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Roma, a Villa Carpegna il nuovo progetto di “Cabin art” firmato dal duo Motorefisico

È stata inaugurata ieri  pomeriggio, in piazza di Villa Carpegna a Roma, la seconda opera site-specific di Cabin art, il progetto pilota di rigenerazione urbana promosso dall’Ufficio di Scopo Politiche Giovanili in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Un progetto creativo e innovativo che, attraverso interventi di arte figurativa e di street art realizzati da giovani artisti, intende ridare vita a 6 cabine dismesse della Polizia Locale, riqualificandole in chiave culturale e trasformandole in elemento artistico che dialoga con la grande ed eterna bellezza di Roma. Tra i suoi obiettivi anche quelli di valorizzare la relazione con il territorio in cui le cabine sono situate nel rispetto del patrimonio culturale, storico e artistico; di esprimere integrazione e rispetto delle differenze; di potenziare le tematiche legate all’ambiente, alla natura e alla sostenibilità.

Roma, inaugurazione dell’opera di Cabin art firmata dal duo creativo Motorefisico
Roma, inaugurazione dell’opera di Cabin art firmata dal duo creativo Motorefisico

All’iniziativa sono intervenuti Lorenzo Marinone, delegato del Sindaco alle Politiche Giovanili, e Sabrina Giuseppetti, Presidente del XIII Municipio. Presenti gli artisti realizzatori dell’opera, il duo Motorefisico composto da Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo.

Per l’intervento pittorico sui quattro lati della cabina situata in Piazza di Villa Carpegna, il duo artistico ha scelto un pattern geometrico, elemento che connota la propria cifra stilistica. Il disegno, realizzato in bianco e nero, si ispira alle composizioni geometriche che a partire dalle trame decorative / astratte del mosaico romano, hanno poi costituito uno dei tratti caratteristici sia della storia antica che moderna del nostro paese e più in particolare della città di Roma, passando per il periodo michelangiolesco e arrivando a Carlo Maderno. Più di recente questo pensiero compositivo è stato ripreso anche da alcuni architetti laziali. Lo schema di decorazione della cabina è quello del camouflage: il pattern che la “veste” con questo nuovo abito, esalta le qualità volumetriche della struttura, esaltandone le linee e trasformando radicalmente l’oggetto in questione.

L’inaugurazione di oggi fa seguito alla presentazione dell’opera Ianus dell’artista ADR (Andrea Piccinno) disvelata lo scorso 16 gennaio in via Petroselli, angolo via Vico Jugario.

Nei prossimi giorni verranno inaugurati anche gli altri 4 interventi artistici realizzati su altrettante garitte dismesse: sulla Cabina 1 in Piazza Vittorio Emanuele II (Municipio I) l’opera Up to You di BiceLuna (Federica Mancini); sulla Cabina 3 in Via Casilina/Via di Tor Pignattara (Municipio V) il lavoro Rifiorire di NIAN (Eugenia Chiasserini); sulla Cabina 4 in Piazzale Labicano (Municipio VII) l’opera Al suono di Roma di Leonardo Crudi; sulla Cabina 5 in Circonvallazione Gianicolense/Via Ottavio Gasparri (Municipio XII) l’intervento The Pinkish Box di Vittorio Pannozzo.

I giovani artisti, autori delle 6 opere totali, sono stati selezionati dall’apposita commissione di Roma Capitale – composta da esperti del Maxxi, della Sovrintendenza Capitolina e di Zètema Progetto Cultura – che ha valutato le migliori 6 proposte tra le 68 che hanno partecipato all’avviso pubblico Cabin Art.

“Pattern geometrico”, l’opera di Cabin art del duo Motorefisico a Villa Carpegna (Roma)
“Pattern geometrico”, l’opera di Cabin art del duo Motorefisico a Villa Carpegna (Roma)

Note biografiche degli artisti

MOTOREFISICO – Titolo dell’opera: Pattern Geometrico

Duo artistico composto da Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, entrambi architetti e designer romani, che lavorano in vari campi tra cui decorazioni d’interni, installazioni tridimensionali, allestimento e video art. Dal 2015 disegnano pareti e pavimentazioni per case, scuole, uffici, hotel e locali. I loro interventi artistici che uniscono tape art, interior design e street art sono caratterizzati da illusioni ottiche e da un cromatismo minimale.

ADR (Andrea Piccinno) – Titolo dell’opera: Ianus

Nato a Lecce nel 1991, dopo il diploma in decorazione pittorica si è laureato a Roma in Storia dell’Arte. Ha esposto in mostre collettive e personali e partecipato a diversi interventi artistici di riqualificazione urbana con opere di pittura murale, tra cui quelle al Mercato dell’Appagliatore a Ostia (2015) e al Villaggio Globale (2018).

BiceLuna (Federica Mancini) – Titolo dell’opera: Up to You

Nata a Roma nel 1998 si è diplomata al liceo artistico, indirizzo Figurativo, proseguendo poi all’Accademia di Belle Arti. Attualmente si occupa di grafica editoriale, lavorando come decoratrice e illustratrice.

NIAN (Eugenia Chiasserini) – Titolo dell’opera: Rifiorire

Pittrice e artista fiorentina, pone al centro del suo lavoro l’universo femminile. Ha partecipato a mostre collettive e realizzato numerosi interventi di street art a Firenze, Livorno, Viareggio, Pistoia ed altre città toscane e dell’alto Lazio. Tra gli interventi romani a Roma si segnala il live painting “Memoria Residua” nel 2022 per la Giornata nazionale “Giovani e Memoria” presso l’ex Acquario Romano.

