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Mille luci illuminano le città: le magie dell’Avvento iniziano dai famosi mercatini di Natale

Merano - Piazza Terme le “Kugln-Terme” Le sfere natalizie dove poter gustare le specialità locali
Merano – Piazza Terme le “Kugln-Terme” Le sfere natalizie dove poter gustare le specialità locali

Come ogni anno l’arrivo del Natale è annunciato già a metà novembre dalla miriade di luminarie e colori che investono tutte le città del mondo. Se fino a poco tempo fa molte realtà indossavano mise terrificanti per i festeggiamenti di Halloween, ora qualcos’altro è pronto per dare un nuovo look a vie, negozi e case: un tocco scintillante per inaugurare il periodo natalizio. E cosa c’è di meglio per ricreare quella atmosfera tipica dell’Avvento, se non dei pittoreschi mercatini natalizi, che durante questo periodo riempono di suoni, luci e profumi i centri storici delle più belle città d’Europa e d’oltre oceano.

Città o piccoli borghi si vestono a festa tra canti di Natale, insegne luminose e piccole casette in legno. Presepi viventi, case di Babbo Natale ed enormi alberi addobbati rallegrano ogni piazza. I mercatini dell’Avvento sono tanti, originali e pieni di sorprese. A seconda delle tradizioni locali e della fantasia del luogo e dei suoi abitanti molti hanno caratteristiche e occasioni diverse di divertimento. Dai più classici ai più curiosi e suggestivi dove fare acquisti e godersi la magica atmosfera del Natale, da est a ovest, dalla punta dello stivale al Polo Nord le incantevoli casette in legno colme di tradizione e artigianato locale non aspettano altro che essere visitate per inebriare i suoi ospiti con profumi e sapori di oggi e di ieri.

Helsinki
Helsinki

Incominciando da Helsinki in Finlandia la tradizione dei mercatini di Natale è molto importante e sentita. Qui ci sono principalmente tre mercati con le loro bancarelle di artigianato e design, fonte infinita di idee regalo uniche. Il più grande mercato di Natale a Helsinki, il Christmas Market si svolge presso Vanha Ylioppilastalo – la Vecchia Casa dello Studente – conta più di 160 produttori, che espongono oggetti di artigianato ed altri prodotti unici, tra cui candele, maglieria, ceramica, cartoline e vestiti. Al St Thomas Christmas Market, che tradizionalmente è il più conosciuto e si svolge presso il Parco Esplanade, conta ben oltre 120 bancarelle, che vendono oltre ad oggetti di artigianato, prodotti da forno e altre specialità di Natale. Questo mercato non è limitato a decorazioni natalizie, ma ci sono anche oggetti creati a mano che possono diventare piacevoli regali, come ad esempio candelabri in ferro, coppe e decorazioni in legno di betulla, pelli e maglie. Il mercatino di Natale del design invece si svolge presso il Design Forum. Molto particolare è il Ladies’Christmas Market (Naisten Joulumessut a Wanha Satama) ovvero il mercatino delle donne. Qui si vendono prodotti finlandesi nuovi ed unici fatti esclusivamente dalle donne, tra cui ritroviamo gioielli, maglieria, tappeti, scialli, decorazioni per gli alberi.

A sud di Helsinki, troviamo Tallin, affascinante capitale dell’Estonia città ricca di storia, cultura e scorci caratteristici dove occorre attendere solo fino al 22 novembre per vedere la piazza del Municipio vestita a festa, adornata di luci e colori e sopratutto pervasa di gioiose e vivaci atmosfere rese ancor più coinvolgenti dalla musica che risuona nell’aria durante l’orario di apertura degli stand. L’appuntamento con il mercatino di Natale di Tallin è dunque imperdibile per tutti gli amanti delle dolci casette in legno in tipico stile nordico. Nel bel mezzo della piazza si erge l‘albero di Natale più famoso dell’Estonia simbolo della lunga storia del mercato dell’Avvento. Le sue origini risalgono al 1441, anno in cui nella capitale estone venne allestito il primo albero di Natale pubblico, intorno al quale si radunarono gli artigiani della città con i loro prodotti. A tutt’oggi ogni anno la piazza è un trionfo di casette ricche di dolci e di oggetti particolari che non si possono acquistare nei normali negozi.

Mercatini-Tallinn
Mercatini di Tallin

In ogni stand è possibile trovare preziosi tessuti, accessori di lana o feltro, oggetti in legno, vetro o ceramica e candele artigianali. Mentre nei diversi locali ci si può ristorare con le specialità estoni, fuori i canti del Natale e le immagini a tema proiettate su un maxi schermo in piazza, fanno assaporare fino in fondo le poetiche atmosfere di questo periodo pieno di magia. Il Natale poi si sa, è per eccellenza la festa dei bambini, e cosa sarebbe un Natale senza la presenza di Babbo Natale insieme ai suoi folletti e gnomi? Ed è per questo che nei mercatini di Tallin c’è uno spazio dedicato ai più piccoli. Un simpatico gnomo li coinvolgerà in giochi ed attività, ed uno scivolo speciale intratterrà i bimbi più attivi mentre le gare di pan di zenzero, dell’albero più creativo e delle poesie natalizie andranno avanti mettendo alla prova le loro abilità. Babbo Natale accoglierà tutti i bambini per regalare dolci ed ascoltare le richieste dei loro desideri e quest’anno con un accompagnatore d’eccezione, mamma renna e i suoi teneri cuccioli. Il bellissimo mercato di piazza del Municipio rimarrà aperto fino all’8 gennaio, ogni giorno dalle 10 alle 19, e la sera fino alle 23 sarà possibile  gustare dei caldi Christmas drink. Eventi folkloristici, musicali e tradizionali in programma per tutto il mese di dicembre di certo non mancano qui, e grazie anche al Christmas Village all’Estonian Open Air Museum, che offrirà uno spaccato delle usanze e tradizioni estoni, trascorrere il Natale in questo luogo avrà sicuramente un ritmo davvero unico.

