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Al Torino Film Festival l’anteprima de “Il Purgatorio” in VR del regista Federico Basso

ETT, industria digitale creativa, sarà tra i protagonisti della 40°edizione del Torino Film Festival. La società del Gruppo SCAI sarà ospite di Rai Cinema e Anica – Unione Editori e Creators Digitali partner della nuova sezione “Le nuove frontiere del cinema”, all’interno del progetto “La Scuola in Prima Fila” realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino nell’ambito del Piano Nazionale di Cinema e Immagini per la Scuola e promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione. Mercoledì 30 novembre – alla Mole Antonelliana alle 9.30 – un appuntamento dedicato al mondo della scuola e ai nuovi linguaggi tra didattica e innovazione e un focus su Dante con la proiezione VR e panel di approfondimento sull’anteprima de “La Divina Commedia VR” – Il Purgatorio” di Federico Basso. Una produzione ETT prossimamente disponibile su Rai Cinema Channel VR. Un’opera che offre allo spettatore modalità innovative e altamente immersive di fruizione del mondo immaginato all’interno di uno dei capolavori della letteratura e della poesia mondiale, simbolo dell’identità linguistico-culturale del nostro Paese. Ospiti del Panel, alle ore 10: Paola Traversa, Coord. Servizi educativi Museo Nazionale del Cinema di Torino; Giovanni Verreschi, A.D. ETT S.p.A.; il regista Federico Basso; il digital storyteller, Alessandro Cavallaro ETT S.p.A. Gruppo SCAI; Gabriele Campanella, Ricercatore Ingegneria del Cinema Politecnico di Torino. Modera Tommaso Maggi, Marketing strategico e digital Rai CinemaSarà presente anche l’ideatrice e curatrice del progetto Adele Magnelli, International Project Manager, ETT S.p.A. Gruppo SCAI. In anteprima, dunque, la proiezione in lineare e in VR del secondo capitolo “La Divina Commedia VR: Il Purgatorio”. Da un’idea di Adele Magnelli, il corto è scritto e diretto da Federico Basso, su soggetto di Alessandro Cavallaro che ha curato la supervisione scientifica e la selezione dei versi. Il cortometraggio, della durata di circa otto minuti e trenta, accompagnato dalla voce dell’attore Francesco Pannofino, permette allo spettatore di vestire i panni del Sommo Poeta e di varcare le soglie del Purgatorio per intraprendere il suo viaggio.

Purgatorio in VR_credits Courtesy of Press Office
Purgatorio in VR_credits Courtesy of Press Office

Sinossi

Il Purgatorio si manifesta in tutta la sua imponenza: una montagna rocciosa che svetta al centro dell’emisfero australe, nell’oceano. Usciti dall’Inferno, in questo regno è ammesso lo scorrere del tempo: qui si conoscono l’alba e il tramonto, il giorno e la notte, e la luce è declinata in tutte le sue tonalità. Entrato in questo scenario primordiale lo spettatore varcherà in soggettiva, con gli occhi di Dante, la soglia del Purgatorio: una porta nella roccia, custodita da un angelo armato di spada. La prima cornice è quella dei superbi: anime costrette da enormi massi a guardare dimessamente a terra, là dove sono rappresentate scene di umiltà e di superbia: storie scolpite in altorilievi prodigiosamente animati in un “visibile parlare”. A seguire le pene degli invidiosi, accasciati al suolo con gli occhi cuciti, e i lussuriosi, che avanzano drammaticamente nel fuoco dell’ultima cornice. Infine, giunti nel Paradiso Terrestre, appare la donna che ha mosso Dante al viaggio attraverso i primi due regni: Beatrice. Si riaccende l’antico fuoco d’amore, seguito dalla promessa dell’ultima tappa, quella del Paradiso Celeste. Dopo un sofferto pentimento, Dante sarà finalmente pronto a estinguere il ricordo di ogni peccato, ormai “puro e disposto a salire a le stelle”. Le ambientazioni sono state interamente modellate, sculptate e dipinte in 3D. Animazione di piante, fuoco ed acqua sono state realizzate sulla base di parametri fisici, facendo interagire nelle simulazioni fino a 100 milioni di particelle. Per quello che riguarda la figura umana, che nel Purgatorio diviene più centrale rispetto all’Inferno, si è optato per l’integrazione in compositing di attori ripresi in green screen in quelle scene che prevedono primi piani in cui si percepiscono il volto e le espressioni. Le scene di folla sono state realizzate riprendendo i movimenti reali di attori (MOCAP: motion capture), e riportando tali movimenti su character 3d. Inoltre, le colonne sonore originali sono firmate da Marco Morini, un’opera che pone particolare attenzione al sound design per arricchire l’esperienza dello spettatore a 360° gradi.

