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Pelle nera e spacchi, ecco la nuova campagna estiva firmata Versace

«La donna Versace è forte, determinata e sempre al comando. Per la  primavera-estate 2023  la preferisco in nero o in colori audaci, con silhouette potenti. I miei capi essenziali di questa stagione sono il vestito con spacchi nero indossato sotto l’immancabile cappotto in pelle nera», spiega Donatella Versace, alla guida della direzione creativa dell’iconica maison della Medusa.

I look della campagna SS 2023
Blazer monopetto in lana nera indossato su abito in chiffon con stampa Orchid Barocco nella tonalità viola dark orchid, pantaloni cargo a gamba larga in viscosa duchesse, cintura in pelle nera con fibbia Medusa Heritage dorata e borsa Greca Goddess in viola dark orchid.

Blazer monopetto in lana nera indossato su bralette in pelle nera e pantaloni abbinati con dettagli in denim e canna di fucile, décolleté Tempest e borsa Greca Goddess.

Versace SS 2023
Versace SS 2023

I temi della collezione
Tagli: Abiti e top con i caratteristici spacchi Versace
Ribelle: Giacche, pantaloni e gonne in pelle con frange e borchie
Composta e impulsiva: Giacche strutturate indossate su abiti e gonne morbide con finiture in macramé Silhouette slanciata: Abiti stampati sovrapposti a pantaloni cargo e denim con tagli al laser, giacche e gonne con finiture metalliche a motivo zebrato
Dea gotica: Abiti da sera con frange in pelle, motivo zebrato tonale e finiture con borchie.
Abbigliamento da sera alternativo: Abiti da sera e da party con finiture personalizzate e metallizzate.
Borse & Accessori
Repeat: riedizione di una borsa hobo Versace d’archivio, disponibile in tre misure diverse, con rifiniture in borchie, frange in pelle applicate a mano e strass
Greca Goddess: linea di borse e accessori definiti dall’hardware Greca, rifiniti in pelle liscia con catena Greca opzionale e tracolla in pelle, disponibile nella nuova colorazione viola dark orchid.

Versace SS 2023
Versace SS 2023

Scarpe
Tempest: nuova linea di décolleté con plateau e stivali al ginocchio, con punta a punta, plateau a onda e tacco a spillo, rifiniti in pelle trattata, raso e agnello.
Chief Creative Officer: Donatella Versace;

Campaign Creative Directors: Kevin Tekinel, Charles Levai;

Photographers & Directors: Mert Alas & Marcus Piggott;

Starring: Emily Ratajkowski, Faaby Fall, Wang Fei, Mika Santos, Iva Varvarchuk, Lulu Wood;

Casting Director: Piergiorgio Del Moro;

Stylist: Jacob K;

Hair Stylist: Jawara;

Makeup Artist: Isamaya Ffrench;

Set Designer: Andrea Cellerino

Photo credits Courtesy of Press Office

Donatella Versace: in uscita il libro che racconta la storia della Maison

Arriverà in libreria questo Novembre “Versace“, il libro scritto da Donatella Versace insieme a Maria Luisa Frisa, professoressa all’università IUAV di Venezia e nota curatrice di mostre internazionale e Stefano Tonchi, direttore di W Magazine per raccontare la storia di uno dei brand italiani del lusso più famosi al mondo attraverso un percorso per immagini intimo e personale.

Donatella Versace-Official Instagram
Donatella Versace-Official Instagram

Il libro edito da Rizzoli (336 pagine, 250 fotografia a colori e in bianco e nero, 95 euro) illustra il cambiamento di identità e di interpretazione che Donatella Versace ha dato alla maison a seguito della tragica morte del fratello Gianni. E’ il 1997 e il mondo della moda è sconvolto. Divenuta nuovo direttore artistico, Donatella Versace ha catapultato l’azienda nel futuro.