Stoccolma
Stoccolma

Giornate molto corte, cosparse di luce azzurrina, che sembra avvolgere come in un magico manto le città. In un tempo sospeso, dove non è più giorno e non ancora notte, si giocano i dicembri svedesi e finlandesi. Neve e luci, ghiaccio e colori si mescolano assieme in un gioco di strabiliante magia creando incredibili effetti che rendono questi posti una favola assolutamente da vivere.

Mercatino Natale di Stoccolma
Mercatino Natale di Stoccolma

Stoccolma sotto quest’atmosfera è ancora più affascinante. Casa e vie sono illuminate con candele e candelabri a forma di stella, la stella dell’Avvento, in carta rossa o in paglia o metallo. Qui tutti sembrano invocare la luce, quella spirituale del Natale e quella pagana del solstizio d’inverno. Qui i mercatini si svolgono a Skansen nella grande piazza di Gamla Stan, nella piazza Kungsträdgården, dove è possibile trovare artigianato, decorazioni, glögg (vino speziato caldo) e i famosi pepparkakor (biscotti allo zenzero).

Rovaniemi invece, capitale della Lapponia Finlandese, che si trova vicino al Circolo Polare Artico, è per eccellenza la città di Babbo Natale. Qui è sempre Natale si può dire, dato che la neve cade per 180 giorni all’anno rendendo il paesaggio tipicamente natalizio. Durante il “vero” Natale però l’atmosfera si fa più intensa grazie alle numerose manifestazioni e attrazioni che vengono organizzate per grandi e piccini.

Lapponia
Lapponia

Il villaggio di Babbo Natale è un grande centro espositivo dedicato prettamente all’evento e a lui, l’uomo con il panciotto e la lunga barba bianca che fa felici i bambini. Qui i mercatini dell’Avvento, tanti negozietti in tipico stile lappone, si trasformano nel paese dei balocchi, dove tutto diventa possibile,  ed è persino possibile fare visite guidate alla casa di Santa Claus che si trova in una cittadina a pochi chilometri. Al villaggio-laboratorio di babbo Natale si può fare shopping tutti i giorni immergendosi nella vasta gamma di prodotti che vengono preparati ed esposti: si va dall’artigianato locale ai costumi lapponi fino agli oggetti tradizionali provenienti da tutto il mondo.

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Casa di Babbo Natale

Fortemente vissuto dai danesi, il periodo dell’Avvento apre il sipario su una serie di tradizioni che non si limitano al giorno di Natale o ai suoi mercatini. Oggetto tipico della città di Copenaghen è la ghirlanda dell’Avvento, composta da quattro candele che vengono accese una dopo l’altra rispettivamente le quattro domeniche di dicembre fino ad arrivare alla viglia di Natale che è il gran giorno della festa natalizia danese. Se si cammina per strada sopratutto nelle zone più più centrali come lo Strøget o l’area dei canali di Nyhavn, si è letteralmente avvolti dall’olezzo di caramello e cannella. Le mandorle croccanti calde e zuccherate vengono vendute nei banchetti per le strade o nei caratteristici mercatini che abbondano in città. Se si vuole passeggiare e scovare i famosi mercatini a Nyhavn fino al 22 dicembre ci sono le tipiche casette in legno che vendono biscotti alla vaniglia, sapore tipico natalizio danese e design, oppure si può andare nel quartiere hippie di Christiania dove si trova il più alternativo mercatino con prodotti unici realizzati a mano. Giostre, carillon, bancarelle, personaggi fiabeschi, fate e folletti e naturalmente Babbo Natale, rendono insieme alle mille luci della città, una favola divenire realtà.

Mercatini a Copenaghen
Mercatini a Copenaghen

Dalla Danimarca alla stupenda Germania. E’ così che il nostro tour verso le mete più affascinanti e a volte poco conosciute sulle vie del Natale, prende piega. Dal profumo di cannella, zenzero e cioccolato fumante si giunge ai dolci tipici di marzapane, i Brenten, i Bethmannchen, i preferiti di Goethe, e i gustosi pupazzetti canditi a base di prugne e noccioline, i Quetschemannchen. Siamo giunti a Francoforte. Qui dal 27 novembre la città sul Meno si veste a festa con l’albero più alto del paese e i colori e le luci del famoso mercatino. Gli stand strapieni di prodotti di artigianato tra i quali poter scovare le graziose decorazioni e gli originali regali, i dolci tipici delle feste, che diffondono nell’aria l’inebriante fragranza di buono e gli allegri canti di Natale insieme alle variopinte scenografie, creano l’atmosfera giusta ed attraente amata proprio dai viaggiatori. La città tedesca vanta uno dei mercatini di Natale più antichi del Paese nel quale trovano spazio non solo le tipiche casette ricche di graziosi oggetti e prelibatezze tutte da gustare, ma anche il grande albero, che con i suoi 30 metri è addirittura il più alto dell’intera Germania. Il periodo del mercato qui va dal 27 novembre al 22 dicembre, ed è un momento di grande festa che coinvolge l’intera città. E’ infatti dalla fine del XIV secolo che la città è famosa per l’organizzazione di mercati natalizi e l’usanza di far partecipare solo artigiani e venditori del luogo, ha permesso alla fiera di mantenere inalterata la propria identità nel corso dei secoli, trasformandosi in uno dei più importanti appuntamenti con la tradizione locale.