Al Premio Penisola Sorrentina cinema e realtà virtuale insieme con “La Divina Commedia in VR”

La tecnologia è ormai in grado di influenzare il nostro modo di vivere tramite un impatto diretto sulle percezioni, in particolare vista e udito, accrescendole in termini di sensibilità ed esperienza. Di cinema tra estetica, tradizione ed innovazione si parlerà a Sorrento il 28 ottobre, in occasione dell’inaugurazione del Premio Penisola Sorrentina, prestigioso evento promosso dal Comune di Sorrento con la direzione artistica di Mario Esposito e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Direzione generale cinema ed audiovisivo del Ministero italiano della Cultura e della Film Commission Regione Campania. A moderare i lavori saranno il patron della kermesse, Mario Esposito e la giornalista Raffaella Salamina, direttrice de Il Giornale Off. La realtà virtuale e la cinematografia sono un connubio che va avanti da più di vent’anni: sono decine i film che hanno preso spunto da un mondo parallelo fatto di connessioni e relazioni tridimensionali. Best experience dell’incontro sarà quella del progetto audiovisivo: “La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo”, prodotto da ETT Spa – azienda del Gruppo SCAI esperta in creatività e innovazione digitale – unica realtà italiana ammessa, ad aprile scorso, all’evento clou internazionale delle tecnologie immersive, ovvero la XR International Conference di Lisbona.

La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo_credits ETT Spa Official website
La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo_credits ETT Spa Official website

“La Divina Commedia VR: l’Inferno, un viaggio immersivocortometraggio, della durata di circa sette minuti, accompagnato dalla voce dell’attore Francesco Pannofino, permette allo spettatore di vestire i panni del Sommo Poeta e di varcare le soglie dell’Inferno per intraprendere il suo viaggio. Integrazione di computergrafica e riprese cinematografiche in Realtà Virtuale, grazie alle quali è possibile vivere un’esperienza coinvolgente ed immersiva. In particolare, ETT si è occupata interamente della produzione in CGI Animation, con un lungo lavoro di ideazione, progettazione e realizzazione di modelli animati in 3D, partendo da uno storyboard profondamente legato ai versi e alle allegorie della Divina Commedia.

La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo_credits ETT Spa Official website
La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo_credits ETT Spa Official website

Molto atteso a Sorrento l’intervento di Timothy Jung, l’esperto di fama internazionale di XR e VR. “Le tecnologie trasformeranno in modo significativo l’industria cinematografica”, avverte lo studioso, tra i maggiori esperti a livello mondiale, celebre per il suo lavoro di ricerca nei campi della realtà aumentata e realtà virtuale per il turismo, i beni culturali, l’istruzione, la formazione e l’assistenza sanitaria. Fondatore e direttore di Creative AR & VR Hub e capo del gruppo di ricerca MMU AR & VR dell’università metropolitana di Manchester, Regno Unito. Dal 2017, presiede l’International AR & VR Conference. I suoi interessi nell’ambito della ricerca comprendono AI, IoT, Big Data e l’innovazione tecnologica immersiva 5G orientata al benessere e alla qualità della vita. Inoltre, ha collaborato alla stesura di “Augmented Reality and Virtual Reality” il libro più scaricato in Business and Management nel 2018. Al Prof. Jung il Comune di Sorrento consegnerà il premio speciale per cinema ed innovazione. Premiati anche Adele Magnelli, ideatrice e responsabile del progetto audiovisivo dantesco in realtà virtuale, e Carlo Rodomonti, responsabile del marketing strategico e digital di Rai Cinema. A rappresentare a Sorrento ETT, che ha già vinto in passato i Best Paper Awards, saranno anche Federico Basso e Alessandro Cavallaro, rispettivamente regista e storyteller dello short film in VR, che dopo il talk verrà visionato dal pubblico e dagli studenti aderenti alla sezione Lab del Premio “Penisola Sorrentina”.

La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo_credits ETT Spa Official website
La Divina Commedia in VR: l’Inferno, un viaggio immersivo_credits ETT Spa Official website

Di gusto originale il confronto con le tecniche e i risultati tradizionali nel cortometraggio e nella cinematografia. Un riconoscimento speciale sarà, infatti, assegnato al regista sorrentino Antonino Giammarino per l’opera prima: “Anna Mendoza”. L’evento continuerà il giorno successivo con la Press Junket, curata da Pier Paolo Mocci (direttore di Fortune Entertainment) in dialogo con Anna Pavignano, coautrice con Mario Martone del documentario in produzione: “Laggiù qualcuno mi ama”. Produrre nuova cultura, nel solco della tradizione, ma anche della modernità, dello sviluppo e del rilancio: è questa la mission del “Premio Penisola Sorrentina”, dichiara il Sindaco di Sorrento Massimo Coppola, alla vigilia dell’evento che vedrà protagonisti anche altri big del cinema, della tv e dello spettacolo, tra cui Anna Mazzamauro, Marina Confalone e la star britannica Amy Macdonald.

