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“Dreaming Alcestis”, l’installazione dell’artista Beatrice Gibson approda al Macro di Roma

Dopo l’anteprima al British Art Show 9 di Plymouth, e la mostra allo spazio Ordet di Milano, “Dreaming Alcestis”, ultima opera della pluripremiata artista e regista franco-inglese Beatrice Gibson, approda finalmente a Roma.

Dreaming Alcestis, sarà presentata il 9 febbraio nell’Auditorium del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, in un’installazione site-specific visibile al pubblico dalle 12 alle 18, per la durata di un singolo ciclo di sonno. A seguire, alle 18.30, Beatrice Gibson dialogherà con il duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi.

Promosso dal Museo Civico di Castelbuono, e realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito dell’Italian Council (2021), il lavoro di Beatrice Gibson è pensato come riflessione poetica sulla vita e sulla morte in un’epoca segnata da scarsa empatia, solitudine e un progressivo impoverimento materiale ed emotivo.

Rievocando la protagonista dell’antico mito di Euripide come guida ancestrale, Dreaming Alcestis, documenta in chiave onirica il trasferimento di Gibson e Gordon dalla Gran Bretagna post-Brexit al cuore del Mediterraneo. Due personaggi, che sognano collettivamente una regina morta da tempo (o forse vengono sognati da lei), sono ripresi in lunghe sequenze, come in tempo reale, rifratte olograficamente, infuse e interrotte dai suoni della città e del mare.

Nelle parole di Beatrice Gibson, 2.500 anni dopo la sua nascita, Alcesti – nel film, una figura misteriosa e lynchiana – ritorna dagli inferi, sognando, e sognata lei stessa da un uomo e una donna che hanno attraversato l’Europa alla sua ricerca, da Nord a Sud, con la famiglia al seguito. Nel frattempo, le calotte glaciali si sciolgono, 43 guerre infuriano in tutto il mondo e un’altra città brucia in TV.

I film di Beatrice Gibson sono noti per la loro natura sperimentale e fortemente emotiva. Esplorando tra il vissuto personale e i temi politici, e attingendo a figure di culto della letteratura e della poesia sperimentale – da Kathy Acker a Gertrude Stein- sono spesso abitati da figure amicali e riferimenti personali, incorporando idee e processi co-creativi e collaborativi. Lo stesso è accaduto nella lavorazione di Dreaming Alcestis: la scrittura del film è stata realizzata con il regista Nick Gordon, e con la saggista e teorica culturale Maria Nadotti.

L’evento al MACRO è parte del progetto Alkestis, promosso dal Museo Civico di Castelbuono, vincitore della X edizione dell’Italian Council 2021.

Installation view di Dreaming Alcestis al British Art Show 9. Foto Dom Moore
Installation view di Dreaming Alcestis al British Art Show 9. Foto Dom Moore

Dreaming Alcestis è commissionato dal Museo Civico di Castelbuono (Palermo) e l’Hayward Gallery Touring del Southbank Centre (Londra) per il British Art Show 9 ed è realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (X Edizione 2021), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il film è prodotto da Okta Film, con il supporto di ICONOCLAST e Somesuch. Dopo l’anteprima al British Art Show 9 di Plymouth, Dreaming Alcestis è stato presentato per la prima volta in Italia allo spazio Ordet di Milano, nell’ambito della mostra personale dedicata a Beatrice Gibson dal titolo Dream Gossip, in programma fino al 15 febbraio 2023.

Ad aprile 2023 il film sarà presentato inoltre in una mostra al Museo Civico di Castelbuono, entrando nella sua collezione permanente, e sarà accompagnato da un programma pubblico, curato da Maria Rosa Sossai e Beatrice Gibson, promosso dal Museo con la partecipazione del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione e del Centro Servizi Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Palermo, del Centro Polis di Castelbuono e Nuova Orfeo. Nel 2023 sarà pubblicato un libro dedicato al progetto, edito da Lenz Press.

Beatrice Gibson (nata nel 1978) è un’artista e regista franco-britannica, residente a Palermo. Ha vinto due volte il Tiger Award per i cortometraggi al Rotterdam International Film Festival (2009 e 2013) ed è stata vincitrice nel 2015 del Baloise Art Prize, Art Basel. Nel 2013 è stata nominata per il Max Mara Prize for Women artist (2013) ed è stata nominata due volte per il Jarman Award for Artist’s film (2013 e 2019). Le sue mostre personali più recenti includono:

Crone Music, Camden Arts Centre, Londra; I Couldn’t Sleep in My Dream, Kunsthall di Bergen, Bergen; Plural Dreams of Social Life, Mercer Union, Toronto; KW Institute for Contemporary Art, Berlino. Il suo ultimo film, Two Sisters Who Are Not Sisters, è stato selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes (2019). I suoi film sono stati presentati in musei e istituzioni in Europa e Nord America, tra cui: Centre Pompidou, Tate Modern, Tate Britain, Serpentine Gallery, The ICA e The Art Institute of Chicago. Gibson è membro del collettivo The Machine that Kills Bad People con Maria Palacios Cruz, Ben Rivers ed Erika Balsom. Nel 2021 a Palermo ha co-fondato Nuova Orfeo, un’iniziativa no-profit di cinema, performance e musica sperimentale. www.beatricegibson.com

FRANCESCO URBANO RAGAZZI è un duo curatoriale fondato a Parigi nel 2008. Hanno sviluppato una vasta gamma di strategie produttive e inventato formati espositivi lavorando a stretto contatto con pionieri come Jonas Mekas, Kenneth Goldsmith, Jennifer West, Miltos Manetas, Cheryl Donegan, Haroon Mirza, Pauline Curnier Jardin e altri. Stabilendo nuove alleanze tra arte e realtà, il team ha operato non solo in musei e contesti accademici, ma anche in un’ampia varietà di spazi fisici e mediatici. Nel 2012 hanno curato Io Tu Lui Lei, la prima mostra istituzionale sull’eredità culturale dei movimenti LGBTQ+ in Italia, con il sostegno del Ministero Nazionale delle Pari Opportunità. Dal 2017 il team ha diretto l’archivio dell’artista femminista Chiara Fumai, organizzando anche la principale mostra retrospettiva del suo lavoro e una pubblicazione completa. Nel 2021, il duo ha coeditato FUORI!!! 1971-1974 (Nero Editions), una premiata antologia dedicata alla prima rivista LGBTQ+ della storia italiana. Nello stesso anno Francesco Urbano Ragazzi è stato nominato direttore artistico di LIAF, la più longeva biennale d’arte contemporanea della Scandinavia, la cui diciassettesima edizione si è svolta tra Venezia, Oslo e le Isole Lofoten nel 2022.

BeatriceGibson, DreamingAlcestis,2022. DreamGossip,2023,installationview. Project supported by the Italian Council(2021). Courtesy the artist and Ordet, Milan. Photo Nicola Gnesi
BeatriceGibson, DreamingAlcestis,2022. DreamGossip,2023,installationview. Project supported by the Italian Council(2021). Courtesy the artist and Ordet, Milan. Photo Nicola Gnesi

L’Italian Council è un progetto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nato nel 2017 con il preciso compito di promuovere la produzione, la conoscenza e la diffusione della creazione contemporanea italiana nel campo delle arti visive. Il Museo Civico di Castelbuono ha vinto la X edizione dell’Italian Council 2021 con il progetto Alkestis. www.aap.beniculturali.it

Il Museo Civico di Castelbuono è un’istituzione pubblica ospitata nel trecentesco Castello dei Ventimiglia, a cui sono affidate la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio. Il Museo ospita una collezione permanente di archeologia, arte sacra, arte moderna e contemporanea, spazi per mostre temporanee e un orto pubblico gestito da un’associazione civica e la Cooperativa “I Fauni”. All’interno del Castello si trova inoltre la Cappella di Sant’Anna (1684) con uno straordinario impianto decorativo barocco con stucchi su fondo oro zecchino, opera di Giacomo e Giuseppe Serpotta. Oggi il Museo è un centro di sperimentazione per l’arte e la cultura del Mediterraneo, con un programma culturale di mostre, conferenze, residenze d’artista, collaborazioni con partner nazionali e internazionali, progetti partecipativi e laboratori educativi con la comunità.