Mercati di Natale a Francoforte sul Meno
Mercati di Natale a Francoforte sul Meno

Quella dei mercatini di Natale è una tradizione profondamente radicata nella cultura tedesca ed ogni anno sono molte le città del paese che in questo periodo di festa allestiscono le loro piazze. La Sassonia non fa eccezione infatti, ed anzi si presenta pronta come una vera regina del Natale proponendo appuntamenti ed iniziative adatte a tutta la famiglia. Le sue bellissime city si trasformano in veri e propri paesi delle meraviglie dove tra shop e botteghe vengono venduti molti oggetti manufatti in legno, che rappresentano la massima espressione dell’artigianato natalizio della tradizione tedesca. A Dresda, dal 28 novembre al 24 dicembre si organizza il più antico mercatino dell’Avvento risalente niente meno che al 1434, mentre a Lipsia, dal 26 novembre al 22 dicembre, ci si può lasciar conquistare dal grande calendario dell’Avvento, a Gorlitz, c’è invece il Christkindelmarkt  a colpire i visitatori più esigenti dal 6 al 25 dicembre. Tra i vari stand si possono trovare i caratteristici schiaccianoci, i famosi angioletti in legno, le stelle di carta a 25 punte tipiche della tradizione protestante della Chiesa Moraviana, ed ancora i famosi candelabri in legno a forma di arco chiamati Schwibbögen.

Dresda
Dresda
Mercatini di Lipsia
Mercatini di Lipsia

In questo periodo scintillante ogni paese ha qualcosa di magico ed unico. Saranno le luci, gli addobbi o i profumi speziati, che arrivano dalle strade e dai mercatini o soltanto l’aria di gioia e festa che sprizza ovunque. Se poi la città è Praga, e già magica lo è, il Natale acquista un sapore del tutto speciale. Lasciarsi conquistare dal suo ricco programma natalizio è cosa molto facile qui sopratutto se sono molte le attrazioni del luogo. Sono ben 6 i mercatini di Natale, (detti vanocni trhy), che riempono la località di allegria e festa. Il più famoso è quello allestito in Staromestské namesti (Piazza della città Vecchia) e nella parte bassa dell’immensa Vaclav namesti ( Piazza San Venceslao). Tra i palazzi gotici, rinascimentali e barocchi, in un’atmosfera intima e fiabesca, sotto un grande albero di Natale illuminato da migliaia di luci, le 150 casette di legno dei mercanti si dispongono a forma di stella intorno alla statua di Jan Hus.

Mercatini dell'Avvento a Praga
Mercatini dell’Avvento a Praga

In Piazza San Venceslao, chiamata Piccoli Champs-élyées per la sua somiglianza con la famosa strada di Parigi, le casette sono a ridosso dell’edificio neorinascimentale del Museo Nazionale. Accanto ai classici decori natalizi, alle candele profumate e all’oreficeria artigianale si trovano preziosi cristalli boemi. Negli stand gastronomici si possono assaggiare pannocchie arrostite, pečená klobása (salsicce arrosto), del pernièky ( panpepato al miele), kaštany (castagne arrosto)  o dei vanoèni curkovi (biscotti natalizi). Per scaldarsi nel freddo inverno si può sorseggiare del vin brulè (svarené vino), del horký punč ( ponch caldo ) o la medovina (idromele). Altri mercatini tipici si trovano in Havelské trziste, una delle piazze più vecchie della città, tra Piazza della Città vecchia e Piazza San Venceslao, e in Namesti Republiky. Un pò fuori dal centro invece si trovano le botteghe di Namesti Miru (Piazza della Pace) di fronte all’imponente chiesa di Santa Ludmilla. A Vystaviste Holesovice, si trova invece un mercato con oltre 500 espositori che propongono giocattoli, ceramiche, cristalli boemi e manufatti dell’artigianato ceco. Caratteristica del luogo è la presenza di una gigante casa di panpepato, che alla chiusura viene “mangiata” dai divertiti e stupefatti visitatori. In Staromestské namesti si tengono concerti di musiche dell’Avvento e cori di bambini, che interpretano canti natalizi.