“Occhiali neri”, la locandina del film di Dario Argento fa sold out in versione digital

Per la prima volta, in Italia una locandina di un’opera cinematografica diventa NFT Fungible Tokens. Parliamo del poster del nuovo film del maestro del brivido, Dario ArgentoOcchiali neri”, una collezione di cui vengono venduti 588 NFT in 48h, facendo sold out. Occhiali neri NFT by Dario Argento consegna al pubblico la proprietà unica di 588 opere digitali 3D animate, che sbloccano una serie esclusiva di benefici ed esperienze strettamente correlati al film, ai suoi attori e alla produzione cinematografica. Per rendere ancora più esclusivo il possesso di un NFT legato alla nuova realizzazione di Dario Argento, sono stati creati solamente 588 NFT multimediali, numerati in tutto il mondo e nessun nuovo pezzo sarà mai aggiunto a questa collezione. Il film che vede nel cast principale Ilenia Pastorelli e Asia Argento, è una coproduzione tra l’italiana Urania  Pictures di Conchita Airoldi e Laurentina Guidotti e la francese Getaway, in collaborazione con Rai Cinema, Canal+ e Cine+, Sky; distribuito in Italia da Vision Distribution e nel mondo da Wild Bunch.

Locandina del film "Occhiali neri"_credits Courtesy of Press Office
Locandina del film “Occhiali neri”_credits Courtesy of Press Office

A realizzare gli NFT del film Occhiali Neri, al cinema dal 24 febbraio, è stato il team tutto italiano di Birdez Gang, guidato dall’imprenditore digitale Mik Cosentino e tra le prime realtà ad approcciare il mercato dei Non-Fungible Token nel nostro Paese. Il progetto è stato sviluppato da Vision Distribution in collaborazione con il gruppo Demba di Marco De Micheli, società che opera da molto tempo nel cinema in Italia. “Con questa operazione intendiamo avviare una strategia strutturata di utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione che sono offerti dalla rivoluzione tecnologica del web3, con l’obiettivo di costruire nuove e più efficaci campagne di lancio dei nostri film”, ha commentato Massimiliano Orfei, AD di Vision Distribution. “Il mercato cinematografico sta affrontando una trasformazione radicale, che impone a tutti gli operatori della filiera di ripensare e rinnovare i propri modelli operativi. Siamo convinti – conclude – che la crisi che stiamo attraversando sta per finire e che il mercato post pandemico offrirà enormi opportunità di sviluppo del business, che potranno essere però colte appieno solo se si sarà capaci di adattare e far evolvere molto velocemente e creativamente, a tutti i livelli, modelli e mentalità operative”.

Digital gap, in Italia oltre il 70% delle PMI ha un basso livello di digitalizzazione

La bassa digitalizzazione come ostacolo alla crescita delle PMI italiane, in un quadro complessivo in cui le microimprese sono quelle a subire maggiormente il digital gap rispetto alle realtà più grandi. Questi, in sintesi, i risultati che emergono dall’ultima analisi Cerved sulla digitalizzazione delle imprese in Italia, che evidenzia come al diminuire delle dimensioni dell’azienda diminuiscono anche le competenze digitali impiegate per crescere.

Oltre il 70% delle PMI in Italia ha ancora un basso livello di digitalizzazione, nonostante l’elevata propensione alla crescita e la spinta alla ripresa nella fase post pandemia. E nel complesso delle tecnologie da conoscere, i dati continuano a essere una risorsa preziosa e ancora poco sfruttata, anche per i giovani professionisti del settore.

Analizzando i dati relativi a propensione innovativa, cultura digitale e posizionamento sul web di circa 150mila imprese in Italia, emerge che il 9,1% di loro (14.506) presenta un’elevata propensione alla digitalizzazione, 32.182 PMI (il 20,3%) con una propensione alla digitalizzazione moderata, mentre la quota restante di oltre due terzi evidenzia bassi livelli di digitalizzazione. La percentuale di aziende con elevate digital capabilities è più elevata tra le medie imprese (15,9%), mentre le piccole fanno registrare percentuali più basse di imprese digitalizzate (7,8%). Nel complesso, i livelli di digitalizzazione delle PMI risultano ancora molto inferiori rispetto alle grandi imprese (9,1% contro 31%). Differenze importanti che emergono anche nel confronto tra le diverse filiere produttive, con la filiera chimica e meccanica e le imprese ICT che superano il 30% per arrivare a quelle delle costruzioni e dei trasporti intorno al 5%.

Opportunità di ripresa per le aziende, di lavoro per i giovani

Nel nuovo scenario economico post Covid, le aziende più digitalizzate avranno la possibilità di aggredire prima la ripresa disponendo di maggiori capacità per ottimizzare le risorse e aumentare gli obiettivi di performance. In questo senso, un ruolo importante lo svolge anche l’automatizzazione di molte fasi del lavoro di raccolta e analisi dei dati, laddove risulta complesso- soprattutto per le piccole e medie imprese- avere a disposizione figure professionali che si occupino di raccoglierli, analizzarli e trasformarli in input preziosi per il business.

