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“Fifties in Rome”, la Couture anni ‘50 in mostra al Museo Boncompagni Ludovisi

Nella sontuosa location delle sale del Museo Boncompagni Ludovisi di Roma è stata inaugurata la mostra “Fifties in Rome” con l’obiettivo di andare a raccontare la couture anni Cinquanta. L’esposizione è curata da Stefano Dominella, presidente onorario della maison Gattinoni, un progetto nato in collaborazione con Accademia del Lusso, ente di alta formazione specializzato nella preparazione di profili creativi e manageriali nei settori della moda e del design.

Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci
Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci

Il Museo Boncompagni Ludovisi diretto da Matilde Amaturo e  afferente alla Direzione Musei statali della città di Roma, diretta da Massimo Osanna, ospiteranno questa magnifica esposizione con il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma. L’esposizione sarà visitabile fino al 14 gennaio 2024 e il visitatore potrà guardare con i propri occhi la rivoluzione dello stile messo in atto negli anni Cinquanta, un periodo cruciale per la storia del Made in Italy.

Fifties in Rome, Ph.Vanessa Bocci
Fifties in Rome, Ph.Vanessa Bocci

Gli abiti in esposizione sono stati scelti  tramite un meticoloso lavoro di selezione, il quale ha portato alla decisione di inglobare  abiti mai esposti prima d’ora, quindi sarà l’occasione per ammirare all’interno della rassegna pezzi unici. Le creazioni provengono dall’archivio storico personale di Stefano Dominella, dalle collezioni di moda del Museo Boncompagni Ludovisi e da importanti archivi storici privati.

Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci
Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci

La moda degli anni Cinquanta segna un momento di rinascita, dopo un lungo periodo caratterizzato dalla Seconda guerra mondiale, dove le donne sono state costrette a prendere il posto degli uomini negli uffici e nelle fabbriche. La donna riesce a riprendersi il suo posto all’interno della società optando per l’eleganza e la raffinatezza. In Italia si apre un decennio di grande ottimismo, di sviluppo economico, di benessere sociale, che si riflette in una vera e propria rivoluzione nello stile.

Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci
Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci

Nel 1947 con il sostegno del Piano Marshall gli studi di Cinecittà diventano un polo attrattivo per l’industria cinematografica hollywoodiana, che sancisce la fusione dell’alta moda italiana con il cinema americano e la conseguente nascita di una “Hollywood sul Tevere”, la quale in breve tempo si imporràsulla scena cinematografica mondiale con il film “La dolce vita” portando la città di Roma ad essere consacrata come la culla dell’haute couture. In Italia già alla fine degli anni Quaranta, e in special modo nella Capitale alcuni tra i più importanti nomi della moda diedero vita alla loro attività creativa e artistica arrivando a portare il Made in Italy in tutto il mondo.

Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci
Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci

All’interno della rassegna si potranno ammirare i capolavori di nomi del calibro di Fernanda Gattinoni, Tiziani, Schuberth, Antonelli, Fabiani e Carosa con le loro creazioni dai tessuti preziosi, artigianalità e una manifattura impeccabile. La mostra comprende quattro sale del Museo Boncompagni Ludovisi, dove l’osservatore potrà guardare abiti realizzati con ampie gonne, colori decisi, stampe floreali, il punto vita stretto, l’abito sfarzoso, il quale torna di moda in questi anni ispirandosi ai modelli dell’Ottocento, ma nasce anche una nuova concezione di abito, quello da cocktail, che combina una lunghezza da giorno a materiali preziosi e decorazioni importanti.La rassegna è caratterizzata da una location imponente ed elegante, con i suoi ambienti dallo stile Barocco con contaminazioni Liberty, che fanno da cornice ad un percorso espositivo, il quale ha fatto la storia del Made in Italy. Inoltre, il progetto ha coinvolto le scuole superiore del territorio romano avvalendosi della collaborazioni di studenti che sono stati invitati a realizzare dei bozzetti ispirati agli anni Cinquanta.

Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci
Fifties in Rome, Ph. Vanessa Bocci

Nella serata di apertura della mostra, avvenuta il 14 novembre una commissione di esperti ha voluto premiare gli studenti più talentuosi e dare loro l’opportunità di poter vincere una borsa di studio ad uno dei corsi dell’Accademia del Lusso di Roma. Durante il percorso all’interno dell’Accademia avranno la possibilità di conoscere da vicino il Made in Italy attraverso la riscoperta e la valorizzazione, dove il passato incontra il futuro.  

Le creazioni dello stilista Antonio Martino nella mostra “Robotizzati” al WeGil di Trastevere

Il designer Antonio Martino partecipa alla mostra Robotizzati. Esperimenti di moda, di scena al WeGil di Trastevere a Roma con due creazioni della collezione Japanese Renaissance. La Leggenda di Tanabata: un cappotto blu in lana con fodera vintage in seta stampata e un kimono dress  in douchesse rossa di seta stampata con lungo strascico. Il percorso espositivo, ideato e curato da Stefano Dominella con la direzione artistica di Guillermo Mariotto, è visitabile fino al 24 gennaio presso l’hub culturale della Regione Lazio ed è realizzato da LAZIOCrea e con il patrocinio di Unindustria – Unione degli Industriali e delle Imprese del Lazio.

Antonio Martino_Rinascimento Giapponese_credits Courtesy of Press Office
Antonio Martino_Rinascimento Giapponese_credits Courtesy of Press Office

 

Ringrazio Stefano Dominella e Guillermo Mariotto per il prestigioso invito ricevuto e sono onorato di partecipare con due pezzi unici della mia collezione di alta moda all’esposizione performance che celebra i super robot giapponesi e il Sol Levante, un mondo che mi ha sempre affascinato e che ha ispirato la mia ultima linea, presentata nel calendario ufficiale di Alta Roma. Mi auguro che il periodo difficile che stiamo attraversando finirà presto e spero di poter approdare quanto prima in Giappone con i miei abiti, in un’ottica di internazionalizzazione e con il supporto delle istituzioni e delle ambasciate italiane”, ha dichiarato Martino.

Le creazioni dello stilista Antonio Martino in mostra al WeGil di Roma_credits Courtesy of Press Office
Le creazioni dello stilista Antonio Martino in mostra al WeGil di Roma_credits Courtesy of Press Office

 

Gli ingressi alla mostra e agli spazi del WeGil (Trastevere – Largo Ascianghi, 5, Roma) saranno gestiti nel pieno rispetto delle più recenti indicazioni in termini di distanziamento sociale previste per i luoghi pubblici al fine di contrastare la diffusione del coronavirus e sarà possibile acquistare i biglietti online su www.liveticket.it/wegil.

 

 

Da Roma a New York. La moda italiana si lascia ispirare dal food

Quando la moda si veste dei prodotti tipici del Made in Italy, e per prodotti tipici si intende il cibo, la tradizione culinaria e quei sapori nostrani, il risultato finale non può che essere un connubio indissolubile tra moda e “food”. Ed è stata proprio questa unione vincente a svolgere un ruolo da protagonista nella mostra “L’eleganza del cibo” a New York, curata da Bonizza Giordani Aragno e Stefano Dominella, Ceo della maison Gattinoni. Dopo l’esposizione al Museo dei Mercati di Traiano di Roma, i grandi nomi dell’alta moda si sono spostati nella Grande Mela, dal 24 giugno al 4 luglio. Un evento unico dove ben 58 stilisti, da Giorgio Armani a Etro, Valentino, Gucci, Gattinoni,Antonio Grimaldi, Salvatore Ferragamo,Ken Scott, Moschino e Laura Biagiotti insieme ad altri nomi importanti di designer emergenti, hanno creato appositamente degli abiti ispirandosi al tema del food fashion. Per la sezione bijoux, in mostra la creatività del brand FuturoRemoto by Gianni De Benedittis, senza dimenticare i giovani talenti come Tiziano Guardini e Italo Marseglia.

