Tutti gli articoli di Francesca Favotto

Linguista per necessità, ma giornalista per passione e per mestiere, sono 'masterizzata' in Giornalismo e Comunicazione di Moda. Lavoro come freelance per testate nazionali nel settore del matrimonio e della moda; nel tempo libero, gestisco tre blog - We for Wedding, Gust Married e DuemilaeCredici - i primi due ovviamente in tema wedding, l'ultimo sull'ottimismo e la positività. Attualmente potete leggermi su Nozze In, Sposabella, Om Magazine, Logos e online su Style.it e ovviamente, Trendstoday! Ci leggiamo! ;)

Yoox Group lancia lo Yoox Stage Program

wocmrxlezlhgsfks_lGiovani a rapporto! C’è una possibilità nel mondo del lavoro da non lasciarsi sfuggire: Yoox Group, il partner globale di Internet retail per i principali brand della moda e del design fondato da Federico Marchetti ormai più di dieci anni fa, lancia lo Yoox Stage Program, finalizzato all’inserimento in azienda di giovani neolaureati. Diciotto mesi di formazione – lavoro, di cui i primi sei prevedono non solo una formazione pratica, ma anche accademica con lezioni frontali con i senior manager per acquisire le nozioni base e una visione completa del mestiere e del mercato di riferimento. L’anno restante invece, gli stagisti avranno la possibilità di entrare in contatto con le diverse aree su un meccanismo di rotazione nelle diverse funzioni aziendali, per far sì che tutti possano imparare tutto. Al termine dello stage, i neolaureati potranno avere la possibilità di ricoprire il loro primo ruolo in azienda, con assunzione a tempo indeterminato tramite regolare contratto.

Il candidato ideale è neolaureato appassionato di e-commerce di moda, con un’ottima conoscenza della lingua inglese e degli strumenti informatici. Per inviare la candidatura c’è tempo fino al 31 marzo, andando sul sito del gruppo al link: http://www.yooxgroup.com/en/careers/positions_by_area.asp.

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Un’ottima opportunità per entrare in un’azienda in forte crescita con un organico di 700 persone, di età media di 32 anni, che lavorano dagli uffici in Europa, Stati Uniti, Giappone, Cina e Hong Kong. Un team dinamico, che cerca persone altrettanto entusiaste e appassionate per crescere sempre di più.

Nuovi modi di fare shopping

shoponlineCosa non ci si inventa per vendere! In principio fu la pubblicità, poi arrivò Internet e non basto più: fare shopping diventò ancora più facile, con tutto quello che si desidera a portata di click. Non serve più catturare l’attenzione del potenziale cliente, bisogna impressionarlo per farsi ricordare, fornirgli già la soluzione a tutti i suoi dubbi.

Per questo eBay, piattaforma dove si possono comprare e vendere oggetti nuovi e usati, ha lanciato il concetto di ‘shopping ispirato’ sul nuovo canale Moda, ovvero un luogo virtuale dove gli utenti possono trovare sempre nuovi spunti per il proprio look: dalla it bag da avere assolutamente al colore più in voga fino alle gallery di foto e box a tema costantemente aggiornati sul mondo fashion.

Tutti i prodotti selezionati su eBay Moda sono nuovi e a prezzo fisso, non soggetti dunque alle aste), messi in vendita da migliaia di brand e venditori professionali, sia italiani che internazionali, tutti contraddistinti da Affidabilità Top. Un luogo sicuro e dinamico, quindi, dove fare i propri acquisti, facendo un’esperienza, prima di tutto, e poi ottimi affari.

Sulla falsa riga di questo concetto, anche gli esperimenti di ‘shoppable video’ portati avanti da Nowness.com, il sito d’informazione e approfondimento di Lvmh specializzato in moda, arte, cultura e altro ancora. Cos’è uno shoppable video? Un corto, interpretato da cinque ballerini del teatro Sadler’s Well di Londra, in cui compaiono articoli di Louis Vuitton, Bottega Veneta, La Perla, Kenzo, Maison Martin Margiela, Haider Ackermann e Rick Owens, che si possono acquistare direttamente online in pochi click.

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Un modo di sicuro innovativo per fare shopping anche per il canale, che rimane una piattaforma di contenuti e non pubblicitaria; tuttavia, guardando il video e cliccando sui prodotti interessati, questi rimangono in memoria, pronti per essere comprati direttamente sul sito del brand o su altri e-tailer.