C’erano sempre scontri tra di noi, ma questo era un bene, sono convinta che le cose migliori nascono dai momenti di tensione: la realtà è che eravamo tutti e due proiettati sul futuro, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo e spesso c’erano discussioni su come interpretarlo”.

Il libro fotografa il presente di Versace e il suo archivio storico, dagli scatti nel backstage alle passerelle fino a raccontare i segreti di Atelier Versace. Sono presenti inoltre contributi scritti da alcune delle voci più importanti del fashion system. Il libro raccoglie foto di Richard Avedon, Steven Meisel e Mario Testino e le immagini di supermodelle come Christy Turlington, Naomi Campbell e Linda Evangelista.

Donatella Versace-Official Instagram
Donatella Versace-Official Instagram

Credo di essere stata molto fortunata ad essere sua sorella – ha ripetuto molte volte Donatella parlando del fratello – mi ha lasciato una ricchezza interna insostituibile”.

Il libro intende spiegare la storia dell’evoluzione del brand e di come Donatella Versace sia riuscita a ringiovanire la maison storica con uno stile all’avanguardia.

Parigi Haute Couture. In passerella cenerentole postmoderne

Si conclude così l’Haute Couture di Parigi, dedicata alle collezioni autunno-inverno 2016/2017, con l’immediata riflessione su come ormai non si voglia più dare quella tipica immagine della donna charmante con indosso il suo abito da sera. Non sono mancati di certo i preziosi longdress, dalle linee sinuose e avvolgenti, con applicazioni Swarovski o profili ricamati, ma l’alta moda parigina non è stata solo questo, anzi.

La moderna cenerentola andrà al ballo anche con il tailleur, o ancora, con i cappotti, le sottovesti, la jumpsuit e perché no, anche con le scarpe basse. Non solo, c’è chi ha osato di più e ha inserito degli elementi prettamente maschili come Alexis Mabille e i suoi abiti da gran ballo, con ampie gonna e colori decisi, ma con l’elemento spiazzante della simil giacca annodata in vita. C’è chi, invece, ha rivoluzionato il concetto di colore romantico e da sera per dargli invece una connotazione decisamente più dark, ed è proprio quello che ha fatto Donatella Versace. Le ispirazioni  si fanno, nelle sue creazioni, più cupe e quindi anche i colori come il glicine non sono più eterei ma ispirano alla sensualità del corpo femminile.

Credits Versace Official Instagram
Credits Versace Official Instagram

Chanel, al contrario, decide di optare per il completo in giacca e pantalone a tinta unita. La sua cenerentola è decisamente più pratica, con la sua divisa da giorno con tanto di guanti e stivaletti, gli ampi pantaloni dai ricami in 3D, le giacche rivestite di cristalli e i tailleur dal taglio più classico, con gonne a pieghe o svasate. E dalla praticità si passa all’urban style di Aouadi, che facendo della sua collezione una sintesi tra l’Oriente e l’Occidente, utilizza i paesaggi di Douanier Rouseau e l’effetto dei kaleidoscopi e da vita a degli abiti avvolgenti, che alternano i ricami classici e orientaleggianti ai materiali più moderni. Interessanti le calzature, grazie alla collaborazione con Francesco Russo, che altro non sono che dei sandali bassi da sposa con suola in pelle bianca e applicazioni perlate da indossare con dei gambaletti bianchi.
L’alta moda vede anche una cenerentola in versione military di Alexandre Vauthier. I capi da lui disegnati, dal taglio deciso, presentano dei completi con pantaloni abbinati a camicie abbondanti e legate in vita da lunghe cinture forate, per non parlare delle larghe fasce in tessuto annodate ai minidress in piume e agli abiti da sera da profondi spacchi laterali.

