Il favoloso mondo di Kida

Gioco, ironia, artigianalità. Kida fonde Made in Italy, Dadaismo e Surrealismo.

Cresciuta tra i colori e i graffiti della Milano underground, la giovane artista rappresenta  attraverso nuovi materiali il proprio mondo fatto di diverse culture e tradizioni, strade e persone.

Gucci, Ferragamo, il periodo autarchico. La storia si ripete, ma questa volta si contamina con il vento dell’ovest. Kida si lascia titillare e coccolare da mille puppets realizzati in fimo, pasta sintetica termo indurente; si circonda di nuove essenze e di pura creatività.

Inconscio e gesto artistico. La mente associa liberamente tutte le esperienze vissute e viste per dare origine all’opera d’arte. Diventano fondamentali le parole, le azioni, le persone che si incontrano tutti i giorni, i sogni, le paranoie, gli artisti di strada che liberano la mente tra uno spostamento e l’altro. I libri sul comodino, i nastri di musicassette  segnate da infiniti ascolti. Tutto viene rivisitato  in chiave ironica e gioiosa, enfatizzandone il carattere emotivo. Le creazioni diventano così autobiografia visiva.

vinili lavorati e contaminati con tessuti vintage raccontano dello stretto legame tra la musica e l’artista.

Il walkman sulla mano destra. L’indice sul tasto Play. Oasis, Wonderwall. Colonna sonora di un viaggio verso l’Adriatico selvaggio. Nuova meta. Nuovo paesaggio. Nuove persone. Musica, suoni, ancora musica. Arte. Contaminazione. Nuova meta e nuova sperimentazione. Nuova sfida. Avvicinamento naturale.

L”incontro con il fimo è stato quasi casuale. Kida ha inziato ha sviluppare la propria manualità seduta al tavolo dei Burger, degli autogrill, dei fast food.Ha iniziato giocando con la mollica del pane, dando origine alle prime creazioni. Poi è arrivato il colore, l’hobby. Il fimo diventa un antistress di grande effetto.

Alla base del suo successo c’è sicuramente la forza di volontà, di portare avanti i propri sogni nonostante le difficoltà della vita e le avversità dei più nei confronti dell’arte. “Il giovane artista” – afferma Kida – “deve trovare la giusta strada e i giusti mezzi per farsi conoscere. Lo spazio non deve necessariamente esserci…basta crearlo!”

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