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Moda primavera estate 2016: la rivincita delle principesse

Luisa Beccaria primavera estate 2016
Luisa Beccaria primavera estate 2016

Se si chiedesse a tutte le bambine del mondo “Cosa vuoi fare da grande?”, si può star certi che più della metà darebbe la stessa risposta: la principessa. Le fiabe e i cartoni animati, la storia e i film in costume rimandano da sempre figure forti e femminili, fragili e delicate o determinate e combattive. Tutte, rigorosamente, con la corona in testa. Quante volte abbiamo sognato di indossarne una? Quante volte lo abbiamo fatto, mascherandoci per Carnevale? Quante spose, magari dallo stile semplice e minimalista nella vita quotidiana, hanno attraversato la navata con un prezioso diadema tra i capelli?

Chanel primavera estate 2016
Chanel primavera estate 2016

La moda primavera estate 2016 ci permette di prendere i nostri sogni di bambine e trasformarli in sfavillanti realtà. Mai come in questa stagione il gioiello tra i capelli è il vero protagonista delle passerelle. In un mondo in cui ognuno di noi diventa numero, in cui gli individui sono tutti uguali e si confondono tra loro, la moda è il mezzo più potente e immediato che abbiamo per esprimere la nostra unicità. Così tantissimi designer hanno posto corone e diademi, tiare e cerchietti preziosi tra i capelli delle loro donne. Uniche principesse del loro personalissimo regno.

Dolce e Gabbana primavera estate 2016
Dolce e Gabbana primavera estate 2016

Tra gli accessori per capelli, i più opulenti e stravaganti sono quelli del duo esplosivo Dolce e Gabbana. I cerchietti si riempiono di agrumi e dettagli in ceramica, fiori e fiocchi, nappine e specchietti in una festa anti-minimalista. Perfino le cuffie diventano accessori di lusso. Sono veri e propri diademi, invece, quelli che incoronano le principesse rock di Saint Laurent. Nella sua revisione dei codici estetici della maison, Hedi Slimane (non più direttore artistico di Saint Laurent da qualche settimana) ha disegnato una reginetta dei party in chiodo di pelle e coroncina di strass. Più intellettuale la principessa di Alessandro Michele per Gucci. Gli accessori retrò ricalcano l’amore di Michele per il vintage ed esaltano l’immagine della ragazza eccentrica che ha ormai rubato i cuori di tutte le fashioniste del mondo. Incoronata da un cerchietto di fiori, la donna Gucci non ha bisogno di strass per brillare di luce propria. Miu Miu e Chanel creano l’effetto tiara grazie a una sovrapposizione di cerchietti preziosi e luccicanti, solo per principesse metropolitane. Ben diversa è la donna di Luisa Beccaria: nobile e regale in ogni dettaglio, dagli abiti principeschi agli accessori tra i capelli. Sottili fili di luce che si intrecciano sulle acconciature dal sapore rinascimentale. Vere opere d’arte, infine, gli accessori per capelli di Antonio Marras. Un mondo onirico, con echi dal barocco, rivive sulla passerella dello stilista sardo tra stratificazioni di oro, applicazioni e pizzo bianco.

Gucci primavera estate 2016
Gucci primavera estate 2016

Dettagli luccicanti e preziosi che elevano gli outfit primaverili a look regali. Che tu ti senta la regina della casa o la principessa del tuo lui, la reginetta della festa o una romantica nobildonna, arricchisci le tue acconciature con un accessorio unico e stravagante: non passerai inosservata!

Luisa Beccaria primavera estate 2016
Luisa Beccaria primavera estate 2016
Antonio Marras primavera estate 2016
Antonio Marras primavera estate 2016
Miu Miu primavera estate 2016
Miu Miu primavera estate 2016
Saint Laurent by Hedi Slimane primavera estate 2016
Saint Laurent by Hedi Slimane primavera estate 2016

Lunga vita alla Regina: l’Inghilterra festeggia il compleanno (e lo stile) di Elisabetta II

Elisabetta II (1)

Elisabeth Alexandra Mary nasce il 21 aprile 1926 nel quartiere di Mayfair a Londra, primogenita del principe Albert e di Elizabeth Bowes-Lyon. Quel giorno nulla fa presagire che la piccola Elisabeth diventerà la sovrana più longeva del Regno Unito. Incoronata nel 1952, da allora Elisabetta è Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Il 21 aprile compirà 90 anni e il suo Paese si appresta a festeggiarla in grande. I preparativi per il compleanno della Regina sono già in atto da diversi mesi. Tutto il Regno Unito la ama, e come potrebbe essere altrimenti? Questa signora distinta, che non sa rinunciare all’Earl Grey delle cinque, ha dimostrato di essere una donna forte, combattiva e risoluta e di saper tenere le redini del regno nonostante l’età che avanza. Autista nell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale (aveva solo 19 anni), abile cavallerizza, moglie fedele da quasi 70 anni, madre severa e nonna affettuosa, Elisabetta II è mille donne in una. Quanto può essere vasto il suo guardaroba reale?