È in questo contesto che si colloca la crescente attenzione che le imprese hanno rivolto all’analisi dei customer data. L’utilizzo del Customer Data Model, infatti, consente di risparmiare tempo, destinando le risorse a sviluppare analisi che verranno poi tradotte in ottimizzazione dei processi di marketing e CRM. Si tratta, per le aziende anche di piccole dimensioni, di avere accesso a una trasformazione digitale graduale ma profonda.

credits Courtesy of Press Office
credits Courtesy of Press Office

Approccio che rappresenta uno caratteristica distintiva di F2 Innovation, società che, proprio attraverso l’utilizzo di customer data model, modelli di analisi e un mix di competenze, ha ottenuto una crescita costante negli ultimi due anni. Per sé, ma soprattutto per le aziende accompagnate nella costruzione e gestione di una efficace presenza online nei mesi dei lockdown, in cui la sola vetrina possibile era quella digitale.

Interventi di questo tipo hanno permesso a molte piccole e medie imprese di recuperare terreno, grazie anche alla possibilità di conoscere e comprendere, in via preliminare, l’effettivo potenziale della corretta gestione dei customer data nello sviluppo del proprio business. Con il risultato che in molte hanno chiuso il 2020 con risultati addirittura migliori dell’anno precedente. Ma il settore, in forte crescita, rappresenta una grande possibilità anche per giovani professionisti: uno dei punti di forza di F2 Innovation, infatti, è proprio il team, che unisce la presenza di manager esperti (come il CEO Alessandro Cavallo, imprenditore e docente in Università Lumsa e Luiss Business School) con brillanti neolaureati, selezionati tra quelli provenienti dalle migliori università italiane. Puntare sulla formazione e sulla crescita dei professionisti del team è ritenuto indispensabile dall’azienda, che ha l’obiettivo di crescere proprio attraverso le risorse umane, e che seleziona anche studenti per stage e percorsi di internship retribuiti.

“In F2 Innovation siamo consapevoli del fatto che molte aziende, soprattutto pmi, non riescano a sfruttare pienamente il grande potenziale che deriva dalla digitalizzazione e dal corretto utilizzo dei Customer Data -spiega Cavallo- Per questo, stiamo continuando ad affiancarle anche rafforzando la nostra gamma di soluzioni, e continuiamo ad assumere manager e consultant. Contemporaneamente, intendiamo migliorare la nostra collaborazione con l’università, sia per favorire l’inserimento di risorse sia per migliorare ricerca e sviluppo applicati ai Customer Data”.

F2 Innovation- company profile

F2 Innovation è una società di consulenza marketing e IT specializzata nell’implementazione di soluzioni tech-objective per potenziare e attivare i Customer Data. Grazie a un approccio metodologico- Customer Data Model- focalizzato sulla raccolta, valorizzazione e impiego dei dati, sostiene le aziende nell’ottimizzare la gestione di attività e processi di sales&marketing e le relazioni con i clienti. Il criterio data-driven di F2 Innovation è orientato a supportare le aziende nell’affrontare le sfide della trasformazione nel medio-lungo termine.

Tra i clienti seguiti da F2 Innovation: Sara Assicurazioni, Codemotion, BeSafe Suite, Vikey, Pharmercure, Seta Beauty e British Centre.

ImpressMe, ecco l’app che consente di stampare le foto con un click

La cabina per fototessere, un oggetto un po’ magico che ha da poco compiuto 55 anni e dal 1962 fotografa le facce di tutti gli italiani. Da poco inoltre è stata lanciata ImpressMe, una nuova e rivoluzionaria app che consente di stampare tutte le foto che abbiamo su tablet e telefonini in qualsiasi cabina per fototessera con un semplice click.

Le cabine per fototessera diventano veri e propri punti stampa universali. Oggi facciamo centinaia di fotografie in più rispetto alle canoniche 30 dei vecchi rullini, anche se quasi tutte rimangono sul cellulare o sul tablet. Da qui nasce ImpressMe, un software che in sostanza materializza i ricordi e probabilmente avrà un impatto forte sulle nostre abitudini. È una novità che in qualche modo strizza l’occhio al passato e in un mondo sempre più digitale offre un tributo alla carta. A dare testimonianza della fototessera come fenomeno estetico e di costume, e della cabina come spazio privato immerso nello spazio pubblico, torna alla memoria il celebre nome del Maestro Franco Vaccari, l’artista che con la sua Esposizione in tempo reale, presentata nel ’72 alla biennale di Venezia, affascinò tutti con un’opera d’arte interattiva, in cui i protagonisti erano la cabina, le sue fototessere e il catalogo degli oltre 5000 volti chiamati a lasciare una traccia fotografica del loro passaggio.

