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Noir e vintage: ecco il nuovo fumetto made in Italy disegnato da Flavio Beoni e Ivano Codina

È il volume di esordio di una serie poliziesca di ispirazione noir ed è già un piccolo cult in rete tra i cultori del genere. Schwarz Kriminalpolizei n.1 – Freischützen è infatti un noir di ispirazione Seventies, ambientato in Germania ma sceneggiato e disegnato da due italiani, Flavio Beoni e Ivano Codina. Beoni, soggettista e sceneggiatore, è al suo primo lavoro completamente da solo, con un fumetto “nato quasi per caso”: inizialmente, infatti, era stato concepito come albo di una serie antologica da inserire in una collana di fumetti erotici per un’associazione culturale specializzata nel genere.

 

Schwarz Kriminalpolizei - Courtesy of Press Office
Schwarz Kriminalpolizei – Courtesy of Press Office

Quando il progetto è saltato, Beoni ha deciso comunque di auto-produrre il fumetto come primo volume di una serie giallo-poliziesca con protagonista l’ispettore tedesco Frank Schwarz. Un personaggio ancora tutto da conoscere, di cui vita e indole verranno svelati nel corso dei prossimi numeri, ma sicuramente un eroe positivo, al contrario degli antieroi che popolano i noir più conosciuti.

Schwarz Kriminalpolizei - Courtesy of Press Office
Schwarz Kriminalpolizei – Courtesy of Press Office

A disegnarne le avventure, la mano di Ivano Codina, noto illustratore italiano che ha lavorato a lungo per Tiramolla e pubblicato le proprie storie, tra gli altri, su Topolino e il National Geographic Kids. Sue le tavole che illustrano le storie di Schwarz, ambientate nella perturbante Germania della Foresta Nera, dove leggende e folklore locale si intrecciano con cupe atmosfere thriller e tocchi horror.

Schwarz Kriminalpolizei - Courtesy of Press Office
Schwarz Kriminalpolizei – Courtesy of Press Office

In questo primo numero di Schwarz Kriminalpolizei sono contenute un po’ tutte le mie passioni: il fumetto italiano tascabile vintage, dal quale ho preso il formato e le due vignette in bianco e nero per pagina, e le serie TV poliziesche tedesche in voga negli anni 70, che trovo molto affascinanti.” – spiega Beoni- “Essendomi ispirato a vari elementi diversi tra loro, credo che il fumetto non possa nemmeno essere collocato in un genere preciso e forse è proprio questo a renderlo più originale. Sicuramente è un poliziesco, ed è anche un noir, vista la trama e le atmosfere cupe: nonostante questo, è impostato diversamente dal classico noir più conosciuto dal grande pubblico, come Diabolik”.

Schwarz Kriminalpolizei - Courtesy of Press Office
Schwarz Kriminalpolizei – Courtesy of Press Office

 

Artigianalità made in Italy e capsule collection esclusive, la moda sostenibile di Aserico

L’idea era nell’aria già da un po’ ma Riccardo Ceriani, vissuto sin da piccolo nel settore dell’abbigliamento, ha deciso di lanciare proprio in questo periodo il suo progetto personale: Aserico, un brand che vuole celebrare la creatività e l’artigianato italiano andando incontro ai nuovi trend della moda ovvero l’unicità, la ricercatezza e la personalizzazione del capo. Capsule collection limitate e non elevati assortimenti, perché è questo che la Generazione Z vuole: qualcosa di unico, introvabile ma soprattutto sostenibile, al passo con i tempi, contemporaneo nel pensiero anche nella filosofia aziendale. E se da un lato la GenZ ha riscoperto la tematica della personalizzazione dei capi, dall’altra parte il made in Italy, nell’ambito dell’abbigliamento femminile, è molto richiesto all’estero, con una crescita del +6,6% lo scorso anno, per un giro d’affari che sfiora gli 8 Miliardi di euro. “Vogliamo proporre al mercato un concept completamente diverso che possa dare luce al Made in Italy e allo stesso tempo essere una riflessione concreta sui temi della sostenibilità nella moda: dare il via al cambiamento e mostrare un’alternativa per le nuove generazioni che sono sensibili a questi temi e che amano indossare qualcosa di unico”, spiega il fondatore di Aserico Riccardo Ceriani.