Leonardo Crudi – Titolo dell’opera: Al suon di Roma

Nato a Roma nel 1988, ha scoperto molto presto il mondo dei graffiti. Da alcuni anni si occupa della realizzazione di manifesti per il progetto “cinema e poesia”, diffusi nella città di Roma come opere d’arte urbana. Ha realizzato nel 2020, con Elia Novecento, i murales “Anna Magnani” e “Pier Paolo Pasolini” a Casal Bernocchi per il programma di rigenerazione urbana Culturalize Yourself.

Vittorio Pannozzo – Titolo dell’opera: The Pinkish Box

Nato a Fondi (Latina), si è formato presso la facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma e il Politecnico di Torino. Ha collaborato con diversi studi – romani e non – di architettura e design. Ha ottenuto, dal 2017 ad oggi, diversi premi e riconoscimenti internazionali, tra i quali Essential taste of Design – 100 Taglieri d’autore (2017), IdeasxWood (2020 e 2022), Botticino Classico-Coffee Table (2022). I suoi lavori sono stati pubblicati su vari siti e riviste del settore, come Interni Magazine, IQD e Domus Web.

Photo credits Courtesy of Press Office

“L’Onda anomala”, Torino celebra i suoi registi con una rassegna cinematografica

L’ONDA ANOMALA – filmmakers torinesi d’inizio millennio  è una rassegna a cura di Claudio Paletto, realizzata dall’Associazione StreeenLab aps grazie alla collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema e la piattaforma streeen.org.
Dal mese di febbraio, e per tutto il 2023, al Cinema Massimo di Torino si succederanno proiezioni e incontri con gli autori, dedicati ad un periodo che ha riportato Torino al centro della scena culturale cinematografica, rendendola ancora una volta la capitale del cinema impegnato e d’autore.

«Che dagli anni ’80 Torino abbia rappresentato per il cinema indipendente e d’autore, italiano e non, un laboratorio importantissimo e cruciale di idee e talenti, in parecchi casi, già oggetto di riflessioni e retrospettive è cosa nota. Molto meno indagata risulta, finora, la nuova generazione, non solo anagrafica, di filmmaker che, a cavallo del primo decennio degli anni Duemila, affiancandosi e, spesso, sostituendosi alla precedente, ha saputo guadagnarsi in poco tempo stima e rispetto nazionale e internazionale. Autrici e autori che, grazie anche al sostegno fornito in quegli anni dalla neonata Film Commission Torino Piemonte, hanno riacceso, con qualità e voglia di sperimentare nuove estetiche e tematiche, i riflettori su un fermento collettivo che, a quel punto, pareva destinato ad un definitivo consolidamento anche professionale. Questa ampia rassegna, attraverso i lavori di una ventina di registi, intende aprire un discorso critico su quel breve, intenso, irripetibile periodo creativo.», dichiara Claudio Paletto.

Torino, L’Onda anomala
Torino, L’Onda anomala
L’ONDA ANOMALA – filmmakers torinesi d’inizio millennio  inaugura il 3 febbraio alle 21.00 al Cinema Massimo con la proiezione di 2 cortometraggi ed un lungo, presentati dagli autori.
Ghetto PSA (Italia 2016, 15’, col.) di Rossella Schillaci presentato in anteprima al Festival di Venezia è un documentario breve incentrato sulla figura di Jacob.
Arrivato in Italia dalla Guinea francese quando aveva 11 anni, orfano dei genitori.
Oggi ne ha 27, l’hip hop è il suo mondo, la sua personale valvola di sfogo per esprimere sogni, speranze e frustrazioni, per non sentirsi più parte del “ghetto”. Di giorno, insieme ai ragazzi del suo gruppo “Ghetto PSA”, scrive canzoni e fa musica, mentre di notte lavora come educatore in un centro per richiedenti asilo.
Cuban Experimental Winter (Italia 2007, 18’, col.) di Manuele Cecconello Menzione Speciale al Piemonte Movie 2009. Videodiario sperimentale girato durante la permanenza a Cuba del regista Cecconello, in occasione della sua mostra personale al Festival del Cinema Latinoamericano di l’Havana nel 2007.
Fate la storia senza di me
(Italia 2010, 52’, col.) di Mirko Capozzoli  presentato in anteprima alle Giornate degli Autori nell’ambito della 67ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Menzione Speciale al Piemonte Movie gLocal Film Festival nell’edizione del 2011, il documentario racconta di Albertino Bonvicini e delle sue vicende.
Finito prima in un orfanotrofio, il ragazzo verrà in seguito rinchiuso in un istituto psichiatrico. Una volta fuori si farà coinvolgere nei movimenti politici del ’68 e del’77 e nella lotta armata per poi finire nella spirale della tossicodipendenza, arrivando a sperimentare il carcere e, infine, la piaga dell’AIDS. Le riflessioni tratte dal suo diario privato ci permettono di ripercorrere la vita di Albertino e trent’anni di storia italiana.
Gli incontri successivi vedranno protagonisti anche lavori di Niccolò Bruna, Giorgio Cugno, Alberto Coletta, Marilena Moretti, Alessandro Castelletto, Maddalena Merlino, Paolo Campana, Francesco Momberti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Monica Affatato, Adil Tanani, Enrica Viola, Andrea Deaglio, Matteo Bellizzi, Manuele, Enrico Bisi, Maurizio Orlandi, Irene Dionisio, autori ed autrici che, con stili, sensibilità e sguardi personalissimi hanno saputo portare il cinema torinese in giro per il mondo.