Eleganza del Cibo NY
Eleganza del Cibo NY

Le loro creazioni sono state poi esposte al Chelsea Market, nel cuore di Manhattan. L’esposizione presentata dall’Agenzia Ice in collaborazione con Unindustria, aveva come fine celebrare la creatività del Made in Italy nel panorama internazionale. Chi ha assistito a questa mostra è stato accompagnato in un percorso visivo «ispirato alla contaminazione tra moda e food, tra eco-sostenibilità ed energia».

Giorgio Armani_Ph. Paolo Belletti
Giorgio Armani_Ph. Paolo Belletti
Ken Scott_Ph. Paolo Belletti
Ken Scott_Ph. Paolo Belletti

Da materiali come il bambù con cui Giorgio Armani ha realizzato la sua collezione Privè, si passa alle stampe con le immagini di colorati mercati italiani di frutti di mare e pasta di Etro, un chiaro rimando allo slogan “noi siamo ciò che mangiamo”. Salvatore Ferragamo, invece, ha preferito materiali “poveri”, dal sughero alla canapa, per realizzare le sue inimitabili calzature.

FuturoRemoto Gioielli - Designer Gianni De Benedittis
FuturoRemoto Gioielli – Designer Gianni De Benedittis

Un omaggio quindi alla cultura italiana, alla sua essenza e alla sua energia tramite la moda che si è fatta portavoce di quello che è da sempre stato il grande potenziale del Made in Italy ben apprezzato all’estero. E il tutto, si è svolto con un padrino d’eccezione, tutto italiano anche lui: l’attore Raul Bova.

 

L’eleganza del cibo, una mostra per veri buongustai

L’Esposizione Universale di Expo Milano 2015 ha ispirato tantissimi nuovi progetti e idee sensazionali. Il mondo della moda non fa certo eccezione e da quando è partito l’evento sono state ormai tantissime le nuove collezioni di noti brand d’alta moda ispirate al tema dell’alimentazione e della sostenibilità. A Roma, da un’idea del Vicepresidente sezione moda di Unindustria Lazio ,Stefano Dominella, e la storica della moda Bonizza Giordani Aragno, ha preso vita una mostra presso i mercati di Traiano  interamente dedicata a valorizzare l’importante legame esistente  fra nutrizione e moda. “L’eleganza del cibo – Tales about food and fashion” è stata inaugurata lo scorso 18 maggio e sarà aperta al pubblico fino al 1 novembre 2015 per celebrare con eleganza e delicatezza il meraviglioso connubio fra Made in Italy e natura, fil-rouge di tutta la mostra. All’interno dei Mercati traianei sono numerose le creazioni dei più famosi stilisti nazionali e internazionali che arricchiscono l’archivio. In totale sono 160 e si dividono fra 76 capi d’abbigliamento e 84 accessori tutti selezionati all’interno di un periodo storico ben preciso che parte dal 1950 fino ad arrivare ad oggi.

L'eleganza del cibo Mostra Mercati Traiano Moda Cibo 1

A Roma, però, non saranno presenti solo le creazioni d’alta moda ma anche una serie di immagini fotografiche, di cui otto quelle dell’artista coreana Yeonju Sung, per dar vita ad un percorso creativo che fonde l’arte e la storia insieme grazie alla location scelta che indirizza l’attenzione dei visitatori alle mura classiche romane. La natura, sempre presente e ben visibile all’interno del percorso, è messa in evidenza dai quattro elementi principali come l’acqua, l’aria, la terra e il fuoco su stampe di tessuti, ricami, materiali e forme. Tra i capi accuratamente selezionati da presentare in questa mostra non poteva di certo mancare il “bread dress” di Gattinoni con bustier realizzato con vere spighe di grano e pantaloni in juta ricamati con salatini e biscotti glassati e cristallizzati ma non solo. A “L’eleganza del cibo” figurano anche le borse baguette di Fendi, l’abito ispirato al bambù firmato Armani Privè, l’abito “fettuccine” di Maurizio Galante e alcuni abiti della nuova collezione uomo di  Etro ispirati alla frutta e alle verdure.

