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Fashion ID #36 | F2A by Federica Gatti

 

Nella foto la designer Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
Nella foto la designer Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa

Quasi per gioco la passione per l’arte diventa moda. E’ il caso di Federica Gatti, giovane designer romana che dopo aver frequentato la Rome University of Fine Arts, decide di dar vita nel 2012 al brand F2A che ha tutta l’intenzione di lasciare un segno nel mondo della piccola pelletteria. Minimalismo e duttilità per materiali e pellami rigorosamente italiani si fondono nell’eclettismo stilistico di una linea di borse avanguardista e contemporanea che non dimentica l’eccellenza artigianale made in Italy. Segno distintivo del marchio? I manici in ottone inossidabile delle borse, anche nella versione over size, e le cuciture a vista valorizzate da linee pulite, nette, essenziali.

F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa

Per la collezione primavera estate 2015 Federica Gatti si ispira al costruttivismo russo. L’arte è costruzione nello spazio, libera dal mondo reale e in tal senso la creatività si evolve verso una nuova cifra stilistica in cui le linee diventano dinamiche e il design ricercato, ossessiva la cura per il dettaglio e immancabile l’elemento metallico che rende mini e maxi bag adatte sia per occasioni diurne che per sfrenati evening party. La tridimensionalità quasi futurista delle forme in movimento si ritrova anche nella scelta delle tonalità cromatiche dei pellami, dal giallo acceso al rosso, per passare al magenta e all’arancio alternati al bianco ottico.

F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa

Una ricerca estetica rinata e rinnovata nella quale la promettente designer abbandona le cuciture a vista e sperimenta nuovi orizzonti creativi mantenendo la sua originalità. Un futuro di successo per il brand F2A grazie al suo innovativo e mai banale approccio al design delle borse.

Si chiama Alex. E’ l’iconica borsa firmata Federica Berardelli che strizza l’occhio al design contemporaneo

La creatività nel mondo della piccola pelletteria sembra ormai essere demodée. Non lo è però il talento della designer romana Federica Berardelli che per l’autunno inverno 2014/15 propone in cinque varianti cromatiche e in tre dimensioni diverse ( le mini sono realizzate anche in pitone) l’iconica borsa Alex. Un must irrinunciabile per chi ama il comfort, mai banale, di una vecchia compagna di viaggio, la borsa.

Federica Berardelli. Courtesy of StudioDModa Press Office
Federica Berardelli. Courtesy of Studio DModa Press Office
Federica Berardelli. Courtesy of StudioDModa Press Office
Federica Berardelli. Courtesy of Studio DModa Press Office

Grazie alla collaborazione con la jewel designer Flaminia Barosini, la dimensione simbolica e sognatrice di Federica Berardelli è trasferita su materiali pregiati e pellami, attraverso l’occhio gioiello in bronzo che sembra voler sbirciare sul mondo circostante mentre Lei, la borsa, racchiude i segreti nascosti di ogni donna. L’universo onirico per la designer romana è nelle mille anime celate dietro le sue passioni: i viaggi, la Street Art, l’arte giapponese, i tatuaggi, il cinema, la notte. E, naturalmente, non può esserci fonte di ispirazione più grande per una donna di sua figlia. Piace e appassiona l’approccio ludico e giocoso alla pelletteria perché, in fondo, ogni donna che indossa una borsa vuole divertirsi, senza passare inosservata.

Federica Berardelli. Courtesy of StudioDModa Press Office
Federica Berardelli. Courtesy of Studio DModa Press Office
Federica Berardelli. Courtesy of StudioDModa Press Office
Federica Berardelli. Courtesy of Studio DModa Press Office

Poliedrica, raffinata, fuori dagli schemi, Federica Berardelli fa della ricerca l’imprescindibile caratteristica che non può, anzi non deve, mancare nel design contemporaneo. Scrupolosa in ogni dettaglio, la designer segue l’intera fase di realizzazione delle sue creazioni, dal bozzetto al prototipo fino al modello definitivo. Suggestioni geometriche rubate all’architettura rendono originali e riconoscibili le maxi baguette. Colori vivaci sbocciano in inverno sugli occhi gioiello: carminio, giallo limone, verde acido lasciando spazio però a tonalità cromatiche come l’argento o più tenui come il prugna, il rosa, il blu e l’immancabile nero. Una palette variegata per esigenze e gusti diversi che racchiude, fortunatamente, il saper fare (e farlo bene) made in Italy in piccole-grandi opere d’arte di pelletteria.

