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Miahatami. Ecco chi è la seconda classificata di WION?2016

La dodicesima edizione di Who is On Next, progetto di fashion scouting ideato e realizza da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia, vede come seconda finalista Narguess Hatami, in arte Miahatami, anima del brand. Nata a Teheran, il suo brand nasce nel 2015 e si ispira proprio alla sua terra d’origine per realizzare le sue collezioni .

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“Oggi essere tra i finalisti di Who is On Next? conferma di aver scelto la strada giusta per raggiungere uno dei miei obiettivi. Il concorso rappresenta anche un momento di confronto, reale e forte, con tutti i nuovi talenti ed i nuovi designer che lavorano sodo e come me cercano di creare emozioni attraverso i colori e tessuti giorno dopo giorno”, le parole della stilista.

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Per la collezione presentata al concorso, la SS17, si è ispirata alle fotografie di Firooz Zahedi scattate durante il viaggio di Elizabeth Taylor in Iran nel 1976. “Sono stata colpita dalle immagini della Diva occidentale a fianco ai palazzi reali persiani, alle mura ornate di maioliche fiorite e nel grand bazar di Isfahan.”La stilista è stata premiata insieme agli altri vincitori dalla direttrice di Vogue Franca Sozzani, dopo aver presentato la propria collezione all’ex Dogana di San Lorenzo a Roma.

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Ai vincitori è riconosciuto un premio in denaro per incentivare la propria attività e realizzeranno nuove collezioni da presentare durante la settimana della moda a Roma, Altaroma.Narguess Hatami propone uno stile naturale e rilassato, un’attenzione sartoriale che fa di ogni capo una sorta di progetto.

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Anna Piaggi, irriverente “visionaria nella moda”

anna_piaggi_una_visionaria_della_moda_foto_1Quando la personalità diventa stile, la moda si traduce in un linguaggio universale. Anna Piaggi ne interpretò le parole con la sua visione estetica irriverente.

Storica giornalista e scrittrice di moda, è stata infatti molto più di questo: un punto di riferimento dagli anni Sessanta ai Duemila, per la moda italiana e internazionale, come per l’arte, la cultura e la società.

Un documentario, presentato in anteprima al Biografilm Festival di Bologna e diretto da Alina Marazzi, ne ripercorre la vita e il lavoro. In “Anna Piaggi, una visionaria nella moda”, titolo emblematico del docufilm, la regista di “Un’ora sola ti vorrei” racconta la sua straordinaria creatività, raccogliendo testimonianze e interviste dei grandi del settore come Manolo Blahnik , Rosita Missoni e il caro amico, Karl Lagerfeld, di cui fu musa. Ma anche istantanee di vita, fissate negli scatti inediti di suo marito e compagno di vita, il noto fotografo Alfa Castaldi.

Ne emerge la personalità rivoluzionaria, contraddittoria nella vita come nello stile: uno scontro tra colori sgargianti su chiome punk e capi aristocratici, pizzi e velette. L’unica che “si presentava variopinta tra 300 giornaliste vestite come corvi neri. Un vero e proprio atto di resistenza”, come si dice nel biopic. Mutevole, come gli anni della moda che ha raccontato: dal boom del Made in Italy, al pret-a-porter fino all’avvento delle nuove tecnologie.

La sua carriera iniziò negli anni ‘60 come traduttrice per Mondadori ma, dopo poco, venne scelta dalla stessa casa editrice come fashion editor di un nuovo mensile, Arianna. Dal 1981 contribuì al progetto di Vanity, studiando un nuovo e sofisticato linguaggio, forse ancora prematuro per quegli anni. Ma è dal 1988 che completò il suo percorso di sperimentazione con  “D.P doppie pagine” per Vogue Italia, collage di testi e immagini, ricchi di rimandi e citazioni, che interpretavano le tendenze di quegli anni, sempre estremamente “avant-garde”.

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Trovava spunti nei suoi numerosi viaggi dove scovava abiti antichi, cappelli, oggetti pop che chiamava “trappole estetiche”, collezionandone migliaia e ‘inventando’ il concetto di vintage, quando ancora nessuno pensava che indossare abiti usati potesse essere tendenza.

Lei stessa era arte, quando assemblando non solo abiti ma intuizioni e visioni, è diventata – e lo è ancora oggi – fonte di ispirazione per il lavoro di designer e creativi di tutto il mondo.