In contemporanea alle proiezioni, i film saranno disponibili on demand in tutta Italia sulla piattaforma Streeen.org, con l’esclusione di Torino, dove vi aspettiamo in sala.

Ingresso in sala ridotto per i soci AICS

I film della rassegna saranno visibili in streaming all’indirizzo

https://streeen.org/rassegna/londa-anomala/

Photo credits Courtesy of Streeen Press Office

 

“Supermagic Incantesimi”, al Teatro Brancaccio di Roma torna lo show dedicato all’arte dell’illusionismo

Torna a Roma il migliore spettacolo d’illusionismo Supermagic  Incantesimi, la 19esima edizione del varietà magico più grande d’Europa. Un evento teatrale unico che approda al Teatro Brancaccio dal 2 al 12 febbraio 2023.

Supermagic Incantesimi
Supermagic Incantesimi

Il nuovo imperdibile spettacolo con i più grandi talenti e campioni internazionali di arte magica, prestigiatori, illusionisti, manipolatori e mentalisti, tra i più famosi al mondo insieme sullo stesso palco per farvi vive-re un’indimenticabile esperienza. Uno spettacolo ancora più magico dei precedenti per far entrare il pubblico in un mondo dove l’ordine naturale delle cose è stravolto, dove le certezze sono sospese, dove è possi-bile vivere il fantastico e sognare ad occhi aperti.

Sorprendenti grandi illusioni ed effetti speciali, momenti poetici e sognanti e irresistibile divertimento renderanno anche questa 19ª edizione di Supermagic un evento memorabile da non perdere.

Supermagic Incantesimi
Supermagic Incantesimi

Uno straordinario viaggio in un mondo sospeso tra logica e fantasia, 2 ore di intrattenimento con un nuovo ed eccezionale cast di oltre 20 artisti, in cui ogni esibizione racconta il desiderio di evasione e di superamento della realtà per far sognare gli adulti, ma anche i bambini.

JUNWOO PARK è un giovanissimo manipolatore sudcoreano, vincitore di numerosi premi e campione mondiale in carica di manipolazione. Ha recentemente sbalordito anche i giudici e il pubblico di “Britain’s Got Talent” con le sue innovative esibizioni, la sua tecnica eccellente e l’uso originale della musica. Nel suo travolgente numero ogni movimento è perfettamente sincronizzato, come se il suono prendesse vita tra le sue mani.

Supermagic Incantesimi
Supermagic Incantesimi

THOMMY TEN E AMÉLIE VAN TASS sono un eccezionale duo di mentalisti austriaci, campioni del mondo di mentalismo. Si sono esibiti in tutto il mondo, da Broadway a Las Vegas, con il loro spettacolo e hanno lasciato a bocca aperta il pubblico in vari programmi televisivi di tutto il mondo tra cui “America’s Got Talent”.  Hanno portato il mentalismo ad un altro livello, la loro connessione speciale gli consente loro di eseguire numeri straordinari con abilità mentali uniche. Presenteranno il loro eccellente numero di lettura del pensiero dove il pubblico sarà una parte importante dell’indimenticabile esperienza.

DING YANG è una giovane artista cinese premiata anche all’ultimo Campionato Mondiale di Arte Magica. Inizia la sua carriera come acrobata per poi diventare un’innovativa prestigiatrice in grado di creare effetti magici mai visti al mondo prima d’ora, e rivoluzionando il modo in cui i maghi eseguono la magia con le colombe. Un’affascinante e fantastica esibizione per ammirare l’impeccabile abilità tecnica e il suo stile originale.

Supermagic Incantesimi
Supermagic Incantesimi

TIM SILVER è un giovane illusionista francese, eletto “illusionista dell’anno” dalla FFAP. Con i suoi spetta-coli si è esibito in migliaia di palcoscenici ed è apparso numerose volte in televisione, anche come ospite fisso del “Plus Grand Cabaret du Monde”. È un artista elegante, dinamico e originale che con le sue illusioni mozzafiato trasporta il pubblico in un sapiente mix di ritmo, energia e mistero per superare i limiti di ciò che è possibile.

TIMO MARC è un creativo prestigiatore tedesco, con la sua magia visuale si è esibito in tutto il mondo, vincendo numerosi premi internazionali, dal Montecarlo Magic Stars al Siegfried & Roy Award a Las Vegas. La sua esibizione è un’originale combinazione di magia e tecnologia che darà vita alla pittura. Una divertente esperienza spettacolare dove le visioni prendono forma con incredibili illusioni visuali.

GAETANO TRIGGIANO è un brillante illusionista italiano che ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Mandrake d’Or a Parigi come migliore illusionista. Con i suoi originali spettacoli ha raccolto successi dall’Europa all’Asia e ha stupito milioni di spettatori anche attraverso le televisioni di tutto il mondo. Un continuo lavoro di perfezionamento, tra ricerca, studio e progettazione, per creare le illusioni più sorprendenti e far entrare nella sua straordinaria dimensione magica fatta di energia, poesia e stupore.

Supermagic Incantesimi
Supermagic Incantesimi

SAMUEL è un eccellente ventriloquo italiano, tra i migliori al mondo, vincitore della quinta edizione di Italia’s Got Talent. Si è esibito in numerosi spettacoli e trasmissioni televisive con i suoi allegri personaggi e il suo virtuosismo tecnico che gli consente di parlare senza muovere assolutamente le labbra o aprire la bocca. Con il suo eccezionale talento darà vita a simpatici pupazzi che coinvolgeranno e faranno divertire anche trasformando la voce degli spettatori.