Aserico_Courtesy of Press Office
Aserico_Courtesy of Press Office

Artigiani e creativi italiani per collezioni esclusive e limitate composte da 10 modelli l’una

La prima capsule collection, in arrivo ad ottobre, prevede la creazione di 10 modelli, tra i 20 e i 50 capi per modello: la scelta sposa a pieno il trend legato alla lotta contro il fast fashion e alla visione di una moda più sostenibile e unica nel suo genere.

Ma oltre a questo tema, c’è anche quello legato all’artigianalità italiana: sia l’elemento creativo che la parte di composizione e distribuzione dei capi è ideata da professionisti italiani. Aserico è l’incontro tra artigiano e designer: Riccardo Ceriani e il suo team credono nella esclusività delle collaborazione con i designer per creare capi che catturino l’attenzione e che vadano alla ricerca dell’effetto wow su chi li osserva. L’abito è l’ultimo step di un percorso che parte con l’ideazione da parte del creativo e continua con la realizzazione fisica frutto dell’abilità degli artigiani del made in Italy. Ogni capsule, che usciranno a cadenza bimestrale, avrà un suo stilista e incontrerà gusti diversi a seconda delle opzioni che verranno proposte nello store di Aserico. L’obiettivo di Aserico è prima di tutto far conoscere al mercato italiano i talenti che ha a disposizione e mostrare che una nuova moda è possibile: più sostenibile, più green, più esclusiva.

Aserico_Courtesy of Press Office
Aserico_Courtesy of Press Office

Un brand italiano per portare la creatività del paese nelle case: tutta la filiera è composta da talenti italiani perché il Made in Italy è molto apprezzato all’estero e vogliamo dare un’alternativa alla grande distribuzione che possa essere preferita anche per questo aspetto legato all’artigianalità”, conclude Ceriani.

About Aserico

Aserico è una startup che vuole aiutare le donne a differenziarsi dalla massa e uscire dal conformismo, proponendo capi esclusivi e limitati, prodotti Made in Italy qualitativamente superiori ed eticamente corretti, ad un prezzo contenuto. Ogni Capsule Collection firmata Aserico, nasce dal pensiero dello stilista e dalla tradizione e maestria degli artigiani.

Francesca Zambito. La moda “Dangerouge”

Francesca Zambito vive e lavora a Torino, dove ha sede il suo laboratorio. Francesca, soprannominata Rouge fin dai tempi delle scuole, frequenta l‘ istituto IED MODA MILANO con buoni risultati e dopo la laurea decide di seguire le orme del padre nella skate-industry all’interno dell’azienda di famiglia.

Courtesy of Press Office
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Nel 2010 sente la necessita’ di uscire dall’Italia e di creare qualcosa di personale, ed è in quello stesso anno che Rouge farà della catena un simbolo di estremo riconoscimento sia a livello personale sia a livello di stile, diventando così un elemento indissolubile all’interno di ogni sua futura collezione. Inizia così, partendo da un’operazione di customizing di alcune converse, ma il desiderio non era quello di reinventare o  modificare un oggetto preesistente, bensì di dare vita a uno totalmente nuovo.

Courtesy of Press Office
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Cosi con un gioco di parole nasce “Le Dangerouge“, una parola che racchiude le tre lingue preferite dalla stilista: le (italiano); danger (inglese); rouge (francese). Il significato di “rouge”, del rosso fuoco, inteso come passione e desiderio, viene affiancato a quello della parola “danger” che rappresenta invece il pericolo, il rischio ed in qualche misura la voglia di abbattere certe frontiere e di mettersi in gioco. Dopo un immediato feedback positivo da parte del consumatore finale, nel gennaio 2014 Francesca Zambito fonda la sua azienda in territorio italiano, nonostante le difficoltà per mantenere il made in Italy.