 

Crazy Krizia. Addio alla Signora dello stile “pop”

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«Ha sdoganato il vestire borghese, interpretando in anticipo i mutamenti del costume e dando una ventata di libertà alla donna, libertà che sentiva profondamente anche per sé e che l’ha guidata per tutta la vita», con queste parole Beppe Modenese, Presidente onorario della Camera della Moda, uno dei più grandi estimatori di Mariuccia Mandelli, ricorda la stilista appena scomparsa all’età di 90 anni. Coraggiosa, eclettica, avventurosa, anticonformista e profondamente innamorata dell’arte, in una sola parola Krizia. È con questo pseudonimo preso da uno dei Dialoghi di Platone sulla Vanità che è divenuta famosa in tutto il mondo per le sue creazioni impregnate di avanguardia. Nasce a Bergamo Mariuccia Mandelli, nel 1932, esercita per un breve periodo la professione di insegnante ma è subito evidente che non sarà quello il lavoro della sua vita. Insieme alla sua amica Flora Dolci dà vita ad un’azienda di abbigliamento ed inizia così la sua storia nel mondo della moda. Il 1957 è l’anno della presentazione della sua prima collezione ufficiale presso il Samia di Torino, ma il debutto che l’ha consacrata ad astro nascente del fashion system risale al 1964. Nella gremita Sala Bianca di Palazzo Pitti Krizia fa il suo debutto davanti a migliaia di buyers nazionali e d’oltreoceano, apprezzatissime sin da subito le sue creazioni in bianco e nero che in quella stessa occasione le valsero il premio Critica della Moda. Kriziamaglia nasce nel 1967, una linea interamente dedicata alla maglieria che da sempre è considerata il pezzo forte della griffe. Gli anni a venire hanno visto la nascita di numerose linee: Krizia, Krizia Top, Krizia Poi, Kriziamaglia, Poi by Krizia, Per Te by Krizia, Krizia Jeans, Krizia Uomo ecc. realizzate in licenza, ed inoltre in quegli stessi anni la stilista collabora con nomi illustri della moda quali Walter Albini e Karl Lagerfeld.

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Amante dei volumi e delle geometrie strutturate, spesso rende la natura e gli animali protagonisti delle sue creazioni. Tratto distintivo delle sue collezioni che ad ogni stagione portano sulla passerella un nuovo elemento, il 1974 è l’anno del gatto, l’anno successivo della volpe, nel 1976 il serpente e poi ancora scimmie, cammelli ecc. A questo proposito nel 1983, Camilla Cederna scrisse su Vogue Italia «Crazy Krizia la chiama la stampa americana per i suoi modelli spregiudicati e spesso ironicamente provocanti, mentre un altro soprannome è “regina della giungla”, tale è l’amore per gli animali domestici o feroci che s’incontrano dappertutto, nelle collezioni di casa sua e nei suoi morbidissimi golf». Non solo animali ma tanta arte a caratterizzare le sue collezioni, dense di ispirazioni orientali e architettoniche. Architettonico è la parola adatta per definire l’uso che la sapiente Krizia ne faceva del plissé, utilizzato per la prima volta nel 1978 con un impermeabile al quale seguirono tute-bruco, tute-farfalla e chiocciole che tanto rimandavano alla struttura del Guggenheim. Arte e natura, un connubio perfetto che hanno reso le sue collezioni uniche e senza tempo.

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Ogni singola creazione, ogni sfilata hanno raccontato un pezzo di storia di quella donna avventurosa, dalla forte presenza, con il suo caschetto nero e gli enormi gioielli che amava indossare. Un genio il suo che certamente mancherà alle passerelle, che ha fatto la storia e che ha contribuito a dare un’immagine diversa della donna, un’immagine nuova e libera dagli schemi. Ma la storia di Krizia continuerà nel tempo e a portarla avanti è ora Shenzen Marisfrolg Fashion di Zhu Chong Yuo, imprenditrice e stilista cinese che ha acquistato la maison nel 2014, la quale non intende rinunciare al patrimonio artistico che la stilista le ha lasciato in eredità «Ho un archivio immenso da rivisitare» ha commentato e i suoi capi in effetti sembrano davvero riportare sulla scena i segni iconici della maison.

