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Essenza Maori: in viaggio tra i miti e le leggende proibite della Polinesia selvaggia

Poste metà strada tra la Nuova Zelanda e le Hawaii, le Isole Cook sono rimaste tra le poche mete long-haul internazionali Covid-19 Free. Il distaccamento forzato dal resto del mondo è stato necessario per tutelarsi ma si è rivelato anche utile per velocizzare un processo di riscoperta dei valori e delle tradizioni di questo piccolo paradiso. Già 15 anni fa si era dato il via ad un’analisi introspettiva riportando nelle scuole l’insegnamento della lingua Maori, oltre all’inglese, allo scopo di valorizzare l’aspetto culturale e storico non disdegnando, però, il supporto della tecnologia.  Si dice, infatti, che per conoscere bene un luogo ed il suo popolo, sia importante anche avvicinarsi alla lingua locale… Per questo, nel 2017, è nata Hika Kia Orana, applicazione che permette ai visitatori (e non solo) di tradurre istantaneamente dall’italiano al Maori non solo frasi pratiche di viaggio, ma anche canzoni e preghiere locali. La volontà di conservazione insita in ogni Cookiano è strettamente legata ai Kia Orana Values e, in particolare, allo spirito del Mana Tiaki, la responsabilità che ogni abitante sente nel cuore di tutelare e preservare per le generazioni future la cultura ed il patrimonio ambientale del piccolo paradiso. Ecco allora qualcuno di quei tratti culturali che questo popolo straordinario tramanda con successo da secoli.

credits Courtesy of Press Office
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Le origini

Gli abitanti delle Isole Cook sono discendenti dei veri polinesiani, i migliori navigatori del Pacifico. Circa l’87% dei cookiani è rappresentato, infatti, da autentici Maori che nel IX secolo partirono da Hawaiki, la loro terra d’origine, verso Aotearoa, la “terra della lunga nuvola bianca”, l’attuale Nuova Zelanda. Una conoscenza sofisticata della navigazione li ha portati, senza paura, alla ricerca di nuove terre. Il loro coraggio, la loro abilità e la loro forza superarono avventurieri leggendari provenienti dal Portogallo o dalla Spagna, così come gli olandesi o gli inglesi. Dal 1.500 AC le isole polinesiane venivano gradualmente popolate dagli antenati Maori che sbarcarono nelle loro Vakas (magnifiche giganti canoe a doppio scafo) guidati dalle stelle e dal loro famoso potere di navigazione. La Vaka più famosa qui è sicuramente la tradizionale Marumaru Atua, orgoglioso simbolo delle Isole Cook che appartiene, di fatto, al suo popolo. Dal 2012, Marumaru Atua ha navigato solo grazie alle antiche mappe stellari in tutto il mondo, senza strumentazione, in rappresentanza dei Cook Islanders, promuovendo il turismo in questo piccolo paradiso, e prevede di continuare a funzionare come “aula galleggiante”, per condividere l’orgogliosa storia del viaggio nel Pacifico con gruppi scolastici locali e turisti, per il whale-watching e per motivi di ricerca ambientale per  “Marae Moana“, la più grande riserva marina del mondo.

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I canti proibiti diventano inni

Nel 1821 i primi missionari cristiani guidati dal reverendo John Williams della London Missionary Society fecero del loro meglio per arginare quelli che consideravano desideri carnali degli abitanti, che in realtà rappresentavano l’eredità culturale degli isolani di Cook. Non era permesso cantare, ballare o suonare. Il loro arrivo ha alterato lo stile di vita tradizionale, ma in qualche modo gli abitanti delle Isole Cook sono riusciti a preservare magnificamente la loro orgogliosa eredità polinesiana e fonderla con la loro fede cristiana. Anche se non siete praticanti, non perdetevi la messa domenicale nella cattedrale di Avarua, recitata in lingua in Maori. È uno spettacolo nello spettacolo, cappellini di ogni foggia e colore indossati dalle donne, abiti di lino bianco, borsette di paglia e foulard, mentre vengono intonati canti sacri e melodie.

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Le leggende antiche

Ina e lo squalo

Vi siete mai chiesti come mai gli squali abbiano un incavo sulla testa? Ebbene, molto tempo fa c’era una bellissima fanciulla di nome Ina che chiese a uno squalo di portarla su un’altra isola per andare a far visita al suo ragazzo. Durante il viaggio Ina aveva fame e decise di aprire una delle noci di cocco che aveva portato con sé. Non avendo niente con cui aprirla, però, decise di spaccarne una sulla testa dello squalo. Lo squalo se la scrollò di dosso e se la mangiò, ma da quel giorno gli squali hanno la testa leggermente “ammaccata”. Chissà se sia con l’obiettivo di redimersi per questo “leggendario” episodio che nel 2012 le Isole Cook hanno istituito nelle loro acque il più grande santuario degli squali al mondo, uno spazio protetto di ben 1,9 milioni di kmq per i grandi predatori, in cui sono proibiti la pesca, il possesso e la vendita di prodotti di squali, fondamentali per la salute degli oceani e per la cultura di queste isole.

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La leggenda di Raemaru

Un’altra simpatica leggenda riguarda Maru, la montagna che migliaia di anni fa sorgeva orgogliosa sul lato occidentale di Rarotonga. Maru, la più alta dell’isola, copriva i raggi di sole all’alba permettendo agli abitanti del villaggio vicino di dormire più a lungo, con grande invidia di tutti gli altri villaggi. La sua fama non tardò a giungere anche sull’isola di Aitutaki, che invece di montagne non ne aveva nessuna. Vaeruarangi e Tamatoa, i due capi dell’isola, un bel giorno chiamarono a raccolta i loro migliori guerrieri e li istruirono a costruire grandi vakas e di partire alla volta di Rarotonga per conquistare la famosa montagna. Dopo una giornata di mare, i guerrieri avvistarono Rarotonga e l’orgoglioso picco di Maru. Scesero a terra nelle prime ore della notte mentre la gente dormiva profondamente. Corsero alla montagna, ne tagliarono la punta in poche ore, pronti a far ritorno alle loro vakas in attesa. Ma tutto quel lavoro stava producendo parecchio rumore e il villaggio, piano piano, cominciò a svegliarsi e ad accorgersi di ciò che accadeva. Gli abitanti di Aitutaki corsero veloci, aggrappati al loro premio, raggiunsero le loro canoe e si allontanarono prima che gli abitanti del villaggio potessero raggiungerli. Remarono e persero di vista l’isola di Rarotonga prima dell’alba.

Dopo quattro giorni di duro lavoro i guerrieri raggiunsero Aitutaki, ma durante il lungo viaggio tanti pezzi del monte si erano staccati e persi nell’oceano.  Ormai di Maru non era rimasto che una collina. La ribattezzarono allora Maunga Pu, che significa cima della montagna, in ricordo del loro successo.

Nel frattempo, a Rarotonga, la gente sconvolta per aver perso un gioiello così prezioso si preparava alla guerra. La vita non era più la stessa senza la cima di Maru: i raggi di sole dell’alba arrivavano presto disturbando il sonno degli abitanti del villaggio. Tuttavia, prima che le loro canoe da guerra fossero pronte, essi scoprirono che svegliarsi presto aveva i suoi vantaggi.

Era possibile catturare pesci più grandi e migliori all’alba! Ecco allora che la popolazione di Rarotonga decise di rinunciare alla guerra cominciando ad apprezzare questa nuova montagna, ora un po’ più bassa e piatta.

 

 

 

Dagli spazi urbani a Gozo, tutti i benefici dello yoga sull’isola di Malta

Chi pratica lo yoga sa bene quanto il luogo in cui si eseguono gli asana, sia fondamentale per trovare la concentrazione necessaria e per il raggiungimento del benessere atteso. Qualsiasi sia lo stile di yoga che pratichiate, avete mai pensato a partecipare ad un retreat a Malta completamente dedicato a questa disciplina? L’arcipelago posto nel cuore del Mediterraneo, col suo clima dolce, si presta perfettamente a dare il benvenuto agli amanti di questa pratica antichissima, ancora oggi tanto amata e diffusa, offrendo servizi e strutture idonee ad esaltare i risultati dati dall’esercizio, non solo per via delle numerose scuole specializzate che si trovano sulle isole, ma anche grazie a tutti i plus che solo Malta può offrire. La natura che caratterizza l’arcipelago, come potrete facilmente immaginare, si presta felicemente alla pratica all’aperto. Sia che preferiate la scenografica costa per essere accarezzati dalla profumata brezza marina, sia che, invece, preferiate il placido entroterra, troverete luoghi intrisi di un’intensa carica energetica, soprattutto in momenti topici della giornata come le scenografiche albe.

Yoga a Malta_ credits Instagram
Yoga a Malta_ credits Instagram

Quello che forse non sapete è che a Malta è possibile praticare lo yoga all’aperto anche in luoghi più urbani: per esempio sui bastioni di un’antica fortificazione barocca o ai piedi di un monumento storico come ce ne sono tanti in città gioiello quali Valletta, Mdina o Vittoriosa, centri dall’innegabile fascino dove troverete anche boutique hotel elegantissimi ed accoglienti, in grado di offrirvi il confort ideale, ma anche di organizzare sessioni private dove e quando lo desideriate. A Gozo, seconda isola dell’arcipelago è possibile organizzare retreat nelle farmhouse: splendide case coloniche costruite in pietra calcarea, caratterizzata dai tenui colori del miele, e circondate dalla rigogliosa macchia mediterranea. Immaginatevi a srotolare il vostro tappetino in un tranquillo giardino privato, a bordo della vostra piscina e accanto al rosa vivace di una grande bouganville, circondati dalla quiete di questa piccola isola. Tenete anche in considerazione la possibilità di affiancare la pratica dello yoga con altre attività, come le tante discipline sportive outdoor praticabili a Malta.