Elisabetta II (3)

 

In occasione del suo compleanno, verranno inaugurate tre mostre sul Queen Style. Nella sede del palazzo di Holyroodhouse, l’antica residenza dei re di Scozia a Edimburgo, avrà luogo l’esposizione dedicata al tartan, il tessuto tradizionale scozzese oggi contaminato da influenze punk o preppy e amatissimo da Sua Maestà. A fine luglio a Buckingham Palace saranno esposti abiti e accessori indossati da Elisabetta II tra il 1920 e il 2010, durante le visite di Stato, i viaggi ufficiali all’estero, i matrimoni, i battesimi, le celebrazioni istituzionali. Nel castello di Windsor potremo ammirare infine abiti da cocktail, mise da sera e belletti di Elisabetta fanciulla e adolescente. Ci sono dei dettagli, dei capi e degli accessori che sono indissolubilmente legati all’immagine della Regina d’Inghilterra. Basti pensare ai cappelli, vera firma della sovrana che ne indossa sempre uno nelle sue uscite. I tailleur dai colori accesi e brillanti che, dopo alcuni clamorosi scivoloni negli anni ’80 (e chi non ne ha commessi in quel decennio?) l’hanno resa la donna elegante che indossa i colori pastello con una disinvoltura invidiabile. La spilla, sempre diversa, che indossa sulla spalla sinistra come segno distintivo. La borsetta nera che, si dice, porta sempre con sé anche in casa e la cui posizione costituisce un codice che solo pochi sanno interpretare. Poggiata sul tavolo vuol dire che vuole lasciare un pranzo in tutta fretta, se la sposta da un braccio all’altro la conversazione l’ha stancata, e così via. E come non pensare al cardigan d’oro, diamanti, zaffiri e rubini che i figli le hanno regalato in occasione del 50° anniversario di matrimonio? Si dice che sia custodito in una stanza blindata della Torre di Londra, e chissà se in questa occasione sarà possibile ammirarlo.

Questa donna, insomma, ha vissuto una vita leggendaria tra abiti meravigliosi, tenute da sogno e responsabilità a volte schiaccianti. Tutto il mondo si prepara a renderle omaggio: Dio salvi la Regina!

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“Missoni, Art, Colours”. Il made in Italy si mette in mostra a Londra

La moda e l’arte: connubio inscindibile per chi sa che oltre a begli abiti e accessori luccicanti c’è di più. C’è di più, infatti, nella storia di Ottavio e Rosita Missoni. “Vivere a colori” è il motto che ha guidato la vita di questa esuberante coppia, nel privato e nel lavoro, fino a rendere i loro variopinti motivi a righe e a zigzag un simbolo del made in Italy nel mondo. Oggi una mostra riavvolge il filo che ha unito Ottavio e Rosita e che ha legato indissolubilmente la maison Missoni all’arte del ‘900. “Missoni, Art, Colour” è il titolo della mostra che ha avuto un grandissimo successo al museo MA*GA di Gallarate e che si appresta a partire per Londra. Curata dallo storico dell’arte Luciano Caramel, da Luca Missoni, direttore artistico dell’Archivio Missoni, e dal Direttore del MA*GA Emma Zanella, la mostra fa le valigie e va a Londra, proprio dove Ottavio e Rosita si sono conosciuti.

 

Photo Courtesy Ansa.it
Photo Credits Ansa.it

Così l’accordo con il Fashion and Textile Museum diventa anche un po’ magico. Magico come quei fili colorati che i due hanno iniziato ad intrecciare nel 1953 aprendo una maglieria a Gallarate, del tutto ignari che sarebbero diventati i sovrani del filato made in Italy. In più di 60 anni di storia, gli abiti Missoni hanno mantenuto l’identità giocosa e divertente dei fondatori della maison. Spensierato, colorato, rilassato è lo stile che ha permesso al marchio di diventare famoso in tutto il mondo, simbolo di qualità italiana ma anche di quella leggerezza ed ironia che all’estero un po’ ci invidiano. Quando un giornalista poneva domande troppo tecniche a Ottavio, lui rispondeva con insolenza «Ma che ne so, chiedilo a LaRosita. È lei che sa tutto!» con quella spontaneità e quel nomignolo affettuoso con cui aveva guadagnato la simpatia di tutto il mondo della moda e non solo.