Talents made in Italy. Stelle brillanti nell’universo fashion

Stella Jean, Marco De Vincenzo, Gabriele Colangelo, Christian Pellizzari: sono questi i nuovi talenti italiani della moda.Giovani e ambiziosi, vincitori di prestigiosi concorsi dedicati alle stelle nascenti del fashion e  diplomati nelle più celebri accademie di moda. Con una capacità comune: reinventare un vecchio concetto di moda.

Multiculturalità, dandy metropolitano, eleganza e raffinatezza sono le parole chiave per i giovani designer, già lanciati con successo nell’universo del fashion system.

Colori e tessuti Wax ( tipica texute africana con stampe fantasia) per Stella Jean, la bella designer italo-haitiana nata nella capitale dove vive e lavora.

Seconda classificata, nel luglio 2011, del prestigioso concorso “Who is on Next?”,organizzato da Alta Moda Roma e Vogue Italia, Stella Jean è in grado di creare un mosaico culturale dove fantasie e  accessori eccessivi giocano un ruolo fondamentale.

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La stilista dà vita alle sue collezioni partendo dalla struttura narrativa tipica di un racconto con l’obiettivo di raccontare una storia attraverso le immagini. È lo styling la parte vincente della giovane Stella Jean che rende ogni pezzo della collezione unico e capace di comunicare.

Stampe geometriche e silhouette pulite per il siciliano Marco De Vincenzo.

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Nato a Messina nel 1978, si trasferisce a Roma a soli diciotto anni. Anche lui tra i vincitori del concorso “Who is on Next”, è da undici anni l’assistente di Silvia Venturini Fendi per la linea accessori.Le sue collezioni di prêt-à-porter sono caratterizzate da simmetrie, tessuti accoppiati o tagliati a laser e contrasto di colori.

“L’importante è che io riesca a mantenere i miei codici, la mia firma, anche se ogni sei mesi cerco di raccontare qualcosa di nuovo.” Queste le parole dello stilista siciliano quando gli viene chiesto cosa vuole che emerga dalle sue collezioni.

Mentre il giovane trevigiano Christian Pellizzari (classe 1981) dopo gli studi al Polimoda di Firenze e la collaborazione, di quattro anni, con Tonello, nel 2010 lancia la sua collezione.

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Reinterpreta il classico dandy mettendo al centro delle sue collezioni le giacche da uomo, sia casual che formali, in vari tessuti. Dalla lana al cachemire, passando per la seta e il poliestere. Un mix di forme e tessuti visibile anche nei giubbotti.

La sua moda? Lui la definisce così: “Quello che disegno e produco mi riflette molto, è uno stile contaminato da pezzi di sartoria tradizionale, mixati a pezzi sport wear, tessuti ricercati e sempre una parte riservata alla sera,  ma sempre con uno spirito ironico”.

Dulcis in fundo il milanese Gabriele Colangelo (classe 1975). Inizia la gavetta disegnando la linea Versace Jeans Donna, passando poi a Just Cavalli Donna e approdando al ruolo di direttore creativo del marchio italiano Jenny. La svolta avviene nel 2008 quando debutta con la sua prima collezione.

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Segni distintivi? Pellicceria artigianale e ricamo. Tutto frutto della cultura sartoriale appresa nell’atelier di famiglia. La sua donna è elegante, raffinata e discreta.

Quattro giovani. Quattro ragazzi italiani. Quattro stili diversi. Quattro personalità vincenti.

Ancora una volta il Made in Italy sembra avere una marcia in più nel fashion system e noi ne siamo orgogliosi.

AltaRoma. Ecco i vincitori di Who Is On Next? 2015

Diventato ormai una vetrina internazionale per nuovi talenti della moda, “Who Is On Next?” è arrivato oggi alla sua 11esima edizione. Il celebre concorso di scouting ha lanciato nell’universo fashion numerosi stilisti di successo tra cui Paula Cademartori, Nicholas Kirkwood, Stella Jean. Non da ultimi i vincitori dell’edizione 2014  Daizy Shely e Piccione.Piccione. Anche quest’anno la Capitale ha premiato il talento e le abilità creative di giovani stilisti che con tenacia e determinazione sono arrivati a presentare le loro collezioni durante l’evento WION, realizzato e ideato da AltaRoma insieme a Vogue Italia.