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“Physis and rendering”, NFT olografici e foto digitali nella personale di Vincenzo Marsiglia al Visionarea Art Space di Roma

Avamposto dell’arte contemporanea nel cuore di Roma, a pochi metri dalla Basilica di San Pietro, Visionarea ArtSpace inaugura il 2023 con Physis and rendering, personale di Vincenzo Marsiglia, a cura di Davide Silvioli con la collaborazione di Davide Sarchioni, in mostra da oggi 1 febbraio sino al 25 marzo 2023.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Artista dalla profonda attitudine interdisciplinare – con presenze alla Biennale d’Architettura di Venezia, alla Fondazione Dino Zoli di Forlì, alla Casa del Mantegna di Mantova, al Museo di Palazzo Collicola di Spoleto, al Museo del Presente di Rende – per l’occasione Vincenzo Marsiglia propone un percorso tra NFT olografici e fotografie digitali, realtà aumentata e occhiali hololensper un incontro ravvicinato con le nuove frontiere dell’arte contemporanea, tra digitale e reale.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

I lavori in esposizione vanno, infatti, da esiti rispettivi delle serie “Fold”, “Modus”, “Star stone”, “Prospect”, fino a NFT olografici e fotografie digitali eseguite con il dispositivo Hololens 2: visore di ultima generazione a realtà mista e aumentata, applicato per la prima volta nel campo di ricerca delle arti visive dallo stesso Marsiglia.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Physis and rendering – mostra organizzata con il supporto della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanueleraccorda quindi una cerchia di opere distintive degli indirizzi di ricerca intrapresi dall’artista durante il suo percorso pluriennale, al punto da restituirne una versione sintetica e paradigmatica.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

«La mostra – scrive il curatore Davide Silvioli – approfondisce la complessità dell’operato dell’artista attraverso una chiave di lettura critica mirata a stabilire continuità tra risultati dovuti a processi differenti. Dalla realtà tangibile della physis alla realtà virtuale del rendering, l’identità del progetto replica la facoltà della ricerca di Marsiglia di saper abitare entrambi questi emisferi del reale, rilevandone punti di contatto. Termine costante di un lessico evidentemente declinato al plurale è la nota Unità Marsiglia (UM): un modulo grafico dalla forma di stella a quattro punte. Quest’ultima corrisponde all’ente fondamentale del suo universo estetico, unità indivisibile di tutto l’esperibile artistico. Quale generatore e narratore di contesti alternativi e complementari, il logo UM, circa gli ultimi sviluppi dell’attività di Marsiglia, in cui vi è un ricorso alla tecnologia sempre più significativo, transita dalle proprietà della materia fisica alle funzioni di media digitali come monitor lcd, ledwall, visori».

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”
“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

«La peculiarità di Vincenzo Marsiglia risiede nell’individuare sempre nuove soluzioni per lavorare sulla realtà aumentata e sviluppare in modi innovativi la possibilità di interagire con lo spazio reale attraverso la tecnologia. – commenta il Prof. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – L’interesse dell’artista si focalizza in particolare sul dialogo fisico/digitale, che è il mezzo per mettere in relazione la dimensione visionaria di chi fa arte con il mondo concreto e tangibile che ci circonda. Grazie alla Fondazione che mi onoro di presiedere, ho già dato spazio nel 2021, a Palazzo Cipolla, a questa nuova frontiera del linguaggio artistico, ospitando la grande mostra antologica di Quayola, uno dei maggiori esponenti della media-art a livello internazionale: come Quayola, anche Marsiglia ci aiuta a pensare e comprendere il tempo in cui viviamo, utilizzando il giusto linguaggio per esprimere una visione del mondo del XXI secolo. La mostra Physis and rendering si qualifica dunque come un vero e proprio viaggio esperienziale, laddove il potere delle tecnologie è anche questo: far vivere esperienze nuove e creare inedite visioni».

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Vincenzo Marsiglia è nato a Belvedere Marittimo (CS), nel 1972. Ha studiato all’Istituto d’Arte di Imperia e all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, diplomandosi in pittura. Inizia l’attività espositiva negli anni Novanta, con mostre personali e collettive in gallerie, musei e spazi pubblici, in Italia e all’estero. È docente presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED di Como e l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. La sua ricerca ha origine da un elemento visivo corrispondente a una stella a quattro punte, che è divenuta, nel tempo, una componente distintiva del suo lavoro; autentico “logo” dell’artista. L’aspetto compositivo delle sue opere sembra rispecchiare una pratica ossessiva, generando esiti sempre nuovi in cui questo simbolo si permea con stoffe, ceramica, pietra, vetro, carta, articolandosi secondo variazioni continue di ritmo e di forma. La sua estetica, per rigore ed equilibrio, è riconducibile alla tradizione dell’Astrazione geometrica, del Minimalismo, dell’arte Optical. Negli ultimi cicli di lavori, l’artista sperimenta l’uso di tecnologie per testare le proprietà del suo linguaggio in funzione di nuove soluzioni espressive. Lavori di questa tipologia manifestano una nuova considerazione della contemporaneità, legata agli strumenti di comunicazione che la caratterizzano. Il proposito è quello di conseguire una categoria di opera d’arte mutevole, in potere di completarsi con l’interazione con lo spettatore.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”
“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Artista: Vincenzo Marsiglia
Titolo: Physis and rendering
Curatore: Davide Silvioli con la collaborazione di Davide Sarchioni
Testi in catalogo: Davide Silvioli e Davide Sarchioni
Durata: Dal 1 febbraio al 25 marzo
Inaugurazione: martedì 31 gennaio dalle 18:00 alle 21:00
Luogo: VISIONAREA Art Space – Auditorium della Conciliazione Indirizzo: Piazza Pia 1, Roma
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Mail: info@visionarea.org
Web: www.visionarea.org

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Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati” d’arte in mostra alla 21Gallery di Treviso

Da mercoledì 1 febbraio la 21Gallery presenta a Villorba di Treviso il lavoro di Cristiano Pintaldi, uno dei più interessanti ed affermati pittori italiani della generazione emersa negli anni ’90, nella mostra “Incontri ravvicinati” a cura dello storico dell’arte Costantino D’Orazio.

Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”
Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”

Fin dai suoi esordi, l’artista affascina il pubblico per la sua straordinaria tecnica, grazie alla quale riesce a riprodurre qualsiasi immagine e colore, utilizzando soltanto tinte di rosso, verde e blu, disposte in milioni di pixel sulla tela. Riproducendo a mano la tecnologia che permette alle immagini di comparire su uno schermo televisivo, Pintaldi realizza dipinti unici ed inimitabili che hanno fatto il giro del mondo e sono stati esposti in musei come il MAXXI – che possiede una sua opera nella collezione permanente – il MACRO o la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Le sue opere sono state acquisite nelle collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Rivoli (Torino), del MART, nella collezione VAF – Stiftung (Trento), del CAMeC Centro d’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia e sono state esposte su palcoscenici internazionali da Singapore a Londra, fino ad uno degli eventi collaterali della Biennale di Venezia.

Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”
Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”

Il mondo di Pintaldi nasce e si muove intorno alla televisione e alle immagini che film, serie o notiziari internazionali hanno trasformato in icone. Molto prima dell’esplosione dei social network e del fenomeno delle fake news, l’artista ha iniziato ad esplorare il processo che fa di una notizia o di una storia un pezzo di memoria collettiva, anche se in pochissimi hanno potuto osservarla dal vero. In particolare, il fenomeno degli avvistamenti di UFO affascina da sempre l’artista, fino a diventare un motivo ricorrente nel suo lavoro. Nei suoi quadri compaiono volti noti dei film del passato, ma anche frame tratti dalle serie globali come La Casa di Carta o Squid Game, dove ogni volta lo spettatore si ritrova in dialogo diretto, coinvolto nella scena, che compare soltanto se osserva il dipinto ad una certa distanza. Sorprendente è l’esperienza nella quale la combinazione di pixel rossi, verdi e blu produce un’immagine in bianco e nero.

Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”
Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”

Quello che differenzia il mio lavoro da quello di altri artisti – afferma Pintaldi – è il modus operandi: il colore scelto, il colore finale che percepisce l’osservatore nel dipinto è invisibile a me durante il processo. È il risultato di una combinazione di tre colori stesi sulla tela in momenti diversi, sistemati uno vicino all’altro e mai mescolati; il “pennello” è guidato solo dal mio istinto.

