originarie, una terza: la profondità data dal corpo che indossa l’abito. Nella complessità dell’insieme le diverse costruzioni si fondono; le forme avvolgenti, i volumi esagerati, il gioco di pieni e vuoti creato grazie alle costruzioni ed alle pesantezze dei tessuti si incastrano in precarie armonie matematiche

Il gioco materico e vorticoso dei pieni e dei vuoti si alterna alla sintetica palette cromatica usata che è pura e basica: bianco e nero. L’utilizzo del non colore attira l’attenzione sulle sovrapposizioni lasciando alle diverse texture il compito di dar luce agli abiti.

Se la moda italiana ha pianto la scomparsa del grande Gianfranco Ferré, l’architetto delle forme per eccellenza, e di recente i quotidiani finanziari hanno annunciato la fine del brand, fortunatamente il talento è dietro l’angolo, basta solo investire e crederci. L’artigianalità, quella vera, in Italia esiste ancora e il giovane designer Italo Marseglia, che nonostante l’età sembra avere la tempra di un sofisticato couturier degli anni Ottanta, ci riserverà delle bellissime sorprese. Augurandoci che siano made in Italy, naturalmente.

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