Credits Schiaparelli Official Intsagram
Credits Schiaparelli Official Instagram

Tutti contrasti forti, per una cenerentola moderna, al passo con i tempi e libera di poter osare, non solo nei modelli ma anche nelle fantasie. Ce lo dice Schiaparelli e il suo “Circo di luce”, come lo definisce il direttore creativo della maison, Bertrand Guyon, che propone donne “forti”, dalle spalle decise, gonne a corolla voluminose, e bretelle-gioiello degli abiti a fantasia arlecchinesca, irradiati da cristalli Swarovski.
È questa la donna-cenerentola dell’Haute couture parigina: moderna ma allo stesso tempo tradizionale che può uscire, quando e come vuole, dai soliti schemi.

Moda e social network. I nove personaggi top (più uno) del 2015

Le ragazze più cliccate del web: da sinistra Martha Hunt, Kendall Jenner, Serena Williams, Taylor Swift, Karlie Kloss, Gigi Hadid e Cara Delevingne. (Credits Getty Images)
Le ragazze più cliccate del web: da sinistra Martha Hunt, Kendall Jenner, Serena Williams, Taylor Swift, Karlie Kloss, Gigi Hadid e Cara Delevingne. (Credits Getty Images)

It’s the most wonderful time of the year, cantava Andy Williams. Tempo di luci, regali e liste di buoni propositi. Ma anche tempo di sbirciate allo smartphone durante infiniti pranzi coi parenti, di sospiri di sollievo quando si trova l’argomento di conversazione per intrattenere i colleghi alle feste di auguri e di ricerca convulsa di idee per l’outfit di Capodanno.

Chi ci viene incontro in questi momenti di difficoltà? Ma i web influencer, i personaggi più seguiti della rete, che si contendono “mi piace” a suon di selfie e hashtag.

E se il 2015 ha visto trionfare su Instagram la cantante Taylor Swift e la star dei reality Kim Kardashian, quest’anno anche il mondo della moda ha preso d’assalto i social network.

Ecco i 9 personaggi (e un bonus a sorpresa) che ogni appassionato di stile e nuove tendenze ha seguito negli scorsi dodici mesi.

Anna dello Russo (@anna_dello_russo), Lucky Blue Smith (@luckybsmith) e Gigi Hadid (@gighadid)
Anna dello Russo (@anna_dello_russo), Lucky Blue Smith (@luckybsmith) e Gigi Hadid (@gighadid)

OVER THE TOP: ANNA DELLO RUSSO

Più che una donna, un manifesto di stravaganza all’ultimo grido. Dallo yoga delle 6 di mattina alle roboanti feste in compagnia della sua “crew”, l’editor at large di Vogue Japan condivide ogni scatto con il suo milione di seguaci. Se vi è capitato di seguire una sfilata e pensare “Ma chi si metterebbe mai quelle cose in pubblico?”, la risposta è: Anna dello Russo.

NEW FACE: LUCKY BLUE SMITH

No, quelle foto non sono ritoccate. Ok, magari i capelli biondo platino non sono esattamente di un colore naturale, ma gli occhi di ghiaccio ed il viso sagomato sono proprio i suoi. 17 anni, originario della California, Lucky Blue (questo il nome reale!) è appena arrivato e già sfila per i grandi, da Versace a Philip Plein. Se è stato definito“la versione maschile di Cara Delevigne” un motivo ci sarà.

CHIACCHIERATA: GIGI HADID

Se essere grasse vuol dire essere come Gigi Hadid, allora diteci dove dobbiamo firmare e lo faremo. La modella californiana di origini metà palestinesi metà olandesi è stata quest’anno nell’occhio del ciclone per non avere le forme anoressizzanti che tanto spesso si vedono in passerella. Ma niente paura: non solo Gigi non si è fatta intimidire, ma ha debuttato con il suo fisico sano nello show evento di Victoria Secret dello scorso novembre. Certo che con le coccole di super amiche con Cara, Kendall e Joan Smalls tutto deve sembrare più facile…

Cara Delevingne (@caradelevingne), Kendal Jenner (@kendalljenner), Donatella Versace (@donatella_versace)
Cara Delevingne (@caradelevingne), Kendal Jenner (@kendalljenner), Donatella Versace (@donatella_versace)