Photo Courtesy Ansa.it
Photo Credits Ansa.it

La mostra permette di esplorare il mondo Missoni dall’interno, dalla forza creativa che ha ispirato gli arazzi e i dipinti di Ottavio Missoni e i look inconfondibili realizzati da Rosita e poi dalla figlia Angela. Accanto alle creazioni a righe e a zig zag, vedremo gli studi tecnici, le combinazioni di stampe, i patchwork, e i capolavori dell’arte del ‘900 che li hanno ispirati. I cerchi concentrici in tonalità accese di Sonia Delaunay, i colori saturi delle tele di Lucio Fontana e le sfumature vibranti del futurista Gino Severini. «Questa mostra – racconta Luca Missoniè destinata a illustrare il processo creativo di inserimento dell’opera d’arte nelle forme della moda. È sempre una grande sfida riscoprire il potenziale della nostra colorata eredità per creare esperienze uniche e positive». Così “Missoni, Art, Colour” arriverà a Londra il prossimo 6 maggio e sarà visitabile al Fashion and Textile Museum portando all’estero la fantasia, la cura e la qualità della moda italiana. È stata Zandra Rhodes, la “principessa del Punk” che creò capolavori da indossare per Freddy Mercury e Lady Diana e oggi curatrice del museo, a volerla portare nella capitale britannica. «Illustra tutta l’arte alle spalle del loro lavoro e voglio portarla a Londra» ha spiegato, presenziando alla chiusura della mostra a Gallarate. È evidente che anche lei sia stata trascinata nel coloratissimo vortice degli abiti Missoni.

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Photo Credits Missoni.com

WHYNOT Fashion Lab: stilisti emergenti alla fashion week di Milano

La Milano Fashion Week ci ha rivelato le collezioni autunno inverno 2016-17 di stilisti e designer italiani. Alla consueta celebrazione dei nomi illustri, che esportano il made in Italy nel mondo da decenni, ha fatto da contraltare un’ampia serie di iniziative a sostegno di artisti emergenti. Cambia il modo di comunicare, di fare spettacolo, di adattarsi ai tempi e alle esigenze dei clienti. E laddove marchi storici cercano nuove soluzioni, i designer nativi digitali hanno una naturale propensione all’innovazione. Tra le numerose iniziative di questa Milano Fashion Week, WNFL (WHYNOT Fashion Lab) si è distinto per la componente interattiva. Non uno showcase di talenti emergenti ma un’officina creativa aperta al pubblico. L’evento si è svolto negli spazi di OED Studio, agenzia di visual communi­cation, studio di progettazione, sviluppo e produzione di format creativi e spazio polifunzionale. Qui dal 20 al 29 febbraio, i giovani appena usciti dalle scuole hanno trovato uno spazio di collaborazione per la creazione di contenuti creativi.  Non solo stilisti emergenti quindi, ma anche fotografi e make-up artist, modelli e video maker.

Oltre alla creazione di contenuti visual condivisi (redazionali, lookbook, campagne pubblicitarie, video), WNFL ha permesso ai giovani designer di presentare le loro collezioni autunno inverno 2016-17 al pubblico in uno spazio dedicato. Nella collezione New Real, la stilista Alice Ferraro utilizza il silicone, il lattice liquido e garze per dare forma al concetto “esistere è una cosa, vivere è un arte” che segue la filosofia di Osho. Il designer di origini bulgare Damitar Dradi si serve invece della carta, modellata tramite l’arte giapponese dell’Origami. La sua idea di moda come ricerca continua di bizzarria e stupore trova così la sua espressione più alta. L’alcantara è invece il materiale protagonista della collezione Shangainese Bund di Marzia Giselle Sapienza, i cui volumi si ispirano ai grattacieli futuristici della metropoli cinese.

Alice Ferraro
Alice Ferraro
Dradi Dimier
Dimitar Dradi
Marzia Giselle Sapienza
Marzia Giselle Sapienza

Per altri giovani talenti che hanno preso parte all’iniziativa WNFL il focus delle collezioni è invece sulle tecniche. È il caso del marchio veneto Bruno Parise Italia, che realizza borse futuristiche grazie ad un telaio a pedale del ‘700 opportunamente rimodernato. L’attrezzo permette così di tessere sottili fettucce di pelle per ottenere un morbidissimo tessuto, da modellare su forme classiche e volumi originali. Felpe e lane cotte si mixano ai tessuti spalmati per Eleonora Azzolina che nei suoi abiti mixa glamour e praticità con decorazioni realizzate a mano. Anche Camilla Cappelli gioca con l’equilibrio di forze contrapposte: romanticismo e geometrie. Il sorprendente risultato, frutto di una raffinata ricerca di materiali pregiati e fornitori d’haute couture, ha già attirato l’attenzione di un colosso della distribuzione come Luisa Via Roma. Infine Maria Magdalena, marchio della designer spagnola Alejandra Jaime, usa materiali inusuali come i capelli sintetici e mouflon per urlare al mondo un messaggio forte: gli esseri umani sono bestiame per le autorità.