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Sulla scia creativa del maestro Vaccari si sono mossi anche i Parasite 2.0 che qualche mese fa hanno presentato al pubblico la loro “cabina d’autore”. Questo giovane, pluripremiato collettivo di architetti, con alle spalle due Biennali di architettura e molte mostre all’estero, svela il progetto di trasfigurazione del tradizionale e ormai iconico photo booth in un oggetto totemico di culto dall’identità rinnovata, che non tradisce le sue forme originali ma le mantiene in una veste surreale e fortemente contemporanea. I Parasite 2.0 hanno ideato una sinuosa crisalide in metacrilato fumé in grado di ripensare geometria e presenza del macchinario, proiettandolo in un immaginario futuristico e al contempo ancestrale. Un primo passo verso una nuova generazione di “cabine d’autore”, che saranno destinate a musei e festival di musica e arte contemporanea, nonché diffuse in punti strategici delle principali città d’Italia.

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La prima cabina fu messa a Roma, presso la Galleria Alberto Sordi, più di mezzo secolo fa, percepita come diavoleria moderna e oggetto di curiosità per attori, politici e passanti (avrei delle belle immagini di repertorio). Del resto André Breton ammette semplicemente di riconoscersi di più in una fototessera che in un ritratto di Man Ray.  Ed Henri Cartier Bresson, nel 1952, nell’introduzione a Images à la Sauvette, scrive: «All’artificio di certi ritratti, preferisco di gran lunga le piccole carte d’identità una accanto all’altra nelle vetrine dei fotografi di passaporto. A quei volti puoi sempre fare una domanda».

Siamo in un’epoca in cui, ogni giorno nel mondo, oltre 200 milioni di foto vengono postate su Facebook, 80 milioni condivise su Instagram, 250 milioni vengono trasmesse su Whatsapp.  Mantenere un cloud di 100 GB, capaci di contenere più di 30.000 foto, costa poche decine di euro all’anno. Catturare un ricordo oggi? Semplice, rapido, di altissima definizione, sempre e ovunque. Il paradosso, però, risiede nel seguente passaggio: più accumuliamo, salviamo, inviamo e modifichiamo, più il passato sarà lontano e poco “nostro” e così finiremo per dimenticare il piacere cullante del sentire nostalgico. Dove è finita la nostalgia? Non riusciamo più a commuoverci davanti a una foto perché  immediatamente possiamo distrarci con un’altra e con mille altre ancora. Questo diventerebbe un modo “ moderno” e attuale, per poterci distrarre finalmente su di un ricordo e farlo nostro per sempre

Apre a Roma il primo centro di Crioterapia firmato Cryofit

Comprare un nuovo smartphone, tutto quello che devi sapere

Smartphone nuovo? Ecco tutto quello che devi sapere prima di acquistare il tuo nuovo telefono cellulare. Dai marchi migliori sul mercato al momento più adatto per comprarlo, non perdere i nostri consigli tech 

Scegliere uno smartphone è sempre più difficile. I numerosi brand elettronici lanciano infatti costantemente nuovi prodotti sul mercato. Non si fa in tempo a comprare l’ultimo modello, che ce n’è già uno migliore in arrivo. Insomma, una corsa infinita. Sempre più numerosi, tecnologici e avanzati, ognuno di questi strumenti presenta caratteristiche avanzate e funzionalità all’avanguardia. Decidere di comprarne uno non è così semplice come può sembrare e trovare quello più adatto alle proprie esigenze può diventare un’ardua impresa. Destreggiarsi poi tra numeri, sigle e terminologie sconosciute ai più mette davvero a dura prova. Ecco allora alcuni consigli tech da seguire subito, per ridurre il campo d’azione della telefonia mobile e trovare il modello di smartphone più adatto.

Comprare un nuovo smartphone, tutte le risposte che cercavi

Come scegliere uno smartphone?

Prima di procedere all’acquisto di un nuovo telefono cellulare devi considerarne forma, aspetto e design e capire cosa può fare al tuo caso. Uno schermo più grande sarà sicuramente meno comodo da tenere in tasca, ma molto più efficiente per chi lo utilizza per lavorare. Chi usa uno smartphone solo per chiamare o inviare qualche messaggio può invece scegliere un modello con uno schermo più ristretto. Prendi in considerazione anche lo spessore del dispositivo, il suo peso e il suo grip, cioè la comodità della presa. Puoi scegliere tra smartphone con una scocca in metallo, più delicati ma sicuramente più curati e piacevoli al tatto, oppure in plastica, meno soggetti a graffi e altrettanto curati.

Altri punti di fondamentale importanza nella scelta dello smartphone perfetto per le proprie esigenze sono la RAM, la memoria ad accesso casuale che permette di memorizzare le informazioni temporaneamente, e il processore. Entrambi migliorano le prestazioni dei dispositivi, evitano rallentamenti durante il caricamento di giochi, programmi o video e conferiscono maggiore potenza al dispositivo.