Yoga a Gozo nell'isola di Malta_credits Courtesy of Malta Tourism Authority
Yoga a Gozo nell’isola di Malta_credits Courtesy of Malta Tourism Authority

Sport a cui ci si può dedicare sia in alternativa, ma anche in una vera e propria commistione di generi: potreste uscire in barca a vela per poi fermarvi in una caletta isolata a meditare al tramonto, oppure potreste uscire in mare per una sessione di yoga sup e sulla tavola entrare in contatto con la nostra energia vitale, ma potreste anche decidere di avventurarvi in un’escursione a piedi o in bici tra le morbide colline della campagna maltese e trovare un angolino tutto vostro dove eseguire la routine preferita. Non dimentichiamoci infine che un soggiorno a Malta sarà davvero di benessere a tutto tondo perché supportato da un’alimentazione sana e rinvigorente a base di prodotti a Km 0 freschi e saporiti, tipici della dieta mediterranea.

“Il giro d’Italia in 50 isole” nell’emozionante viaggio autorale di Lucrezia Argentiero

Salina, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office
Salina, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office

Nascono in Puglia l’idea e la stesura de “Il giro d’Italia in 50 isole” della giornalista e scrittrice Lucrezia Argentiero (di origini pugliese, ma “adottata” da Bologna). Una “guida emozionale” che conduce alla scoperta delle 50 isole dello Stivale, tutte diverse fra loro e tutte a portata di mano. Ne “Il giro d’Italia in 50 isole” di Lucrezia Argentiero è l’Italia in mezzo al blu la protagonista.

Burano, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office
Burano, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office

Da Nord a Sud 50 mete imperdibili. “Altri mondi” che vi rapiranno il cuore una volta approdati, grazie al sole che scalda e abbronza, al vento perennemente presente che culla i pensieri, al profumo di salsedine che inebria i sensi. Sono “altri mondi” sì, ma vicini. Mondi conosciuti ma anche meno noti. Posti perfetti per chi nello sguardo cerca sempre l’infinito. Fazzoletti di terra – facilmente raggiungibili e a volte nascosti – che diventano dimora per chi non smette mai di sognare, di emozionarsi e di ascoltare. Da vivere in un solo giorno, solamente per qualche ora o da trascorrerci le vacanze tanto desiderate.

L'autrice Lucrezia Argentiero e la piccola Nina
L’autrice Lucrezia Argentiero e la piccola Nina

Le isole segrete e le spiagge semi-deserte. Ma anche tanta cucina, storia, cultura e le dritte per una vacanza attiva. Dal trekking alle escursioni in barca, dal diving allo snorkeling. 

Copertina Guida
Copertina Guida

Cinquanta paradisi unici e autentici, perle tuffate nel blu, ognuna con una sua caratteristica. Un giro d’Italia per fare il pieno di emozioni. Dai fazzoletti di terra più fashion come le più blasonate Capri e Panarea a quelli incontaminati, come Stromboli o Gorgona, per andare con lo zaino in spalla in mezzo alla natura. Dalle oasi gastronomiche per chi vuole il massimo anche a tavola, come Grado e Favignana alle oasi del benessere, in primis Ischia, per dedicarsi alla cura del corpo e dello spirito. Da quelle circondate dalle acque del mare a quelle adagiate nei laghi come San Giulio in Piemonte, dove è possibile andare a caccia di draghi. Da quelle “toccata e fuga”, piccoli scogli quasi sconosciuti a quelle “belle e possibili”, sempre, come la selvaggia Filicudi.

Ponza, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office
Ponza, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office

Il giro d’Italia in 50 isole” è una guida da leggere attentamente per farsi condurre “per mano” in ognuna di queste cinquanta magiche realtà e poi scegliere l’isola dei vostri sogni, quella giusta per ritemprarvi e ritrovare voi stessi. Da soli. O in compagnia. Perché le isole sono un po’ come le persone. Hanno un carattere e una propria identità. Ognuna di queste perle ha una caratteristica che ben la contraddistingue. Sono posti che raccontano come eravamo e come siamo. Posti che ami e ci ritorni perché te ne sei innamorato. Sono così le isole. Anche solo leggendo sarete trasportati con la fantasia in questo viaggio che sa di sogno ma che può diventare realtà. Certo sarà un’impresa ardua sceglierne solo una. Sono tutti scrigni incantevoli, con mare pulito e panorami da togliere il fiato. Ma non c’è da preoccuparsi, non si deve attraversare il mondo per viverle. Sono tutte a portata di mano!

Capri, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office
Capri, Ph. Vittorio Sciosia_Courtesy of Press Office

Il nuovo libro/guida “Il giro d’Italia in 50 isole”, pubblicato da Iter Edizioni (www.iteredizioni.it), disponibile in libreria, in edicola e direttamente a casa, ordinandolo tramite le librerie online è il vademecum perfetto per chi cerca ancora il suo rifugio, per chi vuole fare un viaggio virtuale, per chi sta programmando la prossima vacanza estiva. È un preziosa guida (non mancano le info pratiche, posti consigliati dove dormire e mangiare, ma anche le curiosità e l’idea in più da non perdere) per iniziare un vero e proprio “viaggio dei desideri”.

Il giro d’Italia in 50 isole

Lucrezia Argentiero

Iter Edizioni

14,00

Biografia Lucrezia Argentiero

Giornalista filmmaker, di origini pugliesi ma “adottata” da Bologna. Viaggiatrice per lavoro e per passione, ama raccontare i territori attraverso le immagini. Sua la regia di numerosi documentari turistici e d’attualità. Suo il libro Il giro del mondo in 80 isole, Iter Edizioni. Altre passioni? La fotografia e il suo cane, Nina. Cercatela sul pink blog“amichesiparte.com” e sul profilo Instagram “luzargentiero”.

Sud Italia coast to coast, in catamarano la vacanza diventa un vero lusso

I tramonti sul Golfo di Napoli, la vista mozzafiato sulle coste di Amalfi, Sorrento e Positano. La bellezza delle Isole Egadi e delle Eolie attraversando il Tirreno per ammirare i tesori dei porti accoglienti della Sicilia, da vedere coast to coast, o della Sardegna con un tuffo tra i sapori genuini della Calabria. Spingendosi oltre, in un’esperienza magica e unica nel suo genere, per raggiungere Palma de Mallorca, fino alla natura incontaminata di Phuket in Thailandia o scoprire con un’escursione subacquea gli incantevoli fondali di Trinidad e Tobago, Saint Vincent e Grenadine. Quest’estate si va al mare con Sailuxe, progetto ad hoc dedicato al luxury e appena nato dall’esperienza del gruppo Spartivento, prima società italiana di charter nel Meridione e seconda per numero di barche di proprietà in flotta in Italia, nonché leader da oltre vent’anni nei viaggi con yacht, barche a vela e soprattutto catamarani. In un’avventura stellata e personalizzabile per un tour selezionato che annovera le più belle mete del Sud Italia ed esotiche. Navigatori esperti per globetrotter che amano le sfide con un’attenzione minuziosa per i dettagli, lo staff di bordo Sailuxe accompagna le esigenze dei viaggiatori con un occhio di riguardo per i servizi di qualità. Viaggiare con Sailuxe significa vivere una vacanza originale ed irripetibile nel Mediterraneo, fino alle acque cristalline dei Caraibi, anche per romantiche emozioni di coppia in barca sotto lo sguardo della luna. Il capitano sarà la vostra guida nel viaggio, mentre le hostess on board si prenderanno cura di ogni vostra richiesta e un travel concierge locale vi farà da Cicerone nelle destinazioni scelte, svelando aneddoti e curiosità tra snorkeling e trekking tour. Welcome pack con delicatessens tipiche e wi-fi saranno a disposizione per essere sempre connessi e regalare emozioni multisensoriali, dal gusto alla vista.

Dobbiamo essere consapevoli delle meraviglie che la natura del meridione offre: l’intero arcipelago delle isole Eolie, ad esempio, è patrimonio mondiale dell’UNESCO. Abbiamo a nostra disposizione migliaia di incantevoli chilometri di costa, e uno dei modi migliori di esplorare ogni centimetro di essa è in barca a vela o in catamarano. Un’autentica simbiosi con il Mediterraneo, che racchiude tutti i valori tipici dell’essere italiani: condivisione, buona cucina, spensieratezza – e la cornice di panorami turchesi indimenticabili”, spiega Iole Pizzi, marketing manager del gruppo Spartivento e general manager del progetto Sailuxe.

Drone aerial view of catamaran sailing boat in Maddalena Archipelago, Sardinia, Italy. Maddalena Archipelago is composed of Razzoli, Santa Maria and Budelli islands.
Drone aerial view of catamaran sailing boat in Maddalena Archipelago, Sardinia, Italy. Maddalena Archipelago is composed of Razzoli, Santa Maria and Budelli islands.

SUD ITALIA, ALCUNE DESTINAZIONI

  • Golfo di Napoli e Isole Pontine

ISCHIA

Ischia, l’isola più grande nel Golfo di Napoli, è stata ribattezzata nei secoli “Isola verde”, “Isola della giovinezza” e “Isola del dio sole”: è facile intuire la bellezza naturale e le grandi qualità climatiche che rendono quest’isola di origine vulcanica un piccolo paradiso naturale, rigoglioso e mite anche d’inverno. Dall’interno alla costa, Ischia è uno scrigno di tesori da scoprire: dalle lussureggianti e variopinte colline immerse nel verde e i loro giardini botanici, ai monumenti storici, fino alle imperdibili spiagge, le baie marine e i numerosi centri termali. Il castello aragonese, simbolo dell’isola, fu costruito da Gerone di Siracusa nel 474 a.C. e si affaccia maestosamente sul porto storico; gli amanti dell’arte non vorranno sicuramente perdere una visita alla Cattedrale dell’Assunta, dove sono conservati i famosi affreschi della scuola giottesca. Per coloro che desiderano pernottare in porto, si consiglia di andare al porto turistico di Casamicciola, uno dei sei comuni dell’isola. Tuttavia, se si preferisce trascorrere una notte all’ancora, in buone condizioni meteorologiche e al riparo dalla brezza nord-occidentale, suggeriamo Sant’Angelo, un caratteristico villaggio situato sul lato meridionale dell’isola. Il fondale marino nella baia è sabbioso, è abbastanza sicuro e c’è anche un piccolo porto turistico. Durante la navigazione costiera, degne di nota sono le insenature di Carta Romana e la Spiaggia degli Inglesi, a ovest del molo esterno del porto, la Baia dei Maronti a Sant’Angelo, al cui interno si trova una spiaggia termale e l’accesso gratuito alle fumarole, la baia di Sorgeto e la baia di San Francesco.