Sorrentino e Armani insieme per “Films of city frames”

films-of-city-frames-defaultUno è il re della moda italiana, tanto è vero che viene soprannominato “King”; l’altro è il neo premio Oscar, regista del film “La grande bellezza”, omaggio a Roma e a un’Italia decadente, ma sempre bella: Giorgio Armani e Paolo Sorrentino insieme per “Films of city frames”, un progetto corale che vede coinvolti gli studenti più talentuosi di sei scuole di cinema internazionali: a loro tocca realizzare cortometraggi su istanti di vita e scorci di città, visti attraverso il filtro degli occhiali della nuova collezione “Frames of life” di Giorgio Armani.

“Paolo mi è sembrato la persona più adatta con cui condividere questo progetto – spiega Armani – Ha uno sguardo limpido e ispirato sulla realtà, coglie aspetti emozionanti e poetici del quotidiano con uno stile asciutto e moderno. Soprattutto, rappresenta per me la magia vera del cinema, che è un linguaggio senza barriere: parla a tutti, ma il suo è un occhio innegabilmente italiano. Ed è proprio l’importanza dello sguardo individuale che volevamo cogliessero gli studenti”.

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A realizzare il corto pilota ci ha pensato Piero Messina, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia e assistente alla regia di Sorrentino, che si è ispirato a sequenze inedite de “La grande bellezza” e a “Viaggio al termine della notte” di Céline.

Le varie fasi di produzione dei corti saranno raccontate attraverso una sezione dedicata sul sito www.framesoflife.com, e condivise sui canali social Armani. Il risultato finale sarà un collage visivo e narrativo sulle metropoli contemporanee, filtrate dall’individualità dei punti di vista.

Ermenegildo Zegna combatte la ‘fuga di cervelli’… a colpi di borse di studio

Ermenegildo-Zegna-street-suitErmenegildo Zegna guarda al futuro e lo fa, puntando tutto sui giovani, il domani per antonomasia. L’azienda manifatturiera d’abbigliamento maschile ha attivato un programma di un milione di euro l’anno, offerti a laureati italiani particolarmente talentuosi per avere la possibilità di conseguire un master o un dottorato presso prestigiose Università o Centri di ricerca di eccellenza internazionali, incoraggiandoli però a riportare le loro doti e il loro cervello in Italia, una volta concluso il percorso di studi. Un impegno finanziario importante, considerando che il progetto avrà una durata di 25 anni, intitolato al fondatore del gruppo, Ermenegildo Zegna, distintosi anche per le sue attività filantropiche.

I candidati meritevoli selezionati in base a criteri meritocratici da un Comitato di Selezione, e ovviamente non in grado di sostenere economicamente un corso di formazione internazionale, saranno inizialmente circa una decina e riceveranno una borsa di studio annuale che potrà arrivare fino ad un massimo di 50 mila euro, un contributo previsto per un massimo di tre anni.

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Grazie alla borsa di studio i prescelti potranno conseguire un master, entro un periodo massimo di due anni, o un dottorato, per un periodo non superiore a tre anni, a cui potrà aggiungersi un periodo lavorativo prima di decidere di tornare definitivamente in Italia, ma chi deciderà di proseguire il percorso professionale all’estero dovrà rimborsare il valore della borsa di studio ricevuta al fine di finanziare altre eccellenze.

La Rai e la storia della moda: intervista a Fabiana Giacomotti

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Addentrarsi nella storia della Rai, soprattutto per quanto riguarda lo stile e la moda, non era compito affatto facile, ma Fabiana Giacomotti, giornalista, scrittrice e autore tv, ce l’ha fatta e ci ha regalato un libro che ben presto diventerà un must per tutti coloro che studiano la storia e i costumi della moda: “La tv alla moda – Stile e star nella storia della Rai”, edito da Silvana Editoriale con RaiEri.

Nell’anno del sessantesimo anniversario di Mamma Rai, ripercorrere la storia dell’Italia attraverso i programmi e le icone che hanno segnato un’epoca era d’obbligo: abbiamo intervistato l’autrice per conoscere da vicino aneddoti e curiosità, dal piccolo schermo alla realtà.

Quanto la Rai ha dettato moda, in fatto di tendenze e costume in questi sessant’anni?
“La Rai ha interpretato la moda e l’ha resa accessibile anche a chi non poteva avere accesso a quel mondo dorato. Nei primi anni Cinquanta solo le facoltose donne di città vivevano da vicino la moda, la maggior parte della popolazione non sapeva nemmeno cosa significasse. Ecco, la Rai fece da mediatrice culturale: i primi servizi moda andarono in onda nel 1957 ed erano sfilate in studio, raccontate da grandi conduttrici, come Bianca Maria Piccinino, che tramite un linguaggio accessibile, aprivano le porte di un universo quasi esclusivo a un pubblico molto più vasto. Se pensiamo poi a chi ci lavorava, in Rai, dalle grandissime Mina, Milva e Patty Pravo, vere icone di stile, a Corrado Colabucci, Piero Gherardi e Pietro Tosi, costumisti eccellenti non solo per la tv, ma anche per il cinema e la moda, beh allora è un attimo capire come la Rai rappresentava la moda, parlava di moda, era di moda”.