Un percorso, questo, che non si limita  a mettere in mostra creazioni originali e pezzi unici dedicati all’alimentazione che hanno fatto la storia. Ci sono infatti abiti e accessori che con la loro presenza ricordano grandi denunce sociali e momenti di innovazione nel mondo della moda molto forti come le calzature di Salvatore Ferragamo create con l’utilizzo di materiali poveri come la rafia, la canapa e il sughero o ancora alcuni abiti di Moschino particolarmente iconici, basti pensare a una delle ultime collezioni dedicata al McDonald’s. Tantissimi gli altri stilisti presenti come Laura Biagiotti con il suo tailleur pantalone “florilegio”, Valentino con l’abito stampato con gusci di noce, Antonio Marras con le sue creazioni che ricordano la natura selvaggia della Sardegna e Benedetta Bruzziches con la sua pochette che ricorda un vassoio di pasticcini.

L'eleganza del cibo Mostra Mercati Traiano Moda Cibo 2

All’inaugurazione della mostra, promossa dalla Regione Lazio, dall’Assessorato alla Cultura e Turismo Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Unindustria, erano in tantissimi i presenti  del mondo istituzionale da Nicola Zingaretti, presidente della Regione, a Maurizio Stirpe presidente di Unindustria e del Club Calcio Frosinone, passando per Giovanna Marinelli assessore alla Cultura e al Turismo, fino a Claudio Parisi Presicce sovrintendente capitolino ai Beni Culturali. Al vernissage dell’esposizione tanti anche i VIP come Serena Autieri, Paola Minaccioni,Marina Ripa di Meana, Marta Flavi e Giovanni Ciacci.

In mostra a Roma “La Seduzione dell’Artigianato”

da sin. Giuliana Casarcia, Stefano Dominella, Marilena Di Giulio
da sin. Giuliana Casarcia, Stefano Dominella, Marilena Di Giulio

La Seduzione dell’Artigianato ovvero: il bello e ben fatto” è il titolo della mostra, promossa da Unindustria, a cura di Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno,  inaugurata  il 5 dicembre presso il Salone d’Onore del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. Una grande esibizione che celebra la maestria sartoriale del Made in Italy attraverso l’esposizione museale di centotrenta abiti e sessantuno accessori delle più prestigiose case di moda italiane ma anche di giovani designer emergenti.

Plissé, nervature millimetriche, pizzi e ricami che racchiudono la sapiente artigianalità del bello e ben fatto italiano. Foto di sartorie e laboratori couture raccontano l’evoluzione di una professione antica ma di assoluta contemporaneità, che potrebbe dar spazio a nuove opportunità di lavoro anche  in un periodo di crisi economica e sociale come quella che stiamo attraversando.

Il percorso espositivo della mostra “La Seduzione dell’Artigianato ovvero: il bello e ben fatto” è la conclusione del progetto “Omaggio alla professione sartoriale: dalle caterinette alla dress maker“, voluto fortemente dal Vicepresidente della sezione moda di Unindustria, Stefano Dominella, per accendere i riflettori sul lavoro artigianale, spesso sottovalutato in passato, e che oggi si è rinnovato grazie anche all’ausilio della tecnologia. Il presente si fonde al passato per rilanciare il futuro: dalla tradizione del costume popolare italiano, attraverso gli abiti regionali, per arrivare alle creazioni di Giorgio Armani, Salvatore Ferragamo,Gianfranco Ferré (abiti concessi dall’omonima Fondazione), Blumarine, Enrico Coveri, Mila Schön, Gattinoni, Sarli, Renato Balestra, Romeo Gigli, Walter Albini, fino alle sperimentazioni di giovani creativi come  Sylvio Giardina, Tiziano Guardini, Maurizio Galante, Francesco Scognamiglio e Gabriele Colangelo, solo per citarne alcuni.

Fondazione Gianfranco Ferré
Fondazione Gianfranco Ferré
Renato Balestra
Renato Balestra

In esposizione al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, la mostra “La Seduzione dell’Artigianato ovvero: il bello e ben fatto” propone tavole di ricami preziosissimi, dagli anni Trenta fino a oggi e il contributo delle più importanti accedemie e istituti di moda e design italiani. E ancora i bellissimi costumi di scena del Teatro dell’Opera di Roma. Un tributo alle sapienti mani artigiane che realizzano il ben fatto del Belpaese, senza le quali la ricchezza del Made in Italy non esiterebbe e tutto sarebbe confinato alla mera produzione industriale standardizzata. Una risposta concreta al fast fashion, attraverso l’esaltazione dell’alta moda che si esprime nella ricerca dei materiali e nei dettagli couture.