Praga
Praga – La piazza del centro storico allestita a festa

In giro per il mondo c’è solo dunque l’imbarazzo della scelta sul dove andare per visitare i tipici allestimenti di Natale e acquistare oggetti locali: l’importante è partire con la valigia mezza vuota, perché lo shopping è assicurato. Il mercatino di Bruxelles ad esempio è stato scelto nel 2003 come il luogo più caratteristico ed interessante d’Europa da visitare durante le feste natalizie. Sorpassando il Grand Palace, Piazza Santa Caterina e la Bourse si raggiunge il fulcro dell’allegria e della tradizione grazie alle 240 bancarelle belghe e di altri paesi allestite al centro della piazza. In soli due chilometri di percorso, si può vivere le autentiche tradizioni bel posto con le sue luci, il presepe, la pista di pattinaggio e la grande ruota panoramica. Altri famosi mercatini gettonatissimi sono quello di Vienna, che dal 24 novembre al 6 gennaio aprono le porte ai visitatori con i loro 80 espositori, che evocano lo spirito natalizio nel cortile del castello di Schonbrunn, magnificamente illuminato. Spostandosi invece nella piazzaa di fronte al municipio si possono ben ammirare le 150 bancarelle, che espongono addobbi natalizi, regali di Natale, bevande e dolciumi. Il Christkindlmarkt Altstadt Innsbruk è il più famoso da queste parti ad Innsbruck, e dal 15 novembre al 6 gennaio apre il sipario nel centro storico della città con le casette in legno traboccanti di prodotti artigianali tirolesi e decorazioni per l’albero di Natale. Se poi pensiamo alla Svizzera come meta da raggiungere in questo periodo non possiamo non visitare le sue affascinanti città come Zurigo, Lucerna, Montreaux dove oltre agli chalets decorati a festa si possono acquistare e assaggiare prodotti tipici del territorio e specialità culinarie svizzere.

Vienna
Vienna

Se è dall’altra parte del mondo invece, che vogliamo trascorrere le festività, non può di certo mancare sul nostro itinerario una meta come New York, ancora più suggestiva sotto il clima del Natale. Ogni distretto della città si anima di coloratissimi mercatini di Natale, per non parlare delle eccezionali vetrine dei negozi che si animano di tutto punto con giochi di luce e melodie che intonano il Merry Christmas.  I tipici mercatini newyorchesi sono un’infinità, l’uno diverso dall’altro, una sarabanda di oggetti artigianali e decorazioni per la casa e per l’albero. Da non perdere quello che si svolge davanti al Rockfeller Center, simbolo natalizio di New York per eccellenza, con il suo immenso albero e la famosa pista di pattinaggio sita sia qui che a Central Park. Per gli oggetti d’antiquariato dobbiamo recarci a Bryant Park dal 1 novembre al 5 gennaio 2014. Altri celebri mercatini di Natale, ce ne sono sia all’aperto che indoor, sono al Grand Central Terminal dal 18 novembre al 24 dicembre 2013, Union Square dal 21 novembre al 24 dicembre, e al Columbus Circle dal 4 al 24 dicembre 2013.

New York Christmas'Market
New York Christmas’Market

Facendo ritorno nel Bel Paese non possiamo perderci alcuni degli 800 mercatini sparsi per l’Italia. Mercatini a tema, vintage, design, fai da te e food. Orgoglio nazionale affiora nei cartelli, che garantiscono il “prodotto italiano”.  L’Alto Adige ha la tradizione più antica. Fino all’Epifania, in piazza Walther, Bolzano ospita il mercatino di Natale più grande in tutta la nazione. Tra gli stand troviamo biscotti al panpepato, vin brulé, tè aromatizzato, zelten con canditi, strudel di mele. Inoltre un’ampia gamma di decorazioni per la casa, animaletti di legno intagliato, giacche di lana cotta.

Bolzano
Bolzano

A Trento invece la centrale piazza Fiera viene trasformata nel paese dei balocchi, dove oltre all’incredibile varietà di dolci, troviamo guanti, sciarpe in lana fatte a mano e giocattoli di legno artigianali. Anche Cortina D’Ampezzo, dal 12 al 31 dicembre 2013, si veste a festa sotto il manto candido che la caratterizza. In Corso Italia il suo mercatino di Natale è di lusso. Guanti di cachemire e lana, muffole, plaid caldissimi, candele profumate e scolpite con dentro anice stellato e chiodi di garofano, idee regalo originali come le cornici abbinate ad un sacchetto di creta dove stampare la manina dei propri bimbi per conservarla assieme alle foto.

Cortina d'Ampezzo
I mercatini di Natale a Cortina d’Ampezzo

 

 

 

 

 

 

 

Miuccia Prada trionfa ai British fashion awards 2013 aggiudicandosi l’International Designer of the year

British Fashion Awards 2013

Lo scorso 2 dicembre 2013 al Coliseum di Londra si sono svolti i British Fashion Awards 2013, gli Oscar della moda inglese assegnati ogni anno dal Bfc-British Fashion Council, che hanno premiato il talento e la creatività di molte firme del mondo della moda. Tra i 16 awards assegnati spicca il nome dell’italianissima Miuccia Prada, protagonista assoluta della serata, che si è aggiudicata l’International Designer of the Year award, il nuovo premio introdotto proprio con l’edizione di quest’ anno.

Nato per celebrare i designer più considerevoli nel panorama internazionale, l’importante riconoscimento è stato assegnato alla stilista italiana più in voga del momento, recentemente inserita dalla rivista “Time” nell’elenco delle 100 personalità più influenti del ventesimo secolo, conosciuta per le sue capacità di innovare continuamente e fissare ad ogni collezione l’agenda di tutto il settore moda: ennesima testimonianza della grande influenza che il suo stile esercita nel mondo della moda.

Stile che nasce agli inizi degli anni ’80 grazie all’incontro tra lei, sofisticata signorina milanese, sempre in tacchi e vestiti mai banali ai cortei studenteschi, erede di un negozio di borse e valigie, e lui il toscano-aretino Patrizio Bertelli, imprenditore di pelletteria, personaggio dantesco e vulcano di idee. Il connubio degli opposti che si attraggono, ha posto le basi di quello che ora è il così detto “Fenomeno Prada”. Il marchio di moda non è più solo considerato un gruppo, ma un brand dai grandi numeri, simbolo di uno stile concettuale che ha saputo ribaltare i canoni estetici, creare voghe, diventando un fatto di costume tanto da dettare le tendenze sulla scena mondiale.