INARRESTABILE: CARA DELEVINGNE

L’addio alle passerelle a 23 anni. La collezione per Mango con Kate Moss, con orde di fan milanesi ad aspettarla sotto la pioggia gelida. La storia con la dj St. Vincent e la lotta per i diritti Lgbtq. I selfie con Karl (Lagerferld). I film in arrivo, da Pan a Suicide Squad. Ma soprattutto, le mille facce irriverenti e le statement shirt con frasi provocatorie. Il fenomeno Cara, icona inglese seguita da più di 23 milioni di persone, non sembra intenzionato a fermarsi. Sarà tutto merito delle sopracciglia?

RICHIESTISSIMA: KENDALL JENNER

Viene dalla famiglia col più alto tasso di selfie d’America (per chi non lo sapesse, è una delle sorellastre di Kim Kardashian). Non a caso, sua è la foto con il più alto numero di likes nella storia di Instagram. Nel 2015 la 20enne Kendall ha calcato le passerelle più in vista del mondo, da Chanel a Givenchy. Ma a tenerci incollati allo smartphone sono i suoi scatti dietro le quinte insieme alle colleghe stellari, dove sembrano quasi ragazze acqua e sapone. Quasi.

EVERGREEN: DONATELLA VERSACE

È appena arrivata su Instagram, ma ha già più di 700mila followers. Nonché un cagnolino che fa invidia ai carlini di Valentino. Donatella Versace non si fa problemi a mostrare i dietro le quinte degli shooting di campagna o i suoi momenti di lavoro in volo sul jet privato. Ma noi stiamo ancora aspettando qualche chicca succulenta: a quando un retroscena degli abiti di Lady Gaga?

Alexa Chung (@chungalexa), Naomi Campbell (@iamnaomicampbell), Chiara Ferragni (@chiaraferragni)
Alexa Chung (@chungalexa), Naomi Campbell (@iamnaomicampbell), Chiara Ferragni (@chiaraferragni)

STILOSA: ALEXA CHUNG 

It girl ormai consacrata, la blogger britannica ha da poco creato l’app Villoid, con la quale assemblare outfit direttamente acquistabili nell’e-shop. Ma i veri protagonisti quando si parla di Alexa sono i capelli: corti o lunghi, dal taglio bob o con la frangia, ogni salone da parrucchiere che si rispetti ha appesa al muro un’istantanea della sua ultima acconciatura.

PANTERA: NAOMI CAMPBELL 

45 anni e nessuna intenzione di fermarsi. Una parte nella serie TV americana Empire, una collezione creata da lei stessa per Yamamay, e ora l’ingresso nel mondo di Instagram. Certo, di foto struccata o in pose non studiate manco l’ombra, ma la Venere Nera non è sicuramente famosa per il prendersi poco sul serio.

NOSTRANA: CHIARA FERRAGNI 

Ormai fanno più notizia i suoi cambi di casa in giro per gli States (ora si vocifera di un passaggio da LA a Malibu) dei suoi outfit, ma di sicuro il ciclone The Blond Salad non si è ancora placato. E se oltre 5 milioni di persone in tutto il mondo si fanno ispirare dal suo stile, a divertire quest’anno sono stati i suoi video di Snapchat, al ritmo del tormentone con cui saluta sempre i fan: “Hi guys!!

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I super modelli Derek Zoolander e Hansel prima di calcare la passerella di Valentino.

BONUS: DEREK ZOOLANDER

Quando lo scorso giugno le luci si sono abbassate alla fine della sfilata di Valentino, tutti si aspettavano il solito finale. E invece no. Passo dinoccolato, trench blu e in faccia lei: la Magnum. Derek Zoolander, il modello “bello bello in modo assurdo” interpretato da Ben Stiller nell’omonimo film del 2001, ha annunciato il suo ritorno sul grande schermo con un défilé a sorpresa. Con lui il compagno Hansel (il sempre biondissimo Owen Wilson) e un arsenale di nuove espressioni fashion, dalla già citata Magnum alla leggendaria Blue Steel. Poteva mancargli un profilo Instagram? Assolutamente no, e nel trailer del film diretto dallo stesso Stiller lo vediamo addirittura alle prese con un bastone da selfie. Non ci resta che aspettare febbraio 2016 per scoprire se abbia davvero imparato a girare a sinistra.