Courtesy of Sailuxe
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PROCIDA

La meta ideale per una pausa nel relax, lontani dal turismo di massa: Procida, la terza per grandezza dell’Arcipelago Campano, ha mantenuto invariato il suo fascino tradizionale, con le colorate case di pescatori, i localini dal look isolano, le viuzze strette che attraversano i borghi e gli impressionanti scenari naturali. L’isola ha tre porti turistici: a nord la Marina Grande, che accoglie i visitatori con l’incanto delle sue case color pastello e la chiesa di Santa Maria della Pietà a ridosso delle banchine. E la zona ideale per scegliere un souvenir o degustare i piatti tipici della tradizione gastronomica isolana. A est c’è Marina di Corricella, con il villaggio di pescatori che fu d’ispirazione per i registi del passato; a sud invece c’è Marina di Chiaiolella, che accoglie barche di ogni tipo, con la suggestiva spiaggia di sabbia scura. Le altre spiagge da non perdere lungo la costa sono Lingua, Pozzo Vecchio e la baia di Chiaia, di fronte alla spiaggia di Ciraccio, insieme alle meraviglie offerte dall’isolotto di Vivara, una riserva naturale dagli splendidi fondali marini collegata a Ischia da un ponte.

PONZA

L’isola principale del gruppo, Ponza, è lunga solo 8 km e larga 2 km nel suo punto più largo. All’approdo, la cittadina offre uno spettacolo visivo unico: un groviglio di case, dai tetti piatti color pastello, arroccate sopra una banchina che percorre tutto il porto. Un posto meraviglioso per immergersi nel relax più puro, distraendosi così dalla movida, le boutique e il lusso incalzante sulla Costiera. Più di 40 km di costa caratterizzata da insenature, baie, spiagge e grotte sottomarine la rendono una meta inestimabile per gli appassionati di snorkeling. Dall’arrivo all’incantevole porto turistico è possibile procedere in escursione da Borgo Santa Maria a Le Forna, la zona più alta e panoramica sul livello del mare. Terra di greci e di romani, offre importanti lasciti archeologici ,come la necropoli romana, le ville imperiali e le cisterne sparse ovunque, tra le più interessanti da visitare c’è sicuramente Cisterna Romana. Le coste di Ponza ospitano incredibili bellezze: dallo Scoglio della Tartaruga a si possono raggiungere tre piscine naturali, assolutamente da non perdere; Chiaia di Luna, raggiungibile solo via mare, è la spiaggia più famosa, insieme alla vivace spiaggia di Frontone e Bagno Vecchio. Lungo la costa ci sono incantevoli calette: le grotte di Pilato e la vicina Grotta di Ulisse, con i misteriosi faraglioni che delimitano la zona; Cala del Core e Capobianco, raggiungibili solo via mare, sono le altre meraviglie da non perdere durante il soggiorno a Ponza.

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PALMAROLA

La più occidentale e disabitata delle isole pontine: selvatica, riservata, incontaminata. Di natura vulcanica, Palmarola ha visto negli anni prevalere la natura sul turismo di massa: pochi i sentieri percorribili, immersi nella natura rigogliosa tra cui spuntano le palme nane, che danno il nome all’isola, a ridosso di acque placide dal colore verde smeraldo. Lungo la costa nord, la natura vulcanica si manifesta nelle particolari formazioni rocciose di quest’area e nella suggestiva Cattedrale, una maestosa parete rocciosa che si innalza dalle profondità di Cala Tramontana, sormontata dal verde e offrendo vari anfratti da esplorare sul livello del mare; lo spettacolo marino prosegue a sud con Cala Brigantina, una splendida piscina naturale immersa nella macchia mediterranea. Oltre alle bellezze costiere, Palmarola è caratterizzata da una serie di scogli e faraglioni che rappresentano un’occasione ideale per bagni e immersioni: a sud, gli anfratti di Grotta del mezzogiorno e il faraglione che la ospita; a nord gli scogli delle Galere, formazione unica nel Mediterraneo per la presenza di ossidiana lungo le rocce. A discapito dell’immenso mondo sommerso che offre, Palmarola vanta poche scelte per il trekking: nonostante le alture, solo il percorso che va da Cala dei Vricci fino al Porto rimane percorribile, per regalare una vista mozzafiato dal suo belvedere.

VENTOTENE
Al confine tra Lazio e Campania, Ventotene è un quarto delle dimensioni di Ponza ed è più adatta per una sosta nel relax assoluto, o per un fine settimana da trascorrere tra snorkeling e immersioni nelle sue baie color smeraldo. L’isola, infatti, è diventata negli anni famosa per le sue riserve marine incontaminate, divenendo uno dei più rinomati parchi sottomarini d’Italia. Ricco di edifici e siti risalenti all’epoca dell’Impero Romano, Ventotene racchiude secoli di storia e paesaggi incontaminati, un vero paradiso non solo per gli immersionisti, ma per gli amanti di mare ed escursioni in generale.Immediatamente riconoscibile dal variopinto ed emblematico Porto Romano – perfetto esempio di architettura classica con bacino scavato nel tufo e le botti originali che tenevano ferme all’ancora le navi romane -l’isola è sede di altri reperti storici, come le Cisterne Romane e la maestosa Villa Giulia, e vanta diverse zone balneari che fanno parte dell’area marina protetta: Cala Rossano, Cala Nave, Parata Grande e La Parata della Postina sono le insenature da non perdere. A due passi dall’isola c’è un’altra perla, ancor più nascosta e incontaminata: Santo Stefano. Completamente disabitato, l’isolotto ha una sola costruzione, l’antico carcere borbonico che domina il paesaggio.

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COSTIERA AMALFITANA

A Sud della caotica e affascinante Napoli, l’incantevole e rinomata Costiera Amalfitana – e le tre isole di Capri, Ischia e Procida, oltre alle perle interne come Positano, Sorrento e la stessa Amalfi – sono state tra le località turistiche più amate dai turisti sin dai tempi dei romani. Questa splendida costa è annoverata tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO e comprende decine di incantevoli città, spiagge, calette e scogliere lungo i suoi 50 chilometri di estensione a sud del Golfo di Napoli: una destinazione ideale da esplorare durante una vacanza in barca a vela. Nei secoli, la leggendaria bellezza della Costiera Amalfitana ha ispirato artisti, scrittori e viaggiatori da tutto il mondo. Ed è facile capire perché: panorami unici al mondo, con le scogliere disseminate di villaggi che si protendono verso il mare; durante l’estate le note di limone si diffondono nell’aria, i turisti si riversano sulla costa e nei borghi prendono vita festival e ricorrenze della tradizione partenopea: è il momento ideale per salpare dal nostro Marina d’Arechi per un’incantevole crociera nel cuore del Mediterraneo.

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I PICCOLI TESORI LUNGO LA COSTA: MAIORI, MINORI, CETARA E RAVELLO

Questa serie di incantevoli villaggi costieri inizia a poche miglia dal Marina d’Arechi navigando verso ovest. Oltre allo splendido scenario, quest’area è dedicata alla produzione di maioliche, che copre la cupola della notevole chiesa di San Giovanni Battista e le facciate dell’Arciconfraternita dell’Annunciazione e del Rosario. Prima di raggiungere Maiori, vicino a Capo d’Orso, vale la pena visitare l’abbazia di Santa Maria de Olearia, scolpita nella roccia. Cetara è un villaggio di pescatori fondato dai Cetari, storicamente formidabili cacciatori di tonni. La chiesa di San Pietro, con la sua cupola ricoperta di maioliche e l’emblematico campanile. È difficile per le imbarcazioni da diporto trovare ormeggi nel porticciolo. Per coloro che vogliono ormeggiare per lungo tempo, in condizioni di tempo calmo – Cetara è esposta ai venti dei quadranti II e III (proprio come l’intera area costiera) a causa della barriera sommersa. Costruita a 350 metri sul livello del mare, la terrazza di Ravello è uno dei luoghi più belli della zona, da cui godere un’imperdibile vista sulla Costiera Amalfitana. Anche non si trova sul mare, merita una visita, soprattutto durante il Festival di musica classica, che si tiene presso l’Auditorium progettato da Oscar Niemeyer all’interno della bellissima Villa Rufolo, una villa in stile arabo del XIV secolo.

POSITANO

Scenica e lussuosa, Positano è la cartolina ideale della Costiera Amalfitana, con le miriadi di case variopinte che si affacciano vertiginosamente verso il mare, in una cascata di sfumature color pesca, rosa e terracotta. Le sue ripide stradine e scalinate, gli hotel drappeggiati dai glicini, i ristoranti chic e i negozi stravaganti rendono la vista di Positano un’immagine indimenticabile: a sole 6 miglia da Amalfi, lungo la costa permette di osservare le numerose baie e calette, primo tra tutti l’incantevole fiordo di Furore. Tipiche stradine con laboratori artigianali e scalinate conducono dalla parte alta della città alle rive della Spiaggia Grande o alla Spiaggia del Fornillo, mentre le spiagge di La Porta, Arienzo e San Pietro Laurito sono raggiungibili via mare. Poiché non ci sono porti, l’unica soluzione in quest’area è un ancoraggio in mare aperto, se le condizioni meteorologiche lo consentono. Partendo dal comune di Nocelle, il famoso sentiero noto come “Sentiero degli Dei” offre una vista mozzafiato su tutta la costa. A ovest, è assolutamente da non perdere la Baia di Ieranto, di fronte ai faraglioni di Capri, e la baia di Nerano, così come l’area marina protetta di Punta Campanella. Elegante e alla moda, Positano è perfetta per chi ama lo shopping e ha in mente una vacanza all’insegna della dolce vita. La sua ricchezza di boutique, bar e ristoranti dove gustare le numerose specialità, tra cui la famosa “Delizia al limone”, la rendono una tappa decisamente da non perdere.