La natura delle nostre percezioni, il sottile, ineffabile, confine tra realtà e sogno, il rapporto tra anima e natura, verità e illusione, intuizione e progetto: sono temi che già interrogavano i filosofi greci e hanno acceso dibattiti per millenni. Per questo, possiamo dire che il lavoro di Pintaldi costituisce una tappa all’interno del percorso filosofico universale, un punto di vista che non teme di prendere posizione nella secolare investigazione che cerca di assegnare all’essere umano un posto nel mondo. (Costantino D’Orazio, dal testo in catalogo).

Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”
Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”

Il fulmine che ha colpito il crocifisso sulla cupola di San Pietro durante un temporale alle 17.56 dell’11 febbraio 2013, il giorno in cui Benedetto XVI annunciò le proprie dimissioni; l’attimo in cui un UFO compare accanto al vulcano Sakurajima, in Costa Rica, mentre erutta; ma anche il momento dell’impatto tra il Boeing 737 della United Airlines e una delle Twin Towers: sono istanti radicati nella nostra anima, che Pintaldi estrae per costringerci a non nasconderli nel cantone più recondito della nostra coscienza, dove non possono fare male a nessuno. Sono quadri che scavano nella storia e non temono di mostrare quelle paure che da molti anni il mondo cerca di rimuovere o minimizzare.

Sono scene che la maggior parte di noi, ma soprattutto l’artista, ha visto soltanto attraverso lo schermo o una proiezione; eppure le avvertiamo concrete e reali, perché a loro sono legate emozioni forti e reazioni individuali, proprio come se le avessimo vissute dal vero. « I miei lavori rappresentano momenti sospesi, fermi nel tempo.», spiega Pintaldi.

Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”
Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”

About 21GALLERY 

21Gallery si trova nel cuore del TAD (Treviso Arts District) a Villorba (TV): è una galleria dedicata all’arte contemporanea con il suo focus nei confronti di artisti emergenti. Si forma dall’incontro di idee di tre grandi imprenditori impegnati in settori diversi, Alessandro Benetton, Massimiliano Mucciaccia e Davide Vanin, ed è parte della struttura di 1.500 mq che coinvolge professionisti selezionati e aziende di eccellenza nei settori delle arti visive, del food & beverage e del design. A consolidare e massimizzare questa qualitá è stato scelto un autorevole board scientifico, composto da Cesare Biasini Selvaggi, curatore e manager culturale; Luca Boriello, direttore ricerca INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana e coordinatore scientifico di Inopinatum Centro Studi sulla Creatività Urbana-Università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Alberto Castelvecchi, già fondatore dell’omonima casa editrice specializzata in nuove tendenze, culture giovanili e fenomeni emergenti, oggi docente di public speaking presso l’università Luiss Guido Carli; David Alan Chipperfield, fondatore di Davide Chipperfield Architects di Londra; Ernesto Fürstenberg Fassio, manager, amministratore delegato de La Scogliera S.p.a. e Presidente di Banca IFIS. 21Gallery, valorizzando i più giovani talenti nel campo delle arti visive, punta a sostenere cause benefiche e a creare un impatto positivo sul territorio.

Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”
Cristiano Pintaldi, “Incontri ravvicinati”

About CRISTIANO PINTALDI

Nasce nel 1970 a Roma. Vive e lavora a Roma. Cresciuto in una famiglia di pubblicitari appassionati d’arte, dal 1991 ha cominciato a usare solo i tre colori primari, rosso, verde e blu, su uno sfondo nero, accostandoli nello stesso modo in cui i pixel si dispongono per dare vita all’immagine sullo schermo televisivo. I soggetti scelti – che sono tratti dalla cultura popolare, dai programmi televisivi, dai cartoni animati, dai film cult di fantascienza e dai film di Kubrick – sono così scomposti in pixel, che però sono, di fatto, creati dall’artista con una mascherina di un centimetro quadrato che comprende al suo interno tre segni paralleli verticali dei tre colori. Pintaldi applica numerosi strati di pittura con l’aerografo, lavorando su tre livelli, uno per volta, e scoprendo l’effetto solamente a fine lavoro. Tra le immagini simbolo ci sono: l’alieno, l’UFO, il fulmine, il Papa, la maschera, che, con altre, sono per l’artista in qualche modo delle chiavi d’interpretazione della realtà in cui viviamo. L’abile riduzione dello spettro dei colori operata da Pintaldi instaura un dialogo tra colori e forme, forzandoci a investigare sia i limiti, sia la sintesi, tra realtà e finzione.

Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche a Roma nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna, nel MAXXI Museo d’Arte Contemporanea del XXI secolo, nel MACRO Museo d’Arte Contemporanea e nel Museo d’Arte Moderna di La Spezia.

Pintaldi ha preso parte a numerose mostre collettive e personali. Tra le ultime monografiche si ricordano “Lucid dreams” (2011), curata da Achille Bonito Oliva nell’Ex Cantiere Navale di Venezia, come evento collaterale della LIV Esposizione Internazionale d’Arte  Biennale, “Suspended Animation”, curata da Gianluca Marziani presso il Museo Scientifico e di Ricerca dell’Accademia Russa di Belle Arti di San Pietroburgo e presso la Galleria Partner&Mucciaccia di Singapore (2014), “Dalla materia alla luce”,  a cura di stella Santacatterina presso il MACRO Museo d’Arte Contemporanea di Roma (2015).

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“Arte Liberata”, alle Scuderie del Quirinale in mostra i capolavori salvati dalla guerra

Le Scuderie del Quirinale presentano Arte Liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, una nuova grande esposizione, dal 16 dicembre 2022 al 10 aprile 2023, a Roma, curata da Luigi Gallo e Raffaella Morselli ed organizzata dalle stesse Scuderie in collaborazione con la Galleria Nazionale delle Marche, l’ICCD – Istituto Centrale per il catalogo e la Documentazione e l’Archivio Luce – Cinecittà.

La mostra offre una selezione di oltre cento capolavori salvati durante la Seconda Guerra Mondiale, oltre che un ampio panorama documentario, fotografico e sonoro – riuniti grazie alla collaborazione di ben quaranta Musei ed Istituti – per un racconto avvincente ed emozionante di un momento drammatico per il nostro Paese ma altrettanto lungimirante e fondativo per una nuova coscienza civica. Un omaggio doveroso alle donne e agli uomini che, nella drammatica contingenza bellica, hanno interpretato la propria professione all’insegna di un interesse comune, coscienti dell’universalità del patrimonio da salvare.

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Al centro del progetto espositivo l’azione lungimirante di tanti Soprintendenti e funzionari dell’Amministrazione delle Belle Arti – spesso messi forzatamente a riposo dopo aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò – che, coadiuvati da storici dell’arte e rappresentanti delle gerarchie vaticane, si resero interpreti di una grande impresa di salvaguardia del patrimonio artistico-culturale.

Fra questi si annoverano Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Emilio Lavagnino, Vincenzo Moschini, Pasquale Rotondi, Fernanda Wittgens, Noemi Gabrielli, Aldo de Rinaldis, Bruno Molajoli, Francesco Arcangeli, Jole Bovio e Rodolfo Siviero, agente segreto e futuro ministro plenipotenziario incaricato delle restituzioni: persone che, senza armi e con mezzi limitati, presero coscienza della minaccia che incombeva sulle opere d’arte, schierandosi in prima linea per evitarla, consapevoli del valore educativo, identitario e comunitario dell’arte.

Storie avvincenti, dunque, dall’alto valore civile, che si dipanano in mostra attraverso tre principali filoni narrativi.

Il primo – Le esportazioni forzate e il mercato dell’arte – si riferisce all’alterazione subita dal mercato dell’arte all’indomani della stipulazione dell’asse Roma-Berlino (1936); per assecondare le brame collezionistiche di Adolf Hitler ed Hermann Göring, i gerarchi fascisti favorirono il permesso di cessione di importanti opere d’arte, anche sotto vincolo, come il Discobolo Lancellotti(vincolato dal 1909), copia romana del celebre bronzo di Mirone – fra le opere di spicco della rassegna – o i capolavori della collezione Contini Bonacossi di Firenze.