A “Supermagic Incantesimi” anche la tradizionale partecipa-zione di REMO PANNAIN, l’ideatore di Supermagic, con un nuovo coinvolgente e inspiegabile mistero magico.

Supermagic è l’evento magico dell’anno. Uno spettacolo pensato per risvegliare la capacità di lasciarsi sor-prendere degli adulti, ma anche per coinvolgere e affascinare i bambini che sono già nel mondo della meraviglia. Nel corso delle 18 precedenti edizioni, Supermagic ha ospitato 110 artisti applauditi da oltre 230.000 spettatori. Supermagic è lo spettacolo di magia e d’illusionismo con più infruttuosi tentativi di imitazione.

L’Oscar della Magia

Supermagic si è aggiudicato il riconoscimento come “Migliore spettacolo di magia” assegnato dalla “Fédération Internationale des Sociétés Magiques” in quanto offre l’eccellenza dei prestigiatori e illusionisti premiati al campionato mondiale delle arti magiche o che hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali.

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NABA, al via la terza edizione dei “Communication Awards” a Roma e Milano

Il 18 gennaio, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti presenta la terza edizione dei Communication Awards, la cerimonia nata per premiare i migliori lavori degli studenti dell’Area Communication and Graphic Design dell’Accademia.

L’evento avrà luogo alle ore 18.30 presso Anteo Palazzo del Cinema (Sala Excelsior) a Milano e contemporaneamente a Roma al Cinema Greenwich (Sala 1), oltre che in live streaming sul canale YouTube di NABA.

NABA Communication Awards
NABA Communication Awards

Una giuria composta da esperti e professionisti del settore premierà i migliori lavori realizzati dagli studenti durante lo scorso anno accademico, rappresentando la varietà di progetti dell’Area: dall’editorial design al motion graphic e tanto altro ancora. L’ingresso sarà libero con prenotazione obbligatoria sui siti dei due cinema fino a esaurimento posti.

About NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

NABA è un’Accademia di formazione all’arte e al design: è la più grande Accademia di Belle Arti in Italia e la prima ad aver conseguito, nel 1981, il riconoscimento ufficiale del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Con i suoi due campus di Milano e Roma, offre corsi di primo e secondo livello nei campi del design, fashion design, grafica e comunicazione, arti multimediali, nuove tecnologie, scenografia e arti visive, per i quali rilascia diplomi accademici equipollenti ai diplomi di laurea universitari. Fondata da Ausonio Zappa a Milano nel 1980, coinvolgendo in una prima fase Guido Ballo e Tito Varisco, e poi attivando un nucleo di artisti tra cui Gianni Colombo, l’Accademia ha avuto da sempre l’obiettivo di contestare la rigidità della tradizione accademica e di introdurre visioni e linguaggi più vicini alle pratiche artistiche contemporanee e al sistema dell’arte e delle professioni creative. NABA è stata selezionata da QS World University Rankings® by Subject come la migliore Accademia di Belle Arti italiana e tra le prime 100 istituzioni al mondo in ambito Art & Design, è stata inserita da Domus Magazine tra le 100 migliori scuole di Design e Architettura in Europa, e da Frame tra le 30 migliori scuole postgraduate di Design e Fashion al mondo.

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Mister Ok, dal tuffo nel Tevere alla nuova serie “Suburra” su Netflix

Maurizio Palmulli in arte Mister Ok balza agli onori delle cronache ogni primo dell’anno per un’impresa eccezionale che compie da ormai ben 35 anni: ogni 1 gennaio infatti si tuffa nel Tevere per inaugurare il nuovo anno che comincia. Mister Ok è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus nella trasmissione “Che Musica Maestro” con Arianna Caramanti.

Il tuffo nel Tevere di Mister Ok
Il tuffo nel Tevere di Mister Ok

Il tuffo sul Tevere

Mister Ok ha raccontato le emozioni per il nuovo tuffo sul Tevere, diventata ormai una tradizione per i romani: «Quest’anno è il mio 35esimo anno di tuffi sul Tevere. Non ho mai visto così tanta gente come quest’anno, in trentacinque anni di tuffi. Sono accorse davvero tantissime persone a vedermi e incoraggiarmi, tra cui tanti politici a livello comunale e nazionale ma anche la stampa nazionale e locale e tante famiglie con i bambini: chissà se tra questi ci sarà il mio erede! Intanto c’è mio nipote che ha 13 anni a cui piacerebbe prendere le mie redini… Staremo a vedere! Io quest’anno ho 70 anni ed è stato il mio 35esimo anno di tuffi sul Tevere, ho fatto il 3570 (servizio taxi romano)! Quest’anno è andata bene per quanto riguarda il tempo, l’acqua era ovviamente fredda ma fuori si stava bene non era gelato come gli altri anni».

Come ci si prepara al lancio

L’istrionico personaggio ha anche raccontato la rigorosa preparazione a cui si sottopone prima di ogni performance: «Sono trentacinque anni che non partecipo a un Veglione di Capodanno né tantomeno a qualche festa: per compiere un’impresa del genere bisogna prepararsi tutto l’anno dal punto di vista fisico facendo tanta attività che consiglio a tutti a prescindere e poi il 31 dicembre ma così anche il resto dell’anno, faccio attenzione al cibo: quest’anno ho mangiato due polpettine al sugo, 50 grammi di pasta con le vongole e un dito di vino rosso e coca cola! Non faccio alcun vaccino prima di immergermi nelle acque del Tevere, ormai dopo 35 anni ho gli anticorpi!».