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Miuccia Prada riceve l’International Designer of the year award da Gweyneth Paltrow

La consegna del premio a Miuccia Prada è avvenuta da una madrina d’eccezione: l’attrice Gwyneth Paltrow. La giuria composta da oltre 300 esperti del settore, chiamata a votare la British fashion industry, ha premiato altrettanti cospicui designer come Christopher Kane con il titolo più prestigioso di Womenswear designer of the  year consegnato da Donatella Versace, una tra le prime a credere nel suo talento. Il doppio titolo di Menswear designer of the year e Designer brand of the year è stato invece consegnato a Christopher Bailey, direttore creativo di Burberry e recentemente nominato anche CEO del marchio, da Sienna Miller. Per la terza volta nella sua carriera riceve l’Accessory designer of the year award Nicholas Kirkwood, consegnatogli da Emmanuelle Seigner. A Sophia Webster è stato riconosciuto invece l’Emerging accessories designer del 2013.

Al neo direttore creativo del marchio Loewe, J.W. Anderson, è stata assegnata la statuetta di New establishment designer. Erdem Moralioglu è stato premiato invece con il Red carpet award, premio assegnato allo stilista che durante tutto l’anno ha vestito moltissime celebrities sul tappeto rosso annoverando tra le sue clienti nomi come la Duchessa di Cambridge, Gwyneth Paltrow e Keira Knightly.

Per quanto riguarda la categoria dei talenti emergenti i riconoscimenti sono andati a Simone Rocha con l’Emerging womenswear designer award e alla coppia Agi & Sam con il premio Emerging menswear designer. Mentre Edie Campbell è stata nominata modella dell’anno, lo Special Recognition award è stato consegnato da Marc Jacobs alla super top model Kate Moss. Stesso riconoscimento è stato assegnato a Suzy Menkes per il suo lavoro nel giornalismo di moda, per la sua  venticinquennale carriera presso l’International New York Times.

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Il premio speciale dedicato a una delle figure più prominenti del panorama britannico il premio Isabella Blow award for fashion creator è stato consegnato alla musa e collaboratrice di Karl Lagerfeld, Lady Amanda Harlech, per il suo ruolo ispiratore nella moda. Per finire ad Harry Styles, membro della boy band One Direction, ha ricevuto la statuetta di British Style brought to you by Vodafone, per aver portato nel mondo lo spirito dello stile londinese.

L’italia come sempre si è distinta grazie ad una donna, Miuccia, che come sempre grazie al suo estro creativo porta una ventata di originalità e ricchezza alla moda made in Italy. Un fenomeno quello Prada, che si è autoamplificato attraverso il design futuribile dei negozi-epicentri, portando l’italianità anche d’oltralpe, grazie anche all’avvincente esperienza velica di Luna Rossa in Coppa America e alla provocatoria arte d’avanguardia dell’omonima Fondazione.

“Vivienne Westwood ♥”: ecco il progetto di co-branding per rilanciare il Made in UK

iDesignMe-Vivienne-Westwood-LovesSe si nomina Vivienne Westwood, quali sono le cose che vengono subito in mente? Che è stata ed è tuttora la regina della scena punk, diventando uno dei pilastri della moda made in UK e un’icona di stile degli anni Settanta. Oggi fa ancora parlare di sé con “Vivienne Westwood ♥”, il progetto di co-branding tra la stilista inglese e cinque marchi britannici impegnati nella salvaguardia di tecniche di produzione artigianali e alti standard qualitativi nei tessuti e nelle lavorazioni.

Al grido di “Qualità più che quantità” e “Comprare meno, scegliere bene e far sì che le cose possano durare nel tempo”, la Westwood porta avanti la sua filosofia su cui da decine di anni ormai si fondano le sue creazioni. Un pensiero sposato oggi anche da altre cinque realtà manifatturiere della scena britannica: l’azienda di valigeria Globe-Trotter, la società specializzata nella realizzazione di iconici cappotti Gloverall Duffle Coats, i produttori di cashmere, lane pregiate e articoli in tweed Johnstons of Elgin Cashmere, gli specialisti del cappello James Lock & Company Hats e la realtà di calzetteria Pantherella Socks.

Vivienne Westwood
Vivienne Westwood

Sei marchi così distanti l’uno dall’altro per tipo di produzione, ma accomunati da un unico spirito, propugnato dalla Westwood e che nella realtà si è tradotto in una capsule collection in vendita presso la boutique di Corso Venezia 25 a Milano, nei monomarca londinesi di 44 Conduit street, 18 Conduit street e Worlds End, in selezionati multibrand internazionali e online all’indirizzo viviennewestwood.com.

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“The Glamour of Italian Fashion”: a Londra va in scena l’Italian style!

italian_fashion_header_1bChe l’Italia abbia dato tanto al patrimonio artistico mondiale in ogni tempo è risaputo: geni come Michelangelo, Donatello o Raffaello hanno lasciato un’impronta nella Storia con le loro opere, cambiando il modo di intendere l’arte e consegnandoci dei veri e propri capolavori. Altrettanto vero è per il mondo della moda, in cui l’Italia da sempre primeggia ed è sinonimo di qualità. Grandi nomi anche qui hanno scritto pagine importanti, rileggendo la moda in chiave personale e stravolgendone il senso, lasciandoci in eredità non solo abiti o trine, ma un modo di essere.