L72 - Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino
L72 – Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino

Due categorie presenti, abbigliamento e accessori, e solo undici finalisti che hanno presentato le loro collezioni sotto gli occhi attenti dei giurati. A fine presentazione è stato Lee Wood per L72 ad aggiudicarsi il premio per l’abbigliamento e un ulteriore premio speciale, il FASHION VALLEY, che permette al fashion designer di poter sviluppare una sua capsule collection con il distretto tessile pratese e poterla infine presentare alla prossima edizione di “Who Is On Next?”, il prossimo gennaio 2016. La maturità con cui lo stilista ha realizzato le proprie creazioni è stata determinante per fargli vincere il premio per la categoria abbigliamento. I suoi giochi di colore molto intensi, in cui si passa da un arancio fluo a una carta da zucchero fino al giallo lime e il blu elettrico, hanno portato allegria e vitalità in passerella mescolandosi alla perfezione con la sua reinterpretazione della silhouette anni Cinquanta in chiave contemporanea. La scelta dei materiali da una parte tecnici e dall’altra ricercati hanno poi fatto il resto.

Luca Sciascia, Blaze' - Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino
Luca Sciascia, Blaze’ – Ph. Raffaele Soccio, Luca Latrofa / Luca Sorrentino

Per la categoria accessori, invece,  due i premi assegnati. Lolita Lorenzo di Carol Oyekunle, vincitrice per le borse, grazie al suo stile innovativo. L’heritage Africano, perfettamente visibile attraverso l’utilizzo di tessuti tradizionali, si mescola alle forme scelte dalla designer squadrate e rigide. Per la categoria shoewear il vincitore è Nicolò Beretta per Giannico che ha conquistato la giuria con il suo entusiasmo e la sua ironia. Divertenti ed esuberanti le sue creazioni, tra pumps e stivaletti, stupiscono per l’uso della palette cromatica dove vengono prediletti colori come il fucsia, il blu cielo e il nude, e le applicazioni scelte tra cui fiocchi dalle stampe animalier e labbra in rilievo. L’appuntamento è ora per Gennaio 2016 e c’è grande attesa la presentazione della nuova collezione di L72.

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Lolita Lorenzo – Ph. Luca Sorrentino / G. Palma
Giannico - Ph. Luca Sorrentino / G. Palma
Giannico – Ph. Luca Sorrentino / G. Palma

DAIZY SHELY. Una favola diventata realtà

Daizy Shely
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Daizy Shely è israeliana, si è trasferita nel 2009 in Italia per studiare Fashion Design presso l’Istituto Marangoni di Milano. Nel 2013 ha aperto il suo primo atelier, nel 2014 ha partecipato al contest “Who is on next?“, il famoso contest di Vogue Italia dove è arrivata in finale, lo scorso gennaio ha fatto sfilare la sua collezione ad AltaRoma. Ha iniziato questa carriera non avendo la benché minima idea di dove sarebbe arrivata. Oggi ha le idee chiare, sa cosa vuole e, soprattutto, come ottenerlo! Dalla chiacchierata è emerso che il segreto del successo è proprio il cuore che Daizy mette tra la seta, le piume e le paillettes. 

 

Cosa volevi fare da piccola?

Fin piccola sono sempre stata una persona creativa, ma non sapevo che cosa avrei fatto con questa mia attitudine (parte di me). Crescendo ho capito che la mia creatività e il mio amore per la moda potevano coniugarsi bene… 6 anni fa ho deciso di spostarmi da Israele, di venire in Italia e di realizzare i miei sogni.

 

 Quanto c’è nelle collezioni del tuo paese di origine?

Molto. Sono cresciuta in Israele e questo aspetto della mia vita ha influenzato molto chi sono oggi come persona e come artista. Nel mio lavoro metto sempre una parte di me, delle esperienze passate e l’ amore per la mia casa. Penso che il posto in cui cresci forma la persona che sei oggi. 

 

 Serve di più il talento, la fortuna o la creatività?

Penso serva una combinazione di tutte e tre.

 

Chi è la donna a cui ti ispiri maggiormente?

Mia nonna.

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 E il designer che ti ha influenzato di più?

Miuccia Prada.