Nuovi progetti

La sua popolarità ha superato il mondo locale romano e presto arriverà in tutto il mondo, infatti reciterà in una delle serie Netflix più attese: «Ho sempre il mio lavoro e come ogni anno, l’estate faccio il bagnino a Castel Porziano vicino Ostia ma non è tutto: ci sono delle novità lavorative che mi riguardano… Incrociamo le dita poi magari ne riparleremo; per ora posso solo dire che mi vedrete presto nel sequel di Suburra in cui interpreto un camionista, abbiamo girato anche a Berlino, ho fatto tre quattro parti… Altro non posso svelare!».

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“Sarsì”, online il nuovo disco di Laura Sicignano dedicato ai quartieri della sua Genova

È disponibile da oggi, 30 dicembre, su tutte le piattaforme di streaming musicale “Sarsì”, il disco scritto e diretto da Laura Sicignano e musicato da Giacomo Gianetta, Filo Q, Edmondo Romano Matteo Spanò, con le voci di Giulia Beatini, Simona Fasano e Lydia Giordano, presentato in anteprima lo scorso 15 dicembre al Teatro del Ponente di Genova in uno speciale concerto accompagnato dalle immagini di Luca Serra.

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Sarsì in genovese significa “rammendare”: un termine che evoca reti, maglie, legami, incontri, pezzi che messi insieme restituiscono un arazzo della città. Un lavoro che ha preso il via con cinque laboratori in cui l’autrice ha incontrato i cittadini che abitano Cornigliano, Albaro e Sturla, Sampierdarena, Rivarolo, Nervi, Voltri e il centro storico per ascoltare le loro storie, interrogandosi sulla forza dei legami che tengono insieme individui, luoghi, città. Dalle queste riflessioni sono nate le sette canzoni di Sarsì.

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«Lavorando a questo disco mi sono ritrovata per la prima volta a scrivere canzoni, per passione e curiosità – ha dichiarato Laura Sicignano, autrice dei testi e direttrice artistica del progetto –. Sono un’outsider in questo mondo, nei miei testi si può trovare eco forse più di poeti e drammaturghi che di cantautori, infatti le stesse canzoni sono nate come personaggi teatrali. Trovo però molto stimolante cambiare genere e la musica è un veicolo eccezionale di comunicazione umana: è estremamente duttile, vitale e capace di contaminarsi con altri generi e con i cambiamenti del mondo. Uscire dagli schemi credo sia sempre un buon modo per rinnovare la propria ricerca artistica».

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Le musiche di Sarsì intrecciano gli stili dei diversi autori, spaziando dalla musica elettronica al pop retrò, fino ai fiati mediorientali. «La musica oggi – dichiara Edmondo Romano, produttore artistico del progetto nonché compositore e musicista dei brani – è un sunto di vari generi, vari mondi che dialogano tra loro, dove tradizione e modernità si fondono in un unico linguaggio. Per questo le composizioni per Sarsì uniscono con naturalezza la musica minimale alla colonna sonora, la tradizione ritmica partenopea a quella mediorientale, dove l’elettronica è sinergica ai suoni acustici di antichi fiati, dove il sapore arcaico del canto è insieme lirico, di strada, intimista».

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Sarsì è prodotto da Teatro Cargo grazie ai contributi a sostegno di attività di spettacolo dal vivo nelle aree periferiche della città di Genova nell’ambito dell’Accordo di Programma Ministeriale MIC – Comune capoluogo della città metropolitana di Genova, è realizzato in collaborazione con il Sistema delle Biblioteche Civiche Genovesi, Biblioteche di Voltri, Pontedecimo, Cornigliano, Sampierdarena, Nervi, Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Cashmere Radio di Berlino, Associazione Teatro Nudo, Associazione Culturale Stellare, Associazione Culturale Madè di Catania.

Ascolta il disco: https://bfan.link/sarsi

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Ago d’Oro solidale, a Roma il Natale è più dolce con oltre 60 panettoni per la Comunità di Sant’Egidio

Babbo Natale dinamico, generoso e dal cuore grande, con la sua slitta, in questi giorni lascia regali per la gioia di grandi e piccini. Il suo sacco, ricco di oltre 60 panettoni tradizionali, arriva alla Comunità di Sant’Egidio per il pranzo di Natale, complice l’Ago d’Oro. Si racconta che giorno 25 dicembre, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma, queste gustose bontà, verranno consumate da 300 persone povere. Il Premio Ago d’Oro, ideato agli inizi degli anni ‘90 da Salvo Esposito, giornalista e scrittore, è rivolto alle personalità del Sociale, Alta Finanza, Imprenditoria, Moda e Spettacolo. Per l’occasione il connubio generosità/artigianalità finisce nell’albo della manifestazione, grazie ai lievitati natalizi dei pluripremiati maitre patissier e panificatori, che spaziano dal Nord al Sud dell’Italia.