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SORRENTO

Un piccolo gioiello dall’enorme reputazione, Sorrento è famosa come la città dei limoni – e come località dalla lunga tradizione turistica. Fu una tappa obbligata del “Grand Tour” del XIX secolo e l’interesse per la città fu risvegliato a livello internazionale dal poeta Byron, che ispirò una lunga serie di geni letterari – tra cui Dickens, Goethe e Tolstoy – a viaggiare per assaporare l’atmosfera del luogo. Quel romanticismo persiste immutato nel tempo. Basta visitare Piazza Tasso la sera per vivere una delle migliori passeggiate che l’Italia ha da offrire, tra hotel sontuosi, magnifici negozi di intarsi e accoglienti ristoranti campani che servono gli “Gnocchi alla Sorrentina”, insieme al delizioso limoncello, tipico di questa zona, da gustare ghiacciato a fine pasto. Gli amanti del trekking potranno visitare il Vallone dei Mulini, coi ruderi risalenti ai primi del 900, mentre gli appassionati d’arte e cultura avranno l’imbarazzo della scelta: il Museo Correale, nominato “più bel museo di provincia d’Italia” è il primo dei riferimenti monumentali della città, insieme alla Chiesa di San Francesco, la Basilica di Sant’Antonino e il Duomo. Per completare il tour paesaggistico, è consigliata una visita ai due porti storici, Marina Grande e Marina Piccola, due autentici presepi marini che mantengono tutt’oggi il fascino antico dei villaggi di pescatori della tradizione campana.

CAPRI

Capri è probabilmente il luogo più rinomato dell’intera Costiera, basta visitarla per capirne il motivo. Ripide scogliere si ergono maestose da un mare incredibilmente blu; eleganti ville a goccia si susseguono incorniciate da glicine e bouganville; giardini rigogliosi e incontaminati circondano tutto. L’attrazione più famosa di Capri è la Grotta Azzurra, un’insolita grotta marina illuminata da una luce blu ultraterrena: la luce del sole entra attraverso una piccola apertura sottomarina e viene rifratta attraverso l’acqua; questo, combinato con il riflesso della luce sul fondo di sabbia bianca, produce il vivido effetto blu a cui la grotta deve il suo nome. C’è solo un porto sul lato nord-ovest, Marina Grande, mentre a Marina di Capri è possibile ormeggiare sia sulla banchina che sulle boe. Oltre alla celebre Piazzetta di Capri, coi ritrovi e i bar dove rilassarsi e godere “la bella vita” caprese, l’isola offre diversi punti panoramici da non perdere: Villa San Michele e Villa Lysis offrono viste uniche sulla costiera, mentre la baia di Punta Carena è il lido ideale dove immergersi e osservare il miglior tramonto dell’isola. E menzionando le attrazioni famose, i Faraglioni sono senza dubbio l’immagine più rappresentativa di questa destinazione, un posto imperdibile per ogni velista abbastanza fortunato da essere lì.

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  • Sicilia Coast to Coast

CAPO D’ORLANDO

Nel comprensorio dei Nebrodi, sul litorale settentrionale della Sicilia e strategicamente collegata alle principali località dell’isola, Capo d’Orlando è una perla rimasta lontana dai riflettori, ma in grado di immergere i visitatori in un’atmosfera pregna di storia, arte e paesaggi marini tra i più pacifici e incantevoli. Per chi avesse tempo prima dell’imbarco, la città ospita tra i monumenti più celebri il Castello Bastione, un lascito dell’occupazione spagnola risalente al 1500, insieme al museo Antiquarium “Agartinide”, narratore archeologico delle diverse culture succedutesi nei secoli. Gli amanti delle passeggiate immerse nella natura potranno approfittare dell’attesa per attraversare il Sentiero Goletta, un’antica mulattiera di un kilometro che, collegando i due punti principali della cittadina, offre panorami mozzafiato accompagnati dal rumore del mare in sottofondo. Le Cave del Mercadante, situate tra i estremi del porto turistico nei pressi della suggestiva Spiaggia di San Gregorio, sono individuabili facilmente con le basse maree e rappresentano la località balneare principale, anche per il mistero suscitato dalle bizzarre conformazioni rocciose presenti, volute dall’uomo ma dalla funziona ancora sconosciuta. Ricca in folclore, mercatini e tradizioni popolari, la città esprime l’essenza della sua anima proprio nel giorno di ferragosto, con la suggestiva “via crucis marina” del quadro della Madonna di Porto Salvo, e il seguito di barche che lo scortano, a filo d’acqua, verso il faro e le spiagge costiere.

CEFALÙ

Navigando in direzione Est, Cefalù rappresenta una tappa obbligatoria: Distante solo 35 miglia nautiche da Palermo, è un concentrato di storia e bellezze naturali. Abitata sin dai tempi della preistoria, l’area racchiude la bellezza di un fascino millenario: la fondazione e le prima influenze culturali risalgono al popolo greco, che cedette poi il passo ai flussi prima Arabi, poi Normanni. Millenni di storia ancora impressi tra le vie medievali del centro cittadino e nella sua Cattedrale, annoverata tra i monumenti Patrimonio Mondiale, a cui si aggiunge il fascino della parte montuosa che ospita il Parco delle Madonie, che si erge su uno dei paesaggi costieri tra i più emblematici e originali in Sicilia. Annoverata tra i Borghi più belli d’Italia, Cefalù fu edificata a strapiombo di una scogliera per ragioni al tempo tattiche: oltre all’imponente faro di Capo Cefalù, punto di riferimento per individuare l’incantevole Baia di Presidiana, la costa è disseminata di località incantevoli dove fermarsi per un bagno: la Spiaggia di Sant’Ambrogio, la Spiaggia della Marina, la Baia dei Settefrati e Cala Mazzoforno offrono l’imbarazzo della scelta per un momento di relax durante la navigazione verso Palermo.

Courtesy of Sailuxe
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PALERMO

La più grande delle città siciliane, antica e piena di storia, di architettura e di paesaggi mozzafiato: fondata dai Fenici oltre più di 2500 anni fa, la città si è sviluppata negli anni intorno al suo porto principale, “La Cala”. Tra le mete principali nel perimetro cittadino, Palermo vanta un autentico patrimonio storico: la magnifica Cattedrale, il Palazzo Normanno, Piazza Pretoria e la Chiesa di Santa Caterina, con la sua imponente facciata rinascimentale e gli sfarzosi interni barocchi, un autentico misto di storia, architettura e tradizione che rendono Palermo una città dall’identità unica. A pochi passi dal centro storico, basta addentrarsi attraverso i tipici mercati rionali per cogliere tutta l’essenza dell’animo palermitano: le strade di Capo e Ballarò, due tra i mercati principali, sono un tripudio di profumi, sapori e imperdibili bontà frutto della più originale tradizione gastronomica palermitana, uno spettacolo visivo e sensoriale da non perdere durante una tappa in città. Non mancano i percorsi naturali, come le escursioni al Monte Pellegrino e al Parco della Favorita. Città costiera per eccellenza, Palermo si distingue per le sue spiagge estese, le pareti rocciose e i piccoli paradisi balneari come Mondello, con la sua lunga spiaggia di sabbia bianca, Sferracavallo, e San Nicola, il porticciolo antico della città, che si aggiunge agli altri ormeggi naturali: Mongerbino, col suggestivo Arco Azzurro, e Sant’Elia. L’isola delle Femmine, a poche miglia dalle coste della città, è l’ultima tra le grandi attrazioni di quest’area: riserva naturale protetta per la varietà avifaunistica e sottomarina, al suo interno è ricca di ristoranti e locali tipici che tramandano la millenaria tradizione gastronomica isolana, eredità dei popoli succeduti nel tempo, mentre lungo la costa ospita spiagge di sabbia bianca finissima e mare cristallino, un vero richiamo per gli appassionati di immersioni subacquee, che possono ammirarne le numerose varietà di pesci, i cimeli archeologici sommersi, i relitti subacquei e l’incantevole corallo rosso.

TRAPANI E DINTORNI

Il versante occidentale continua a rappresentare una Sicilia dai mille volti, dove architetture storiche, bellezze costiere, natura e folclore avvolgono e incantano i visitatori a ogni passo. È il caso della millenaria Trapani e della magnifica area che la incornicia: il centro è facilmente visitabile a piedi o in bicicletta, e vanta numerosi palazzi barocchi, chiese antiche e lasciti storici, come la Cattedrale di Sant’Agostino, la passeggiata che dalla cinta muraria di Tramontana va a Torre Ligny, simbolo della città a ridosso sul mare, e il Castello della Colombaia, con le incantevoli Isole Egadi all’orizzonte. Tra i principali esportatori di sale del passato, Trapani conserva tuttora diverse Saline lungo la costa, da visitare nel tardo pomeriggio per goderne i riflessi sull’acqua e ammirare gli stormi di fenicotteri adagiati in posa. Gli amanti del trekking potranno intraprendere un tortuoso percorso verso la città medievale di Erice, un borgo dove il tempo si è fermato, alle pendici di un promontorio sormontato dall’affascinante Castello di Venere, da cui si gode un’irripetibile vista sul Mediterraneo e le coste tunisine. I meno sportivi potranno comunque visitare Erice raggiungendola attraverso una comoda funivia. I dintorni di Trapani sono disseminati di spiagge selvagge e incontaminate, prima tra tutte la Spiaggia di Macari, all’interno della Riserva Naturale dello Zingaro a San Vito lo Capo, con la sua costa frastagliata incorniciata da una paradisiaca vegetazione spontanea e acque cristalline. Scopello e la sua baia nascosta Cala Mazzo, Marinella e i suoi resti archeologici, Cala dei Turchi e le sue spiagge di sabbia e roccia sono i lidi principali dove fermarsi durante l’esplorazione costiera di questa magnifica area.