Francesca Zambito, owner e designer del brand LE DANGEROUGE, racconta la sua passione, la sua idea ed il suo lavoro attraverso un video, della durata di 59 secondi,  diretto da Alex Caroppi. Eccola di spalle Francesca,  intenta nel suo lavoro creativo fatto di artigianalità, manualità e di materie prime di eccellenza. La musica, creata da  Gigi Traverso, accompagna la sequenza delle immagini fino a diventare incalzante quando l’attenzione si sposta sulla vera protagonista : la “catena”.  Simbolo e marchio identificativo del brand Le Dangerouge, oggi noto e riconoscibile dagli appassionati di moda di tutto il mondo,  ha conquistato la simpatia di numerose celebrities  come Nina Zilli ed Irina Shayk. La catena firma ogni creazione Le Dangerouge e diventa leit motiv, quasi ossessivo, della seconda parte del video con i due giovani attori, Costante Campanino e Caroline Frola, che esprimono tutta l’energia e la positività del brand made in Italy.L’idea stilistica della catena vanta numerose imitazioni, ma solo Le Dangerouge è l’originale.

Courtesy of Press Office
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Scheda Tecnica video “Le Dangerouge”

Director: Alex Caroppi

Art directing, screenplay:  Victor Chissano, Rouge

Production: I’ll do me Filmaking

Producer, organization: Ortensia Braga

Original  soundtrack: Gigi Traverso

Voice over:  Yendry Fiorentino

Actors:  Costante Campanino, Caroline Frola

Location: Studio  Lusco Terazzan

LE DANGEROUGE SHOES

facebook: ledangerouge

website: http://www.ledangerouge.com

 

Borsalino e il progetto del cappello su misura

Se vi dicessimo Jean-Paul Belmondo, Alain Delon, Al Capone o, ancora, Robert Redford, Piero Tosi e Jean Claude Carrière, qual è la prima cosa che pensereste? Indubbiamente la loro passione per il cinema. Ma ciò che accomuna questi grandi nomi è anche un’altra cosa. Una passione anche questa sicuramente. Ed è quella per il cappello più noto al mondo e più amato nell’industria cinematografica hollywoodiana, sin dagli anni’20.

Borsalino e il progetto del cappello su misura

Stiamo parlando ovviamente di Borsalino, il celebre cappello in feltro. Il suo nome, apparso la prima volta ad Alessandria, la città piemontese in cui è nato il marchio, è dal 1857 simbolo di qualità e eccellenza.
E proprio per queste sue caratteristiche, l’azienda ha deciso di omaggiare la secolare tradizione artigianale, lanciando l’ “Itinerant Made To Measure Experience Trunk”, un progetto itinerante dove si realizzeranno, nei vari punti vendita del marchio, cappelli su misura.

Borsalino e il progetto del cappello su misura

L’obiettivo del progetto è infatti “personalizzare”. Lodenfrey, lo storico department store a sei piani e simbolo di Monaco di Baviera, ha dato inizio al progetto ospitando il servizio su misura della storica manifattura e installando in una delle sue vetrine, una quinta teatrale con davanti, circondati da flash fotografici, i cappelli Borsalino, sospesi in aria.
Il designer Moreno Ferrari, la storia e i segreti artigianali che hanno reso inestimabile il valore di Borsalino, viaggeranno in tutto il mondo. Saranno diverse infatti le tappe internazionali del fashion world che ospiteranno questo progetto.

Borsalino e il progetto del cappello su misura

Il servizio su misura, per chi lo sceglierà, permetterà di personalizzare il proprio cappello in feltro, scegliendone il colore tra le trentatré varianti possibili, la larghezza della tesa (dai trentotto colori disponibili), il nastro, la fodera e il marocchino. Infine, si potrà anche incidervi all’interno le proprie iniziali in lamina d’oro.

Borsalino e il progetto del cappello su misura

Il fine ultimo di questo progetto, oltre a rendere omaggio a Borsalino, un’icona di stile, eleganza e qualità che ha dato un grande contributo alla storia del cappello, in generale, è quello di rendere noto a tutti come il marchio sia anche e, soprattutto, un prodotto interamente completamente Made in Italy, che nasconde dietro un importante lavoro sartoriale e che continuerà ad essere per ancora molto tempo presente nel mondo della moda e dell’accessorio.

Questo perché Borsalino, è molto più di un semplice cappello, è storia.

Novant’anni di moda. Fendi sfila sull’acqua di Fontana di Trevi

Una fiaba che dura da 90 anni quella di Fendi. Una poesia che la maison ha decantato scegliendo Roma, la sua città natale per celebrare il novantesimo anniversario dell’azienda. La collezione A/I dell’Haute Fourrure “Legends of Fairy Tales” ha sfilato lo scorso 7 Luglio sulle acque della Fontana di Trevi tornata al suo antico splendore grazie al supporto di Fendi che ne ha finanziato il restauro.