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Sul podio di questa edition, rivolta al sociale, sale la Comunità di Sant’Egidio, per il suo impegno verso gli ultimi. Inoltre, vincitori della maiolica raffigurante un cappello a falde larghe con un ago e un panettone, ideata da Esposito, sono i maestri dell’Arte Bianca che con devozione in questi giorniimpastano e sfornano squisiti lievitati natalizi. Primo fra tuttil’imprenditore caprese Alberto Federico dell’antico bar pasticceria Da Alberto con il suo gustoso panettone alla torta caprese. A seguire il panificatore Giordano Berettini del Panificio Baldinucci di Gubbio (PG) che produce un ottimo panettone alla pesca e champagne; Andrea Cannone della Pasticceria Mosca & Cannone di Ciampino (RM) propone il dolce di Natale alla mela,cannella e crumble di nocciole;Luigi Fusco della Pasticceria Gelateria Punto Freddo di Caso Irene e Pasquale D’Apice di Scafati (SA) realizzauna “squisita cupola d’oro al limone;i fratelli Giuseppe e Prisco Pepe della Pasticceria Pepe Mastro Dolciere di Sant’Egidio Monte Albino (SA) producono un panettone alle albicocche del Vesuvio.

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Insignita anche l’azienda siciliana Fiasconaro, sita nel cuore delle Madonie, che crea lievitati natalizi e pasquali per Dolce & Gabbana, capitanata dal Cavaliere del Lavoro Nicola Fiasconaro.L’ultima creazione del brand è il panettone “Love” alleciliegie e fragoline di bosco. La generosità dei patissiers contribuisce, insieme a Santa Claus, a regalare attimi di gustosa bontà agli ospiti della Comunità di Sant’Egidio. La solidarietà ancora una volta ha fatto breccia nel cuore dei maestri pasticceri e panificatori, eccellenza artigianale e orgoglio del nostro made in Italy.

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“Le isole del gusto”, in Sardegna una rassegna enogastronomica d’autore

Le isole del gusto: Riso e vino sulla bocca di tutti.

Si chiama così la 14° edizione della rassegna enogastronomica dedicata alla valorizzazione del territorio e delle produzioni tipiche agroalimentari di qualità.

Il tema dell’evento è la realizzazione da parte di ciascun ristorante aderente, di un piatto con una varietà di riso tipica del territorio in abbinamento a un vino locale, da inserire nel menù a un prezzo congruo all’offerta enogastronomica proposta e alle caratteristiche della rassegna, tenendolo invariato per l’intera durata della manifestazione. Oltre al riso, anche gli altri ingredienti del piatto dovranno essere materie prime e prodotti tipici freschi del territorio regionale, nel rispetto della stagionalità, o prodotti trasformati delle aziende agricole e ittiche del territorio regionale. La rassegna sostiene e promuove le produzioni di eccellenza del territorio, il km zero, ma anche le attività di ristorazione. Nonostante l’oristanese sia una zona a grande vocazione risicola, con oltre 3.300 ettari di terreni dedicati, il riso non è uno dei prodotti più conosciuti né più utilizzati nella cucina sarda.

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Grazie alla vicinanza al mare, al clima soleggiato e ventoso della zona, si producono numerose varietà di riso di alta qualità: arborio, carnaroli, ribe e numerose altre. La lavorazione tradizionale a pietra, unita a una sapiente arte della pilatura – che si tramanda da generazioni – consente di ottenere un prodotto eccellente e capace di soddisfare anche le più difficili prove ai fornelli. L’Italia è la maggior produttrice europea di riso, con la Sardegna che si classifica tra le prime cinque regioni produttrici: un dato che la dice lunga sull’importanza di questa coltura nell’isola, anche in termini di indotto, produttori, dipendenti.

Con la rassegna Le isole del gusto: Riso e vino sulla bocca di tutti, ci si pone anche l’obiettivo di guidare le persone, attraverso un percorso esperienziale enogastronomico, a gustare i cibi e degustare i vini in maniera consapevole. Un piccolo viaggio attraverso i sensi del gusto e dell’olfatto, dunque, che riporti alle origini del piatto e alle risaie e ai vigneti di provenienza, e all’importanza degli abbinamenti e degli accostamenti, che non sono mai casuali, ma pensati per esaltare ogni singola sfumatura del prodotto che viene infine consumato. Agli avventori verrà proposto un piatto di riso – della qualità scelta dallo chef e cucinato con gli ingredienti della sua personale ricetta – e due calici di vino in abbinamento, selezionati accuratamente grazie alla consulenza con un esperto conoscitore di vino.

La rassegna negli anni ha sempre promosso un prodotto diverso, pur mantenendo l’obiettivo di valorizzare tutte le produzioni tipiche locali: c’è stato l’olio e poi le paste tipiche, ancora il pane, come la Vernaccia di Oristano, in questa edizione ancora una volta protagonista del menu.

La Vernaccia, infatti, è la qualità di vino selezionata per uno dei due calici proposti, scelta motivata dal fatto che si tratta di un vitigno storico dell’oristanese, che nel tempo ha subito importanti rivisitazioni così da poter essere ben abbinato ai piatti proposti.

 

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“Arte Liberata”, alle Scuderie del Quirinale in mostra i capolavori salvati dalla guerra

Le Scuderie del Quirinale presentano Arte Liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, una nuova grande esposizione, dal 16 dicembre 2022 al 10 aprile 2023, a Roma, curata da Luigi Gallo e Raffaella Morselli ed organizzata dalle stesse Scuderie in collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche, l’ICCD – Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione e l’Archivio Luce – Cinecittà.

La mostra offre una selezione di oltre cento capolavori salvati durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre che un ampio panorama documentario, fotografico e sonoro – riuniti grazie alla collaborazione di ben quaranta Musei ed Istituti – per un racconto avvincente ed emozionante di un momento drammatico per il nostro Paese ma altrettanto lungimirante e fondativo per una nuova coscienza civica. Un omaggio doveroso alle donne e agli uomini che, nella drammatica contingenza bellica, hanno interpretato la propria professione all’insegna di un interesse comune, coscienti dell’universalità del patrimonio da salvare.