Il racconto afferente al secondo nucleo – Spostamenti e ricoveri – trova principio nel 1939, quando, con l’invasione della Polonia da parte di Hitler, il ministro dell’educazione Giuseppe Bottai mise in atto le operazioni di messa in sicurezza del patrimonio culturale, con la conseguente elaborazione del piano per lo spostamento delle opere d’arte.Da qui si dipanano molte storie: i rapporti tra i sovrintendenti italiani e il Vaticano, l’impegno dei singoli funzionari per inventariare e nascondere i beni culturali nel Lazio, in Toscana, a Napoli, in Emilia e nel Nord Italia, l’impegno fondamentale di curatrici donne, quali Fernanda Wittgens, Palma Bucarelli, Noemi Gabrielli, Jole Bovio ed altre, nonché la razzia della Biblioteca Ebraica di Roma.

Tra le figure-chiave di questa sezione figura Pasquale Rotondi, il giovane soprintendente delle Marche che fu incaricato di approntare un deposito nazionale e mise in salvo nei depositi di Sassocorvaro e Carpegna capolavori provenienti da Venezia, Milano, Urbino e Roma, per un totale di circa diecimila opere sotto la sua custodia.
Un caso esemplare nella formazione di un’identità professionale degli storici dell’arte italiani.

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Il terzo ed ultimo filone – La fine del conflitto e le restituzioni – prende in considerazione le missioni per il recupero e la salvaguardia delle opere trafugate al termine della guerra. Ai funzionari italiani si affiancarono gli uomini della “Monuments, Fine Arts, and Archives Program” (MFAA), una task forcecomposta da professionisti dell’arte provenienti da tredici diversi paesi ed organizzata dagli Alleati durante il secondo conflitto mondiale per proteggere i beni culturali e le opere d’arte nelle zone di guerra. Con la fine della guerra ha inizio l’avventura delle restituzioni dei beni trafugati dai nazisti con oltre seimila opere ritrovate finora.

Un’occasione unica per ammirare, per la prima volta riunite nello stesso luogo, opere di altissimo valore artistico fortunatamente sopravvissute: dal Discobolo Lancellotti alla Danae di Tiziano Vecellio a Santa Palazia di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino, dai celebri ritratti diAlessandro Manzoni di Francesco Hayez e di Enrico VIII di Hans Holbein il Giovane fino a numerosi capolavori custoditi nella Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, quali Crocefissione di Luca Signorelli, l’Immacolata Concezione di Federico Barocci e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca.

In mostra anche circa centoquaranta riproduzioni fotografiche ed oltre trenta documenti storici nonché più di una ventina di estratti da filmati d’epoca; testimonianze significative di una delle pagine più drammatiche della storia del nostro Paese.

Distruzioni e razzie di monumenti e opere d’arte fanno parte da sempre delle manovre belliche; la Seconda Guerra Mondiale va considerata, tuttavia, come un momento imprescindibile della moderna riflessione sulla tutela dei beni culturali, con un nuovo approccio ai temi del restauro e della museografiache seguì agli esiti drammatici del conflitto.

Dall’esperienza di quegli storici dell’arte nacque un nuovo modo di intendere la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali, a partire dalla fondazione dell’attuale Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Non solo, nel secondo dopoguerra, la museografia italiana avviò una delle stagioni più prolifiche per la valorizzazione e la divulgazione del capitale culturale del Paese: i musei italiani divennero il campo di sperimentazione di una didattica permanente rivolta a tutti i cittadini, luoghi della coscienza civica in rapporto con il territorio.

Mario De Simoni, presidente Scuderie del Quirinale

“È una mostra di storie. Storie di donne, di uomini, di opere d’arte protette, salvate, perse e recuperate. Il racconto della tutela in tempo di guerra resta un monito sui rischi che corre il patrimonio artistico, messo in salvo dagli interpreti di una vera e propria epopea: le loro gesta eroiche costituiscono un esempio di patriottismo e di senso del dovere, testimoniando l’efficacia dell’azione di un’intera generazione di funzionari dello Stato che mise in salvo l’immenso patrimonio culturale italiano, offrendolo alle generazioni successive. Una mostra che è un esempio di collaborazioni istituzionali, con la partecipazione della Direzione Generale Musei del Mic, della Galleria Nazionale delle Marche, dell’Archivio Luce – Cinecittà, dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, e di collaborazione con partner che hanno sostenuto il progetto: Ferrovie dello Stato Italiane, American Express, Unilever-Magnum, Banca Passadore & C., Fondazione Passadore 1888, che ringrazio per esserci stati a fianco in questa occasione”.

Raffaella Morselli, curatrice

“La túche, il destino o la sorte a cui i greci antichi sottopongono le avventure di dei e di uomini, è il sostantivo che meglio si addice alle opere riunite in questa mostra. Ognuna di loro avrebbe potuto non esserci più se qualcuno non avesse lavorato perché questa o quella fosse imballata, nascosta, trasportata, salvata. La resistenza delle storiche e degli storici dell’arte, in quella che è stata la guerra degli oggetti, è stata la chiave di volta per determinare la fortuna del patrimonio italiano in pericolo durante la II guerra mondiale. Questa mostra cuce, per la prima volta, tante storie di singoli operatori animati da una forte coscienza civica, e trasforma le loro singolarità in una grande epopea collettiva di passione e di impegno”.

Luigi Gallo, curatore

“La mostra racconta la storia di un’epica impresa di salvaguardia compiuta da donne e uomini che credevano nel valore etico dell’arte e del suo ruolo nella nostra identità nazionale; fra loro si contano funzionari dello Stato, rappresentanti delle gerarchie vaticane, civili e militari che, con coraggio e determinazione hanno permesso di trasmettere al presente l’immenso, delicatissimo patrimonio culturale italiano. Ed è una fortuna, perché senza passato saremmo senza futuro. Lo testimonia l’azione di Pasquale Rotondi, lo storico direttore di Palazzo Ducale, che tutti nelle Marche ricordano per la lucidità delle sue scelte, la compostezza del suo comportamento, lo spessore della sua cultura. In suo onore la Galleria Nazionale delle Marche ha collaborato alla mostra con prestiti prestigiosi ed un importante lavoro di ricerca e documentazione che testimonia la lungimiranza della sua azione di tutela. L’operazione è stata resa possibile anche grazie alla disponibilità dei Musei Civici e Diocesani, nonché dalla collaborazione delle Soprintendenze”.

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Iniziative:

Come di consueto, anche in occasione della mostra Arte Liberata 1937-1947. Capolavori salvati dalla guerra, le Scuderie del Quirinale propongono ai visitatori, a partire da gennaio 2023, un ricco programma di incontri collaterali: una serie di conferenze – coordinate dal giornalista Paolo Conti ed organizzate presso la sede delle Scuderie del Quirinale –  volte ad approfondire alcuni aspetti peculiari della rassegna attraverso il racconto di storici dell’arte, archeologi, documentaristi e dei protagonisti del recupero delle opere d’arte trafugate, quali i Monument Men ed il Nucleo Arma dei Carabinieri.

Seguendo il percorso tracciato dalla rassegna, gli incontri condurranno i partecipanti attraverso un avvincente racconto delle atmosfere, dei ricordi vivi e dei sentimenti che hanno caratterizzato i difficili anni di guerra in cui molto nel nostro Paese sembrava perduto.

Il programma degli incontri è disponibile su: www.scuderiequirinale.it

Il catalogo è edito da Electa

 Photo credits Alberto Novelli 

“La gioia di vivere a colori”, a Palazzo Maffei Marescotti la mostra romana dell’artista Paola Salomè

Si inaugura a Roma il 21 aprile, alle ore 17, presso la Galleria La Pigna, nel prestigioso Palazzo Maffei Marescotti  di via della Pigna 13, l’esposizione dell’artista  Paola Salomè, intitolataLa gioia di vivere a colori” che ha l’obiettivo di  trasmettere al pubblico un messaggio di positività e amore per la natura e la vita in un momento storico segnato da vicende tristi e dolorose. L’artista ha trasformato un periodo negativo come è stato per molti il lockdown in un periodo positivo e ricco di fermento artistico.