Una sfilata a Roma presso la Fontana di Trevi è il modo migliore per celebrare i 90 anni di Fendi, un’occasione unica per esprimere le nostre radici, l’audace creatività e la più elevata artigianalità che da sempre ci contraddistinguonoha dichiarato Pietro Beccari, Presidente e Amministratore delegato di Fendi. –  La Fontana di Trevi è un luogo magico, che rappresenta perfettamente i valori di Fendi, la sua tradizione e la sua storia, con uno sguardo rivolto sempre al futuro.

Fendi Official Instagram
Fendi Official Instagram
collezione A/I 2016

Le modelle hanno sfilato su una passerella trasparente di plexiglass dando l’impressione di camminare sull’acqua. Figure eteree ispirate alle fiabe nordiche in perfetta sintonia con la scenografia naturale della location. Gli abiti presentati vedono una rivisitazione della pelliccia, da sempre il core-buisiness della griffe, ora come ricamo sui lunghi abiti di organza, ora come mosaico sui cappotti. Ricami preziosi, motivi floreali, pizzi, inserti e margherite in visone, la collezione è un tripudio di dettagli. Si susseguono in passerella giochi di luci e colori che immergono gli invitati in una dimensione di incanto e magia.

Fendi Official Facebook -Kendall Jenner
Fendi Official Facebook -Kendall Jenner

Sembra quasi di vivere all’interno di un sogno, di una favola. La Fontana di Trevi è per tutti noi una leggenda. E il nostro défilé una visione onirica” spiega Silvia Venturini Fendi, direttore artistico delle linee Uomo, Bambino e Accessori. Le creazioni disegnate dal genio creativo Karl Lagerfeld sono la testimonianza di una libertà artistica e un’artigianalità sempre dosate, di una costante passione per la qualità dei materiali e di una sperimentazione continua.

200 invitati hanno potuto festeggiare il compleanno dell’azienda fondata da Adele Casagrande ed Edoardo Fendi, 90 anni di successi straordinari che ebbero inizio nella storica boutique in via del Plebiscito. La storia di Fendi parla di lusso, arte e ricerca creativa. Nel corso degli anni la maison romana ha travalicato i confini nazionali stringendo numerose collaborazioni che hanno portato l’azienda a dar vita a collezioni uniche.

Nel parterre degli ospiti, tra gli altri, ci sono il ministro dei beni culturali e turismo Dario Franceschini, le attrici Kate Hudson e Ornella Muti, Luca Cordero di Montezemolo, Bernard e Alexander Arnault, vertici del Gruppo LVHM, di cui Fendi è entrata a far parte nel 2001, il CEO di Fendi Pietro Beccari, e tre delle cinque sorelle Fendi, Carla, Anna e Alda.

Dopo la sfilata, una cena per 600 invitati sulla Terrazza del Pincio a Villa Borghese accompagnata dalla musica di Giorgio Moroder.

Fendi Official Facebook-Terrazza del Pincio
Fendi Official Facebook-Terrazza del Pincio

Per celebrare l’anniversario inoltre sono stati presentati un libro fotografico “East of the sun and West of the Moon” e una mostra “The Artisans of Dreams” a Palazzo della Civiltà Italiana, aperta al pubblico dal 9 Luglio al 29 Ottobre.