[All photos are taken from Instagram.]

https://www.youtube.com/watch?v=iarT6x6dHxk

Palazzo Versace a Dubai. Il trend dei fashion luxury hotel

Photo Courtesy palazzoversace.ae
Photo Courtesy palazzoversace.ae

Aperto lo scorso 9 novembre, quello di Dubai è il secondo Palazzo Versace nel mondo. Il primo è stato aperto nel 2000 in Australia, il prossimo si prevede a Macao. Una residenza di lusso, che comprende 215 tra camere e suite, tutte arredate nel segno della Medusa. È stata l’eclettica Donatella Versace a scegliere spazi e arredi, carte da parati e complementi ispirandosi alla villa di Miami in cui è stato assassinato il fratello Gianni nel 1997. Stucchi e affreschi, cuscini e broccati decorano le meravigliose stanze. La più lussuosa è l’Imperial Suite: 1200 mq di sfarzo con terrazza privata, piscina, vasca idromassaggio e una magnifica vista sulla città. «Fin dall’inizio il mondo Versace ha compreso diverse categorie di prodotto: dagli abiti agli accessori, dai beni preziosi alla collezione per la casa, capaci di trasmettere lo stile esclusivo e iconico proprio del brand – afferma Gian Giacomo Ferraris, Amministratore Delegato di Versace – oggi, con il nuovo Palazzo portiamo il lifestyle Versace a Dubai. Il design ricercato e lussuoso è ritrovabile in ogni dettaglio dell’hotel, e il lusso diventa uno stile di vita».

Photo Courtesy palazzoversace.ae
Photo Courtesy palazzoversace.ae
PalazzoVersace_Dubai
Photo Courtesy palazzoversace.ae

Versace non è l’unica casa di moda a lanciarsi nell’hôtellerie di alta gamma: altri stilisti e maison hanno scelto di creare luoghi in cui si respira e si vive la filosofia del brand a 360 gradi. La prima in Italia è stata Mariuccia Mandelli alias Krizia, che già negli anni ’80 apriva il suo K Club nelle Antille. E da allora i resort progettati dagli stilisti si sono moltiplicati nelle location più esclusive del mondo. C’è chi ha scelto la città dove tutto è cominciato, come la famiglia Fendi. Villa Laetitia a Roma è stata restaurata e arredata con l’impeccabile gusto di Anna Venturini Fendi, e promette un’esperienza unica e un magico silenzio in cui sentirsi a casa propria. Allo stesso modo Giorgio Armani ha scelto l’atmosfera metropolita della sua Milano e di Dubai per i suoi hotel di lusso. Il gusto dello stilista e il minimalismo estetico accolgono i clienti in un’atmosfera raffinata, nelle camere come nei ristoranti e nella spa. Bulgari ha preferito invece Londra come prima location di una serie di hotel di lusso. Eleganza e sobrietà sono le parole chiave di questo gioiello di marmo e argento a pochi passi da Hyde Park. Anche qui camere e suite sono ispirate all’estetica della maison italiana, con dettagli e arredi che ne ripercorrono la storia. Le tende di seta con motivi in argento, per esempio, si ispirano a una spilla creata di Sotirio Bulgari del 1800.

Residenze esclusive quindi, che nel nostro Paese o all’estero testimoniano il gusto italiano per la moda, il design e il lifestyle. Solo per veri fashion addicted!