Eccellenze che vanno celebrate con una mostra, che andrà in scena al Victoria and Albert Museum di Londra dal 5 aprile al 27 luglio 2014: “The Glamour of Italian Fashion, 1945-2014” il titolo dell’esposizione, fortemente voluta e sponsorizzata da Bulgari. Dal Dopoguerra fino ad oggi, l’obiettivo della mostra è quello di fare un excursus storico – tecnico sul Made in Italy attraverso i marchi e gli stilisti che lo hanno reso famoso in tutto il mondo per creatività e qualità.

Si parte appunto da quel lontano 1952 nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze, dove grazie all’intuizione del marchese Giovanni Battista Giorgini, venne organizzata la prima presentazione di Alta Moda italiana per i compratori dei più importanti department store americani, per arrivare alle camicie-scultura create dall’architetto Gianfranco Ferré. Si celebrano le grandi donne della couture del Dopoguerra, come le Sorelle Fontana e Mila Schön, ma si vedrà da vicino anche la grande influenza della moda italiana sui film hollywoodiani.

Un outfit firmato Mila Schon presente alla mostra
Un outfit firmato Mila Schon presente alla mostra

“Abbiamo lavorato per cinque anni a questo progetto – racconta la curatrice Sonnet Stanfill – È la prima volta che ci si trova di fronte a una panoramica tanto completa sulla moda italiana”.

Oltre cento creazioni esposte, a partire dai capi disegnati da Simonetta, Gattinoni, Emilio Pucci e dalle Sorelle Fontana, tra gli anni Cinquanta e i Sessanta, per arrivare agli exploit stilistici di Valentino, Giorgio Armani, Prada, Missoni, Gucci, Versace e Dolce&Gabbana di oggi. Bulgari, infine, dedicherà una sezione della mostra ai carati appartenuti a Elizabeth Taylor.

Rock the tartan!

trend-tendenze-moda-autunno-inverno-2013-2014-tartan-220929_LIn principio furono gli Highlander scozzesi. Poi vennero i Sex Pistols negli anni Settanta, con il loro punk urlato, e Vivienne Westwood, che ne fece quasi una bandiera del suo stile, e poi ancora negli anni Novanta, sbucò fuori Alexander McQueen, non un semplice stilista, ma del vero genio racchiuso in un uomo, che ne fece un elemento cardine delle sue collezioni. Fino ad oggi, che lo vediamo indossato dai vip sui red carpet dei festival più importanti, da Mika, istrionico giudice di X Factor, perfino dagli Ape Escape, concorrenti del programma musicale per eccellenza, non certo campioni di eleganza, ma che con il kilt hanno acquistato un certo fascino.

Insomma, il tartan è dappertutto. Un’invasione in piena regola, senza risparmiare nessuno: dal mondo dello spettacolo al mondo della strada, dove viene indossato con disinvoltura dai ragazzini fino alle eleganti signore, che lo scelgono per il loro tailleur sartoriale, fino alle passerelle di moda. Nell’ultima tornata di Fashion Week, molti sono stati gli stilisti che hanno scelto il famoso tessuto – fantasia quadrettato per rendere più attuale qualche outfit: eccolo spuntare sulle catwalk da Moncler, Fay e Céline che propongono il tartan come fantasia per cappotti e giacche; Antonio Marras e Brooks Brothers lo scelgono per raffinati tailleur destrutturati; Clips per eleganti scamiciati a fantasie sovrapposte, Saint Laurent, invece, rilancia la classica camicia d’ispirazione punk e la completa con vestito di pelle nera e anfibi con fibbia.

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Céline A/I 2013-14
Antonio Marras A/I 2013-14
Antonio Marras A/I 2013-14
Saint Laurent A/I 2013-14
Saint Laurent A/I 2013-14

Fantasia ma senza eccedere, aggressivo ma sempre elegante, il tartan piace a tutti perché è versatile: lo si può indossare per uno scamiciato a un evento o su una camicia a un concerto rock e risultare ugualmente impeccabili e credibili, senza scadere nella banalità.

Il tartan è rassicurante perché ciclico: ogni vent’anni ce lo troviamo nell’armadio sotto forma di gonnellina a pieghe, camicia punk o giacca sciancrata. Ed è sempre attuale.

Il tartan spopola, insomma: agli stilisti piace forse per il suo aspetto marziale, guerrigliero, ma al tempo stesso per il suo essere fantasia che permette di poter giocare con le cromie, accostarle, assemblarle, alla ricerca del match perfetto. A noi tutti piace, invece, perché di questi tempi dove niente ha un ordine, tutto è confuso, avere addosso qualcosa di rigoroso e perfetto aiuta a ‘ingabbiare’ se non i valori e i pensieri, almeno le scelte di fronte all’armadio.

Ricette per la vita in società: il perfetto manuale di comportamento contemporaneo

ricette per la vita in societàSe “l’abito non fa il monaco” è pur vero che sbagliare outfit durante un’occasione importante può rappresentare un cattivo biglietto da visita o un passo verso il declino.

Per questo motivo ci viene in soccorso Giulia Rossi, giornalista bolognese ed esperta nel settore moda, che ha appena pubblicato Ricette per la vita in società, un vero e proprio manuale di comportamento contemporaneo.