Per quanto riguarda la memoria del dispositivo, è indicato puntare su modelli da 16 GB o 32 GB se non si ha l’abitudine di giocare o collezionare applicazioni. Se invece si usa lo smartphone per lavoro e si è sempre in mobilità allora sarà meglio optare su dispositivi con una memoria da 128 GB o 250 GB. Cosa significa questo numero? Più alto è più spazio avrai per ospitare tutte le foto che, siamo certi, scatterai senza ritrovarti dopo poco quel odioso messaggio “hai finito lo spazio, cancella qualcosa”.

come scegliere uno smarphone

Smartphone chi fa le foto migliori?

Chi ama scattare fotografie con il proprio dispositivo, non potrà fare a meno di scegliere un modello con fotocamera super avanzata. Ma quale smartphone fa le foto migliori? Tra gli smartphone top di gamma con le migliori fotocamere ci sono i modelli: LG G5, Samsung Galaxy S7 / S7 Edge, HTC 10, Apple Iphone 7/Plus (che ha aggiunto l’effetto profondità – sfondo sfocato – come le macchine fotografiche professionali) e l’Huawei P9 Plus.

Quando conviene comprare smartphone?

Pensare di vendere il proprio smartphone e acquistarne uno nuovo, dipende anche dalle tempistiche di uscita dei nuovi modelli da parte delle aziende. Così, per esempio, se sappiamo che a settembre Apple annuncerà i suoi iPhone, è meglio vendere il proprio modello tra luglio e agosto; dopo perderà un po’ del suo valore a causa dell’uscita della nuova generazione. Secondo uno studio invece il momento migliore per acquistare un modello Samsung è dopo tre mesi dall’uscita del nuovo modello sul mercato. I prezzi continuano a scendere drasticamente nei mesi successivi ma aspettare troppo significa poi dover acquistare un dispositivo già “vecchio”.

Dove acquistare smartphone online?

Se anche voi preferite fare i vostri acquisti seduti comodamente sul divano di casa, le piattaforme online, come quella di Yeppon sono le soluzioni più adatte. Le offerte smartphone su Yeppon non mancano, con uno sconto che va dal 10 al 60% e tempi di spedizione che vanno da 1 a 3 giorni lavorativi. Tra gli ultimi modelli in vendita tra cui potrai acquistare il tuo preferito seguendo le nostre regole, anche il modello top seller Asus Zenfone 2, oppure il nuovo Nokia Lumia 640. Ampia scelta di smartphone di casa BlackberryLGWiko, Huawei.

Buon acquisto!

BAGBNB. Come ti mollo la valigia con un’app

BAGBNBwww.bagbnb.com è una nuova startup. La prima, in realtà, dedicata al deposito bagagli che si preoccupa interamente di “liberare le mani” dei turisti i quali, usciti dagli appartamenti, hanno ancora qualche ora per visitare le città in cui si trovano.

Nata dall’idea di tre ragazzi romani, Alessandro, Giacomo e Giulio, BAGBNB risponde all’esigenza di riuscire a coprire il tempo a disposizione dei turisti, prima della prossima partenza, dando loro un servizio in più: una community per il deposito delle valige. Un’intuizione vissuta sulla propria pelle e che si è trasformata in un progetto. A chi non è capitato di voler avere il bagaglio a portata di mano e allo stesso tempo dimenticarsene per qualche ora e visitare un quartiere prima della partenza?

Dal principio “hands free”, i tre hanno studiato, progettato e messo in pratica una piattaforma che mette a disposizione una rete di appoggi, gli Angel, i quali “ospitano” i bagagli mentre si va in giro. Partendo dalla prima vera “città degli angeli”, Roma, il gruppo è già pronto ad ampliare ed estendere il servizio in altri centri, anche fuori dall’Italia.

BAGBNB Courtesy of S/C Comunicazione
BAGBNB Courtesy of S/C Comunicazione

Ma chi sono gli Angel? In pratica sono i locali pubblici – quelli della Capitale, per il momento – che hanno risposto in maniera più che positiva al progetto. Un vantaggio doppio per il locale, che da questo servizio riceverà non solo un compenso per ogni valigia custodita, ma aprirà le porte a una nuova clientela.

In poco meno di tre mesi il network si è strutturato e viaggia già su oltre 30 Angel su tutti il territorio di Roma. Ed è per questo motivo, grazie alla positiva reazione e disponibilità degli esercenti, che BAGBNB è pronta a lanciare anche un servizio di Angel “privati”: studenti, pensionati, chiunque abbia un piccolo spazio per ospitare valigie. Dislocando così il servizio in una dettagliata mappa che si estende in tutta la città. Provare per credere: www.bagbnb.com

BAGBNB Nella foto gli ideatori_Giacomo-Alessandro-Giulio_ Courtesy of S/C Comunicazione
BAGBNB Nella foto gli ideatori_Giacomo-Alessandro-Giulio_ Courtesy of S/C Comunicazione

GLI  IDEATORI

Giulio De Donato

Appassionato sviluppatore Open-Source e Product Manager per XPeppers. Esperto di piattaforme di e-commerce, microservizi e devops è attivamente coinvolto nella comunità PHP, nell’ecosistema Golang e Docker.