 

Camilla Cappelli
Camilla Cappelli
Eleonora Azzolina
Eleonora Azzolina

Ricerche estetiche interessanti, materiali nuovi e una posizione determinata nei confronti del fashion world e non solo: questi gli ingredienti della nuova generazione di designer che ha partecipato a WHYNOT Fashion Lab. Teniamoli d’occhio!

Dagli abiti da sera agli accessori più stravaganti: 6 trend dalla New York Fashion Week

La New York fashion week si è appena conclusa, dando inizio a un altro giro di giostra del fashion system. Sulle passerelle della Grande Mela abbiamo visto sfilare le collezioni della stagione autunno inverno 2016-17 in una girandola di tessuti, colori, volumi.

Solitamente devota al casualwear, New York ha mostrato stavolta il suo lato opulento, ricco, sfarzoso. In tempi aridi e desolati, il germoglio della bellezza va coltivato con amore e passione e così la donna del prossimo inverno sceglie la luce, il colore, il romanticismo e un pizzico di magia.

Ecco 6 trend avvistati sulle passerelle della New York fashion week:

Abiti da sera. Eleganti, sfarzosi, opulenti, gli abiti da sera sono stati protagonisti delle prime sfilate di moda donna 2016. Trasparenze delicate, morbida seta, preziosi cristalli hanno invaso molte passerelle newyorkesi. La femme fatale di Reem Acra si strizza in sexy abiti bustier e morbide gonne di seta, Jenny Packham e Altuzarra scelgono uno sfavillante scintillio mentre Monique Luhillier veste le sue donne di leggeri strati di tulle in un incantevole stile etnico-vintage.

 

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Da sinistra: Monique Luhillier, Reem Acra, Jenny Packham, Altuzarra

Ispirazione anni ’70. Gli abiti lunghi a fiori abbandonano ogni cliché che li vede adatti solo alla bella stagione, e si preparano ad invadere il prossimo autunno inverno. Il maxidress in stile hippie, dalle fantasie tapestry e i volumi over, ha calcato le passerelle di Karen Walker, Jill Stuart, Tory Burch in un delicato richiamo alla natura.

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Da sinistra: Tory Burch, Karen Walker, Jill Stuart

Bianco candido. Anche il bianco è da sempre considerato un colore da indossare in primavera, ma quest’anno tutte le convenzioni saltano e quindi eccolo abbagliare le collezioni autunno inverno 2016. Romantico e gotico per Rodarte, semplice e retrò per Carolina Herrera, in versione college da Tommy Hilfiger: non potremo farne a meno.

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Da sinistra: Rodarte, Carolina Herrera, Tommy Hilfiger

Su con la vita! La vita alta continua a imperversare nelle collezioni della prossima stagione (e meno male!). Allunga la figura, slancia, regala un delizioso vitino da vespa anche a chi ne è sprovvista. Per cavalcare il trend, basta scegliere una cintura che la sottolinei e la valorizzi. Il minimal è vietato: si va dalle cinte di cuoio vintage di Altuzarra alle cinture-bustier di A Detacher, dalle fusciacche di pelle adocchiate sulla passerella di Nicholas K alle fasce a fantasie coloratissime di Desigual.

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Da sinistra: Altuzarra, Nicholas K, Desigual, A Detacher

Parola d’ordine: scintillio. I gioielli presentati alla New York fashion week non conoscono mezze misure. Grandi, grandissimi, estrosi e stravaganti. Non vorremo mica passare inosservate? E allora via a chocker di perle e tiare brillanti, spille appariscenti e colletti tempestati di strass, da vera principessa contemporanea.

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Da sinistra: Rag & Bone, Tommy Hilfiger, Oscar De La Renta

Scarpe e borse. Impossibile dimenticare le regine degli accessori! I nostri averi saranno custoditi in borse retrò, handbag squadrate, tracolle gipsy e secchielli contemporanei. Ai piedi invece indosseremo tronchetti, stivali di velluto e ancora sandali metallizzati con calzini di spugna annessi. Solo per le più coraggiose!