Infiammarsi, acrilico su tela_credits Courtesy of Press Office
Infiammarsi, acrilico su tela_credits Courtesy of Press Office

L’esposizione di Paola Salomè vuole essere uno spunto per risvegliare quegli animi intorpiditi dal grigio dei giorni che abbiamo vissuto con l’avvento della pandemia e che tutt’oggi tendono ad incupirci a causa della guerra: la vivacità dei colori, la fluidità delle linee, il senso di libertà che queste opere emanano attraverso le ampie campiture di grande respiro, esprimono una magia delicata attraverso la quale ognuno di noi può trovare un senso di pacificazione e di armonia con l’universo.L’amore per ogni istante della vita mi porta ad esprimere con passione sentimenti ed emozioni. Ed è così che vorrei fosse vissuta la mia arte… assaporando intensamente il profumo dei miei coloriLe mie opere riflettono la gioia di vivere partenopea, con colori come il giallo che trasmette luce, il verde della natura, l’azzurro del mare..le mie opere nascono dagli stati d’animo. Cerco di rappresentare l’amore verso tutto, verso la vita, la famiglia, i figli”, spiega l’artista.

La luce della vita, acrilico su tela_credits Courtesy of Press Office
La luce della vita, acrilico su tela_credits Courtesy of Press Office

La mostra è curata da Leonarda Zappulla, critico e storico dell’arte: “Il linguaggio pittorico di Paola Salomè trae ispirazione dalla realtà, rivelando il vivo desiderio dell’artista di rappresentare la natura irradiata dalla luce della vita. Dalla visione dei suoi dipinti emerge una folgorante energia positiva: l’uso di cromie brillanti e intense caratterizza la sua produzione, costituita da opere in cui il dato reale è solo un punto di partenza da cui sconfinare per dare libera espressione all’estro creativo, che permette all’autrice di rappresentare il vero in maniera spontanea ed istintiva assolutamente sua e immediatamente riconoscibile”.

La vita, polittico olio su tela_credits Courtesy of Press Office
La vita, polittico olio su tela_credits Courtesy of Press Office

A partire dall’impostazione coloristica sino a giungere a quella spaziale, le opere della Salomè sono esempi di una ricerca stilistica volta a raffinare il tratto, con lo scopo di dar vita ad un linguaggio essenziale dato per sovrapposizioni che rimandano all’arte pop ma con un’accezione romantica del tutto italiana. Con consapevolezza l’artista dà ritmo alle opere seguendo il flusso della sua immaginazione e delle proprie emozioni, lontana da stilemi o accademismi. Hanno così origine opere in cui le forme essenziali vengono cristallizzate in un’atmosfera sognante: realtà e fantasia non sono entità contraddittorie, bensì coordinate e coesistenti.

Il sogno, olio su tela_credits Courtesy of Press Office
Il sogno, olio su tela_credits Courtesy of Press Office

Tra le opere preferite dell’artista : Infiammarsi” è una tela che si trova nella Galleria di via Margutta a Roma e che è stata scelta anche per il Carrousel du Louvre a ParigiCon quest’opera ha voluto creare una bellezza che illumina, nonostante il periodo buio che stiamo vivendo. Ha voluto rappresentare una sfera di fuoco vivissimo che resiste nonostante il mare freddo intorno. Poi abbiamo “Il sogno”, opera esposta alla fiera di Ferrara ammessa al premio Vittorio Sgarbi e l’opera “La Vita”, un politico maestoso dall’aura coinvolgente, e “La luce della vita”, in cui è espressa tutta la poetica dell’artista.

 

Paola Salomè fa parte del progetto I Narratori del Nostro tempo commentate da Vittorio Sgarbi, nel quale il noto critico ha commentato la sua opera affermando: “Paola Salomè è un’artista post naïf, questo vuol dire che la sua naïveté non appartiene ad un filone, ad un genere che è quello della favola, quello del racconto di un luogo dove tutto è come nel mondo infantile […] Ecco allora i suoi riferimenti a Chagall, a Gauguin, a Kandinskij, che sono classici moderni che non impongono regole, misure e mestiere, ma semplicemente stati d’animo espressi con una grande purezza”, ha dichiarato il critico d’arte Vittorio Sgarbi.

 

La gioia di vivere a colori, personale di Paola Salomè, sarà visitabile alla Galleria La Pigna – Palazzo Maffei Marescotti, Via della Pigna 13 – Roma dal 22 al 29 aprile 2022 con i seguenti orari: dalle 15:00 alle 19:00 (lun. – ven.) sabato dalle 10:00 alle 13:00. Vernissage esclusivamente su invito giovedì 21 aprile dalle 17:00 alle 20:00.

L’arte di Alessandro Lanza omaggia il film “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino

Il designer internazionale Alessandro Lanza ha deciso di omaggiare il regista candidato ai prossimi premi Oscar con un quadro Underground che ritrae la scena già cult del suo ultimo capolavoro. Paolo Sorrentino ha stupito il mondo con “La grande bellezza” e c’è riuscito nuovamente con “È stata la mano di Dio” diventando uno dei pochissimi registi nel giro di pochi anni a ricevere due nomination all’Oscar. La notte del 27 marzo si avvicina e sarà difficile riuscire a bissare questo straordinario successo, ma il regista campano ha già vinto riuscendo ad entrare nel cuore della gente con il suo film più personale.

credits Courtesy of Press Office
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Il designer Alessandro Lanza ha deciso di omaggiarlo con un’opera underground che ripropone la scena cult in cui Fabietto Schisa, in realtà alter ego dello stesso regista, corre in motorino insieme al padre e alla madre con sullo sfondo il mare di una meravigliosa Napoli: “Paolo Sorrentino rappresenta il massimo orgoglio internazionale cinematografico al momento per l’Italia. È un autore straordinario e da campano ho voluto omaggiarlo dandogli così il mio particolare in bocca al lupo per l’Oscar, tifiamo tutti per lui”, le parole di Lanza.

credits Courtesy of Press Office
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L’opera è un quadro in stile underground azzurro come il mare di Napoli delle dimensioni 100 x 70 centimetri a tecnica mista : spray marker e marker a smalto. Immediato è l’impatto visivo e facilmente riconoscibile da tutti coloro che hanno amato” È stata la mano di Dio”. Alessandro Lanza continua dunque i suoi omaggi a chi ha fatto grande Napoli, ricordiamo che per celebrare l’anniversario della scomparsa di Diego Armando Maradona ha realizzato una serie di opere che hanno spopolato sui social diventando immediatamente virali. Lanza si conferma il classico esempio di eclettico genio italiano, capace di passare dall’architettura al disegno intercettando il gusto della cultura pop unendolo al rigore di un’elevata tecnica.

Trasimeno, un incantevole viaggio nell’arte tra bellezza, storia e natura

L’incantevole Sala del Teatro di Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago ha accolto il 10 giugno 2021 la Conferenza Stampa di presentazione del press tour “La ninfa, il lago, il palazzo, gli amori… Viaggio alla riscoperta di un territorio meraviglioso” organizzato da URAT – Unione Ristoratori Albergatori del Trasimeno con la collaborazione dell’Unione dei Comuni del Trasimeno e di Palazzo Pantini Nicchiarelli. L’iniziativa è partita da Castiglione del Lago, il romantico borgo che ospita i turisti nelle sue storiche dimore, quali Palazzo Pantini Nicchiarelli, nelle raffinate strutture ricettive come il Boutique Hotel e l’Hotel Aganoor o nei deliziosi b&b  Il Torrione e l’Antica Gabella, che accolgono e coccolano i viaggiatori desiderosi di scoprire il territorio con le sue ricchezze artigianali, come le preziose ceramiche de L’Antica Deruta, ed intraprendere un viaggio nella tradizione culinaria del Trasimeno, ricca di specialità che traggono origine dalla semplicità contadina, capace di valorizzare materie prime e risorse povere, conferendole gusto e dignità superiori, grazie anche a tipicità quali l’olio della Cooperativa Oleificio Pozzuolese e allo Zafferano del Consorzio Il Croco di Pietro Perugino Zafferano di Città della Pieve.