House of Versace: il film non autorizzato sulla vita di Donatella Versace

House of Versace: the untold story of genius, murder and survival
House of Versace: the untold story of genius, murder and survival

“Un’opera di fiction”. Donatella Versace ha definito così il film dal titolo House of Versace al Women’s Wear Daily. Una storia romanzata, che poco ha a che fare con la realtà è, a detta della stilista, il lungometraggio diretto da Sarah Sugarman che racconta tutti gli avvenimenti, le fatiche e le aspettative di Donatella dopo la morte del fratello Gianni. Furono anni terribili e difficili quelli che seguirono all’assassinio di Gianni Versace avvenuto nel 1997, anni che condussero la sorella e musa dello stilista alla guida della Maison di famiglia. E la Sugarman li riporta sullo schermo senza l’utilizzo di troppi filtri.

Il film, tratto dal libro House of Versace: the untold story of genius, murder and survival della giornalista del Wall Street Journal, Deborah Ball, è andato in onda sul canale americano Lifetime, destando molto scalpore. La designer di origini calabresi, non approvando e anzi denunciandone la non veridicità, non ha fatto altro che attirare l’attenzione sui fatti che il film racconta in maniera piuttosto esplicita.

La Versace è interpretata da Gina Gershon che fino all’ultimo istante ha provato a rifiutare il ruolo di una donna spesso intesa quasi come una “caricatura”, come ha spiegato l’attrice durante un’intervista televisiva con Katie Couric. Ma la sceneggiatura, che guarda agli eventi con gli occhi della protagonista femminile, l’ha convinta a provarci.

Problemi personali si sovrappongono a drammi familiari, divergenze a fragilità umane. Tutto questo è House of Versace, un’opera di fiction, può darsi. O semplicemente la storia di una donna che ha lottato tanto e non senza difficoltà per tenere in piedi ciò che le era rimasto tra le mani.

Courtesy of Lifetime
Courtesy of Lifetime
Courtesy of Lifetime

Christian Wijnants vince l’International Woolmark Prize

fzhfpnxivcypbbws_lÈ arrivato al capolinea l’International Woolmark Prize, il prestigioso concorso di scouting, che si propone di lanciare nuovi stilisti e di valorizzare le proprietà e la qualità di un tessuto naturale come la lana merino. Sessant’anni fa questa competizione diede notorietà a maestri come Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld, talenti di rara grandezza.

Oggi l’ultima edizione se l’è aggiudicata il belga Christian Wijnants, che ha vinto un premio di 100 mila dollari australiani e la visibilità presso le boutique più importanti del mondo. Dopo aver passato la prima fase, quella dei contest regionali, suddivisi nei vari continenti (Cina, Australia, India, Italia, Gran Bretagna, Francia e Usa), Wijnants è entrato a far parte dei sei finalisti, insieme a Ban Xao Xiu dalla Cina, Sophie Theallet dagli Stati Uniti, Dion Lee dall’Australia, Dressedunddressed dal Giappone e Pankaj and Nidhi dall’India. Sei giovani talenti che hanno avuto la possibilità di presentare la loro collezione in una sfilata-evento organizzata per l’occasione durante la Fashion Week londinese davanti ad una giuria d’eccezione: Donatella Versace, Diane von Furstenberg, Franca Sozzani, Tim Blanks (direttore di style.com), Victoria Beckham, Andrew Keith, Carla Sozzani, Linda Fargo, Paula Reed e Stefen Asbrand – questi ultimi direttori delle grandi boutique, partner dell’iniziativa. L’ha spuntata Wijnants con una capsule collection in lana merino 100%, creata da un singolo filato bianco e fatta a mano da un’unica persona.

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Ora la collezione di Christian Wijnants verrà commercializzata nelle boutique più rinomate a livello mondiale: Bergdorf Goodman negli Stati Uniti, Harvey Nichols in Inghilterra, 10 Corso Como in Italia, Joyce in Cina, Eickhoff in Germania e David Jones in Australia.