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In alto, da sinistra: Micheal Kors, Custo Barcelona, Alexander Wang In basso: Derek Lam, Anna Sui, 3.1 Phillip Lim

 

Buon sangue non mente. Cindy Crawford lascia le passerelle a sua figlia Kaia

 

Photo Courtesy Cindy Crawford's official instagram profile
Photo Courtesy Cindy Crawford’s official instagram profile

Cindy Crawford, alla soglia dei 50 anni (che compirà il 20 febbraio) annuncia il suo ritiro dalle scene. Non è la prima volta, la modella infatti aveva fatto un annuncio simile nel 2000, ma stavolta una nuova consapevolezza sembra averla convinta a lasciare le passerelle. «Ti svegli che hai 40, o magari 50 anni, – ha dichiarato la Crawford in una recente intervista – e ci si rende conto che si è ancora se stessi. Il fatto che sto facendo ciò che mi piace, che amo mio marito, che ho dei figli splendidi, non rende indolore lo scorrere del tempo, ma ti fa domandare: cosa daresti per tornare indietro? Quale giorno o esperienza della tua vita daresti per essere più giovane? Nessuna».

Scoperta a 16 anni in un campo di pannocchie nell’Illinois, Cindy era una ragazzina seria che lavorava tutte le estati per mettere da parte i soldi per il College, e un po’ triste (il fratello Jeff era morto di leucemia quando aveva appena 8 anni). E, incredibilmente, i ragazzi più popolari di DeKalb, la sua città natale, la prendevano continuamente in giro per il neo sul labbro superiore. Chissà cosa hanno pensato quando proprio quel neo ha reso la ragazza di campagna una delle donne più sexy del mondo!

 

Photo Courtesy Cindy.com
Photo Courtesy Cindy.com

Nonostante l’immediato successo, la Crawford ha continuato a risparmiare per iscriversi in ingegneria chimica alla Northwestern University, poi mai realmente frequentata. E come avrebbe potuto, con le campagne milionarie per Revlon, Pepsi, Gap, le copertine di tutti i magazine più influenti del mondo, le passerelle degli stilisti più iconici? In brevissimo tempo le sue misure perfette, il suo viso bellissimo e quel neo che la rendeva unica l’hanno consacrata regina della moda anni ‘90 insieme a Claudia Schiffer, Naomi Campbell e Linda Evangelista. Dopo aver lavorato con i più grandi fotografi del mondo, e aver imparato tanto, le magnifiche quattro potevano permettersi di rivoluzionare il ruolo dell’indossatrice. «Intervenivo, dicevo come mi sarebbe piaciuto essere fotografata. E loro mi ascoltavano, tenevano da conto il mio parere. Ma ci è voluto molto tempo».

Intanto, insieme alla modella, cresceva la donna, l’imprenditrice, la moglie, la mamma. Un matrimonio lampo con Richard Gere (1989-1995), qualche breve esperienza come attrice in videoclip e film di scarso successo, tante attività benefiche in favore della leucemia, quel mostro che aveva rubato la vita a suo fratello. Poi il matrimonio con l’imprenditore Rande Gerber e la nascita dei figli Presley Walker e Kaia Jordan. La vita di Cindy Crawford, dalla moda anni ’90 all’ultima campagna per Balmain, è stata un continuo reinventarsi e riscoprirsi come modella e come donna. Un percorso complicato e affascinante, raccontato nella biografia Becoming Cindy pubblicata lo scorso settembre. Un percorso che prima o poi doveva giungere alla fine.

Photo Courtesy Cindy.com
Photo Courtesy Cindy.com

Cindy Crawford ha scelto il suo cinquantesimo compleanno per lasciare le passerelle. Anche se, afferma, non si farà mancare qualche servizio fotografico nei prossimi anni. D’altra parte, la sua degna erede è già stata designata. Si tratta della secondogenita Kaia, già modella per Young Versace a soli 10 anni e protagonista sulla copertina di Teen Vogue a 13. Di una bellezza disarmante, Kaia Gerber è così simile alla mamma da provocare turbamento quando le due vengono fotografate insieme. Oggi la quindicenne è stata scelta per la campagna pubblicitaria di Chrome Hearts, brand di accessori contemporanei con un tocco rock. Vederla posare è un orgoglio per mamma Cindy e un deja vù per i suoi innumerevoli fan.

Photo Courtesy Kaia Gerber's official facebook page
Photo Courtesy Kaia Gerber’s official facebook page

Da Valentino a Stella Jean. Vento d’Africa sulle passerelle europee

Mai come quest’anno il continente africano ha ispirato stilisti e case di moda con la sua fragilità selvaggia. Terra crudele e fertile, ancestrale culla dell’umanità. Inevitabile che, soprattutto in un momento come questo, produca riflessioni etiche e soluzioni estetiche.