Sailuxe
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USTICA

Durante la navigazione costiera, avremo la possibilità di puntare verso un’isola solitaria e autentico eremo naturale galleggiante a nord delle coste siciliane. Visibile a occhio nudo nelle giornate di luce tersa, Ustica dista solo 30 miglia nautiche dal porto di Palermo, mostrando ai navigatori in lontananza solo la parte emersa della sua vera natura. Isola di origini vulcaniche di dimensioni tali da comprendere anche un monte sottomarino – Anchise – la superficie di Ustica si caratterizza per le coste nere, aguzze e irregolari, e le rupi a strapiombo sul mare che danno vita a una serie di incantevoli baie e grotte sottomarine: il vero tesoro dell’isola, immerso sotto il livello del mare. Grotta Azzurra, Grotta della Pastizza, la Grotta delle Barche, Grotta del Tuono e Grotta verde sono le più note tra le miriadi di caverne e anfratti che nel tempo hanno reso quest’isola solitaria e discreta un rinomato tempio sottomarino per gli immersionisti accorrenti da ogni parte d’Europa. Per la sua natura geologica unica al mondo, insieme alla fauna subacquea che la accompagna, Ustica e i suoi fondali sono infatti risconosciuti come Riserve Naturali Protette e Patrimonio dell’Umanità.

  • Sardegna e Corsica

Immerse nel cuore del Mediterraneo, Sardegna e Corsica rappresentano due facce complementari di una natura tanto selvaggia quanto paradisiaca: separate dalla Bocca di Bonifacio, le due isole condividono acque di cristallo e scenari mozzafiato, confermandosi ogni anno come una delle destinazioni più ambite dai turisti desiderosi di spaziare dalla buona cucina, la tradizione e il turismo elitario del versante italiano alle avventure naturalistiche, sportive e più ecosostenibili offerte dall’isola francese. Il Marina di Cala dei Sardi, a soli 15 km dall’aeroporto di Olbia, è il punto di partenza ideale per salpare dall’elegante Costa Smeralda attraverso l’arcipelago della Maddalena, le calette e i bagni indimenticabili offerti dai due litorali.

SARDEGNA

La costa nordest della Sardegna racchiude il meglio dell’offerta turistica dell’intera isola: qui è possibile spaziare dalle boutiques degli eleganti borghi costieri alle deliziose cene nelle piazze cittadine a ridosso del mare, dalla movida notturna prediletta dal jet-set alle miriadi di calette e spiagge indimenticabili che collegano la Costa Smeralda alla Corsica, facendo di queste acque lucenti uno dei più intriganti e rinomati itinerari italiani, specialmente per i velisti. In aggiunta a Porto Cervo – col suo porto naturale, la buona cucina e i suoi famosi aperitivi – due delle spiagge più celebri e amate dell’intero litorale, Cala Liscia Ruja e Piccolo Pevero, sono a poche miglia dal marina: l’ideale per concedersi un bagno indimenticabile prima di attraversare La Maddalena e il suo Parco Nazionale composto da 7 isole. Caprera, la prima sulla nostra rotta, offre ancoraggio a Cala Coticcio – la baia più importante e conosciuta come “Tahiti della Sardegna” – e bagni memorabili a Cala Portese e Cala Garibaldi, baia nota agli appassionati di snorkeling, pesca subacquea e windsurf. L’isola ospita anche un museo, il Compendio Garibaldino, una volta casa e ultima dimora dell“eroe dei due mondi” Giuseppe Garibaldi. Veleggiando lungo la costa meridionale de La Maddalena è possibile trovare riparo nel suggestivo porticciolo storico di Cala Gavetta, o nell’incantevole spiaggia di Cala Francese prima di partire verso l’isola di Spargi, terza in ordine di grandezza e sede di una delle spiagge più rinomate dell’arcipelago: Cala Corsara, un’incantevole baia incastonata tra acque cristalline e spiagge frastagliate dove la sabbia si alterna alle rocce affioranti dall’acqua, un piccolo paradiso dove immergersi lungo la via, insieme alle incantevoli baie delle isole di Budelli e Razzoli, prima di ripartire verso le coste della Corsica.

Courtesy of Sailuxe
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CORSICA

Il versante meridionale della Corsica è un misto sorprendente di tesori naturali, siti preistorici e patrimoni architettonici. Natura e svago, relax e attività nautiche, spiagge sabbiose e fondali marini incontaminati. L’Isola di Lavezzi, e i faraglioni circostanti, accoglieranno i visitatori in territorio francese con le loro bianche coste rocciose; l’isola fa parte della Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio ed è una meta eletta dagli amanti dello snorkeling e del birdwatching grazie alla varietà dell’avifauna e della flora emersa e subacquea. Cala Lazzarina è l’ormeggio consigliato prima di percorrere l’incantevole striscia di mare che collega Lavezzi all’Isola di Cavallo con le sue eleganti spiagge private, e le baie segrete incastonate tra speroni di granito a ridosso di acque cristalline, un tratto difficoltoso da attraversare in barca ma che rappresenta un autentico paradiso per immersionisti. Approfittate di questa rotta per avvistare l’incantevole Isola Piana, un isolotto poco distante dalle coste della Corsica dove le acque sfumano dal blu più intenso al bianco dei fondali, e una piscina naturale di 150 metri percorribile a piedi costituisce l’ingresso più suggestivo alla Spiaggia dello Sperone, sulle rive corse. Da qui, il litorale orientale offre mete incantevoli: col suggestivo Porto Vecchio e la spiaggia della Palombaggia – un paradiso naturale dipinto tra rocce rosse, sottile sabbia bianca e verdi pini marittimi, di fronte al pacifico arcipelago delle isole Cerbicales – e La Rondinara, dove i colori della costa continuano a ridosso di acque turchesi, meta eletta dagli immersionisti che visitano la zona. Il Marina di Bonifacio è l’ormeggio di riferimento nel Sud della Corsica: è in queste acque che vivrete uno dei tramonti più suggestivi dell’isola, col sole che scende lungo le Bocche di Bonifacio coi lineamenti della Sardegna all’orizzonte.

Mauritius, in viaggio nell’isola dai paesaggi mozzafiato

A largo delle coste orientali africane, nel mezzo dell’Oceano Indiano sorge una magnifica isola ricca di cultura e tradizione: Mauritius, un’oasi di pace in cui convivono in armonia diverse etnie e religioni. La perla dell’Oceano Indiano vanta infatti una straordinaria e originale società multiculturale, frutto di flussi migratori da Europa, Africa, India e Cina, che si sono alternati e stratificati nel corso dei secoli. Con il passare del tempo questa varietà ha dato vita a un melting pot culturale comune, da scoprire visitando l’isola attraverso un percorso in cui paesaggi, cultura e patrimoni Unesco si intersecano nel racconto.

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La maestosa cima del Monte di Le Morne Brabant, situata sull’omonima penisola a sud-ovest, è uno dei punti più panoramici e fotografati di Mauritius. È raggiungibile con un percorso di circa tre ore e offre un panorama mozzafiato, con vista sulla barriera corallina e sulle lagune. Dal 2008 questo sito è stato dichiarato patrimonio dell’Umanità UNESCO ed è considerato un simbolo della liberazione dalla schiavitù: proprio nelle grotte che punteggiano le rocce basaltiche del monte, infatti, si rifugiavano infatti gli schiavi fuggitivi. I mauriziani e i turisti portano grande rispetto alla montagna, considerata simbolo di sofferenza, sacrificio e libertà.

Nella vivace e cosmopolita capitale, Port Louis, oltre a diversi musei e quartieri multietnici, a pochi passi dal mercato centrale, sorge Aapravasi Ghat(Magazzino dell’immigrazione, in hindi). Questo sito, classificato come Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, era il punto in cui sbarcavano gli immigrati dall’India che venivano poi reclutati come “lavoratori a contratto” nelle piantagioni di canna da zucchero, dopo l’abolizione della schiavitù. Oggi rimangono soltanto alcuni resti del complesso originario, più precisamente quelli della banchina con i quattordici gradini che tutti i nuovi arrivati dovevano percorrere.
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Il senso di accoglienza e armonia della vivace cultura mauriziana trova espressione anche nella danza segà. Più di un semplice stile di ballo, è considerata infatti un’espressione artistica ed è entrata nella lista dei Patrimoni Immateriali dell’Unesco. Originariamente cantata e ballata dagli schiavi, ora fa parte della vita e del patrimonio mauriziano. Gli strumenti utilizzati, come ravanne, maravanne o triangolo e i testi delle canzoni, che raccontano in creolo lo stile di vita mauriziano, vi faranno sentire in modo coinvolgente lo spirito dell’Africa. Molti hotel propongono spettacoli serali per scoprire questa vivace tradizione.

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A proposito di MAURITIUS

Mauritius si trova nell’Oceano Indiano, a circa 800 km a est del Madagascar. Quest’isola vulcanica è nota per il calore umano della sua popolazione multiculturale, per le bianche spiagge e per gli hotel di lusso. Grazie al clima tropicale, lungo la costa persino durante le stagioni più fresche (in particolare da maggio a settembre) le temperature scendono raramente al di sotto dei 22°C; Mauritius è dunque la meta perfetta per un viaggio in qualunque periodo dell’anno. L’isola è inoltre la destinazione ideale per gli amanti degli sport acquatici, i golfisti, gli escursionisti, gli amanti della cultura, per chi è in cerca di relax nelle spa, per chi è in luna di miele e per le famiglie. Mauritius, con capitale Port Louis, conta 1.3 milioni di abitanti, compresi quelli dell’isola di Rodrigues. Tre religioni coesistono in armonia: l’Induismo, l’Islam e il Cristianesimo. La lingua amministrativa è l’inglese, ma anche il francese e il creolo sono utilizzate quotidianamente.