Emozionanti immagini, frutto della sensibilità di Emanuele Vignaroli, ci riportano fedelmente le straordinarie tappe del ricco programma culturale – sapientemente strutturato da Nicoletta Sarti, grandissima esperta di turismo e profonda conoscitrice dei luoghi – studiato per condurre alla scoperta delle prestigiose risorse artistiche, storiche e culturali del territorio. Partendo da Castiglione del Lago, grazie alle visite, brillantemente guidate da Maria Gloria Tommasini, a Palazzo della Corgna e alla Rocca, ci si inoltra profondamente nel territorio attraverso Panicale, per scoprire la Chiesa di San Sebastiano con il Martirio, straordinario affresco del Perugino, e il delizioso Teatro Cesare Caporali, uno tra i più piccoli d’Europa. Il passaggio a Sant’Arcangelo e San Feliciano consente di  proseguire in barca verso l’Isola Polvese, alla scoperta del Castello e della Chiesa di San Giuliano, grazie alla sapiente guida del professor Luciano Giacché. Tornati a terra, passando per Passignano sul Trasimeno, si ripercorre la storia di questi territori, avventurandosi nei luoghi della battaglia di Annibale che sconfisse in un epico scontro gli eserciti romani a Tuoro sul Trasimeno. Impossibile non fare tappa a Città della Pieve dove, accolti calorosamente dal sindaco Fausto Risini e dall’assessore al turismo Lucia Fatichenti, si possono ammirare la Chiesa di Santa Maria dei Bianchi, la Cattedrale dei Santi Gervasio e Protasio con il battesimo di Cristo e la Madonna in gloria del Perugino, il locale Palazzo della Corgna e, in assoluta anteprima, sarcofagi e urne cinerarie venuti alla luce in un recentissimo scavo. Perugia, capoluogo di Regione, sotto la guida dell’assessore alla Cultura Leonardo Varasano, chiude la breve scoperta del territorio con la visita alla mostra dedicata a Dante Alighieri al Museo di Porta Sole presso la biblioteca Augusta, seguita dalla Cappella di San Severo e Palazzo dei Priori, fino alla viaggio alla scoperta della Perugia sotterranea, guidati da Chiara Basta, direttore del Museo Capitalore della Cattedrale, capace di creare coinvolgenti suggestioni mostrando la magnificenza di strade di epoca romana e le stratificazioni delle imponenti costruzioni che si sono succedute nel corso dei secoli. In un crescendo di emozioni e stupore, intervallati da piacevoli soste alla scoperta di una cucina locale semplice ma decisamente gustosa. La visita all’Azienda Agricola Bittarelli evidenzia la ricerca di sapori che partono dall’essenza delle materie prime: la fagiolina, servita in purezza, sia nella versione bianca che in quella scura, ha ricordato l’origine del gusto di questo legume autoctono, esaltato dal sapore delicato ma deciso dell’olio di produzione locale che meriterebbe un capitolo a parte. Le quattro diverse qualità di oliva presenti sul territorio, Frantoio, Leccino, Moraiolo e Dolce Agogia concorrono alla formazione del delizioso olio extravergine d’oliva Dop “Umbria”, con indicazione geografica “Colli del Trasimeno”. Rimanendo sulle specialità della terra, impossibile non parlare dell’aglione e delle sue moltissime proprietà, uniche e speciali, per il gusto e la digeribilità di gran lunga differenti dall’aglio comune, per la delicatezza al palato e la leggerezza del suo profumo. Si tratta di un aglio gigante di colore bianco privo di alliina, tanto da essere definito “l’aglio del bacio”. Ideale, ad esempio, per accompagnare il sugo di pomodoro dei caratteristici pici, la gustosa ma semplice pasta fresca locale, simile agli spaghetti, che si realizza con acqua, farina e sale.

Il Ristorante La Cantina, con la sua terrazza affacciata sul lago, accoglie nella sua rilassante atmosfera dominata da uno struggente e romantico tramonto. Qui i sapori virano decisamente verso il lago, proponendo una selezione di preparazioni di specialità ittiche lacustri, proposte in abbinamenti raffinati ma decisamente gustosi. Lo chef propone la carpa regina, magistralmente servita “in porchetta” esaltandone il sapore ed esaltando la piacevolmente aromaticità del piatto con il delizioso abbinamento al Grechetto alla corretta temperatura di servizio, vino bianco tipico della DOC Trasimeno. In una autentica ma non dichiarata disfida gastronomica ed enologica, i ristoratori del Trasimeno propongono le etichette di questo territorio in un crescendo di accostamenti, dai più tradizionali a quelli apparentemente più azzardati. Bianche rossi e rosé, derivanti da blend tra vitigni autoctoni e nazionali, accompagnano mirabilmente le degustazioni, deliziando i palati più esperti e quelli dei semplici gourmet. Da non perdere la giornata in barca con i pescatori della Cooperativa Pescatori del Trasimeno, alla scoperta di questa preziosa attività che trae le proprie origini nell’epoca etrusca e che oggi svolge un ruolo cardine nel delicatissimo equilibrio biologico del lago. Dopo una emozionante e rilassante navigazione sulle luccicanti acque del lago, i pescatori – che svolgono la loro attività nell’ovvio rispetto delle norme internazionali e locali ma con un religioso riguardo per il loro Trasimeno, – dopo aver steso le loro reti in mezzo al lago, sbarcano gli ospiti sulla Polvese, la più grande del trittico di isole del Trasimeno. All’ombra dell’elegante struttura esterna del ristorante Dolce Agogia, che fa parte del prestigioso Resort Villa Polvese, accolti dalla cordiale professionalità di Maria Concetta Iovino,  si possono degustare le specialità dello chef Maikoll Segantini, a partire dai pani realizzati con antiche farine locali, che accompagnano perfettamente il prezioso olio di produzione propria, che riprende l’antica tradizione dei monaci Olivetani. Ancora oggi, infatti, sull’isola vengono coltivate specie tradizionali di ulivi che regalano l’olio “dolce lago”. Il suo profumo, avvolgente e il suo gusto delicato si sposano perfettamente con gli antichi profumi e sapori legati alla tradizione dei luoghi lacustri, tra cui spicca il ragù di luccio che accompagna la pasta fresca fatta in casa. A Castiglione del Lago, le serate si vivacizzano grazie al continuo susseguirsi di sorprese che testimoni di antiche atmosfere. I canti tradizionali proposti dalla Schola Cantorum e le rievocazioni storiche della Confraternita di San Domenico  fanno rivivere le atmosfere più autentiche di tempi passati sempre vivi in una memoria tramandata da generazioni.  La frizzante vita serale e notturna sul lungolago accompagna le cene  al  Ristorante La Capannina  sul viale finalmente vivacizzato dal turismo che riprende ad animare questi luoghi deliziosi ed ha visto un susseguirsi di specialità lacustri, dominate dalla trota della Valnerina, dai deliziosi paté e dalla gustosa laschina del lago, frittura di piccoli e deliziosi pesciolini.

Il viaggio alla scoperta delle specialità del Trasimeno si può degnamente concludere con la visita al Castello di Monterone, elegante struttura, appena fuori dal centro di Perugia, mirabilmente gestita da Francesco Capaccioni. Qui, agli elementi gastronomici tipici del territorio, si aggiungono,  ultimi ma non ultimi, due ulteriori elementi caratteristici della cucina locale: una chicca straordinaria e un accento goloso impossibile da trascurare. Lo Zafferano e il Tartufo fresco rendono indimenticabile la preparazione dei piccoli gnocchi di patate fatti in casa, la spuma di birra artigiana locale, invece regala un inusuale ma azzeccatissimo tocco al delicato gusto del morbido maialino, mentre il semifreddo al bacio, dolce tipico di Perugia, chiude in bellezza un percorso che esalta i palati con gusti accattivanti, semplici e genuini.  Un viaggio nella storia, nella cultura, nell’arte e, perché no, nella grande tradizione enogastronomica che il territorio del Trasimeno offre con la generosità tipica dell’accoglienza locale, capace di coccolare i propri ospiti come poche altre regioni.