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Al centro del progetto espositivo l’azione lungimirante di tanti Soprintendenti e funzionari dell’Amministrazione delle Belle Arti – spesso messi forzatamente a riposo dopo aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò – che, coadiuvati da storici dell’arte e rappresentanti delle gerarchie vaticane, si resero interpreti di una grande impresa di salvaguardia del patrimonio artistico-culturale.

Fra questi si annoverano Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Emilio Lavagnino, Vincenzo Moschini, Pasquale Rotondi, Fernanda Wittgens, Noemi Gabrielli, Aldo de Rinaldis, Bruno Molajoli, Francesco Arcangeli, Jole Bovio e Rodolfo Siviero, agente segreto e futuro ministro plenipotenziario incaricato delle restituzioni: persone che, senza armi e con mezzi limitati, presero coscienza della minaccia che incombeva sulle opere d’arte, schierandosi in prima linea per evitarla, consapevoli del valore educativo, identitario e comunitario dell’arte.

Storie avvincenti, dunque, dall’alto valore civile, che si dipanano in mostra attraverso tre principali filoni narrativi.

Il primo – Le esportazioni forzate e il mercato dell’arte – si riferisce all’alterazione subita dal mercato dell’arte all’indomani della stipulazione dell’asse Roma-Berlino (1936); per assecondare le brame collezionistiche di Adolf Hitler ed Hermann Göring, i gerarchi fascisti favorirono il permesso di cessione di importanti opere d’arte, anche sotto vincolo, come il Discobolo Lancellotti(vincolato dal 1909), copia romana del celebre bronzo di Mirone – fra le opere di spicco della rassegna – o i capolavori della collezione Contini Bonacossi di Firenze.

Il racconto afferente al secondo nucleo – Spostamenti e ricoveri – trova principio nel 1939, quando, con l’invasione della Polonia da parte di Hitler, il ministro dell’educazione Giuseppe Bottai mise in atto le operazioni di messa in sicurezza del patrimonio culturale, con la conseguente elaborazione del piano per lo spostamento delle opere d’arte.Da qui si dipanano molte storie: i rapporti tra i sovrintendenti italiani e il Vaticano, l’impegno dei singoli funzionari per inventariare e nascondere i beni culturali nel Lazio, in Toscana, a Napoli, in Emilia e nel Nord Italia, l’impegno fondamentale di curatrici donne, quali Fernanda Wittgens, Palma Bucarelli, Noemi Gabrielli, Jole Bovio ed altre, nonché la razzia della Biblioteca Ebraica di Roma.

Tra le figure-chiave di questa sezione figura Pasquale Rotondi, il giovane soprintendente delle Marche che fu incaricato di approntare un deposito nazionale e mise in salvo nei depositi di Sassocorvaro e Carpegna capolavori provenienti da Venezia, Milano, Urbino e Roma, per un totale di circa diecimila opere sotto la sua custodia.
Un caso esemplare nella formazione di un’identità professionale degli storici dell’arte italiani.

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Il terzo ed ultimo filone – La fine del conflitto e le restituzioni – prende in considerazione le missioni per il recupero e la salvaguardia delle opere trafugate al termine della guerra. Ai funzionari italiani si affiancarono gli uomini della “Monuments, Fine Arts, and Archives Program” (MFAA), una task forcecomposta da professionisti dell’arte provenienti da tredici diversi paesi ed organizzata dagli Alleati durante il secondo conflitto mondiale per proteggere i beni culturali e le opere d’arte nelle zone di guerra. Con la fine della guerra ha inizio l’avventura delle restituzioni dei beni trafugati dai nazisti con oltre seimila opere ritrovate finora.

Un’occasione unica per ammirare, per la prima volta riunite nello stesso luogo, opere di altissimo valore artistico fortunatamente sopravvissute: dal Discobolo Lancellotti alla Danae di Tiziano Vecellio a Santa Palazia di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino, dai celebri ritratti diAlessandro Manzoni di Francesco Hayez e di Enrico VIII di Hans Holbein il Giovane fino a numerosi capolavori custoditi nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, quali Crocefissione di Luca Signorelli, l’Immacolata Concezione di Federico Barocci e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca.

In mostra anche circa centoquaranta riproduzioni fotografiche ed oltre trenta documenti storici nonché più di una ventina di estratti da filmati d’epoca; testimonianze significative di una delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese.

Distruzioni e razzie di monumenti e opere d’arte fanno parte da sempre delle manovre belliche; la Seconda Guerra Mondiale va considerata, tuttavia, come un momento imprescindibile della moderna riflessione sulla tutela dei beni culturali, con un nuovo approccio ai temi del restauro e della museografiache seguì agli esiti drammatici del conflitto.

Dall’esperienza di quegli storici dell’arte nacque un nuovo modo di intendere la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali, a partire dalla fondazione dell’attuale Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Non solo, nel secondo dopoguerra, la museografia italiana avviò una delle stagioni più prolifiche per la valorizzazione e la divulgazione del capitale culturale del Paese: i musei italiani divennero il campo di sperimentazione di una didattica permanente rivolta a tutti i cittadini, luoghi della coscienza civica in rapporto con il territorio.