Photo credits Mauritius  Explored e Jivendar Tulsidas

Galatone, in viaggio nel Salento tra luoghi sacri e antiche tradizioni

Non solo mare, sole e vento. Il Salento è la perla della penisola pugliese ricca di tradizioni antiche e riti sacri tramandati di generazione in generazione nel corso del tempo. Fra masserie e uliveti secolari sorge Galatone, cittadina immersa nel verde incontaminato e baricentro di una fervente attività culturale che continua ad affascinare chi decide di recarsi in Puglia, magari per un viaggio on the road. Una tappa imperdibile dove, accanto ai sapori infondibili della cucina locale, tesori a cielo aperto continuano ad essere custoditi dai suoi abitanti che, in fatto di accoglienza, sono maestri di vita. I primi insediamenti nel territorio si fanno risalire al Paleolitico, rinvenuti utensili in ceramica e selce in particolare nella grotta detta “Pinnella” e, nell’età del bronzo, in quella dei Cappuccini. Sull’origine del paese vi è una duplice scuola di pensiero: quella che fa capo allo studioso Rolfs, che attribuisce l’origine al popolo dei Galati e quella che accoglie l’ipotesi dell’umanista concittadino Antonio De Ferrariis, vissuto dal 1444 al 1517, secondo il quale la provenienza al popolo dei Tessali. Guerre e conflitti si alternano nell’area salentina per tutto il Medioevo. Dai Saraceni ai Bizantini che organizzeranno, incrementando la demografia del posto, l’assetto agrario locale. Torri difensive, visibili sulla cosa prospiciente a Nardò, borghi fortificati, espressioni artistiche che diventano parte della quotidianità delle comunità rurali e dei feudi.

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Così Fulcignano, dove è possibile ammirare ancora quel che resta del Castello recinto. Se poi la maggior parte della popolazione venne assorbita da Galatone, che occupava una posizione strategica, negli usi e costumi degli abitanti iniziò a consolidarsi una forte e sentita identità religiosa, che trova la sua ufficialità nei riti sacri di origine greco-bizantina. “Sembra codificato intorno al X secolo un ecologio della chiesa di Galatone relativo alla festività di S. Giovanni Crisostomo, di S. Basilio, e dei Presantificati. Tra il 1055 ed il 1068 anche Galatone è interessata dalle lotte normanno-bizantine trovandosi dislocata sulle direttrici viabili tra Lecce, Gallipoli e Nardò divenute teatri di guerra. Con l’istituzione della contea normanna di Nardò, Galatone orbita attorno al dominio di quella circoscrizione sottoposta a Goffredo di Conversano dipendendo nell’organizzazione amministrativa”, fanno sapere gli storici.  Con il periodo Normanno-Svevo è la cultura orientale bizantina a prevalere. Tant’è che è diventata celebre la massima dell’umanista De Ferrariis, soprannominato “Galateo”, che sosteneva in latino “Graeci sumus et hoc nobis gloriae accedit”. Arti figurative, affreschi, liturgie e opere letterarie venivano contaminate dalla classicità così come le costruzioni architettoniche fra cui la chiesa maggiore “graecorum more constructa”.

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Nel periodo delle lotte tra angioini ed aragonesi per la successione di Giovanna II nel 1434, Galatone, si schierò dalla parte di di Renato d’Angiò e venne assediata da Giovanni Antonio del Balzo Orsini, che rase al suolo la cinta muraria fortificata. Poi, nel 1480, l’invasione dei turchi quattro anni dopo quella dei veneziani per accaparrarsi il dominio sul Mare Adriatico, crocevia di scambi mercantili e approdo ideale per i navigatori. Dai libri si legge che  il primo signore  galatinese, nel ‘500, fu Giovanni Castriota, al quale si attribuisce la costruzione del convento dei Domenicani, trasformato nell’odierna sede del palazzo di città, e la chiesa dedicata al patrono San Sebastiano.

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Nel 1556 Uberto Squarcifico comprò i feudi circostanti per 101.700 ducati, ma l’impoverimento con il cambio amministrativo era dietro l’angolo. Tuttavia, è proprio alla fine del secolo che si assiste ad una fase di splendore sul piano edilizio e monumentale con l’ospedale per i poveri del paese e pellegrini, la casa comunale, la fabbrica religiosa della Madonna della Grazia, la chiesa madre luogo di culto per  la Vergine Assunta, terminata nel 1595. Il 1600 è, invece, il secolo dei palazzi civili: Leuzzi, Lercari, De Magistris e Palazzo Tafuri nell’omonima via. Nel 1602 lo Stato di Galatone passa a Galeazzo Francesco Pinelli ma, essendo lui ancora troppo giovane,  fu amministrato da sua madre Nicoletta Grillo. Cresciuto, il suo gusto artistico si esplicò nella donazione di arredi sacri e nella realizzazione della prima chiesa del Santissimo Crocefisso del 1623 seguita da quella dell’Immacolata del 1642. Dal 1683 al 1696 il secondo tempio, poiché il precedente era crollato qualche anno prima, del Santissimo Crocifisso progettato e realizzato dal celebre Giuseppe Zimbalo detto lo Zingarello: si tratta del cantiere edilizio religioso più rilevante della Terra d’Otranto.

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Nel ‘700 l’assetto urbanistico si arricchisce con la ricostruzione della diroccata chiesa di San Sebastiano e l’erezione della torre dell’orologio, ultimata il 1809. Il non devastante sisma nella vicina Nardò ha contribuito al fermento edilizio del territorio: palazzo Vaglio, palazzo Bonsegna, si restaurano le mura e si ricostruisce l’attuale Porta S. Sebastiano. Durante il Risorgimento, Galatone prese parte alla rivoluzione in difesa della Costituzione avendo trai suoi esponenti il canonico Primicerio Don Giuseppe Leante. Con la soppressione degli ordini religiosi il monastero dei Domenicani diventa sede del municipio nel 1880, abbattuta porta S. Antonio e porta Castello si lascia spazio a nuove abitazioni con imprese specializzate in torchi enologici e macchine a supporto dell’agricoltura. Il Liberty in stile arabeggiante troneggia lungo la strada statale che, con le sue villette, collega la vicina Gallipoli a Lecce. La statua del milite ignoto, abbracciato dall’Angelo Custode, è il simbolo cittadino della guerra mondiale.

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DA NON PERDERE – MORE INFO @Pro Loco Galatone

La Chiesa del S.S. Crocifisso 

“La barocca chiesa del Crocifisso è stata costruita dal 1683 al 1694, da maestranze provenienti da tutto il Salento sulle quali primeggia Giuseppe Zimbalo; aperta al culto il 21 aprile 1694, fu terminata nelle opere interne il 1696. La facciata è divisa in tre ordini. La zona centrale del primo ordine è occupata dal pregevole portale ligneo intagliato realizzato il 1696 da Aprile Petrachi da Melendugno. Secondo la leggenda, nel 1621, l’icona sacra del Crocifisso cambiò la posizione delle sue mani dando vita ad eventi prodigiosi che hanno poi influito sul culto, ancora sentito dagli abitanti di Galatone che ne celebrano la ricorrenza con una vera e propria festa nei primi giorni di maggio. Lateralmente e negli altri due ordini si susseguono le statue lapidee dei santi evangelisti, di S. Pietro apostolo e di S. Paolo, di S. Sebastiano e di S. Giovanni Battista, dell’Angelo Custode e di S. Michele Arcangelo. L’interno è sontuoso ed ammaliante, un misto di elementi decorativi dorati e di grandiose tele che narrano i miracoli operati dal Crocifisso della Pietà. La fabbrica ha la forma di una croce latina con quattro cappelle per lato nella navata. L’ultima cappella del lato destro ospita l’organo e la cantoria opera lignea intagliata e dorata realizzata da Aprile Petrachi nel 1699. Il soffitto ligneo è formato da 60 tessere ottagonali eseguite pure esse dal Petrachi il 1696. Nel transetto si innalza una ottagonale cupola sostenuta da quattro pilastri entro i quali hanno dimora in altrettante nicchie le statue dei dottori della chiesa : S. Agostino, S. Girolamo, S. Ambrogio, S. Gregorio. Le pitture riproducono il tema del ritrovamento della croce ad opera di S. Elena. Il presbiterio è dominato dal maggiore altare, sontuoso, imponente nell’aspetto, attorniato da tele eseguite da Aniello Letizia. Nella sacrestia trova posto la tela della “consegna delle chiavi a S. Pietro” di Bartolomeo Vimercati (1646) che faceva parte del corredo pittorico della prima chiesa costruita il 1623 e crollata il 1683″.

La Collegiata dell’Assunta

“Dedicata a Maria SS. Assunta, è la chiesa maggiore del paese costruita da Giovanni Maria Tarantino e Scipione Fanuli dal 1591 al 1595. L’interno a forma di croce latina, ha quattro cappelle per lato nella navata e due nel transetto. Il campanile, eseguito in periodi differenti tra il 1599 ed il 1750, è a tre piani a forma di prismi sovrapposti. Tele di pregio artistico sono: la tela di S. Sebastiano eseguita da Mattia Preti e la tela della Crocifissione eseguita da Donato Antonio D’Orlando. L’archivio storico della chiesa è custode di 3 codici greci”.

Palazzo Marchesale

“Sede dei feudatari di Galatone già dal XVI secolo il palazzo è stato oggetto di continui cambiamenti nel corso dei secoli. L’adiacente torre quadrata di epoca più remota ha assolto al compito di difesa e di repressione. Il 1743 a causa del terremoto la parte nord del palazzo è crollata. Del suo splendore resta il portale e le eleganti finestre decorate con motivi floreali e mascheroni che guardano verso la piazza SS. Crocifisso e su via castello. La lesena angolare della facciata superstite ospita i blasoni delle famiglie feudatarie che si sono succedute: Squarciafico, Pinelli, Pignatelli, Grillo”.

Porta San Sebastiano

“Si tratta della porta superstite delle tre monumentali ( porta S. Antonio – Porta castello – Porta S. Sebastiano) e di due per usi militari (S. Angelo – Santo Stefano) che definivano il passaggio dal circuito murario nel paese. La struttura della porta riflette gli influssi stilistici di architetti napoletani del XVIII secolo. Nella parte centrale dell’arco a tutto sesto, nella lunetta formata da un timpano semicircolare, sono allocati gli stemmi della civica amministrazione, dei feudatari Pinelli – Pignatelli e della Chiesa. Sull’asse dell’arco poggia la statua di S. Sebastiano, protettore della città, eseguita in pietra leccese da Pantaleo Larini nel 1859″.