Una bella iniziativa con l’intento di promuovere l’eccellenza della lana, valorizzata da un design all’avanguardia, affidato all’interpretazione dei talenti emergenti della moda.

Gianni Versace, tributo all’esuberanza della creatività

“A quindici anni dalla sua morte cosa ricordo di Gianni Versace? La sua incredibile esuberanza, un senso di felicità in cui mischiava ogni cosa – idee, tendenze, ricordi, arte – con una sorta di vitalità ma anche nonchalance. Gianni era un grandissimo creatore ed il passare degli anni non fa che sottolineare quello che era il suo talento.”

Le parole del collega e antagonista di sempre Giorgio Armani descrivono con sintetica efficacia l’estrosa personalità di uno degli ultimi geni creativi e provocatori della moda italiana, il cui ricordo è ancora vivo nel cuore di molti: Gianni Versace, assassinato a soli 51 anni nella sua villa di Miami da un tossicodipendente nel lontano luglio 1997.

Ed è proprio Armani che firma la prefazione alla nuova biografia di Versace appena ripubblicata da Lindau Edizioni ed in libreria dal 22 Novembre, scritta dal giovane giornalista pugliese Tony Di Corcia, il cui lavoro originario viene pubblicato per la prima volta nel 2010, mentre l’edizione del 2012 si avvale di una vera e propria chicca, ovvero proprio l’aggiunta della prefazione di Re Giorgio, che negli effervescenti anni 80 diventa l’eterno rivale di Gianni sia sulle passerelle che nei salotti della Milano bene.

Il volume ripercorre con stile veloce ed asciutto – tipico del giornalista di professione qual è Di Corcia – le tappe della vita di un uomo che parte dal difficile e profondo Sud di Reggio Calabria e riesce – complici il suo innato talento creativo e il carattere curioso, caparbio e immancabilmente entusiasta – ad approdare nel dorato mondo del fashion system internazionale fino diventarne una stella di prima grandezza, un autentico e perfetto ambasciatore dello stile Made in Italy nel mondo.

E’ da bambino che Gianni scopre la sua vocazione per la moda, fin da quando gattona nel laboratorio sartoriale di famiglia.

Da qui alla notorietà il passo poi diviene incredibilmente breve, in quanto da Reggio Calabria l’aspirante creativo approda addirittura alle passerelle parigine, passando però prima per Firenze e Milano.

Ingrediente principale di questo viaggio nel mondo dell’uomo e del personaggio Versace sono soprattutto le testimonianze orali – e dunque le voci – di tutti coloro che hanno conosciuto lo stilista, in una sorta di collage intimista fatto di memorie, ricordi e sensazioni ancora vive: dalle imprenditrici Marisa Zanetti e Donatella Girombelli, che per prime credono e puntano sul suo talento alle giornaliste di costume che lo hanno “studiato” da vicino come Natalia Aspesi, Gisella Borioli, Adriana Mulassano e non ultima Giusi Ferrè, che ne prende le parti di fronte alle accuse mosse allo stilista negli anni fulgidi della sua carriera, colpevole di proporre un concetto di moda “rasente al volgare”. E subito la Ferrè interviene obiettando fermamente che “Gianni è uno stilista dal cuore elegante, e l’eleganza in sé non è mai volgare”.

E poi alcune delle artiste che hanno indossato i suoi abiti sulla scena, come l’etoile Luciana Savignano, che è stata la prima ballerina che ha indossato i suoi costumi disegnati per il teatro, fino ad arrivare a personaggi dello spettacolo come Patty Pravo ed Alba Parietti.

A fungere da perfetto contorno le splendide fotografie tratte dall’archivio privato della famiglia Versace, oltre alle illustrazioni di Manuela Brambatti: una serie di bozzetti originali con cui l’artista ha voluto rendere omaggio agli abiti e ai costumi più iconici disegnati da Gianni.