Mario De Simoni, presidente Scuderie del Quirinale

“È una mostra di storie. Storie di donne, di uomini, di opere d’arte protette, salvate, perse e recuperate. Il racconto della tutela in tempo di guerra resta un monito sui rischi che corre il patrimonio artistico, messo in salvo dagli interpreti di una vera e propria epopea: le loro gesta eroiche costituiscono un esempio di patriottismo e di senso del dovere, testimoniando l’efficacia dell’azione di un’intera generazione di funzionari dello Stato che mise in salvo l’immenso patrimonio culturale italiano, offrendolo alle generazioni successive. Una mostra che è un esempio di collaborazioni istituzionali, con la partecipazione della Direzione Generale Musei del Mic, della Galleria Nazionale delle Marche, dell’Archivio Luce – Cinecittà, dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, e di collaborazione con partner che hanno sostenuto il progetto: Ferrovie dello Stato Italiane, American Express, Unilever-Magnum, Banca Passadore & C., Fondazione Passadore 1888, che ringrazio per esserci stati a fianco in questa occasione”.

Raffaella Morselli, curatrice

“La túche, il destino o la sorte a cui i greci antichi sottopongono le avventure di dei e di uomini, è il sostantivo che meglio si addice alle opere riunite in questa mostra. Ognuna di loro avrebbe potuto non esserci più se qualcuno non avesse lavorato perché questa o quella fosse imballata, nascosta, trasportata, salvata. La resistenza delle storiche e degli storici dell’arte, in quella che è stata la guerra degli oggetti, è stata la chiave di volta per determinare la fortuna del patrimonio italiano in pericolo durante la II guerra mondiale. Questa mostra cuce, per la prima volta, tante storie di singoli operatori animati da una forte coscienza civica, e trasforma le loro singolarità in una grande epopea collettiva di passione e di impegno”.

Luigi Gallo, curatore

“La mostra racconta la storia di un’epica impresa di salvaguardia compiuta da donne e uomini che credevano nel valore etico dell’arte e del suo ruolo nella nostra identità nazionale; fra loro si contano funzionari dello Stato, rappresentanti delle gerarchie vaticane, civili e militari che, con coraggio e determinazione hanno permesso di trasmettere al presente l’immenso, delicatissimo patrimonio culturale italiano. Ed è una fortuna, perché senza passato saremmo senza futuro. Lo testimonia l’azione di Pasquale Rotondi, lo storico direttore di Palazzo Ducale, che tutti nelle Marche ricordano per la lucidità delle sue scelte, la compostezza del suo comportamento, lo spessore della sua cultura. In suo onore la Galleria Nazionale delle Marche ha collaborato alla mostra con prestiti prestigiosi ed un importante lavoro di ricerca e documentazione che testimonia la lungimiranza della sua azione di tutela. L’operazione è stata resa possibile anche grazie alla disponibilità dei Musei Civici e Diocesani, nonché dalla collaborazione delle Soprintendenze”.

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Iniziative:

Come di consueto, anche in occasione della mostra Arte Liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, le Scuderie del Quirinale propongono ai visitatori, a partire da gennaio 2023, un ricco programma di incontri collaterali: una serie di conferenze – coordinate dal giornalista Paolo Conti ed organizzate presso la sede delle Scuderie del Quirinale –  volte ad approfondire alcuni aspetti peculiari della rassegna attraverso il racconto di storici dell’arte, archeologi, documentaristi e dei protagonisti del recupero delle opere d’arte trafugate, quali i Monument Men ed il Nucleo Arma dei Carabinieri.

Seguendo il percorso tracciato dalla rassegna, gli incontri condurranno i partecipanti attraverso un avvincente racconto delle atmosfere, dei ricordi vivi e dei sentimenti che hanno caratterizzato i difficili anni di guerra in cui molto nel nostro Paese sembrava perduto.

Il programma degli incontri è disponibile su: www.scuderiequirinale.it

Il catalogo è edito da Electa

 Photo credits Alberto Novelli 

Milano, al Museo Diocesano in mostra la Predella della Pala Oddi di Raffaello

Predella della Pala Oddi di Raffaello_credits Courtesy of Press Office
Predella della Pala Oddi di Raffaello_credits Courtesy of Press Office

Festa di Natale con cocktail e visita privata esclusiva della Predella della Pala Oddi di Raffaello al Museo Diocesano di Milano per i 150 ospiti di Sza Studio Legale, lunedì 12 dicembre. Sarà la direttrice del museo intitolato al cardinale Carlo Maria Martini, Nadia Righi, ad illustrare ai visitatori la bellezza del capolavoro giovanile del grande pittore italiano. Dal 4 novembre 2022 fino al 29 gennaio 2023,  il Museo Diocesano del capoluogo lombardo ospita la Predella della Pala Oddi, capolavoro proveniente dalle collezioni dei Musei Vaticani, dove è esposta nella sala VIII della Pinacoteca dedicata a Raffaello (e dove tornerà).
L’opera, un olio su tavola (cm 39 x 188), è suddivisa in tre scomparti raffiguranti l’Annunciazione, l’Adorazione dei Magi e la Presentazione al Tempio. La mostra è curata da Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, e Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano.
La mostra fa parte dell’iniziativa “Un capolavoro per Milano” con cui ogni Natale il Museo Diocesano offre ai suoi concittadini un’opera d’arte in prestito da altre gallerie o pinacoteche. Tra i sostenitori dell’evento c’è Sza Studio legale che proprio al Museo terrà lunedì sera il consueto brindisi natalizio con visita della Pala.
«Per noi sostenere questa mostra è un modo di partecipare alla vita della nostra città – spiega l’avvocato Marisa Meroni, managing partner di Sza – e crediamo che “ascoltare” un’opera d’arte sia anche un altro modo di lavorare».

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