“Passione grika”: alla scoperta di Zollino, nella Grecìa Salentina, tra canti popolari e tradizione

È un canto popolare che risuona per le strade del paese quello de” i Passiuna tu Christù”. Nella piccola città di Zollino, abitata da mille e più anime accoglienti della Grecìa Salentina, in provincia di Lecce, la tradizione guarda al passato, si fa presente e si proietta nel futuro a ridosso della Settimana Santa con melodie struggenti e stornelli. Beni immateriali da tramandare alle prossime generazioni per preservare e valorizzare la minoranza linguistica ellenofona che il “griko” lo parla ancora. Mattia Manco, talentuoso musicista che ogni anno dopo la messa della domenica delle Palme accompagna con la fisarmonica il canto di Passione all’ingresso della chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo Apostoli, ha imparato la lingua dal suo papà. E ha deciso di studiare Greco all’università con tutto l’amore per la patria degli Dei che non vede l’ora di visitare di nuovo in bicicletta con la sua inseparabile “coppola”.
Zollino
Zollino
Donato Pizzicato, con la “Bottega del Teatro”, dei canti di Passiuna ne ha fatto una hit coinvolgente da insegnare ai più piccoli che, a loro volta, si divertono esibendosi nella piazza pubblica con il plauso del sindaco Antonio Chiga. Secondo l’usanza, i bimbi girano per le vie cittadine cantando la Passione nelle case degli anziani che li omaggeranno al termine della performance con doni e uova di Pasqua. A 91 anni suonati e cantati, quasi 92 ( e ci tiene a sottolinearlo), il maestro Antimo Pellegrino è un po’ il simbolo di questa lunga tradizione canora che, probabilmente, risale alla fine dell’800.
Zollino, Chiesa di Sant'Anna
Zollino, Chiesa di Sant’Anna
Cantore stimato e amato da tutti, “Antimino”, che nella vita ha coltivato anche l’arte della fotografia, è riuscito ad emozionare il Patriarca della Chiesa ortodossa con la sua voce. Un eccezionale lavoro di recupero di documenti e video storici dei canti di Passiuna è stato realizzato con la supervisione del videomaker  Fabrizio Lecce grazie alla creazione di un archivio digitale, presentato di recente, in cui viene messo a disposizione di tutti, tra sacro e profano, il ricco patrimonio culturale e musicale del paese.
Zollino, Colonna votiva di San Pietro
Zollino, Colonna votiva di San Pietro
A Zollino, dove la chiesa di Sant’Anna, co-patrona della cittadina, è ancora più bella da fotografare con la cornice delle nuvole, c’è anche un frantoio ipogeo della fine del XVII secolo circa,  vero e proprio gioiellino da visitare dopo i diversi lavori di mise en forme degli anni 2000.  La colonna votiva di San Pietro, la chiesa dei S.S. Pietro e Paolo che risale al periodo bizantino e le “Pozzelle” (in griko ta Frèata che significa cisterne) nella depressione naturale fuori dal centro abitato, e destinate in passato alla raccolta dell’acqua piovana, sono i fiori all’occhiello di una cartolina bucolica immersa nei colori della bellezza rurale pugliese.  Poi i piatti che hanno il sapore della terra, profumi e formaggi tipici del Salento, la lunga sfida agroalimentare del “pisello nano”, dello “zafferano” e della “fava” di Zollino che, con il lavoro della Cooperativa di Comunità, attingono alle radici contadine del posto riscoprendo tutto il buono della genuinità.
Zollino, Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo Apostoli
Zollino, Chiesa dei S.S. Pietro e Paolo Apostoli
Al ristorante “da Fabio” non mancherà, invece, il pesce fresco con rivisitazioni gourmet dei prodotti salentini che i palati raffinati sapranno apprezzare. Dolci “Sibille” farcite con crema alla nocciola e pasticciotti da “Top Orange”, golosità locali e un angolo rock di paradiso al bar “Terzo Tempo”. Bevendo un caffè in compagnia, tra heavy metal e pizzica di sottofondo, nel cuore (più bello) della Puglia.

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Asturie, il paradiso “green” della Spagna incastonato tra mare e monti

Le Asturie sono un punto di riferimento per il turismo sostenibile in Spagna.
Più piccole della regione delle Fiandre, con un milione di abitanti e appena 10.600 chilometri quadrati, ospitano 400 km della costa meglio conservata della Spagna, oltre a 7 aree dichiarate riserve della biosfera dall’Unesco, tra cui il primo Parco Nazionale spagnolo: quello dei Picos de Europa.

Asturie
Asturie

Le Asturie sono l’ultimo rifugio selvaggio in Europa occidentale per specie come l’orso bruno. Un territorio plurale ed esuberante, che ha saputo armonizzare i rapporti tra ambiente e attività umana.

Asturie
Asturie

Una destinazione ecoturistica ancorata a tradizioni secolari che si sono concretizzate in usi, costumi e anche in paesaggi. Si tratta di un territorio incastonato tra la montagna e il mare, due paesaggi che in certe zone si incontrano letteralmente, con solo un’ora di macchina tra l’alta montagna e alcune delle oltre 200 spiagge.

Asturie
Asturie

L’Unesco ha inserito nei suoi elenchi 5 grotte asturiane che vantano le prime manifestazioni dell’arte paleolitica, oltre a uno dei complessi architettonici altomedievali più grandi, coerenti e meglio conservati d’Europa: il preromanico asturiano.

Asturie
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Quest’ultima è l’eredità del Regno delle Asturie, a cui si deve anche l’origine del Cammino di Santiago nei primi anni del IX secolo. Distanti solo 25 km le une dalle altre, le tre città sono accoglienti e sicure, di dimensioni tali da poter essere vissute a piedi o in bicicletta. Il Cammino primitivo, che riproduce il primo percorso di pellegrinaggio verso Santiago, parte dalla cattedrale di Oviedo/Uviéu, capitale delle Asturie.

Asturie
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Oviedo fa parte dell’area metropolitana asturiana e condivide il suo prestigio con Gijón/Xixón e Avilés. Gijón/Xixón è la città più popolosa e un esempio di armoniosa convivenza dell’uomo con il mare. Avilés, invece, è un gioiello architettonico il cui centro storico, ricco di vie porticate, ospita il Centro Niemeyer, l’unico edificio del prestigioso architetto in Spagna.

Asturie
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Le Asturie sono “Cocina de Paisaje”, perché affacciarsia una finestra di qualsiasi villaggio asturiano è come aprire il frigorifero di casa. I pascoli delle valli, i frutteti delle pianure e il Mar Cantabrico sono al tempo stesso magazzini e produttori di alimenti in un ambiente naturale tra mare e montagna. Le Asturie vantano oggi una delle scene gastronomiche più effervescenti della Spagna, dove le cucine più all’avanguardia, rappresentate da 10 chef stellati, scelgono ingredienti naturali e tradizionali, promuovendo un modello di gastronomia sostenibile.

Asturie
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La conservazione delle ricette tradizionali è dovuta anche, in gran parte, al lavoro delle Guisanderas, un collettivo di cuoche che offrono versioni aggiornate della cucina tradizionale nelle loro “casas de comidas”. Un autentico esempio di slow food e di gastronomia sostenibile.

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Le Asturie sono tra i primi produttori di sidro spagnolo, con una cultura del sidro che aspira a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Sono poi la culla di prodotti riconosciuti a livello internazionale, come i formaggi, tra cui Cabrales, Gamonéu, Afuega’l Pitu e Casín, degni rappresentanti di una delle regioni casearie più ricche (e piene di sapore) d’Europa.

Photo credits Courtesy of Expert Academy & Spain.info

“Spring in Miami”, tanti appuntamenti culturali in programma a primavera nella città statunitense

Il Greater Miami Convention & Visitors Bureau (GMCVB) presenta la nuova programmazione “Spring in Miami” e dà il benvenuto ai visitatori di ogni provenienza e stile di vita per sperimentare un calendario diversificato di eventi culturali e manifestazioni che si svolgeranno in tutta la destinazione in questa stagione. Il sito web del programma SpringInMiami.com sarà il portale di riferimento per tutti gli eventi e le informazioni sulle manifestazioni della stagione.

“Questa primavera, Miami e Miami Beach presentano una stagione di eventi tanto variegati quanto il pubblico che accogliamo”, ha dichiarato David Whitaker, Presidente e CEO del Greater Miami Convention & Visitors Bureau. “Siamo orgogliosi di essere inclusivi e accoglienti nei confronti di persone di ogni provenienza e stile di vita, e in particolare questa primavera offriamo una programmazione in grado di deliziare visitatori con interessi diversi e di ogni tipo”.

Miami and Beaches
Miami and Beaches

Nell’ambito della Spring in Miami, il programma Miami Beach Live! torna nel 2023 con un mese ricco di programmi fitness e lifestyle, con lezioni di fitness Crunch gratuite tutti i fine settimana, oltre a:

·         Prima settimana (4-6 marzo): United First Responders Music Fest, Friday Night movie, Nike activation e Winter Party al Lummus Park.

·         Seconda settimana (10-12 marzo): Ammirate alcuni dei più famosi giocatori olimpici di pallavolo al King of the Courts Crown Series e godetevi le Nike activation.

·         Terza settimana (17-20 marzo): Art on the Drive, un’esperienza di Carnaval Miami presentata dal Kiwanis Club di Little Havana, si svolgerà a Ocean Drive con musica dal vivo, intrattenimento per i bambini e oltre 100 artisti che presenteranno le loro opere d’arte, l’artigianato e altro ancora in un festival di strada di alto livello. Gli appassionati di pallavolo potranno inoltre assistere ai tornei dell’Association of Volleyball Professionals (AVP), che festeggia il suo 40° anniversario, al torneo di pallavolo FIU Surf & Turf e il Monster Obstacle Course porterà anche mega scivoli per tutte le età. La settimana comprende anche il torneo Model Volleyball, che si svolge sulla sabbia di Miami Beach dal 2010 ed è diventato un evento di fama mondiale. L’evento, gratuito e aperto al pubblico, vede le migliori agenzie di modelle, tra cui Next, CGM, Elite, Ford, Select, Front, Source, Runways e Dorothy Combs, sfidarsi in un torneo di beach volley misto.

·         Quarta settimana (24-26 marzo): Partecipate o guardate il Miami Beach Fitness Festival powered by HYROX e ascoltate musica dal vivo ogni sera.

