Art, home — 20 settembre 2018 at 10:48

Alla galleria SpazioCima di Roma, il “sincronismo astratto” diventa arte

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 Libri come opere d’arte, parole che diventano pennellate, allegorie che diventano virgole di colore. Ma anche segni e corpi, materia e sincronicità, staticità e movimento. Due “sostanze” totalmente diverse, quelle del brindisino Luisiano Schiavone e della spoletina Chiara Montenero, ma dalle “forme” similari, accomunate da un forte legame con l’astratto, da una vitalità cromatica, da una ricerca costante.

“Sincronismo astratto” è l’evento di riapertura, dopo la pausa estiva, della galleria SpazioCima, sita in via Ombrone 9, Roma, che inaugurerà oggi, giovedì 20 settembre, dalle ore 18:00 alle ore 21:30sino a venerdì 28 settembre. La mostra, curata e organizzata da Roberta Cima, è a ingresso libero, da lunedì a giovedì dalle 15 alle 19, venerdì dalle 10 alle 13. Circa quindici le opere esposte, già presentate nel corso dell’anno.

Chiara Montenero, Courtesy of Press Office

Chiara Montenero, Courtesy of Press Office

DUE STILI, LA STESSA RICERCA – La poetessa e scrittrice Chiara Montenero, prima artista italiana ad aver esposto al Museo del Bardo di Tunisi, plasma i grandi classici della letteratura reinterpretandoli alla luce della pittura, con un’arte visiva che diventa nuova esperienza di sintassi e di contenuti, di emozioni e di linguaggi. Da Moby Dick di Melville al Canto di Natale di Dickens, dall’Odissea di Omero agli Ossi di Seppia di Montale, proseguendo tra Cime Tempestose e Notti Bianche. “Il mio percorso – spiega Chiara Montenero – inizia dalla scrittura, dall’emozione che si fa inchiostro e prosegue nelle mie mani inconsapevoli che disegnano segni di colore sulla tela candida del mio io imprigionato nelle sue stesse catene”.

Collegata all’astrattismo di Chiara è la collezione di “corpi”, quasi planimetrie, di Luisiano Schiavone: un risultato dato dallo studio della materia e alla sua trasformazione nel tempo. Una scoperta fatta di segni, intese come piccole particelle costituenti un corpo. Un corpo che, quindi, diventa astratto, forma figurativa da interpretare, una nuova realtà. Nei suoi “ritratti”, invece, è il colore a prevalere: pennellate calde e intense per volti mai in posa, mai simmetrici, in una stasi perenne di movimento apparente. L’artista ama le imperfezioni, che esalta e mai appiattisce, consapevole che questi siano il primo elemento a renderci unici e veri.

Luisiano Schiavone, Courtesy of Press Office

Luisiano Schiavone, Courtesy of Press Office

BIOGRAFIA DI CHIARA MONTENERO – Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, giornalista, ha collaborato con importanti testate giornalistiche quali Cahiers d’Art, Il Giornale, La Stampa, Il Tempo, Mercedes Magazine, Investire. Nel 1996 la Marsilio Editori ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, Angeli in Ascensore, con l’introduzione di Alberto Bevilacqua. Nel 2009 la Casa Editrice Kimerik ha pubblicato la sua seconda raccolta di versi, Fragilità Indistruttibili. Nel 2010 la Lithos Editrice ha pubblicato il suo saggio, Ambivalenze – Ritratto di Arnold Wesker dalla A alla W, pubblicato nel 2012 nel Regno Unito dalla Oberon Books. E’ autrice di soggetto e sceneggiatura del cortometraggio Noiseless Hotel, premiato nel 2007 al Festival del Cinema di Napoli e a quello di Reggio Calabria. Nel 2013 la casa editrice Kimerik ha pubblicato la sua raccolta di poesie haiku Oltre l’Altrove. Nel 2017 la casa editrice Kimerik ha pubblicato La sua raccolta di favole e racconti Raccontamenti. Ha iniziato a dipingere nel 2012. Ha partecipato ad alcune collettive a Todi, Montefalco, Hammamet; le personali a Otranto, Lecce, Spoleto, Hammamet e Tunisi.

Luisiano Schiavone Courtesy of Press Office

Luisiano Schiavone Courtesy of Press Office

BIOGRAFIA DI LUISIANO SCHIAVONE – Dopo aver conseguito la maturità artistica e successivamente la laurea alla Accademia di Belle Arti di Lecce, l’artista mostra da subito una predisposizione pittorica per l’informale e l’espressionismo astratto. Nel 2014 realizza due tele per il film ” I nostri ragazzi” del regista Ivano De Matteo: esegue i ritratti dei protagonisti, gli attori Alessandro Gassman e Barbara Bobulova. Negli ultimi anni l’artista si proietta in un linguaggio pittorico introspettivo utilizzando la rappresentazione del figurativo alternandosi con l’informale. Come nel libro “Aut Aut” di Kierkegaard, Schiavone si pone il quesito della scelta fra l’essere etico e l’essere estetico, esplorando, pittoricamente e psicologicamente, queste due caratteristiche fondamentali dell’uomo.

 

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