Ma tra le pieghe del suo vissuto, costellato di successi e glamour allo stato puro, escono allo scoperto anche aspetti meno noti e contrasti: la sua passione per la lettura, l’arte e il teatro, per il quale disegnò molti costumi di scena, in particolare per il teatro AllaScala di Milano e per i balletti di Maurice Bejàrt.

E inoltre le invidie ed i piccoli pettegolezzi relativi al designer, quelli di chi in un’epoca in cui iniziava a delinearsi la figura di una donna androgina ed emancipata, vedeva negli abiti iperfemminili griffati Versace un prodotto meno raffinato di quelli del rivale Giorgio Armani, e in lui nient’altro che un ragazzo del Sud arrivista ostinato a far carriera a tutti i costi.

Ma a fare di Versace lo stilista e il personaggio speciale che era, hanno contribuito in misura determinante i suoi affetti più cari, come la madre Franca e la famosa sorella Donatella, da sempre vera e propria musa ispiratrice e ideale prosecutrice dello stile dell’Impero della medusa.

H&M in love with Versace

Tubino di pelle nero, geometrismi di borchie dorate, glamour e rock ‘n’ roll. Donatella Versace chiude la propria sfilata a Milano Moda Uomo indossando un abito della nuova capsule collection “Versace per H&M”

Dopo Karl Lagerfeld, Roberto Cavalli, Stella McCartney, Jimmy Choo e Lanvin, anche la designer italiana cede alle tentazioni del fast fashion.
Disponibile in 300 negozi a partire dal 17 novembre, la collezione sarà composta da 20 vestiti uomo e 40 donna, accessori ed arredamento che ripercorreranno la storia artistica della maison, dando molto spazio alle creazioni di Gianni Versace.
A differenza dei predecessori, Donatella Versace creerà per la prima volta una pre-collezione primaverile disponibile online dal 19 gennaio 2012

“Versace è uno dei marchi più importanti degli ultimi tempi – ha affermato Margareta Van den Bosch, Creative Advisor di H&M- “ La collezione per H&M sarà glamour e teatrale e rispecchierà perfettamente il brand. Donatella Versace condividerà con H&M una serie di creazioni uniche, tratte dagli archivi della maison. Si tratta di una collezione celebrativa, perfetta per i party”.

Passato e futuro. Questo sembra essere il nuovo concept della maison italiana. Nuovo pubblico, nuove strategie di marketing, ma una linea creativa sempre più vicina alle origini e alla tradizione.
Lady Gaga, H&M…chi sarà il prossimo?



Versace: Italian Gay Dream of Lady Gaga

Abito monospalla, jersey nero, gonna-mantello ottocentesca con pannelli stampati in bianco e nero. Lady Gaga realizza all’Europride di Roma il desiderio di vestire Gianni Versace. Da Lady Diana ad Elton John, da Madonna a George Michael, il sogno americano degli anni ’90 ha vestito tutte le grandi stelle diventando un’icona tra gli stilisti.
Attraverso le doppie spalline a vista ornate di Swarovski ed i giochi di volume, Lady Gaga e Donatella Versace hanno affiancato la lotta del popolo LGBT a quella di Gianni Versace, sempre in prima linea per difendere la propria sessualità e quella degli altri.
La scelta stilistica sembra dare un valore aggiunto alle parole pronunciate dalla cantante: Versace è lo stilista del tutto è possibile, delle lotte al perbenismo, della rivoluzione basata sull’amore, la stessa invocata da Miss Germanotta.

Aromatica Madeleine Gaga, capace di trasportare il milione di presenti al Circo Massimo nel 1997, hanno dell’ultima collezione dello stilista.
L’abito scelto dalla popstar appartiene, infatti, alla collezione AI 97-98 di Versace Atelier, collezione barocca e sensuale caratterizzata da scollature imbottite, spalline a vista e contrasti cromatici.

Nessuna polemica, nessun eccesso, Lady Gaga rende memorabile la propria perfomance scegliendo una linea acustica, piano e voce, quasi a voler ricordare che il pride non è soltanto divertimento.

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