Giacomo Piva

Web Marketing Manager e Product Owner di una grande azienda turistica. Da oltre dieci anni è coinvolto nel marketing online e nella gestione del prodotto. Senza trascurare la sua passione per l’e-commerce, il Seo e l’ottimizzazione user-friendly.

Alessandro Seina

Designer e art director di Studio Mjölk – studio indipendente con sede a Roma e Berlino – si è specializzato in visual e brand identity, divendosi tra l’amore per la tipografia e l’illustrazione. È anche superhost Airbnb, ed è stato questo il tratto fondamentale per avere una osservazione diretta su molti aspetti del settore.

Tutto il bello della moda su Netflix e SkyGo

Fashioniste appassionate ma un po’ fuori dal giro per essere invitate alle sfilate delle fashion weeks, oppure la moda è il vostro mestiere e non volete perdervi proprio nulla del suo fashion system?

In entrambi i casi non preoccupatevi perché a tenervi aggiornate sulla moda a 360 gradi in fatto di film e documentari su icone di stile, personaggi leggendari e figure, che hanno segnato la storia della moda, ci pensa Netflix e SkyGo. Avete letto bene da oggi in poi è possibile soddisfare la voglia di moda semplicemente dal divano di casa e sopratutto senza la tortura del famoso tacco 12 d’obbligo per certe occasioni.

Courtesy of Press Office
Courtesy of Press Office

Da qui ai prossimi mesi tantissime pellicole potranno essere guardate in streaming sia su Netflix, indicizzati sotto la parola chiave “Fashion”, che su SkyGo, il servizio streaming di Sky, sopratutto sul canale Sky Arte.

Designer e addetti del settore caratterizzati da personalità uniche e dallo stile inequivocabile, che si raccontano in film e documentari sul mondo della moda firmati da registi famosi e non, saranno d’ora in poi a portata di telecomando. Pronti per assaporare qualche film? Allora prendete i popcorn e accomodatevi in poltrona eccovi qualche chicca per gli appassionati del genere.

Courtesy of Press Office
Courtesy of Press Office

Dalla vita di Anna Piaggi secondo Alina Marazzi alle riprese di un nuovo film su Gianni Versace interpretato da Antonio Banderas. Queste sono solo alcune delle nuove visioni che si aggiungono alla vastità di film, cortometraggi e documentari che hanno raccontato e continuano a raccontare, l’evoluzione della storia della moda e del costume, e ovviamente i personaggi promotori del loro cambiamento.

Dai film che celebrano la vita dedita alla moda dell’icona Iris Apfel o Diana Vreeland al successo degli stilisti Jeremy Scott a Moschino, Frida Giannini per Gucci e Raf Simons da Dior.

The Setember Issue - Courtesy of Press Office
The Setember Issue – Courtesy of Press Office

The September Issue, l’esclusivo documentario su Vogue e sulla potente direttrice e responsabile artistica Anna Wintour, alle prese con l’attesissimo e laborioso numero speciale di settembre. IL documentario, vincitore al Sundance Film Festival nel 2009 è girato dal regista R. J. Cutler, che ha avuto accesso alla sede centrale della rivista di Times Square a NewYork.

Advanced Style è il fantastico documentario diretto da Lina Plioplyte visibile su Netflix, che ha come protagoniste sette donne newyorkesi over 60 che tra ciglia finte, rossetto intonato agli occhiali e accessori etnici, ci aprono i loro preziosi armadi e danno consigli di bellezza. Perché si può essere affascinanti ed originali proprio a tutte le età. 

Advanced Style - Courtesy of Press Office
Advanced Style – Courtesy of Press Office

Sempre per “il fascino senza età”, ecco un’icona fashion che, a 94 anni, detta ancora legge. Lei è Iris Apfel, esperta d’arte  interior designer, businesswoman, creatrice di gioielli, dotata di una rara personalità ed amante di tutto ciò che è unico, non convenzionale ed esotico. Albert Maysles nel documentario-omaggio ne ripercorre la vita e l’influenza che ha avuto nel mondo della moda. Il film sarà presente sia su Netflix che su SkyGo. 

Iris Alpef - Courtesy of Press Office
Iris Alpef – Courtesy of Press Office

Un ritratto leggero e divertente quello di Diana Vreeland presente sul canale Netflix. Giornalista statunitense icona di stile, editor di Harper’s Bazaar e poi redattrice capo di Vogue America, ha anticipato e rivoluzionato le tendenze nel XX secolo, ha lanciato moltissime dive e fotografi di successo dalle pagine di Vogue. Una delle personalità più influenti e anti conformiste della moda, ha osannato il bikini e i jeans in un’epoca in cui erano ancora rivoluzionari. Celebre il suo mantra l’occhio deve viaggiare.