Miami and Beaches
Miami and Beaches

Il programma Spring in Miami include il programma inaugurale Rainbow Spring LGBTQ che presenta gli eventi più popolari della destinazione, tra cui il Winter Party Festival, il Miami Beach Pride, l’OUTshine LGBTQ+ Film Festival, Sizzle e altri ancora.

In collaborazione con la città di Miami Beach e un gruppo eterogeneo di istituzioni, l’Aspen Institute torna con un evento di più giorni che riunisce policy maker globali e locali durante l’Aspen Ideas: Climate (6-9 marzo).

Gli appassionati di musica non vorranno perdersi il 17° Jazz a the Gardens (11-12 marzo), considerato uno dei più importanti eventi annuali di jazz e R&B dal vivo del mondo. Mary J. Blige, The Roots (con ospite speciale T-Pain), SWV, Stokely e Mark Allen Felton sono in scaletta, così come H.E.R, The Isley Brothers, Rick Ross, Johnathan McReynolds e Mike Phillips. Durante il fine settimana si esibiranno anche gruppi e musicisti locali. Altri eventi musicali da non perdere sono l’Ultra Music Festival (24-26 marzo) e la Miami Music Week (21-26 marzo).

Altri grandi eventi in programma per il resto della stagione sono la Miami Dade County Youth Fair (16 marzo-9 aprile), il Coconut Grove Food & Wine Festival (19 marzo), il Miami Open (19 marzo-2 aprile), la Miami Tech Week (31 marzo-2 aprile), la eMerge Americas Conference (20-21 aprile) e molto altro ancora.

I visitatori che stanno pianificando un viaggio a Miami e Miami Beach possono ora accedere al nuovo sito web (in nove lingue) MiamiandMiamiBeach.com. Il sito offre esperienze immersive innovative per una narrazione più approfondita e ricerche fulminee sul sito, oltre a tag per parole chiave per argomenti di interesse. I meeting planner avranno accesso a funzioni migliorate, tra cui elenchi dettagliati dei partner e accesso ai dettagli degli spazi per riunioni, alle planimetrie e alle gallerie di immagini, oltre a poter cercare hotel e sedi.

Miami and Beaches
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A proposito di GMCVB

Greater Miami Convention & Visitors Bureau (GMCVB) è l’organismo ufficiale per le azioni di Sales e Marketing, indipendente e non profit, la cui mission è attrarre visitatori a Greater Miami and Miami Beach per piacere, affari, meeting e eventi. Per la guida completa della destinazione, visitare il nostro sito web all’indirizzo o www.MiamiandMiamiBeach.com, chiamare il numero 1.888.76. MIAMI (solo USA/Canada) o 305.447.7777. Per contattare gli uffici GMCVB comporre il 305.539.3000. Gli organizzatori di eventi possono chiamare il numero 1.800.933.8448 (solo USA/Canada) o il 305.539.3071 o visitare il sito www.MiamiMeetings.com.

Per saperne di più su Miami sui  canali social:

Facebook.com/visitmiami, Twitter.com/miamiandbeaches, Instagram.com/miamiandbeaches e Pinterest.com/miamiandbeaches.

Photo credits Miami and Beaches Official Instagram 

Toruń, in Polonia per scoprire la città dell’astronomo Niccolò Copernico

Riuscite ad immaginare un mondo in cui tutti, ma proprio tutti, sono convinti che la Terra sia il centro dell’Universo e che sia il Sole, insieme a tutti gli altri astri, a girarle intorno? C’è voluto un vero rivoluzionario per aprire gli occhi all’umanità su quale fosse il vero funzionamento dell’Universo: Niccolò Copernico, nato a Toruń in Polonia il 19 febbraio del 1473, ha dedicato tutta la sua lunga vita a osservare, annotare, calcolare le orbite dei pianeti del sistema solare con l’obiettivo di creare e perfezionare un nuovo modello, quello eliocentrico. Il resto, come si suol dire, è storia.

Polonia, alla scoperta della città di Copernico
Polonia, alla scoperta della città di Copernico

 

Per il 550° compleanno dell’astronomo, la Polonia invita a ripercorrerne le orme in due percorsi tematici fuori dagli itinerari turistici tradizionali, attraverso i luoghi che hanno contribuito a plasmare una delle menti più brillanti e influenti mai vissute, nello scenario incantevole nella natura polacca e nelle sue meravigliose città.  

Le città di Copernico

Toruń – Un itinerario basato sulla vita di Niccolò Copernico non può che cominciare da Toruń, città natale dell’astronomo, inserita nel 1997 dall’ Unesco nella lista dei patrimoni dell’umanità. Torun è uno scrigno intatto di arte e architettura gotica che nasconde a chi la visita una sorpresa dietro l’altra. Dalle mura medievali che ne circondano il centro, al vecchio municipio trecentesco, davanti al quale sorge il monumento a Copernico eretto nel 1853, alla maestosa mole della cattedrale dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista. Proprio tra municipio e cattedrale si trova ulica Kopernika, la strada dove, al numero 15/17, ancora sorge la casa in cui Copernico è nato e vissuto. L’affascinante struttura ospita oggi il Museo Casa di Copernico, in cui si conservano gli antichi arredi e manoscritti, oltre un’interessante presentazione audiovisiva sui luoghi frequentati dall’astronomo nella sua vita a Toruń. La città è anche famosa per il suo dolce tipico, i Pierniki, diffusi e amati in tutta la Polonia. Durante una visita a Toruń, una sosta golosa al Museo Vivo dei Pierniki è d’obbligo.

Polonia, alla scoperta della città di Copernico
Polonia, alla scoperta della città di Copernico

Cracovia Nel 1491 Copernico si stabilì a Cracovia, antica capitale della Polonia, per intraprendere gli studi di astronomia presso l’Università Jagellonica. Ancora oggi, il Colegium Maius ospita una stanza di Copernico in cui si trovano tutti i cimeli e gli strumenti utilizzati dall’astronomo durante il suo lavoro, oltre al manoscritto autografo De Rivolutionibus Orbium Caelestium.

Danzica – Non si conosce molto del rapporto di Copernico con Danzica. Di sicuro, lo scienziato aveva diversi parenti in città e in più occasioni si recò a visitarli ma, a quanto pare, Danzica fu anche teatro della più grande e travagliata storia d’amore della sua vita: quella con Anne Schilling, la donna olandese che Copernico riuscì a portare con sé a Frombork, con il pretesto di averla assunta come governante. La casa di Anne e Niccolò a Danzica è una delle più affascinanti della città, tra le poche strutture medievali superstiti nel centro storico. Oggi si chiama Kamienica Gotyk ed è un grazioso hotel. Si trova proprio alle spalle della basilica di Santa Maria, al numero 1 di ulica Mariacka e al piano terra ospita anche un piccolo museo su Copernico.

Polonia, alla scoperta della città di Copernico
Polonia, alla scoperta della città di Copernico

Varsavia – Proprio nel cuore della moderna capitale della Polonia si trova un vero e proprio paradiso per gli amanti delle scienze di tutte le età: il Centrum Nauki Kopernik, il più grande centro scientifico del Paese che non poteva non essere dedicato a Copernico. Il museo è un’esperienza interattiva per tutta la famiglia, con laboratori sperimentali, il parco degli scopritori e, ovviamente, un moderno planetario, composto da sei mostre interattivee quattro laboratori.

Regione di Varmia e Masuria: un itinerario sulle tracce di Copernico

Una terra di grandi laghi, di corsi d’acqua indomabili attraversati oggi dagli amanti del kayak e spiagge ventilate frequentate dai surfisti. È proprio nella regione di Varmia e Masuria, nel nordest della Polonia, che Copernico ha passato gran parte della sua vita da membro del Capitolo di Varmia. Tra Olsztyn, Lidzbark Warmiński e Frombork lo scienziato lavorò alla sua teoria, scrivendo e distribuendo i testi che avrebbero cambiato per sempre il mondo dell’astronomia. Proprio per questo è stato pensato un itinerario tematico, lungo 300 km, attraverso città e villaggi di questa regione legati alla personalità di Copernico.

Polonia, alla scoperta della città di Copernico
Polonia, alla scoperta della città di Copernico

Lidzbark Warmiński – Nella piccola cittadina, immersa in una natura rigogliosa e costellata di laghi e corsi d’acqua, Copernico completò nel 1509 la stesura del suo primo trattato, il Commentariolus. Nel meraviglioso palazzo vescovile, una fortezza squadrata in mattoni rossi all’epoca proprietà dello zio dell’astronomo, Copernico passerà in totale sette anni.  

Olsztyn – Tutti lo conosciamo come scienziato, ma sapevate che Copernico si distinse anche come comandante? A Olsztyn, dove soggiornò tra il 1516 e il 1521 come amministratore delle proprietà capitolari, Copernico riuscì a coordinare con successo la difesa della città durante l’assedio portato dai cavalieri teutonicinel 1521. Proprio nel castello di Olsztyn, inoltre, realizzò le tavole astronomiche necessarie a comprendere il moto dei pianeti, ancora oggi qui conservate. Nel 1973, per il cinquecentesimo anniversario dalla nascita di Copernico, è stato inaugurato un planetario tra i più grandi della Polonia proprio in onore dello scienziato, mentre nel 2008 una torre dell’acqua del XIX secolo è stata riconvertita in osservatorio astronomico. Nel 2003, inoltre, è stata costruita nel centro della città una panchina dedicata a Copernico.

Frombork – L’ultima tappa del nostro viaggio sulle tracce di Copernico è Frombork, dove l’astronomo portò a termine il suo trattato più celebre De Rivolutionibus Orbium Caelestiumnel 1543 e nello stesso anno trovò la morte. Proprio nella cattedrale sono conservate le sue spoglie, ma il ricordo del grande scienziato e più che mai vivo nel resto della città per tutti gli amanti dell’astronomia: imperdibili il Museo di Niccolò Copernico nel centro della città e il Parco Astronomico situato due km a nord, in collina, con diverse postazioni per osservare le stelle e ben due terrazze panoramiche. Anche a Frombork, come a Olsztyn, è stata inaugurata di recente una panchina dedicata a Copernico, proprio accanto alle fontane della piazza del mercato.

Photo credits Courtesy of Press Office 

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