Edito da Pendragon, il volume raccoglie dieci situazioni topiche e tutto ciò che sarebbe bene fare e indossare in questi casi: dal primo appuntamento alla cena con il capo; dal caffè all’incontro con le amiche; dagli amori clandestini alla cena d’affari. Ad esempio, meglio un abito leggero e in seta per una serata con lui così come la camicia bianca e una gonna a matita rappresentano la scelta più adatta per una cena di lavoro. Il vademecum però non si concentra soltanto sull’outfit: l’autrice del libro infatti ha interpellato alcuni dei professionisti più noti per rendere Ricette per la vita in società un perfetto manuale di lifestyle dei giorni nostri. A offrire consigli di bellezza ci pensa Luciana Caramia, beauty editor di Elle.it; per i settori cocktails e food ci sono Alessandro Cattani e Mario Ferrari. Cristiana Melis si occupa di mise en place e Sonia Minute del coffee time. Tamara Nocco dà indicazioni in fatto di look  mentre Melissa Proietti ha arricchito il volume con le citazioni più adatte.

Giulia Rossi ha dichiarato di non aver voluto realizzare un manuale di bon ton, quanto una raccolta di consigli tra amiche: quelle semplici quanto preziose perle che non possono fare altro che rendere la vita in società più semplice e divertente.

N°21 di Alessandro Dell’Acqua lancia il menswear

alessandro-dellacqua-torna-al-menswear-con-il-L-m_cAuhGrandi novità in casa Alessandro Dell’Acqua: il mondo di N°21, il progetto di pret-à-porter per donna, fondato nel 2010 dallo stilista napoletano, cui nel tempo si sono aggiunti anche i segmenti footwear e borse, si popola di una nuova creatura: il menswear, sempre in partnership con Gilmar, l’azienda della famiglia Gerani già licenziataria del womenswear e della pelletteria della griffe.

Una bella notizia, arrivata in seguito al complicato divorzio dello stilista dal suo marchio eponimo e alla recente nomina a direttore creativo di Rochas, avvenuta a fine settembre. Ventuno outfit, proprio come riporta il nome del brand, pensati per un uomo moderno, casual ma dall’appeal elegante, il cui debutto è previsto per gennaio 2014 con la collezione autunno/inverno 2014-2015. Non se ne conosce ancora la modalità, però: se con uno show – evento al Pitti Immagine Uomo di Firenze oppure con una sfilata a Milano Moda Uomo. A livello di distribuzione, il brand seguirà la maggior parte dei canali già coperti dalla collezione femminile con l’obiettivo iniziale di raggiungere i più importanti store multimarca in Europa, America, Asia e Medio Oriente oltre ai principali player di e-commerce internazionali.

«Sono entusiasta del nuovo progetto maschile N°21, un passo fondamentale per la crescita e lo sviluppo del mio brand», ha dichiarato Alessandro Dell’Acqua, che così va ad aggiungere un altro importante tassello alla sua carriera di stilista, già brillante e costellata di successi, proprio come le sue creazioni.

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Contaminati dalla moda: continuano le adesioni alla “Detox Campaign” di Greenpeace da parte di molte case di moda

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La Campagna Detox di Greenpeace continua con determinazione a portare avanti la sua missione: convincere le case di moda ad azzerare gli scarichi di sostanze chimiche pericolose per la salute dell’uomo entro il 2020, imponendo ai loro fornitori di rivelare tutte le emissioni di sostanze chimiche tossiche nell’ambiente e nei corsi d’acqua.

Costanti ricerche effettuate da Greenpeace rivelano come le industrie tessili rilascino pericolosi scarichi nei principali fiumi in Cina. Questi impianti riforniscono grandi brand internazionali come i giganti dell’abbigliamento sportivo Nike e Adidas. La pericolosità degli scarichi di queste industrie, che dipende dalle sostanze chimiche usate per le varie fasi della produzione, dalla pittura dei tessuti al lavaggio fino alla loro finitura, rappresenta una minaccia per l’ambiente e per la salute umana. Alcuni di questi composti chimici, come gli alchilfenoli e i composti perfluorurati alterano il sistema ormonale dell’uomo agendo anche a concentrazioni molto basse. Molti di questi fanno parte di un gruppo di sostanze persistenti nell’ambiente, che si accumulano lungo la catena alimentare fino ad arrivare all’uomo. Trasportati lontano dalla loro fonte di origine attraverso le correnti oceaniche e atmosferiche, è stata rilevata la presenza di questi agenti chimici nei tessuti dei pesci, che finiscono sulle nostre tavole, negli uccelli, nelle balene e negli orsi polari.

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I risultati delle ricerche di Greenpeace non si limitano ovviamente ai soli impianti cinesi, ma interessano tutto il mondo e sono indicative di un problema ben più vasto, che va oltre il territorio della Cina e del settore tessile. Riguarda la vita umana. L’associazione ambientalista sottolinea il bisogno di innovazione e di leadership da parte delle aziende, chiedendo loro un modo diverso di produrre senza inquinare le acque del nostro pianeta con sostanze tossiche e persistenti.