Negli ultimi anni, a rendere l’Africa musa delle sue collezioni è stata Stella Jean, stilista italo-haitiana che fin dal suo esordio nel 2011 ha posto l’interculturalità alla base delle proprie sperimentazioni stilistiche. La sua wax and stripes philosophy mescola le camicie sartoriali di gusto europeo con le stampe animalier, i turbanti esotici, gli accessori tribali. Il tessuto wax utilizzato per gli abiti di Stella Jean viene realizzato in Burkina Faso con tecniche di tradizione centenaria, le tinture a base di fango fermentato sono opera degli abili artigiani del Mali. «Attraverso un dialogo paritario di stili e un’efficace miscela fatta di esplorazione e sperimentazione – dichiara la stilista – vorrei dimostrare come non ci siano limiti agli abbinamenti e ai confronti culturali». È questo infatti il tema costante delle sue collezioni.

Photo courtesy Stellajean.it
Photo courtesy Stellajean.it
Photo Courtesy Stellajean.it
Photo Courtesy Stellajean.it
Photo courtesy Stellajean.it
Photo courtesy Stellajean.it

Per la prossima primavera estate, il vento africano ha soffiato anche sulla passerella di Valentino. Nella nuova collezione, presentata nel corso della Paris Fashion Week, i direttori artistici Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli hanno voluto omaggiare la culla della civiltà. Le collane d’ebano, i motivi tribali e le piume Masai si sono posati sui maestosi sugli abiti in pizzo e tulle. Eliminato il folklorismo e nobilitato l’animalier, il risultato è una collezione romantica e lieve, in cui dominano il bianco candido, il nero impetuoso e i caldi colori della savana. E chi avrebbe potuto esprimere il rispetto delle tradizioni e dei popoli africani meglio di Steve McCurry? Il fotoreporter, pluripremiato dal National Geographic, ha una sensibilità unica nel ritrarre paesaggi e genti di tutto il mondo, e a lui è stata affidata la campagna pubblicitaria svelata pochi giorni fa dalla maison Valentino. McCurry, insieme a Chiuri e Piccioli e tutto il loro staff, ha viaggiato lungo tutto il continente per trovare il luogo perfetto in cui scattare. La scelta finale è ricaduta sull’Amboseli Park, un villaggio Masai tra il Kenya e la Tanzania. Gli scatti sono sublimi e poetici, i colori sono brillanti o evanescenti, le modelle posano nella savana circondate da guerrieri Masai.

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Photo courtesy Valentino.com
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Photo courtesy Valentino.com
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Photo courtesy Valentino.com

L’ultimo contatto tra la moda europea e l’Africa è avvenuto nel corso di Pitti Immagine Uomo 2016, manifestazione di moda maschile terminata pochi giorni fa a Firenze. Lo show Generation Africa ha visto sfilare in passerella le collezioni di quattro brand emergenti africani: AKJP dal Sudafrica; Ikiré Jones (brand statunitense-nigeriano); Lukhanyo Mdinigi x Nicolas Coutts, anche loro dal Sudafrica, e l’anglo-nigeriano U.Mi-1. Fondazione Pitti Discovery e ITC Ethical Fashion Initiative hanno fortemente voluto questo progetto creato per sostenere le capacità dei micro-imprenditori africani e le reti del settore moda, coinvolgendo anche tre richiedenti asilo provenienti dal Mali e dal Gambia.  Perché l’integrazione tra culture è un progetto complesso, al quale anche la moda può contribuire.

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Photo courtesy Pittimmagine.com
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Photo courtesy Pittimmagine.com
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Photo courtesy Pittimmagine.com

2015: gli avvenimenti più importanti nel fashion system

L’anno appena terminato è stato costellato da notizie e avvenimenti importanti per il mondo della moda: ripercorriamoli insieme.

Chi viene e chi va.

Dopo il chiacchierato addio di Frida Giannini, il 21 gennaio Gucci ha comunicato il nome del nuovo direttore artistico, Alessandro Michele. La scelta di uno stilista giovane e poco conosciuto è stata vincente per il brand del gruppo Kering: Michele ha turbato e poi conquistato i cuori delle fashioniste con collezioni genderless e un romanticismo d’antan. Ma altri giri di poltrona hanno scosso il fashion system nei mesi successivi. Dopo soli tre anni la liason tra Alexander Wang e Balenciaga è terminata nella struggente sfilata dello scorso ottobre. Il giovane statunitense ha dichiarato di volersi dedicare a tempo pieno alla propria griffe, ma c’è chi giura che la maison francese lo abbia cacciato a causa del calo di vendite. Gli ultimi mesi dell’anno non hanno risparmiato scossoni ai piani alti della moda francese. Mentre Raf Simons annunciava di voler lasciare la direzione di Dior, la maison Lanvin estrometteva Alber Elbaz dopo 14 anni di onorata carriera. Entrambi gli stilisti hanno risentito della pressione di dover disegnare circa 10 collezioni l’anno, tra sfilate, cruise collections, capsule e seconde linee.

Alessandro Michele Photo courtesy Gucci.com
Alessandro Michele
Photo courtesy Gucci.com

Anniversari illustri.