 Immagini a cura di Studio Vignaroli

La Roma dell’artista Roberto Di Costanzo diventa un “Viaggio segreto con Eros”

Roberto Di Costanzo, maestro della nobile arte del disegno e del ritratto, si presenta ai suoi ammiratori a distanza di sette anni dalla sua ultima pubblicazione, con un nuovo carnet de voyage “Roma. Viaggio segreto con Eros”, edito da Edizioni Efesto, nella collana in artem. Un’opera ideata durante il periodo del lockdown che ha come protagonisti due capisaldi della vita dell’artista: la sua amata Roma ed il suo gatto nero Eros. Il libro, narrato per immagini, vuole essere un tributo alla bellezza romana, un percorso visionario ed onirico attraverso gli occhi del gatto Eros, che scopre e celebra le meraviglie architettoniche della Città Eterna. Ventidue disegni ad inchiostro di china e pastello che ritraggono Eros nel suo tour romano, partendo proprio dall’Atelier dell’artista situato in Via Giulia 111 e attraversando ponti storici, palazzi nobiliari, fontane barocche, ville monumentali, fino al rigore “metafisico” dell’Eur.

Roberto Di Costanzo_Roma. Viaggio segreto con Eros_Courtesy of Press Office
Roberto Di Costanzo_Roma. Viaggio segreto con Eros_Courtesy of Press Office

L’opera artistica nasce in occasione del quinto compleanno del felino Eros, notturno e fedele compagno dell’artista. Per la ricorrenza Roberto Di Costanzo affida al suo amato gatto la narrazione poetica e segreta della città vuota, dall’arcobaleno di Villa Pamphilj, al tramonto sulla Piramide Cestia, fino alla luna piena, che illumina San Pietro, su Via Piccolomini. Nel carnet de voyage, dedicato al suo maestro Piero Tosi, l’artista intende destinare al suo pubblico di estimatori ed allievi un forte messaggio di tenacia e di speranza, nel quale la difficoltà del momento storico vissuto può diventare opportunità creativa, trasformando la sofferenza in vera bellezza.

Roberto Di Costanzo_Roma. Viaggio segreto con Eros_Courtesy of Press Office
Roberto Di Costanzo_Roma. Viaggio segreto con Eros_Courtesy of Press Office

La prefazione dell’opera è affidata a Paolo Maria Noseda, che così si è espresso: “Per quest’opera artistica, Roberto Di Costanzo ha scelto i gatti di Roma, i veri anfitrioni che vivono liberamente la bellezza di una città millenaria… un soggetto iconico e allo stesso tempo semplice per trasporre la metafora della libertà, della scoperta, del sapere acquisire un punto di vista privilegiato sulla vita, esibendo tuttavia un certo distacco e noncuranza, ma restituendo vita a materiali che sembrano solo apparentemente inanimati e tutto ciò attraverso una silente presenza di un gatto. Dopo anni di bianco e nero, i suoi paesaggi sono ora peculiarmente velati di colore e assumono un significato nuovo che è il simbolo della tridimensionalità dell’essere umano all’interno della sua esistenza. Una storia e un viaggio dell’anima.” La pubblicazione sarà disponibile in tutti i circuiti delle maggiori librerie italiane.

Roberto Di Costanzo_Roma. Viaggio segreto con Eros_Courtesy of Press Office
Roberto Di Costanzo_Roma. Viaggio segreto con Eros_Courtesy of Press Office

About Roberto Di Costanzo:

Roberto Di Costanzo. Illustratore, ritrattista, pittore. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia in costume, scenografia e arredamento per il cinema sotto la guida del suo mentore, il Maestro costumista Piero Tosi. Comincia quindi a lavorare come illustratore per numerose case editrici italiane ed estere tra cui Azimut e Editions Nomades. Dopo molte mostre collettive e personali in Italia, presenta le sue opere all’Espace Pierre Cardin su invito dello stesso Pierre Cardin, ed entra in contatto con il pubblico di collezionisti francesi. I suoi lavori vengono poi esposti alla Casa dell’Architettura di Roma, all’Institut Français – Centre Saint-Louis e alla 71esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia durante la quale rende omaggio a Federico Fellini con una serie di illustrazioni a china ispirate ai suoi film.

Oggi le opere di Roberto Di Costanzo sono entrate in prestigiose collezioni private in ambito europeo ed internazionale. Il suo percorso lo ha inoltre condotto a sperimentare la realizzazione di opere di grande formato che negli ultimi due anni ha esposto tra Roma, Parigi e Milano. Al momento è insegnante di anatomia artistica e disegno dell’architettura presso l’Accademia Italiana. Dal 2018 conduce masterclass e seminari di disegno del paesaggio presso isole o dimore storiche, proponendo ai suoi allievi l’esperienza del disegno dal vivo en-plein air con grande successo di pubblico di tutte le età.

Nel 2019 ha inaugurato il suo atelier in Via Giulia 111, nel cuore di Roma, dove propone corsi di disegno, mostre ed eventi culturali; l’atelier vanta come madrina dello spazio Anna Fendi, già estimatrice e collezionista delle opere del maestro.

About Edizioni Efesto:

Il marchio editoriale è nato all’inizio del 2013, con l’intento di pubblicare principalmente opere accademiche tecniche e scientifiche, con un bagaglio di esperienza maturata in anni di lavoro con i libri delle Edizioni Ingegneria 2000 e Siderea, storici marchi romani dell’editoria accademica di tipo tecnico. Successivamente si è deciso di pubblicare volumi di altri settori disciplinari (filosofia, storia, arte, archeologia).

Oltre alla manualistica accademica e alla saggistica, sono presenti in catalogo due collane di narrativa. In fase sperimentale, qualche volume del catalogo è disponibile anche in versione ebook.

 

Nicoletta Saracco: “Così ho trasformato in Arte la mia malattia”

Nella foto Nicoletta Saracco_credits Courtesy of Press Office
Nella foto Nicoletta Saracco_credits Courtesy of Press Office

Questa di Nicoletta Saracco è la storia vera.  “Ho 30 anni ed un anno fa ho scoperto di avere un tumore al seno metastatico. Ho iniziato un progetto, con il nome di @ni.art.gallery, di vendita quadri, felpe e T-shirt e parte del ricavato lo devolvo alla Fondazione IEO-CCM (dove sono in cura) per la ricerca sul tumore al seno. Mi fa piacere diffondere la mia storia e sensibilizzare i giovani al tema della prevenzione. Vi faccio un riassunto dei miei 30 anni di vita. Dietro ogni quadro c’è la mia storia. Una storia che ha 30 anni, di cui 29 trascorsi nel mondo della moda tra sogno e realtà. L’ultimo anno trasformato in tutt’altro grazie ad una diagnosi: tumore al seno. Una diagnosi che da un lato ha modificato la mia visione della vita, ma dall’altro non ha mai tolto la voglia di vivere e sorridere. Ed è anche attraverso il potere del colore che voglio trasmettere questo messaggio.  non c’è cosa più bella di vivere a colori”, racconta parlando del suo progetto e aggiunge “Sono marchigiana ma mi sono trasferita a Milano undici anni fa per frequentare l’Istituto Marangoni. Ho sempre sognato lavorare nel mondo della moda tanto che fino ad un anno fa la mia vita è stata disegnare scarpe per maison come Chloé ed Etro. A 29 anni la mia vita viene stravolta da una diagnosi: tumore al seno. All’improvviso mi trovo catapultata in un mondo completamente nuovo, dalla moda agli ospedali. Da una prima diagnosi di carcinoma al seno, ne succede una seconda di tumore al seno metastatico. Il che significava avere una massa non localizzata in un solo punto, quindi non operabile.