Teatro dell'Opera di Roma
Teatro dell'Opera di Roma
Gattinoni Couture
Gattinoni Couture
Enrico Coveri
Enrico Coveri

La storica della moda Bonizza Giordani Aragno, curatrice della mostraLa Seduzione dell’Artigianato ovvero: il bello e ben fatto” descrive  la stessa come un’esperienza dell’Alta Moda Italiana, attraverso la sartoria e poi l’industria. Un incontro-scontro tra passato e presente attraverso  originali manufatti in cui la progettualità del fashion designer si alterna a capi di stilisti contemporanei già affermati. Un tentativo di lettura sul Made in Italy di oggi in cui le  differenze si evincono ‘nel fatto bene’, che si nutre di concetti, pensieri da esprimere anche con la nuova frontiera del fare.

Tiziano Guardini
Tiziano Guardini
Maurizio Galante
Maurizio Galante

Nel sistema moda lavora quasi 1 milione di addetti – commenta Stefano Dominella e oltre il 40% ha un’età inferiore ai quarant’anni. Per questo è importante sostenere gli Istituti tecnico-professionali di sartoria, unico vero ingresso nel mondo della moda per migliaia di giovani. Per avvicinare i giovani a queste professioni, è importante il sostegno delle Istituzioni attraverso la creazione di Master e Corsi di formazione ad hoc. Formarsi in un Istituto tecnico professionale può garantire ai ragazzi un futuro di successo da sarto, modellista o tecnico-blotter, un lavoro innovativo, creativo e tecnico al tempo stesso, che consente di guadagnare molto, stando a contatto con maestranze altrettanto qualificate”.

Mostra "La seduzione dell'Artigianato" Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Mostra "La seduzione dell'Artigianato" Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Mostra "La seduzione dell'Artigianato" Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Mostra "La seduzione dell'Artigianato" Museo delle Arti e Tradizioni Popolari

Nel corso dell’inaugurazione della mostraLa Seduzione dell’Artigianato ovvero: il bello e ben fatto a Roma sono state premiate una sarta première, Marilena Di Giulio, per l’impegno profuso durante i cinquant’anni di carriera e una giovane dressmaker, Giuliana Casarcia, con l’augurio di diventare una professionista di successo del settore.

Mostra "La seduzione dell'Artigianato" Museo delle Arti e Tradizioni Popolari
Mostra "La seduzione dell'Artigianato" Museo delle Arti e Tradizioni Popolari

La Seduzione dell’Artigianato ovvero: il bello e ben fatto” sarà visitabile fino al 10 febbraio 2013 presso il Salone d’Onore del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma

Bianca Balti, le immagini di una favola di moda in mostra ad AltaRoma

Bianca Balti by Miles Aldrige per Vogue Italia

“Bianca Balti. Immagini di una favola di moda”, dal 6 luglio al 2 settembre ai Mercati di Traiano di Roma (pre-opening di AltaRoma).

SOUNDTRACK: Carmen Consoli – Bambina Impertinente

“….Assonanza tra bellezza, ingenuità, allegria che sono tra gli elementi propri del fascino; immagine rara da incontrarsi, anche se non sempre facile da capire…” E’ il segreto del fascino non convenzionale e rigorosamente made in Italy della top model Bianca Balti, secondo Stefano Dominella curatore della mostra fotografica “Bianca Balti. Immagini di una favola di moda”, dal 6 luglio al 2 settembre ai Mercati di Traiano di Roma. L’inaugurazione dell’esposizione è stato l’evento di pre-opening più atteso dell’edizione estiva della kermesse capitolina Alta Roma Alta Moda.