A dominare la scena milanese del 2015 è stato Giorgio Armani, che ha festeggiato i 40 anni del suo impero. Una sfilata-evento, una serie di party patinati, la nomina a special ambassador per Expo 2015 e infine l’apertura di Armani/Silos, un museo che raccoglie 600 abiti e 200 accessori tra i pezzi più iconici delle sue collezioni. «La moda, che sembra vivere in un eterno presente, ha necessità di riflettere su se stessa e sulle proprie radici proprio per proiettarsi nel futuro – ha dichiarato durante l’inaugurazione –  Ricordarci come siamo stati ci aiuta a capire come potremo essere». Karl Lagerfeld e Fendi hanno festeggiato 60 anni di amore incondizionato con una nuova sede (presso il Palazzo della Civiltà a Roma), un libro che ripercorre le tappe principali di questi decenni e il debutto nell’alta moda con la prima collezione haute furrure. Anche i gemelli canadesi Dean e Dan Canten hanno voluto festeggiare in Italia i 20 anni del loro marchio DSquared2, in una sfilata colossale che ha aperto Milano Moda Uomo a gennaio.

Il libro "Fendi by Karl Lagerfeld" Photo courtesy Fendi.com
Il libro “Fendi by Karl Lagerfeld”
Photo courtesy Fendi.com

Il valzer degli addii.

Il 2015 è stato segnato da due momenti bui nel mondo della moda italiana: l’addio a due grandi stilisti, Elio Fiorucci e Mariuccia Mandelli. Fiorucci, spentosi a luglio a 80 anni appena compiuti, è stato un grande rivoluzionario del made in Italy. Con lo sguardo sempre rivolto ai giovani e allo streetwear, ha introdotto il camouflage nell’abbigliamento casual, ha creato il primo concept store con un’atmosfera giocosa e pop e ha rivoluzionato il concetto stesso di fashion con la sua love therapy. Mariuccia Mandelli, meglio conosciuta come Krizia, ci ha salutati lo scorso 7 dicembre alla veneranda età di 90 anni. Sempre irriverente eppure profonda, la sua moda raccontava di mondi onirici e animali fantastici, di tagli audaci e linee moderne.

Elio Fiorucci Photo courtesy Lovetherapy.it
Elio Fiorucci
Photo courtesy Lovetherapy.it

Cosa ci riserverà il 2016? Lo scopriremo insieme!

Non (solo) un gioco da ragazze. Sono le Barbie opere d’arte di Magia2000

Photo courtesy magia2000.com
Carrie Bradshaw – Photo courtesy magia2000.com

Pomeriggio invernale, compiti finiti e una marea di bambole e di vestiti sparsi per casa. La scena vi è familiare? Sicuramente sì. Barbie è il primo gioco per ragazze di tutto il mondo. La si veste e sveste, si inventano storie, amori e amicizie che la vedono protagonista. Gioco per ragazze sì, ma anche per adulti! Ne sanno qualcosa  il designer Mario Paglino e il grafico Gianni Grossi, che a Milano realizzano bambole da sogno in edizione limitata. Il loro brand Magia2000 (il nome è una crasi di MArio e GIAnni) nasce nel 1999, quando i due acquistano una rivista con una Barbie doll in regalo. Il gioco della vita trasforma le bambole in una passione, poi in una collezione, infine in uno strumento di espressione artistica. Le loro bambole one of a kind diventano oggetti di culto e in breve i due ottengono un grandissimo successo. Il gusto estetico, l’ispirazione dalla moda italiana ed europea e le riproduzioni di artiste italiane ed internazionali: questi gli ingredienti di Magia2000. «Barbie è una sorta di modello per noi – hanno dichiarato in un’intervista – è la tela sulla quale traduciamo le nostre ispirazioni in fatto di moda e creiamo la nostra couture in miniatura». Nel 2003 i due realizzano la prima bambola ufficiale di Brigitte Bardot,  e da lì ad essere notati da Mattel USA il passo è breve. Nel 2006 diventano i primi designer stranieri a realizzare una bambola in collaborazione con il celebre marchio di giocattoli. Da allora, Mario e Gianni riproducono star, celebrità, personaggi famosi del presente e del passato.