 

Ritieni che ci siano look più adatti per il giorno e altri per la sera, o piume, rouches e paillettes si possono indossare sempre?

Dipende tutto dal modo in cui si indossano, in cui si mixano e abbinano. Se indossi un top di paillettes con un paio di jeans e delle sneakers può essere un look perfetto per il giorno.

 

 Se dovessi scegliere un solo capo “timeless”, quale sarebbe?

La giacca di pelle è un capo a cui non si dovrebbe mai rinunciare!

 

 La collezione che hai nel cuore?

La collezione A/I 14/15 è molto speciale per me, mentre lavoravo alla collezione ho perso una donna importante nella mia vita…e la collezione è tutta per lei.

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A/W 15

 

50th Anniversary of Fashion: Vogue Italia festeggia il suo grande successo

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50 anni fa nasceva lei, la rivista di moda più famosa al mondo, mezzo secolo di storia del costume e dello stile raccontati e firmati da Vogue Italia. Un anniversario questo, che segna un importante punto d’arrivo, ma sopratutto un nuovo inizio.  “Molto del nostro lavoro – afferma Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia dal 1988 – è racchiuso nell’archivio storico di Vogue Italia, che oggi vogliamo aprire facendo partecipare tutti alla costruzione di un nuovo storytelling per i prossimi decenni”.

Per celebrare il grande evento del magazine di moda più illustre e conosciuto al mondo, è stata allestita lo scorso 21 settembre a Palazzo Condé Nast di Piazza Castello 27, luogo natio della rivista, una mostra hi-tech che ne ha messo in luce, riproponendoli al grande pubblico immagini, dettagli, protagonisti, simboli e suggestioni che hanno fatto la storia di Vogue. L’allestimento multimediale “Vogue Archive: Celebrating 50th Anniversary of Fashion”, ha permesso a tutti i suoi visitatori di realizzare un vero è proprio viaggio tra le immagini che hanno fatto la storia del costume e della moda italiana. Alla mostra, inaugurata il 22 settembre, è stato possibile accedervi solo mediante prenotazione online al sito Vogue sino al 5 ottobre.

Un intero piano dell’edificio è stato dedicato ai ritratti delle top model che hanno fatto la storia della moda e dello stile immortalate dai fotografi più celebri del calibro di Mario Testino, Patrick Demarchelier, David LaChapelle e Steven Meisel, che firma tutt’ora ogni mese la copertina di Vogue Italia. E’ lui che da ben vent’anni e più ha messo insieme passato, presente e futuro di questa rivista, rendendosi protagonista assoluto di alcune cover che sono rimaste nella storia.

Anna Wintour con la Direttrice di Vogue Franca Sozzani e Jonathan Newhouse © BLOGOSFERE
Anna Wintour con la Direttrice di Vogue Franca Sozzani e Jonathan Newhouse
© BLOGOSFERE

Più di 200 gigantografie delle immagini più celebri dalle pagine di Vogue. Proiezioni e schermi interattivi suddivisi tra oltre 700 mq di superficie e due piani del palazzo, hanno messo in mostra le storiche copertine e i servizi più iconici, che hanno dettato lo stile in tutti questi anni, includendo anche i ritratti delle top model più in voga come Naomi Campbell, Karen Elson, Eva Herzigova, Linda Evangelista, Carolyn Murphy, Claudia Schiffer, Stella Tennant, Christy Turlington, Amber Valletta, Natalia Vodianova e Raquel Zimmermann. Il percorso espositivo della mostra ha riproposto anche alcune sezioni dell’Archivio Digitale come Designers, Hair&Make up e Models&Photographers, ma anche esposizioni dedicate a temi più specifici come Animalier, Boots, Embroidery, Shining, Tuxedo e Trends.

L’enorme patrimonio di immagini posseduto dalla rivista ha potuto raccontare ai tanti visitatori l’evoluzione del nostro Paese con una continua attenzione all’attualità. Non a caso Vogue Italia è una delle riviste di moda che si è sempre distinta per aver fornito una propria chiave di lettura di tutti gli eventi con un impegno che è sempre andato oltre le immagini estendendosi anche ad iniziative rivolte al supporto e alla formazione dei talenti emergenti, grazie ad attività di scouting sia in Italia che a livello internazionale.