Francesca Castagnacci. Sofisticato amore per il design

Tutto parte da una suggestione, un sentire tradotto con schizzi e acquerelli in una storia che guida verso la morfologia ispiratrice. E’ così che Francesca Castagnacci, classe 1982, dopo una ricca formazione attraverso una laurea in design d’oreficeria presso la facoltà di Architettura e un ricco bagaglio culturale, grazie alla ricerca di nuove fonti d’ispirazione, culture e mondi a confronto attraverso i suoi viaggi, asseconda la sua vena artistica affacciandosi al mondo della moda.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Spinta da importanti riconoscimenti come la borsa di studi Ferragamo per il master Polimoda e la vincita di importanti concorsi, i suoi disegni visionari si trasformano in borse e scarpe, oniriche ed evocative, ma al contempo audaci e innovative. E’ la sua ispirazione crescente e il desiderio di mettersi alla prova che spinge Francesca Castagnacci a presentare al pubblico alcuni pezzi della sua collezione. Da quel momento le sue creazioni, pezzi unici trasgressivi ma sofisticati, diventano oggetto iconico e di culto dei molti fashion addict.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Un successo questo, che ha lanciato di li a poco la nascente società e il brand stesso. L’incontro di Francesca con diverse realtà nel campo della ricerca applicata e dell’industria, e l’interesse di un fondo di investimento per le sue creazioni, ha dato vita nel 2014 ad un progetto con la conseguente nascita di Francesca Castagnacci srl. L’iniziativa, che vede coinvolte competenze del Made in Italy, permette la massima libertà espressiva e la completa possibilità di personalizzare gli accessori metallici curando particolarmente la qualità e l’innovazione del prodotto finale. Dall’universale al particolare, la filosofia e la ricercatezza delle sue creazioni si trasmettono nel suo stile che incanta e convince. Innovazione, eccellenza ed esclusività sono alla base della scelta dei materiali per le sue collezioni.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Prodotti unici e qualità dell’artigianato italiano unito a materiali inediti e a dettagli tecnologici fanno del marchio un prodotto originale dall’alto contenuto emozionale. Ogni sua creazione trae ispirazione dallo studio delle forme, sintesi di ricerca concettuale e progresso. Accostamenti asimmetrici tra figure e materiali sono il filo conduttore della collezione, tra tonalità decise e colori neutri.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

 

Forme nelle forme, gusci da cui emergono materie preziose e inaspettate. L’esclusività viene espressa in ogni dettaglio da forti texture e geometrie, dall’altissima qualità nella scelta dei pellami e delle stoffe fino alle finiture. Elementi pregiati e inconsueti a volte si accostano a pelli di origine ittica e tessuti dalla forte componente tecnologica contenenti ad esempio fibre ottiche luminose.

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L’accessorio metallico è realizzato come un pezzo unico di gioielleria, direttamente ideato e disegnato da Francesca, rispettando gli ampi standard qualitativi, come l’impiego di trattamenti nickel e piombo free. Elemento figurativo per eccellenza è l’anello, simbolo della costante ricerca di perfezione e della complessità divenuta forma, che si evolve nel particolare stilistico della catena, elemento funzionale e distintivo della collezione di borse.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Una collezione la sua che diventa parte integrante della donna che la indossa. Si sviluppa e si avvolge esaltandone l’eleganza del polso grazie alla praticità del manico e dalla forza espressa dall’accurata scelta delle minuzia. Un design racchiuso in forme sinuose e audaci, si identifica nella donna alla quale il brand si ispira, decisa forte, ma al contempo femminile e di gran classe.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Francesca Castagnacci è sinonimo di garanzia e qualità del prodotto, ma sopratutto dell’accurata ricerca con cui è stato ideato e realizzato. Ogni pezzo delle sue collezioni è contrassegnato da un TAG elettromagnetico, un’impronta digitale unica e irriproducibile, che grazie all’aiuto dello smartphone può veicolare e riprodurre contenuti mirati tramite tecnologia NFC garantendo l’autenticità del prodotto. Il suo è un design essenziale studiato su forme e volumi, dove eleganza e particolari stupiscono ed affascinano. Un design dove ogni sfumatura è strettamente ricercata per una donna che sa osare con sofisticata classe e raffinatezza.

 

 

“Missoni, Art, Colours”. Il made in Italy si mette in mostra a Londra

La moda e l’arte: connubio inscindibile per chi sa che oltre a begli abiti e accessori luccicanti c’è di più. C’è di più, infatti, nella storia di Ottavio e Rosita Missoni. “Vivere a colori” è il motto che ha guidato la vita di questa esuberante coppia, nel privato e nel lavoro, fino a rendere i loro variopinti motivi a righe e a zigzag un simbolo del made in Italy nel mondo. Oggi una mostra riavvolge il filo che ha unito Ottavio e Rosita e che ha legato indissolubilmente la maison Missoni all’arte del ‘900. “Missoni, Art, Colour” è il titolo della mostra che ha avuto un grandissimo successo al museo MA*GA di Gallarate e che si appresta a partire per Londra. Curata dallo storico dell’arte Luciano Caramel, da Luca Missoni, direttore artistico dell’Archivio Missoni, e dal Direttore del MA*GA Emma Zanella, la mostra fa le valigie e va a Londra, proprio dove Ottavio e Rosita si sono conosciuti.