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Icone di moda che hanno lavorato in Rai: tre nomi e il perché della scelta.
“Alcuni li ho già fatti, come Mina, Milva e Patty Pravo, di un’eleganza senza pari, sempre dall’aspetto molto curato. Indossavano degli abiti molto moderni, che potrebbero essere di moda anche oggi con qualche astuto accorgimento. Ma se parliamo di costume e di influenza sulle mode a venire, allora la vera regina è lei, Raffaella Carrà, una vera innovatrice, un’icona di stile, poliedrica e sempre capace di reinventarsi, senza mai sembrare fuori luogo: non è l’emblema dell’eleganza, ma di sicuro ha un carisma, un’intelligenza e un’energia senza pari”.

L'autrice Fabiana Giacomotti
L’autrice Fabiana Giacomotti

Scartabellando negli archivi Rai e facendo ricerca, quali aneddoti curiosi sono saltati fuori?
“Episodi veri e propri non ne ho, più in generale sicuramente posso asserire che in passato c’erano molti meno problemi a vestire più volte lo stesso abito, lo fece più volte Raffaella Carrà, ma non solo. Alcuni abiti sono stati reinterpretati e rimaneggiati da diversi stilisti, quindi si riconosce proprio la stratificazione di stili nello stesso capo: in alcuni casi veniva massacrato, in altri invece usciva un capolavoro come risultato finale. Infine, ciò che ho imparato studiando la moda e il costume nella tv è l’importanza della finzione: oggi come allora, numerosi abiti di scena venivano creati giusto per durare il tempo di un programma o per venire bene in video. Per esempio, uno dei capi più belli che abbia mai visto era un top in maglia di lurex, con una serie di frange fatte di catenelle del ferramenta attaccate al collo tramite un lucchetto: una cosa assurda, se ci si pensa, ma che in video lasciava senza fiato. La bravura dei costumisti era di rendere con niente (anche ai tempi non c’era budget) un’idea fantastica, che durasse almeno lo spazio di un programma”.

Qual è stato il programma Rai per eccellenza, che ha segnato un’epoca, sia in termini di moda che di costume?
“In passato direi Studio Uno e Milleluci, quest’ultimo per la riproposizione della storia dello spettacolo. Oggi direi Tale e quale show, in particolar modo per i costumi curati da Donato Citro, un bello spettacolo con un’idea che regge”.

Per celebrare quest’importante anniversario, c’è anche la mostra “1924-2014. La Rai racconta l’Italia”: ce ne parla?
“È una mostra che si avvale della prestigiosa partecipazione e collaborazione di Piero Angela, Piero Badaloni, Andrea Camilleri, Bruno Pizzul, Arnaldo Plateroti, Emilio Ravel, Marcello Sorgi, Bruno Vespa e Sergio Zavoli e di cui ho curato la parte che riguarda i costumi e la moda, appunto. Ora è esposta al Vittoriano, fino al 30 marzo, ma poi arriverà alla Triennale di Milano in primavera, dal 29 aprile al 15 giugno, per poi volare a Torino e a New York. È un’occasione per ripercorrere insieme la storia d’Italia e della nostra  televisione, rivivendo i grandi cambiamenti sociali, culturali, scientifici dei quali l’Italia e il mondo sono stati protagonisti”.

Milano, città dei e per i giovani

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMilano si apre ai giovani e lo fa concretamente, con una serie di iniziative, progetti e proposte da parte dell’amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Giuliano Pisapia, dell’assessore alla cultura Filippo Del Corno e dell’assessore alle politiche per il lavoro Cristina Tajani.

Si parte con la conferma di Piazza del Duomo, quale sede di grandi concerti gratuiti, alla creazione a breve di uno ‘Sportello per lo spettacolo’ per facilitare l’organizzazione di eventi in città, fino ai seimila mq degli spazi dell’ex Ansaldo in Via Tortona, destinati alla creatività culturale e imprenditoriale. Il bando, appena aperto, per la concessione di questi spazi prevede che si svolgano spettacoli, concerti, iniziative nel campo delle performing arts, passando dal cinema al design sino alla moda e nel contempo aree dedicate al coworking, all’incubazione di aziende e laboratori del settore creativo: dalla comunicazione alla grafica e ricerca di nuovi linguaggi digitali, da eventi multidisciplinari alla pubblicità e produzioni audio-video.