 

Diane Vreeland - Courtesy of Press Office
Diana Vreeland – Courtesy of Press Office

 

Dior and I è un documentario sul lavoro dello stilista belga Raf Simons nella casa di moda francese Dior, dove è arrivato nel 2012. Diretto da Frédéric Tcheng, il film racconta come lo stilista abbia realizzato in 8 settimane la sua prima collezione per Dior, quella di haute couture per l’autunno-inverno 2012, nella quale riprese le linee degli abiti disegnati dallo stesso Christian Dior negli anni Cinquanta. Simons, ha lasciato Dior nell’ottobre del 2015 e ora è direttore creativo di Calvin Klein, mentre Maria Grazia Chiuri è la nuova direttrice creativa di DiorIl film è disponibile su SkyGo fino al 31 marzo 2017.

Mademoiselle C. La signora della moda visibile su SkyGo fino al 30 novembre, è la storia di un’altra famosa giornalista di moda, Carine Roitfeld. La Roitfeld ha diretto l’edizione francese di Vogue Paris dal 2001 al 2011, diventando famosa come CR, la sigla con cui firmava i suoi articoli. Il film è stato girato dal regista Fabien Constant ed è uscito nel 2013. 

The True Cost - Courtesy of Press Office
The True Cost – Courtesy of Press Office

Tanti altri sono i titoli dei film fruibili nei prossimi mesi come Eva Herzigova e Milla Jovovich secondo Peter Lindbergh su SkyGo, Pop Models su SkyGo, Fashion in the 90’s su SkyGo, Fresh Dressed su Netflix, The Director. Inside the house of Gucci su SkyGo, Fashion on 5th Avenue su SkyGo, Roxane Lowit. Magic Moments su SkyGo, The True Cost su Netflix, Jeremy Scott. The people’s designer su Netflix.

 

Nintendo VS Smartphone: i Pokémon sono tornati

pokèmon

di Giusi Rosamilia

I Pokèmon sono tornati! Dagli schermi dei Nintendo degli anni ’90 si catapultano sugli smartphone con una applicazione dinamica e molto interattiva: Pokémon go nasce in America e arriva in  Italia il 15 luglio 2016. Nel giro di poco tempo è il gioco più scaricato su Android e Apple. I ragazzi degli anni ’90 li ricordano bene questi mostriciattoli colorati: nascono da un’idea di Tokyo da Satoshi Tajiri nel 1995, un giovane che aveva la passione per gli insetti.

Oggi è l’applicazione più scaricata al mondo: oltre 7,5 milioni di download. Essa permette di poter cercare e catturare i personaggi del cartone nel mondo reale, con tanto di mappe e di pit stop.. ops.. Pokèstop: luoghi reali dove i giocatori possono raccogliere strumenti utili alla ricerca.

Gli esserini sono nascosti in ogni angolo, anche quello più recondito: per strada, a casa, in un negozio, in una piazza, davanti ad un monumento e si possono catturare con una poké ball: c’è bisogno di abilità e di velocità. Lo scopo è catturarne quanti più possibile, allenarli nelle palestre e usarli per combattimenti con altri utenti. Per ora ci sono in giro 250 Pokèmon.

Il gioco è collegato al Gps e alla connessione internet: l’utente si sposta nella realtà, camminando, guidando, andando in bicicletta, su un tram e l’avatar creato nel gioco farà lo stesso, spostandosi in una mappa molto simile a quella di Google maps.

E’ molto difficile da completare: viene aggiornato di continuo e non ha un vero e unico obiettivo finale. Alcuni Pokémon sono rarissimi: si trovano solo in alcune parti del mondo, altri non sono stati ancora mai trovati. Per finire il gioco si dovrebbe girare il mondo e avere tanto tempo a disposizione. Qualcuno che ha catturato tutti i Pokèmon e che ha finito il gioco c’è: è Nick Johnson, 28 anni, di New York. Lavora per  Applico, una startup specializzata in tecnologie mobile e ha catturato 142 Pokèmon, tutti quelli disponibili negli Stati Uniti: in tutto ha preso 4.629 Pokèmon, ha fatto schiudere 303 uova e ha camminato per più di 150 chilometri. Ora sta girando a caccia di Pokémon, con aerei e hotel di lusso pagati.

La società che ha creato il gioco, la Niantic, ha mantenuto segretezza circa il funzionamento del sistema di mappe e in generale su tutta la tecnologia. Ai nuovi allenatori, decine di milioni di persone, poco importa, naso all’insù a cercare Pokèmon volanti e un pizzico di fortuna per catturare quelli più rari!

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