Roma non è solo teatro e velluto. Presqu*ile docet.

Gli eventi dello store Presqu*ile sembrano il punto di ritrovo per creativi, esteti ed hipster bohemien che sono stati costretti a vivere all’interno di un set fatto di sanpietrini e puzza di passato. L’ultima pazzia è stata quella di proporre al pubblico un’ammucchiata di stilisti, 10 per la precisione, accomunati dallo status di emergenti. Chi sono? Covherlab by Marco Grisolia, Giuliana Mancinelli Bonafaccia, Komlan, Irene Tortora e Masashi Ono, Alberto Annibali, Labor Limae, Bosa, Dubbini e Studio, Filippo Pernisco.
Un racconto collettivo a catena, un testa a testa all’ultima capsule e tanto anticoformismo creativo, queste le regole imposte dal concept store, uno dei pochi posti a Roma in cui trovare il mondo della moda bizzarra, dell’underground artistica e della cultura pop. L’evento è stato organizzato da Studio Dmoda, un nome collettivo utilizzato da un numero imprecisato di performer, artisti, operatori del virtuale e collettivi di squatter.

Ve ne presentiamo alcuni:

ANCHE I NERD POSSO DIVENTARE FASHION – Ognuno di voi ha usato le foto dei libri di biologia per fuggire dalla noia delle lezioni scolastiche. Di quelle immagini assurde Giuliana Mancinelli Bonafaccia ne ha fatto il punto di partenza dei suoi gioielli, della serie impara la scienza e mettila da parte. Oggetti degli attacchi creativi della designer romana gli organismi unicellari di Ernst Haeckel. Dettagli architettonici, antichi testi di biologia marina, elementi materici, scultorei ed anatomici vengono, quindi, ricontestualizzati attraverso l’accostamento dei minerali alle pietre preziose.

FUCK SEASON COLLECTION – Non più usa e getta, ma capi che possono essere indossati in qualsiasi momento dell’anno. La collezione di Alberto Annibali sembra essere uno schiaffo al fast fashion. Alla base c’è una straordinaria conoscenza della storia, dalle lezioni di Gianfranco Ferrè sul concetto di abito come oggetto d’uso alla riposta del genere femminile a momenti di crisi. La sua donna infatti è dinamica e si dà da fare sul lavoro senza perdere però la propria femminilità. L’eleganza e la sofisticatezza vengono date dalla scelta dei tessuti, ARAKNE NON WOVEN® in questo caso un nuovo. Si tratta di un nuovo materiale ideato dall’artista Svetlana Kuliskova, che per la prima volta unisce  il crèpe de chine e lo chiffon.

TUTTA COLPA DEL TANGRAM E DI PICASSOIrene Tortora e Masashi Ono scompongono gli abiti in forme geometriche elementari per poi ricomporle ogni volta in maniera diversa, un po’ come succedeva da piccoli quando si giocava con il Tangram. Chissà se anche Picasso è cresciuto a pane a Tangram?
Gli abiti delle due stilisti appaiono come una fusione di paesi lontani. I tipici abiti dei manga vengono realizzati attraverso la sartorialità europea ed una meticolosa ricerca dei materiali.

FEDERICO TI PRESENTO DOLORES –  Donna attuale capace di adattarsi al tempo e al luogo semplicemente reinventandosi. Lei è Dolores, ed è la protagonista della collezione delle Labor Limae. Il nome del duo creativo la dice lunga sulle loro creazione. Il labor limae è, infatti, il lavoro di “limatura” che ogni artista compie dopo aver abbozzato l’opera. Ora ho le prove che studiare Ovidio è utile!

X+Y=Z La luce scomposta in uno specchio d’acqua attraverso l’opera diafana di Caroline Broadhead e le suggestioni della fotografia di Tomohide Ikeya, concorrono a strutturare l’ispirazione di “Morse Code Signals”, collezione del brandCovherlab by Marco Grisolia. Gli abiti sviluppano una filosofia estetica che mescola leggerezza e architettura, volatilità e tagli netti, dando un senso di liquido dinamismo.

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