 

Photo Courtesy Ansa.it
Photo Credits Ansa.it

Così l’accordo con il Fashion and Textile Museum diventa anche un po’ magico. Magico come quei fili colorati che i due hanno iniziato ad intrecciare nel 1953 aprendo una maglieria a Gallarate, del tutto ignari che sarebbero diventati i sovrani del filato made in Italy. In più di 60 anni di storia, gli abiti Missoni hanno mantenuto l’identità giocosa e divertente dei fondatori della maison. Spensierato, colorato, rilassato è lo stile che ha permesso al marchio di diventare famoso in tutto il mondo, simbolo di qualità italiana ma anche di quella leggerezza ed ironia che all’estero un po’ ci invidiano. Quando un giornalista poneva domande troppo tecniche a Ottavio, lui rispondeva con insolenza «Ma che ne so, chiedilo a LaRosita. È lei che sa tutto!» con quella spontaneità e quel nomignolo affettuoso con cui aveva guadagnato la simpatia di tutto il mondo della moda e non solo.

Photo Courtesy Ansa.it
Photo Credits Ansa.it

La mostra permette di esplorare il mondo Missoni dall’interno, dalla forza creativa che ha ispirato gli arazzi e i dipinti di Ottavio Missoni e i look inconfondibili realizzati da Rosita e poi dalla figlia Angela. Accanto alle creazioni a righe e a zig zag, vedremo gli studi tecnici, le combinazioni di stampe, i patchwork, e i capolavori dell’arte del ‘900 che li hanno ispirati. I cerchi concentrici in tonalità accese di Sonia Delaunay, i colori saturi delle tele di Lucio Fontana e le sfumature vibranti del futurista Gino Severini. «Questa mostra – racconta Luca Missoniè destinata a illustrare il processo creativo di inserimento dell’opera d’arte nelle forme della moda. È sempre una grande sfida riscoprire il potenziale della nostra colorata eredità per creare esperienze uniche e positive». Così “Missoni, Art, Colour” arriverà a Londra il prossimo 6 maggio e sarà visitabile al Fashion and Textile Museum portando all’estero la fantasia, la cura e la qualità della moda italiana. È stata Zandra Rhodes, la “principessa del Punk” che creò capolavori da indossare per Freddy Mercury e Lady Diana e oggi curatrice del museo, a volerla portare nella capitale britannica. «Illustra tutta l’arte alle spalle del loro lavoro e voglio portarla a Londra» ha spiegato, presenziando alla chiusura della mostra a Gallarate. È evidente che anche lei sia stata trascinata nel coloratissimo vortice degli abiti Missoni.

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Photo Credits Missoni.com

Philosophy, arte impressionista per le vetrine della Rinascente

Centro di Milano. Palazzi, strade, rumore. Le vie sono affollate. Colate di cemento e luci dei negozi riempiono l’atmosfera della capitale della moda. Ad affacciarsi su Piazza del Duomo le vetrine della Rinascente, grande magazzino di eccellenza italiano.

Ci ritroviamo improvvisamente in un giardino silenzioso dove manichini disinvolti si riposano su erba e gonfi cuscini mostrando abiti floreali, leggeri, increspati da un vento assente. Un senso di serenità e riposo ferma il traffico caotico cittadino.

In occasione della fashion week di Milano La Rinascente ha dedicato le sue otto vetrine alla collezione Primavera Estate 2016 di Philosophy.

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“Garden Romance” è il tema dell’allestimento creato dallo stilista Lorenzo Serafini, direttore creativo del brand dal 2015. Fondato nel 1984 da Alberta Ferretti, Philosophy è da sempre sinonimo di eleganza e raffinatezza del Made in Italy.

Fantasie floreali e colori pastello omaggiano una donna femminile e delicata. Il giardino è un piccolo spazio magico, romantico. Una nicchia sospesa e silenziosa dove donne cittadine si ristorano salutando i primi accenni di primavera.