Le opere di Nicoletta Saracco_credits_Courtesy of Press Office
Le opere di Nicoletta Saracco_credits_Courtesy of Press Office
E così inizia il mio lungo percorso allo IEO, Istituto Europeo di Oncologia. Lo IEO è il posto dove decido di affidarmi, supportata da un team di oncologhe donne che mi danno la forza di andare avanti. La prima volta che entro allo IEO è per incontrare la dottoressa Oncologa Manuelita Mazza.  Nella disperazione totale lei mi dice  ‘sei una figa , sembri Elettra Lamborghini, devi farcela’. Con le lacrime agli occhi ed il sorriso sulle labbra inizio il mio percorso fatto di terapie, tac, pet, analisi, ecografie, tutto ripetuto ciclicamente, mensilmente, all’infinito.  Sto ancora  facendo la chemio, non so quando e come finirà ma ho trovato un senso a tutto ciò. Il senso è quello di aiutare chi sta come me e sensibilizzare il più possibile le ragazze al tema della prevenzione”. Un racconto fatto di coraggio e pieno di consapevolezza quella di Nicoletta, che ha saputo trasformare in arte la sua malattia con determinazione e creatività. Senza lasciarsi intimorire dalla paura.
Le opere di Nicoletta Saracco_credits_Courtesy of Press Office
Le opere di Nicoletta Saracco_credits_Courtesy of Press Office
“Durante il periodo del lockdown, passato a Milano, positiva al Covid, ho iniziato a dipingere per tenere la mente occupata e lontana da qualsiasi pensiero negativo e superfluo. Da un quadro poi è arrivato il secondo , il terzo, e così via… e così è iniziata la vendita e raccolta fondi per la ricerca. Non sono mai stata così felice come in questo momento della vita. Felice di fare qualcosa di veramente utile, di mettere la mia storia a disposizione e di sdoganare un tema visto come un tabù. Il soggetto che ho deciso di dipingere è la Madonna , una Madonna appositamente senza volto, in modo che ognuno possa associarla e collegarla al significato che preferisce. Questa Madonna è diventata anche un ricamo, realizzato su felpe e t-shirt in materiali riciclati e bio. Parte del ricavato delle tele e dei capi lo devolvo alla Fondazione IEO-CCM (Istituto Europeo di Oncologia e Centro Cardiologico Monzino) per la ricerca sul tumore al seno. Il messaggio che cerco di far emergere dalle mie creazioni è la gioia di vivere a colori. Sono i colori a trasmettere quell’energia di cui tutti abbiamo bisogno”, conclude la creativa.
Le opere di Nicoletta Saracco_credits_Courtesy of Press Office
Le opere di Nicoletta Saracco_credits_Courtesy of Press Office
I  lavori sono visibili sulle pagine Instagram @NI.ART.GALLERY e @NICOLETTASARACCO.
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Romantico e bohémien, apre a Roma il nuovo Atelier del maestro ritrattista Roberto Di Costanzo

Nella foto, il maestro ritrattista Roberto Di Costanzo
Nella foto, il maestro ritrattista Roberto Di Costanzo

Aprirà le porte il prossimo 18 ottobre, dalle ore 18.30Roberto di Costanzo Atelier, nuovo spazio culturale nel cuore della storica via Giulia di Roma dove l’arte diventa un’occasione di incontro e scambio di idee. Al civico 111, il maestro ritrattista invita ad una magica serata tratteggiata, come nelle sue opere, da un’atmosfera bohémienne. Tra cocktail e musica in un connubio perfetto, per un opening irrinunciabile che collezionisti ed estimatori sapranno apprezzare. L’atelier nasce dall’idea del maestro Roberto Di Costanzo, pittore, illustratore, ritrattista, maestro di nudo artistico e disegno dell’architettura, di restituire valore alla maestria italiana del disegno, nella prestigiosa via Giulia, emblema del Rinascimento italiano. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia in costume, scenografia e arredamento per il cinema, da un decennio si propone al pubblico italiano ed internazionale, attraverso una costante ricerca artistica ed accademica sul Bello in tutte le sue declinazioni. Le sue opere a china danno vita ad un itinerario la cui intensità espressiva è da rintracciarsi nel fecondo percorso di studi artistici e nella formazione al fianco di grandi maestri del cinema italiano come il Premio Oscar Piero Tosi, suo mentore, da poco scomparso, in memoria del quale l’artista ha deciso di dedicare questa inaugurazione, ed il celebre truccatore delle dive Francesco Freda. Nell’ultimo anno la sua maestria nel “live drawing” ad inchiostro di china ha impreziosito eventi di prestigiosi luxury brand, quali Aurora e Dolce & Gabbana, ed eventi charity organizzati dalla maison Fendi.

via Giulia, Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office
via Giulia, Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office

Nel suo studio, immerso in una atmosfera nostalgica che riporta ai salotti ottocenteschi, l’artista ritrae dal vivo su commissione ad inchiostro di china ed altre tecniche, restituendo valore alla pregevolezza italiana del disegno. Di Costanzo, legatosi nei suoi studi ai maestri del Rinascimento italiano, propone nel suo Atelier corsi di disegno dal vivo, disegno del nudo, pittura ad olio, attualizzando e rinnovando l’interesse internazionale per l’arte figurativa in forte crescita. Lo spazio artistico ambisce ad essere sede di incontro e confronto tra appassionati di arte, collezionisti ed estimatori del bello, e dell’armonia attraverso salotti culturali, presentazioni di libri ed eventi su temi di attualità.

Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office
Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office

L’arpista Brian Meloni Lebano, musicista poliedrico, incanterà  gli ospiti con le sfumature tra le note che solo l’arpa sa regalare. Spaziando da brani di Zabel, Glinka, Hasselmans ad un genere più contemporaneo,con un tocco di nostalgico romanticismo. Una carriera artistica, quella del Di Costanzo, che lo ha portato ad esporre le sue opere in prestigiose gallerie e luoghi istituzionali italiani ed esteri, quali l’Espace Cardin di Parigi, su invito del Maestro Pierre Cardin (Patrocinio dell’Ambasciata Italiana), l’esposizione presso la Casa dell’Architettura di Roma (Patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Roma), l’esposizione presso l’Istituto di Cultura Francese Centre Saint-Louis (con l’autorevole Patrocinio  sia dell’Ambasciata Italiana presso la Santa Sede sia del maestro Pierre Cardin), e alla 71esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia durante la quale rende omaggio a Federico Fellini con una serie di illustrazioni a china ispirate ai suoi film.

Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office
Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office

Ha presentato i suoi numerosi libri illustrati al Salon du livre di Le Mans, al Salon du livre di Parigi, alla Fiera dell’editoria di Roma e al Salone del libro di Torino, collabora come illustratore per numerose case editrici italiane ed estere, tra le quali Editions Nomades. Le sue opere figurano in collezioni private e nelle gallerie Galerie de La Sabliere (Parigi), 28 Piazza di Pietra (Roma), Maiocchi 15 (Milano). Ad oggi, inoltre, è docente presso l’Accademia Italiana di Roma di “Iconografia e disegno anatomico” e “Disegno dell’architettura”, presso l’Accademia del Lusso di Roma di “Storia del costume”, presso la RUFA di “nudo artistico”.  Conduce workshop e seminari di landscapes drawings in Italia e all’estero.

Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office
Roberto Di Costanzo_Courtesy of Press Office

Official web site: http://www.robertodicostanzo.it/

Tra le sue ultime mostre personali si ricordano:

2019    “Arcadia – Storie di trionfi a corte” SpazioCima (Roma, Italia)

2018    “Discours d’Amour” presso Galleria 28 Piazza di Pietra (Roma, Italia)

2018     “Rome rencontre Paris” presso Galerie de la Sablière (Parigi, Francia)

2018     “Tributo a Milano” presso Galleria Maiocchi15 (Milano, Italia)

2017     “Doppio Senso” con il maestro Ettore Greco presso SpazioCima (Roma, Italia)

2017     “Tributo a Roma” presso Teatro Sala Umberto (Roma, Italia)

2017     “Human Landscape” presso Galleria 28 Piazza di Pietra (Roma, Italia)

2017     “La mia isola” presso le Terrazze di Eolo (Stromboli, Italia)

2017     “Gatsby in Rome” presso Gatsby Cafe (Roma, Italia)

2017     “Roma Amor” presso P&G Events Via Margutta (Roma, Italia)

Con la preziosa collaborazione di:

Wine Not Italy: Nasce 3 anni fa. Alessandra D’Onofrio founder & CEO dichiara “L’idea era quella di mettere in evidenza molti vini italiani premiati, non molto conosciuti nel Regno Unito, così decisi di aprire le porte a Londra e di promuovere questi vini eccezionali a un prezzo competitivo ed ecco il primo e-commerce in cui ogni tua scelta sarà eccellente e garantita”.

Sabelli: Il caseificio nasce nel 1921 nel Molise. L’azienda cresce fino ad aprire l’attuale stabilimento nella zona di Ascoli Piceno. La bontà dei prodotti si coniuga sempre con i valori e la responsabilità d’impresa, con l’attenzione al territorio e con la sostenibilità ambientale.

Editions Nomade: Prestigiosa casa editrice francese che da anni si occupa di editoria di viaggio, descritta da numerosi autori europei e diversi illustratori che narrano città e percorsi nel mondo. Distribuita in Francia,  Svizzera e Belgio.

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