Non solo: l’Amministrazione ha deciso di valorizzare la Fabbrica del Vapore, anche con i suoi spazi esterni, e ha iniziato a lavorare per una sua trasformazione in nuovo polo per l’aggregazione giovanile, sia dal punto di vista della produzione culturale che da quello del tempo libero. Così come di rilanciare lo spazio ‘Informagiovani’ di Via Dogana, prevedendo aperture serali, notturne e nei weekend, con il coinvolgimento, in forma gratuita, di associazioni e soggetti terzi nella gestione dello spazi. Così anche i 400 mq. in Via Pasubio 14 sono stati assegnati per la realizzazione di un progetto di creative makers dedicati all’innovazione. Lo spazio sarà operativo entro primavera caratterizzandosi per lavorazioni e produzioni legate al design, new media e alla creatività digitale.

Oltre a quelli fisici, l’Amministrazione ha creato anche spazi virtuali dedicati ai giovani, come il nuovo sito MIGeneration, un blog aperto per facilitare lo scambio di informazioni e opinioni che sarà lanciato nei prossimi giorni e l’iniziativa ‘Una poltrona per te, Milano per lo spettacolo’, con 14mila biglietti gratuiti per 58 spettacoli teatrali destinati agli under 35 che ne fanno richiesta all’Informagiovani.

Un pensiero rivolto anche agli studenti, che si devono trasferire in città: per i non residenti l’Amministrazione ha deciso di studiare la creazione di un vero e proprio registro, così da facilitarli nella ricerca di servizi e opportunità a loro dedicati. Poi, sta per essere distribuita la Student Card, per offrire agevolazioni e sconti e usufruire di tanti servizi esistenti o appositamente pensati per chi studia a Milano. Infine, si è appena chiuso il bando per l’ospitalità solidale, progetto che prevede l’affidamento in uso gratuito per dieci anni di 22 alloggi di piccole dimensioni destinati a giovani tra i 18 e i 30 anni con redditi bassi.

Parte “Project Runway Italia”, il talent sulla moda

Project-runway-italiaParte la prima edizione italiana del talent show sulla moda più seguito e famoso del mondo: Project Runway Italia. La prima puntata è prevista per mercoledì 26 febbraio alle 21 su FoxLife, canale 113 di Sky: in giuria, Eva Herzigova, supertop e conduttrice del programma, la stilista Alberta Ferretti e Tomaso Trussardi, amministratore delegato dell’omonima maison. Il fashion editor Ildo Damiano invece avrà il compito di fare da mentore ai 12 aspiranti designer in gara, scelti tra gli oltre tremila che hanno partecipato alle selezioni.

Ogni settimana nelle dieci puntate in programma, i concorrenti dovranno affrontare una sfida che li vedrà impegnati nella realizzazione di un outfit che rispetti un tema assegnato. Il tutto entro un tempo limite e con un budget stabilito. Le creazioni sfileranno in passerella, di fronte alla giuria che ogni settimana sarà arricchita dalla presenza di un diverso giudice ospite: tra i nomi caldi, la modella Elisa Sednaoui, il fotografo Giovanni Gastel, la cantante Malika Ayane, l’imprenditore Renzo Rosso, la direttrice di Marie Claire Antonella Antonelli e Anna Dello Russo.

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Verrà eliminato colui che sarà andato fuori tema, mentre invece la creazione giudicata migliore consentirà al designer di guadagnare l’immunità per la prova successiva. In finale, ne arriveranno soltanto tre, che dovranno creare un’intera collezione.

Il vincitore di Project Runway Italia si aggiudicherà un contratto della durata di un anno nell’ufficio creativo di Trussardi, la pubblicazione dei migliori pezzi della sua collezione sul mensile di moda “Marie Claire Italia” e un viaggio a New York durante la settimana della moda il prossimo settembre messo in palio da Maybelline, con accesso esclusivo al backstage delle più importanti sfilate.

Ecco la mostra ‘La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré’

Gianfranco-Ferre-Mostra-Prato-camicia-806x530Un capo di moda che rappresenta appieno lo stilista: per Chanel potrebbe essere il tailleur in tweed o la mitica 2.55 matelassè, per Gianfranco Ferrè è stata sicuramente la camicia. Un capo passe-partout, anche molto maschile se vogliamo, ma che lui seppe reinterpretare e fare suo, paradigma di una carriera sfolgorante, che lo stilista – architetto definì “segno del mio stile” e “lessico contemporaneo dell’eleganza”. Al suo talento e alla sua poetica sartoriale è stata dedicata la mostra ‘La camicia bianca secondo me. Gianfranco Ferré’, inaugurata quasi un mese fa al Museo del Tessuto di Prato, organizzata dalla Fondazione del museo e dalla Fondazione Gianfranco Ferré e curata da Daniela Degl’Innocenti.