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Siamo in una tela di Monet, nel suo “Donne in giardino“, dipinto del 1866, dove la dolce realtà urbana è celebrata da scene di vita quotidiana. La luce illumina le foglie, i colori sono saturi, pieni, tutt’altro che diluiti ma nell’insieme delicati.

Milano diventa Parigi, il 2016 di Philosophy è la Belle Epoque. La moda è fresca, leggera, en-plain-air. E’ campestre. Il tema floreale si ripete nei tessuti degli abiti e delle stoffe sparsi per le vetrine. L’allestimento bucolico coglie attimi che sembrano fuggenti, esaltando lati gradevoli della vita in città.

Donne-in-giardino-Monet-1866    Primavera-Monet-

Philosophy e la Rinascente alleggeriscono la frenesia della settimana della moda con un visual merchandising dalla filosofia impressionista.  Non potevamo aspettarci altro da Lorenzo Serafini, il quale, prima di dedicare la propria carriera alla moda, si è laureato  presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

lorenzo serafini

Cangiari e ActionAid, una sfilata per “cambiare” la moda

 

Lo scorso 10 dicembre Cangiari, primo marchio etico di fascia alta della moda italiana, ha portato in passerella le sue creazioni più rappresentative e il proprio stile, per sostenere ActionAid, organizzazione internazionale impegnata contro fame, povertà ed esclusione sociale, con particolare attenzione ad alcuni territori del Sud Italia.

Una passerella di capi dal sapore autentico, stilisticamente eleganti e dalla portabilità conclamata. Un’Alta Moda di capi morbidi, impreziositi da inserti multicolore e rifiniti a mano in ogni dettaglio. Vengono presentati i capi dell’ultima collezione P/E 2016 ma la cifra stilista del brand asseconda anche differenti stagioni in quella che diventa, più che una sfilata, una mostra di esposizione delle capacità sartoriali che il gruppo Cooperativo GOEL ha saputo creare, guadagnandosi un posto in prima fila nel panorama dell’alta sartoria italiana.

 

Sfilata Cangiari al Nazionale Spazio Eventi lo scorso Dicembre
Sfilata Cangiari al Nazionale Spazio Eventi lo scorso Dicembre

La direzione artistica dell’evento, avvenuto presso il Nazionale Spazio Eventi di Roma, è stata affidata all’esperienza di Antonio Falanga e tra gli ospiti sono spiccati i nomi di Marina Spadafora, vincitrice del premio ONU Women Together Award 2015 per l’impegno nella moda etica e sostenibile e Andrew Morgan, autore di The True Cost, film documentario sui fatti del Rana Plaza dell’aprile 2013, uno dei più gravi disastri nella storia dell’industria tessile. Un racconto che si interroga sui costi umani, sociali e ambientali che possono nascondersi dietro la creazione di un abito. L’idea della sfilata dei capi del marchio è nata, infatti, anche dalla collaborazione tra ActionAid e il Gruppo GOEL – Cangiari, con l’intento di dare vita a una contaminazione tra mondi e realtà diverse, che possono comunicare e integrarsi perché uniti da valori e principi condivisi: etica, sostenibilità e innovazione imprenditoriale capace di produrre bene comune e sviluppo attraverso l’emancipazione sociale e lavorativa.

Marina Spadafora all'evento Cangiari
Marina Spadafora all’evento Cangiari
Andrew Morgan all'evento Cangiari
Andrew Morgan all’evento Cangiari
Credits: Cangiari facebook page
Credits: Cangiari Facebook page

Cangiari, in dialetto calabrese Cambiare, è un marchio nato nel 2009 nella Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, terra assillata da fenomeni di illegalità. Lo sviluppo del brand è stato possibile grazie al gruppo Cooperativo GOEL, realtà unica nel panorama italiano che vuole offrire una soluzione concreta a molti problemi locali realizzando nuove realtà imprenditoriali come questa nel campo della moda.