Il percorso fotografico, photo editor Paolo Belletti, fa parte del progettoUna favola di moda” fortemente voluto dall’Assessore alla Comunicazione e Promozione di Roma Capitale con delega alla moda, Rosella Sensi, con l’obiettivo di rilanciare l’attenzione verso un settore, quello della moda,  che offre importanti possibilità future di sviluppo artistico ed economico della Capitale. Protagonisti anche i giovani talenti che sognano di lavorare nel mondo della moda. L’Accademia di Costume e di Moda, l’Istituto Europeo di Design e la Eidos Communication hanno offerto tre borse di studio ai ragazzi più meritevoli degli Istituti professionali di Roma e Provincia per frequentare un master in fashion design o fashion communication.

La mostra “Bianca Balti. Immagini di una favola di moda”, è un tributo alla bellezza di Bianca Balti, supertop italiana apprezzata sulle passerelle del fashion system internazionale, e al magico mondo della tradizione sartoriale italiana, perla spesso dimenticata nel rilancio economico del Belpaese. Quarantuno scatti d’autore  realizzati dai più importanti maestri della fotografia – Vincent Peters, Giampaolo Sgura, Settimio Benedusi, Ellen Von Unwerth, Camilla AkransMarcin Tyszka, Miles Aldridge, Patrick Demarchelier, Karl Lagerfeld, Txema Yeste, Signe Vilstrup, Dylan Don– in ognuno dei quali emerge il fascino dai mille volti di Bianca Balti. Lolita capricciosa e provocante geisha, dea dell’Olimpo e ludica sognatrice, irriverente femme fatale e fata dagli occhi azzurri . Gli occhi color indaco di Bianca Balti, specchio riflesso della sua anima, catturano l’obiettivo della macchina fotografica. Attrice, quasi per gioco, in sceneggiature sempre nuove e diverse che valorizzano il suo sex appeal. Perché Bianca è una, nessuna e centomila.

BB
Bianca Balti by Giampaolo Sgura per Vogue Japan

La carriera di Bianca Balti nel mondo della moda inizia fulminea nel 2005, come testimonial di un’importante campagna pubblicitaria internazionale per Dolce & Gabbana, con cui successivamente firmerà un contratto in esclusiva, che la consacra nuova stella della moda. Da allora, un susseguirsi di successi la vedono protagonista indiscussa sulle passerelle delle più prestigiose griffe internazionali. Sfila per le più importanti maison come Ungaro, Costume National, Lagerfeld Gallery, Lanvin, Valentino, Alexander Mc Queen, Victoria’s Secret, Chanel. Nel 2007 approda insolitamente al cinema come protagonista del film “Go Go Tales”, diretto da Abel Ferrara, con Willem Dafoe, Bob Hoskins, Matthew Modine e le italiane Asia Argento e Stefania Rocca.

E’ il volto di numerose campagne pubblicitarie, tra le quali Roberto Cavalli, Anna Molinari, Antonio Berardi, Donna Karan, Revlon, Rolex, Missoni, Guerlain, Blumarine, Dolce & Gabbana.Nel 2011 è una delle baccanti  de “The Cal – Mitology”, lo storico calendario Pirelli con gli scatti di Karl Lagerfeld. È attualmente testimonial della TIM, di L’Oreal Paris  e del profumo “Signorina” di Salvatore Ferragamo.

Quella di Bianca Balti è la favola di una splendida ragazza italiana che grazie alla sua forza di volontà e un pizzico di fortuna ce l’ha  fatta in breve tempo a conquistare l’Olimpo internazionale della moda. E’ l’ultimo esempio di come è cambiato il senso estetico nel fashion modelling: da Benedetta Barzini, primo esempio di top model italiana negli anni 60’ a Simonetta Gianfelici negli anni 80’ fino a Maria Carla Boscono. Oggi la Balti è la nuova icona di riferimento.

Nel selezionare il materiale fotografico mi ha sorpreso la mutevolezza di Bianca Balti – dichiara il curatore della mostra, Stefano DominellaE’ un’ attrice di se stessa. Da Dea dell’Olimpo nelle foto di Lagerfeld a “bambinaccia” nelle immagini di Demarchelier, poi diventa Sofia Loren nelle foto di Sgura per Dolce & Gabbana – continua Dominella – Insomma, non è soltanto una bella e brava modella, è un’ interprete che ogni volta sa dare un’immagine diversa di se stessa. Mai banale”.