Il cuore dell’evento è ovviamente rappresentato da 27 camicie bianche, presentate in ordine cronologico e con una grande varietà di materiali: in taffetà, crêpe de chine, organza, raso, tulle, stoffe di seta o di cotone, merletti e ricami meccanici, impunture eseguite a mano, a testimonianza della maestria progettuale e della visione creativa del designer. Non solo, a completare la mostra, un sistema di macroproiezioni con un montaggio di sequenze delle sfilate più importanti, dal 1978 al 2007, anno della scomparsa di Ferrè e un libro-catalogo edito da Skira, che reinterpreta le camicie con nuovi scatti fotografici.

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Fino al 15 giugno, l’esposizione sarà accompagnata da un calendario di eventi e attività collaterali, con un’offerta didattica destinata sia all’alta formazione nel settore della moda, sia a scuole, istituti, corsi e accademie del design, dell’architettura e delle arti applicate.

Carnevale… a fin di bene!

COPERTINA-CARNEVALECarnevale è una festa pagana e frivola, ma può essere anche un’occasione per fare del bene. Come con quest’iniziativa dal titolo “Carnevale italiano for OrphanAid Africa”, in cui cinque grandi nomi della moda hanno rivisitato le maschere tradizionali del Belpaese e non solo, rendendole uniche secondo la loro cifra stilistica. Abiti per gioco, presentati durante l’ultimo Pitti Bimbo a Firenze da Luisaviaroma, già in vendita online su eBay con un’asta a partire da un euro.

Ecco i costumi all’incanto: Giorgio Armani per Pierrot, Dolce & Gabbana per Pulcinella, Roberto Cavalli per Stenterello, DSquared2 per Arlecchino, Missoni per Colombina e la rivista di Condè Nast “Vogue Bambini” per Brighella.

Stilisti importanti tornati bambini per aiutare i loro ‘coetanei’ in difficoltà: ogni settimana e fino al 2 marzo, saranno messe all’asta due nuove maschere e il ricavato finale sarà interamente donato a OrphanAid Africa, associazione che lavora per migliorare le condizioni di vita dei bambini più bisognosi in Ghana: gli orfani, i minori abbandonati e quelli a rischio di abbandono.

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Un’occasione da non perdere per dare un senso a un momento di festa all’apparenza privo di sostanza e per accaparrarsi degli abiti, che diventeranno presto – ci scommettiamo – dei pezzi da collezione.

Burberry goes green: sarà toxic free entro il 2020

titlepic_story_fullL’educazione a una coscienza green e al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente passa anche e soprattutto attraverso l’esempio. Per questo, la scelta di Burberry, brand britannico del lusso, di eliminare le sostanze chimiche pericolose dai suoi prodotti è emblematica del percorso intrapreso dall’azienda di moda e del periodo che stiamo vivendo, in cui è importante dare segnali forti ai consumatori e ai propri fan.

Un impegno serio, preso con Greenpeace, ma soprattutto dopo due settimane di pressione sui social media da parte dei consumatori. Ora Burberry si è pubblicamente impegnata ad eliminare tutte le sostanze chimiche pericolose, prima dall’abbigliamento e poi dal resto dei propri prodotti, entro il primo gennaio 2020. Ma già a tra qualche mese l’azienda inizierà a rendere note le informazioni sulle sostanze chimiche contenute negli scarichi in acqua dei suoi fornitori nel mondo ed entro il primo luglio 2016 eliminerà tutti composti perflorurati e polifluorurati dalla sua filiera, sostanze usate per impermeabilizzare i tessuti.

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Una mossa giusta e consapevole, sulla scia dell‘esempio dato da Valentino già un anno fa, che non può fare altro che aumentare la reputazione di questo marchio.

“L’impegno di Burberry dovrebbe dare la sveglia a tutti marchi dell’alta moda – commenta provocatoriamente Chiara Campione, responsabile del progetto “The Fashion Duel” di Greenpeace Italia – Con la Settimana della Moda di Milano ormai alle porte ci chiediamo cosa aspettano marchi come Gucci, Versace e Louis Vuitton a passare dalla parte di coloro che stanno lavorando per garantire a noi e ai nostri figli un futuro libero da sostanze tossiche”.

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