La produzione del marchio Cangiari si distingue per alcune caratteristiche inconfondibili. L’artigianalità: i capi sono, infatti, rifiniti sartorialmente con dei tessuti esclusivi realizzati a telaio a mano, onorando la preziosa tradizione della tessitura calabrese ed, inoltre, grazie al controllo diretto di tutta la filiera di produzione, i capi possono essere altamente personalizzati. La sostenibilità ambientale: i prodotti sono realizzati con filati, tessuti e colorazioni biologici, nel massimo rispetto dell’ambiente e per il benessere di chi li indossa. L’etica: la filiera di produzione è completamente made in Italy, formata da cooperative sociali che inseriscono al lavoro persone svantaggiate e lottano per il riscatto economico della propria terra. Nuovi stili di vita: i capi vogliono dare un messaggio di cambiamento a chi li acquista. Proprio quello che il nome del brand ha intenzione di fare: cambiare. Cambiare la moda, cambiare il territorio, un passo alla volta, un abito alla volta.

Credits: Cangiari Facebook page
Credits: Cangiari Facebook page

Presenti alla serata erano anche Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel e Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid italia che ha spiegato: “Con Cangiari condividiamo l’idea di cambiamento, che per entrambi significa cambiare le comunità locali per trasformare la società dal di dentro. Crediamo sia importante confrontarci con il settore privato e quindi anche con l’industria della moda, una delle più rappresentative per l’Italia, perché l’impresa può e deve essere etica e sostenibile

https://www.youtube.com/watch?v=IEvqZLeARFs

AltaRoma. Ecco i vincitori di Who Is On Next? 2015

Diventato ormai una vetrina internazionale per nuovi talenti della moda, “Who Is On Next?” è arrivato oggi alla sua 11esima edizione. Il celebre concorso di scouting ha lanciato nell’universo fashion numerosi stilisti di successo tra cui Paula Cademartori, Nicholas Kirkwood, Stella Jean. Non da ultimi i vincitori dell’edizione 2014  Daizy Shely e Piccione.Piccione. Anche quest’anno la Capitale ha premiato il talento e le abilità creative di giovani stilisti che con tenacia e determinazione sono arrivati a presentare le loro collezioni durante l’evento WION, realizzato e ideato da AltaRoma insieme a Vogue Italia.

L72 - Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino
L72 – Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino

Due categorie presenti, abbigliamento e accessori, e solo undici finalisti che hanno presentato le loro collezioni sotto gli occhi attenti dei giurati. A fine presentazione è stato Lee Wood per L72 ad aggiudicarsi il premio per l’abbigliamento e un ulteriore premio speciale, il FASHION VALLEY, che permette al fashion designer di poter sviluppare una sua capsule collection con il distretto tessile pratese e poterla infine presentare alla prossima edizione di “Who Is On Next?”, il prossimo gennaio 2016. La maturità con cui lo stilista ha realizzato le proprie creazioni è stata determinante per fargli vincere il premio per la categoria abbigliamento. I suoi giochi di colore molto intensi, in cui si passa da un arancio fluo a una carta da zucchero fino al giallo lime e il blu elettrico, hanno portato allegria e vitalità in passerella mescolandosi alla perfezione con la sua reinterpretazione della silhouette anni Cinquanta in chiave contemporanea. La scelta dei materiali da una parte tecnici e dall’altra ricercati hanno poi fatto il resto.

Luca Sciascia, Blaze' - Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino
Luca Sciascia, Blaze’ – Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino

Per la categoria accessori, invece,  due i premi assegnati. Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle, vincitrice per le borse, grazie al suo stile innovativo. L’heritage Africano, perfettamente visibile attraverso l’utilizzo di tessuti tradizionali, si mescola alle forme scelte dalla designer squadrate e rigide. Per la categoria shoewear il vincitore è Nicolò Beretta per Giannico che ha conquistato la giuria con il suo entusiasmo e la sua ironia. Divertenti ed esuberanti le sue creazioni, tra pumps e stivaletti, stupiscono per l’uso della palette cromatica dove vengono prediletti colori come il fucsia, il blu cielo e il nude, e le applicazioni scelte tra cui fiocchi dalle stampe animalier e labbra in rilievo. L’appuntamento è ora per Gennaio 2016 e c’è grande attesa la presentazione della nuova collezione di L72.

Ph. Luca Sorrentino / G. Palma
Lolita Lorenzo – Ph. Luca Sorrentino / G. Palma
Giannico - Ph. Luca Sorrentino / G. Palma
Giannico – Ph. Luca Sorrentino / G. Palma
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