Photo courtesy magia2000.com
Cher – Photo courtesy magia2000.com

Tra le bambole realizzate dal duo in questi anni, miti del cinema come Grace Kelly, Sophia Loren, Cate Blanchett, Audrey Hepburn; personaggi del piccolo schermo come Maria de Filippi, Michelle Hunziker, Alessia Marcuzzi, regine della musica come Madonna, AnastaciaRihanna, Lady Gaga, Beyonce, Kylie Minogue, Laura Pausini, Emma Marrone. A Giorgia e Cher hanno dedicato una serie di bambole che le ritraggono in diversi momenti della loro carriera, e lo stesso trattamento è stato riservato a Simona Ventura e alle sue numerose apparizioni in tv. Dal 19 al 24 novembre di quest’anno alcune bambole di Paglino e Grossi sono state esposte a Torino, durante l’evento ICONIC – Portraits and Artwork inspired by the Queen of Pop dedicato a  Madonna. Numerose anche le collaborazioni con brand e maison del fashion system, tra cui Roberto Cavalli, Chiara Boni, Dolce e Gabbana, Tezenis. Anche Carrie Bradshaw, iconica protagonista di Sex and the City, è stata omaggiata da una serie di fashion doll in look stravaganti e stilosi. I due partecipano ad eventi e convention di collezionisti portando in tutto il mondo un’artigianalità e un gusto tutti italiani, applicati ad un’icona internazionale senza tempo come Barbie.

Photo courtesy magia2000.com
Madonna – Photo courtesy magia2000.com

Curiose di ammirare le bambole in edizione limitata di Magia2000? Fino a marzo le trovate alla mostra Barbie, The Icon al MUDEC – Museo delle Culture di Milano. In esposizione bambole iconiche e pezzi unici che ripercorrono i 56 anni di vita di Barbie, la bambola più amata dalle bambine di tutto il mondo. «Per i bambini, Barbie simboleggia la libertà di espressione, è un mezzo per esprimere creatività, potere e immaginazione». Parola di Mario Paglino e Gianni Grossi!

Sophia Loren - Photo courtesy magia2000.com
Sophia Loren – Photo courtesy magia2000.com

Palazzo Versace a Dubai. Il trend dei fashion luxury hotel

Photo Courtesy palazzoversace.ae
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Aperto lo scorso 9 novembre, quello di Dubai è il secondo Palazzo Versace nel mondo. Il primo è stato aperto nel 2000 in Australia, il prossimo si prevede a Macao. Una residenza di lusso, che comprende 215 tra camere e suite, tutte arredate nel segno della Medusa. È stata l’eclettica Donatella Versace a scegliere spazi e arredi, carte da parati e complementi ispirandosi alla villa di Miami in cui è stato assassinato il fratello Gianni nel 1997. Stucchi e affreschi, cuscini e broccati decorano le meravigliose stanze. La più lussuosa è l’Imperial Suite: 1200 mq di sfarzo con terrazza privata, piscina, vasca idromassaggio e una magnifica vista sulla città. «Fin dall’inizio il mondo Versace ha compreso diverse categorie di prodotto: dagli abiti agli accessori, dai beni preziosi alla collezione per la casa, capaci di trasmettere lo stile esclusivo e iconico proprio del brand – afferma Gian Giacomo Ferraris, Amministratore Delegato di Versace – oggi, con il nuovo Palazzo portiamo il lifestyle Versace a Dubai. Il design ricercato e lussuoso è ritrovabile in ogni dettaglio dell’hotel, e il lusso diventa uno stile di vita».

Photo Courtesy palazzoversace.ae
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PalazzoVersace_Dubai
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Versace non è l’unica casa di moda a lanciarsi nell’hôtellerie di alta gamma: altri stilisti e maison hanno scelto di creare luoghi in cui si respira e si vive la filosofia del brand a 360 gradi. La prima in Italia è stata Mariuccia Mandelli alias Krizia, che già negli anni ’80 apriva il suo K Club nelle Antille. E da allora i resort progettati dagli stilisti si sono moltiplicati nelle location più esclusive del mondo. C’è chi ha scelto la città dove tutto è cominciato, come la famiglia Fendi. Villa Laetitia a Roma è stata restaurata e arredata con l’impeccabile gusto di Anna Venturini Fendi, e promette un’esperienza unica e un magico silenzio in cui sentirsi a casa propria. Allo stesso modo Giorgio Armani ha scelto l’atmosfera metropolita della sua Milano e di Dubai per i suoi hotel di lusso. Il gusto dello stilista e il minimalismo estetico accolgono i clienti in un’atmosfera raffinata, nelle camere come nei ristoranti e nella spa. Bulgari ha preferito invece Londra come prima location di una serie di hotel di lusso. Eleganza e sobrietà sono le parole chiave di questo gioiello di marmo e argento a pochi passi da Hyde Park. Anche qui camere e suite sono ispirate all’estetica della maison italiana, con dettagli e arredi che ne ripercorrono la storia. Le tende di seta con motivi in argento, per esempio, si ispirano a una spilla creata di Sotirio Bulgari del 1800.

Residenze esclusive quindi, che nel nostro Paese o all’estero testimoniano il gusto italiano per la moda, il design e il lifestyle. Solo per veri fashion addicted!

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