Parte della redazione - @SGP
Parte della redazione – @SGP

Contemporaneamente all’apertura della mostra ha debuttato anche l’archivio digitale Vogue Archive, che racchiude non solo servizi e foto ma anche articoli, campagne pubblicitarie, portfolios e altro. Da novembre la piattaforma digitale sarà ampliata con nuovi tool di ricerca e nuove funzionalità social, le quali punteranno sopratutto sulla condivisione e partecipazione attiva degli utenti per valorizzare l’archivio come strumento di supporto sia per le scuole di moda e design sia per i giovani appassionati di moda e tendenze. Grazie alla piattaforma sarà possibile sfogliare circa 623 numeri in alta definizione, vale a dire più di 200mila pagine, grazie alle quali si potranno effettuare ricerche approfondite.

Redazione storica Vogue Italia -©SGP
Redazione storica Vogue Italia -©SGP

Questo nuovo volto di Vogue avrà modi e accessi di abbonamento differenti a seconda delle esigenze dei suoi fruitori, diventando un vero e proprio strumento di marketing per le aziende. Si va dalla modalità di fruizione gratuita attraverso la registrazione, con una funzione di ricerca limitata, all’abbonamento magazine a 19,90 l’anno, che consente un ampio accesso ai contenuti fino ad arrivare al Full Archive, che permette con 990 l’anno di avere il massimo dall’archivio Vogue, potendo anche stampare le immagini ad alta risoluzione accedendo al database integrale. Solo digitando una parola chiave è possibile ripercorrere i cambiamenti che da sempre hanno caratterizzato il mondo della moda.

Con questo progetto Vogue tiene alto il suo nome portando sempre di più la moda ad alti livelli, offrendo sia per gli addetti al settore che per i fashion addict la possibilità di un viaggio avvincente ed unico nel mondo del fashion system. “L‘archivio di Vogue Italia è unico – dice Franca Sozzani – […] sarà uno strumento per capire lo stile, le idee, i modi in cui abbiamo vissuto, per comprendere meglio i cambiamenti e gli sviluppi della società”.

 

 

Fashion ID #35 | Piccione Piccione

SOUNDTRACK: Marlene Kuntz – Bellezza

Bellezza intesa come pura ricerca di un’estetica naturale per una donna forte e consapevole che ama essere al centro dell’attenzione nella contemporaneità. Salvatore Piccione, designer del brand Piccione Piccione, diplomatosi presso l’Istituto Europeo di Design di Roma nel 2008, muove dalla consapevolezza che l’attenzione per i dettagli, la tradizione del ricamo e la tecnica grafica possono convivere in creazioni in cui le stampe sono le protagoniste indiscusse del gioco stilistico.

Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino

Abiti che evocano suggestioni botticelliane per la palette cromatica scelta, dai colori tenui ma allo stesso tempo romantici. Un ricercato womenswear che vuole rendere riconoscibile e allo stesso tempo raffinata una personalità femminile fiera e protagonista. Gli elementi floreali, l’artigianalità dei ricami fatti rigorosamente a mano come tradizione italiana vuole e disegni decor,che conferiscono tridimensionalità ai capi, diventano come in una somma algebrica il comune denominatore di long dress e mini dress che hanno quasi del fantastico.

Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino

La magia si respira in passerella durante l’ultima edizione di Who is on next?, il concorso di talent scouting promosso da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia, durante il quale il brand Piccione Piccione ha conquistato il podio ricevendo il plauso della giuria per le innovative tecniche di cui il made in Italy ha bisogno. Tra le prestigiose collaborazioni il designer siciliano vanta progetti speciali con Celine, Swarovski, Topshop, Pablo Bronstein e Longshamp.

Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino

Se arte e tecnica si fondono, la moda italiana può essere orgogliosa di premiare nuovi talenti che, con un tocco di eccentricità amano osare, vincendo nuove sfide nell’universo della precarietà e il brand Piccione Piccione dimostra che innovarsi e rinnovarsi, attraverso la sperimentazione, fortunatamente prima o poi premia.