Bianca Balti
Bianca Balti by Signe Vilstrup per Vanity Fair

Una mostra tributo alla bellezza e alla magia del  made in Italy  ma anche alla rinascita del settore moda in Italia. Un appuntamento assolutamente da non perdere in un’edizione di AltaRoma “sobria ed economica” in cui, tra i grandi brand assenti e coloro che hanno dato forfait (Lorenzo Riva, ad esempio, manca da due stagioni sulle passerelle romane), i giovani del concorso “Who’s on next?” sono i protagonisti indiscussi della manifestazione. Apertura in bellezza dunque per AltaRoma con “Bianca Balti. Immagini di una favola di moda, nella speranza che si possa dire lo stesso per la chiusura.

Conferenza Stampa Bianca Balti
Nella foto. L’Assessore alla Comunicazione e Promozione di Roma Capitale, Rosella Sensi, la top-model Bianca Balti e il curatore della mostra Stefano Dominella

Fashion ID #2 | Stella Jean

Stella Jean
Nella foto. La designer italo-haitiana Stella Jean

SOUNDTRACK: Cosmic Love, Florence + The Machine

Arte, Moda, Bellezza. E’ questo il trinomio vincente per Stella Jean, giovane stilista di origini caraibiche,  seconda classificata nel 2011 al concorso dei nuovi talenti Who is on next?”, durante la kermesse capitolina AltaRoma AltaModa. Romana di adozione, vero e proprio astro nascente del Made in Italy, il sogno del fashion business per Stella  Jean nasce sulle passerelle quando, nelle vesti di modella,  indossa un abito da sposa firmato Egon von Furstenberg.

Nel frenetico mondo della moda le ore passate tra casting, fitting e backstage le hanno dato una formazione a 360 gradi, attraverso la continua sperimentazione e un’acuta ricerca del bello che hanno premiato l’originalità della giovane stilista. Stella Jean crea senza disegnare bozzetti, sposando il pensiero di Madame Vionnet secondo cui “il corpo ha tre dimensioni e, pertanto, non ci si può affidare alla carta”. Ereditiera di indimenticabili tradizioni, già le pioniere sorelle Fontana affermavano che l’abito va costruito con gli spilli appuntati sul mannequin, Stella Jean drappeggia e plasma le sue creazioni in un gioco di forme materiali e dal grande impatto visivo. Da Nadia Valli impara l’arte della pittura su stoffa che richiede pazienza, sapienza e attenta manualità artigianale. Questa l’idea dello Slow Fashion di Stella Jean, un nome che è già un brand.

Il fascino della couture per Stella Jean è puro metissage: nella sua identità creola si fondono e mescolano come in un cocktail estivo, colorato e frizzante, diverse culture che rispecchiano le sue origini. La verve contemporanea e anticonformista del nuovo continente si sposa perfettamente con l’anima vintage e sognatrice europea. Quando si dice che gli opposti si attraggono…

La Wax & Stripes philosophy è la fonte di ispirazione indiscussa della sua moda: non solo fusione tra  il wax, il bon ton anni Cinquanta ed i tessuti a righe di fattura made in Europe, ma continue contaminazioni storiche in un melting pot stilistico in evoluzione, fatto da racconti trasversali che echeggiano variazioni sociali e culturali. Comunicazione e immediatezza visiva rendono lo stile di Stella Jean protagonista assoluto in passerella con quella giusta dose di ironia, filo conduttore del melange artistico di diverse civiltà.