A Roma dieci anni di “Who is on next?” al Museo di Palazzo Braschi

Se la creatività, lo stile, il talento e, soprattutto, le nuove proposte del fashion system italiano e internazionale non vi lasciano risposare serenamente, avete tempo fino al prossimo  11 settembre per andare a visitare la mostra “Who is on next?” 10th Anniversary allestita negli spazi espositivi del Museo di Roma in Palazzo Braschi  e inaugurata lo scorso 15 luglio durante la kermesse capitolina AltaRoma AltaModa. Si celebrano le generazioni emergenti che in dieci anni hanno contribuito al successo del prestigioso premio di talent scouting (Who is on next? per il Financial Times è uno dei dieci premi più importanti e prestigiosi al mondo nella ricerca di nuove promesse della moda) realizzato da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia.

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L’esposizione promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dall’Assessorato Roma Produttiva con i Servizi Museali di Zètema Progetto Cultura premia l’espressività e il duro lavoro del dietro le quinte di professionisti del settore, e non solo, che, attraverso il loro impegno hanno consacrato designer emergenti e nuovi protagonisti della moda.

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Quarantacinque gli stilisti emergenti in mostra, da Angelos Bratis, ad Arnoldo Battois, e poi ancora Arthur Arbesser, Au Jour Le Jour, Benedetta Bruzziches, Bionda Castana, Comeforbreakfast, Esme Vie, Futuro Remoto, Gabriele Colangelo, passando per Giancarlo Petriglia, Greta Boldini, Ilaria Nistri, Jerome C. Rousseau, KA-MO, LedaOtto, Leitmotiv, Marco Bologna, Marco de Vincenzo, MSGM, Paolo Errico, Paul Andrew, Paula Cademartori, Quattromani, San Andrès Milano, Sara Lanzi, Stella Jean, solo per citarne alcuni.

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Tra abiti e accessori la new wave della creatività dà colore all’estate romana, in una mostra che ha l’obiettivo di generare una rinascita nella Città Eterna attraverso la continua ricerca del bello, visionario, non convenzionale, naturalmente senza dimenticare l’auspicabile posizionamento dei brand sui mercati nazionali ed esteri. La promozione e la valorizzazione del made in Italy parte anche e soprattutto dai nuovi talenti che hanno bisogno del giusto supporto per emergere (non solo in Italia).

 

 

Fashion ID #30 | Greta Boldini

SOUND TRACK: Yann Tiersen, Comptine d’un autre été

Nella foto i designer del brand Greta Boldini, Alexander Flagella e Michela Musco. Ph. Allucinazione
Nella foto i designer del brand Greta Boldini, Alexander Flagella e Michela Musco. Ph. Allucinazione

Dal genio creativo di Alexander Flagella, designer di accessori e Michela Musco, stilista del dettaglio, nasce il brand Greta Boldini, già finalista dell’edizione luglio 2013 di Who is on next?, il concorso per talenti emergenti promosso da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia.

Diplomati al Polimoda di Firenze Alexander Fagella e Michela Musco amano il bello e ben fatto italiano e ne sono diventati i portavoce attraverso le loro collezioni. Rigore, austerità e bellezza, il fascino di Charlotte Rampling, ispirano la collezione pret à porter fall winter 2014-15. Atmosfere romantiche e nostalgiche si susseguono come nel film La caduta degli dei di Luchino Visconti. E’ una donna idilliaca quella di Greta Boldini che alterna purezza e severità nei capi che indossa.

Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino

Spacchi vertiginosi si celano dietro chemisier plissettati e abiti dal drappeggio a portafoglio. Lunghezze midi, simbolo distintivo del brand, lasciano spazio a coulotte e body couture accompagnati da capi spalla e pellicce. Tweed di lana rubati al guardaroba maschile, satin, georgette di seta e lane lavorate, velluti sono impreziositi da ricami in cristalli Swarovski e cannette. Gli accessori, immancabili compagni di viaggio per una donna contemporanea vanno dalle pochette all’iconica mini cartella alla innovativa doctor-bag con cinturini. Gli abiti esaltano la silhouette anni Quaranta in un mix ben fatto di eleganza, romanticismo e nostalgia.

Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino
Greta Boldini FW 14-15. Ph. Luca Sorrentino

C’è una sensualità tutta femminile e mai volgare nelle proposte del brand Greta Boldini. Un approccio contemporaneo alla tradizione estetica e culturale italiana che, lungi dall’essere anacronistico, reinventa il nostro passato sartoriale in un’altalena di forme e colori che non cozzano, anzi rafforzano, il sapore tutto italiano di fare moda.

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