Stella Jean

Tra le collezioni della giovane designer ricordiamo Jeune, Belle et Gatée del 2009, Oysters don’t lie del 2010 e Still a Goddess, quest’ultima dedicata alle atmosfere haitiane che le ha regalato il podio al concorso Who is on Next/Vogue nel luglio 2011. In Still a Goddess  Stella si ispira all’Essenza, la Spiritualità e le Gestualità delle figure femminili che hanno contribuito alla liberazione di Haiti nell’ Ottocento, prima colonia di schiavi neri deportati dall’Africa ad aver ottenuto l’indipendenza. Donne sicure, fiere, orgogliose, schiave che finalmente possono gridare al mondo la loro libertà, tanto desiderata e ottenuta con sacrificio. Nei poderi dei coloni usurpatori costretti a fuggire dopo la rivolta, indossano i loro abiti, le loro camice e, al collo, in segno di vittoria, vistosi gioielli, smeraldi, rubini e diamanti. Trofei che la Dea Scalza sfoggia per attraversare trionfante le terre ormai incolte dove era prima costretta a lavorare in schiavitù.

Stella Jean

Suggestioni naif, preziosismi e ricami vévé (blasoni rappresentanti le divinità voudu), si  fondono all’artigianalità sartoriale italiana dando all’innovativo design dal sapore creolo sembianze spettacolari che saltano all’occhio per forma e contenuto. Candidi lini sopraffatti da vorticose tempeste cromatiche, abiti cerimoniali dai grandi volumi. Prevalgono i colori degli elementi naturali, la terra, il fuoco, l’acqua, screziati dal giallo. Senza sfumature, in una continua narrazione di colori accesi. La Donna dea, vittoriosa e ribelle, avanza fiera e scalza sulla passerella, sacerdotessa e custode di una  libertà ormai riconquistata.

Stella Jean

Nell’edizione del gennaio 2012 della fashion week AltaRoma, Stella Jean porta Hitchcock in passerella. Un connubio perfetto quello tra Moda e Cinema, che ha visto il supporto sul catwalk della proiezione del fashion movie Madeleine, cortometraggio che riprende il film di Alfred Hitchcock del 1958, Vertigo (la donna che visse due volte), con la partecipazione straordinaria dell’attore  francese Ivan Franek.

Marmellata di stagioni (Jam Seasons) è il mood della collezione Primavera/Estate 2012 con un piccolo anticipo sull’Autunno/Inverno 2012-2013: fil rouge l’ispirazione anni Sessanta. Gonne ampie e tempestate da gemme colorate, lane tricot con ricami in punto maglia, stoffe hawaiane e ricami gallici. Uno splendido accostamento interculturale che esprime la dialogia, mai fuori luogo, tra conoscenze storiche e sociali. Tasselli di un mosaico culturale intercambiabili tra presente e passato che rendono il futuro artisticamente originale. Come quello della stilista, del resto.

Ironica come non mai, Stella ha partecipato, lo scorso 2  Maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, all’evento La Moda è di moda. Incontro con i protagonisti del Made in Italy, promosso dal Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, ideato e curato da Stefano Dominella, Presidente del Comitato Tecnico Sistema Moda di Unindustria. In un talk show esilarante, in cui protagonista indiscusso è stato Guillermo Mariotto, direttore creativo dell’Alta Moda della maison Gattinoni, affiancato dal giovane designer Gianni De Benedittis, del brand futuroRemoto gioielli, Stella si è concessa alle domande bacchettone di Laura Laurenzi, giornalista di Repubblica, professoressa di stile nella conduzione della serata. Un racconto di vita e di moda con il backstage della creatività, in cui Stella si è tolta i suoi sassolini dalla scarpe con alcune giornaliste presenti in sala, poco generose in passato riguardo al suo percorso professionale.

Stella Jean e Guillermo Mariotto

Ultima sfida per la giovane e bellissima Stella Jean, che aspettiamo a luglio per la nuova edizione di AltaRoma AltaModa, l’Italian Fashion week che si terrà nella città texana di Dallas dal 22 al 28 Ottobre prossimi, con il supporto di Alta Roma e della Camera di Commercio Americana. Con Stella Jean partiranno per l’avventura americana anche la maison Raffaella Curiel,  la designer Lucia Odescalchi e Carmina Campus, il brand ecosostenibile creato da Ilaria Venturini Fendi.

Quando si dice esportazione oltreoceano del  fascino e della magia Made in Italy, si dice Stella Jean.

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