La catena di fornitura dell’industria tessile è molto complessa, e generalmente è il proprietario del marchio a dettare le regole sul processo di sviluppo del prodotto, compresa la ricerca e il design. E’ il brand stesso, che sceglie il fornitore con cui entrare in commercio esercitando anche il controllo sull’uso degli agenti chimici nei processi produttivi  negli articoli di consumo. Di questi brand, che fanno uso di sostanze tossiche, c’è un gruppo in particolare, che oltre a proclamarsi leader nell’abbigliamento sportivo, hanno la dimensione e la reale capacità di spingere il settore dell’abbigliamento verso un nuovo sistema di produzione. Queste aziende potrebbero davvero impegnarsi ad essere la soluzione del problema, e non solo la causa se lo volessero veramente. Devono solo agire seguendo i loro slogan “Just do it” , “Impossible is nothing”, “Make the change”. Greenpeace invita tutti questi brand a diventare campioni in un futuro senza sostanze nocive promuovendo l’eliminazione delle miscele pericolose dalla catena di produzione e dai prodotti in commercio.

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Negli ultimi mesi l’azienda Limited Brands, proprietaria dei noti marchi di biancheria intima “Victoria’s Secret” e “La Senza”, ha lanciato il suo impegno pubblico per la lotta contro i ftaliti, impegnandosi a stipulare contratti con fornitori che utilizzano formulazioni chimiche prive di ogni composto pericoloso. Questa è la quattordicesima azienda ad assumersi un impegno credibile, dopo aver rilevato la presenza di sostanze cancerogene nei capi di biancheria venduti negli Stati Uniti, e la prima a garantire la totale eliminazione dei prodotti tossici dalla produzione dei capi. L’azienda stessa ha dichiarato di essere consapevole che l’accesso all’acqua pulita è un problema di portata mondiale ed è quindi orgogliosa di unirsi in un progetto che risani il Pianeta. Anche Limited Brands ha dato una data precisa per l’eliminazione totale dei PFC, luglio 2015. Limited Brands da diavolo tossico diventa angelo Detox.  

G-Star, noto marchio olandese di moda giovanile è il quindicesimo fashion brand ad aderire alla campagna Detox di Greenpeace, impegnandosi ad eliminare lo scarico di tutte le sostanze nocive dalla sua filiera produttiva entro il 2020. Il noto marchio ha dichiarato ai suoi clienti e concorrenti che “i tessuti tossici sono un errore della moda. Per G-Star è arrivato il momento di scegliere la via della trasparenza e della tutela di coloro che vivono nelle acque colpite dall’inquinamento delle industrie della moda”. Il brand si è così impegnato seriamente nella sua opera ambientale tanto da eliminare gli ftalati e gli alchilfenoletossilati entro questo anno, e i composti perfluoroclorurati entro il 2014, accettando dei tempi di eliminazione che sono più rapidi di quelli di qualsiasi altro brand coinvolto nella campagna Detox.

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Dopo Levi’s, Zara e H&M, anche Benetton ha preso l’impegno di eliminare gli agenti chimici pericolosi dai propri prodotti e in tutta la catena di fornitura entro l’anno 2020. Un grande passo avanti da parte di un’altra azienda italiana, che attuerà politiche di trasparenza nei confronti dei suoi consumatori sulla propria filiera produttiva. Benetton è il tredicesimo marchio globale che si sta impegnando a ripulire la propria catena produttiva ed è il nono a fornire una data precisa, il 2015, per l’eliminazione completa delle sostanze chimiche tra cui i PFC (perfluorocarburi). Entro fine 2013 inoltre Benetton rivelerà i valori delle emissioni delle sostanze chimiche pericolose di ben 30 dei loro fornitori, 15 dei quali in Cina. L’azienda inoltre dichiara di garantire in questo modo a chi vive in prossimità di queste industrie, il diritto di conoscere esattamente cosa viene scaricato nell’ambiente in cui vivono.

Sulla base del principio di precauzione e prevenzione Greenpeace ha chiesto l’aiuto anche dei governi per un intervento istituzionale più ampio riguardante le politiche globali di gestione delle sostanze chimiche. L’approccio nuovo e consapevole auspicato dall’associazione ambientalista deve necessariamente includere il principio di sostituzione, secondo cui le sostanze chimiche dannose vengano sostituite progressivamente con quelle alternative e perché no, del tutto naturali provenienti dall’ambiente stesso. Il secondo passo sarà quello di isolare chi non rispetta queste norme e comprenderne le responsabilità.

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Un’altra azienda, che ha deciso di aderire alla richiesta di Greenpeace per la salvaguardia del pianeta è la società comasca Canepa Spa, primo produttore di tessuti pregiati come la seta e il jacquard per le principali firme dell’ haute couture e del  prêt-à-porter italiano e del mondo. Oltre ad aderire alla campagna Detox, l’azienda è diventata il primo produttore a livello mondiale a sottoscrivere pubblicamente il Detox Commitment. ” Siamo orgogliosi ad essere la prima impresa tessile al mondo a sottoscrivere il Detox Commitment di Greenpeace – ha dichiarato Elisabetta Canepa – Questo è il nostro contributo a una moda libera da sostanze tossiche che aiuterà i migliori brand dell’alta moda a produrre gli splendidi capi che sanno creare e che con i nostri tessuti avranno anche il pregio di non inquinare un bene prezioso come l’acqua”. In particolar modo Canepa richiederà all’80% dei propri fornitori di rivelare da gennaio 2014 i quantitativi delle sostanze chimiche pericolose emesse. Canepa ha inoltre incluso nell’eliminazione delle sostanze anche la metacrilammide, una sostanza che presenta elevati rischi per l’uomo, su cui l’azienda ha lavorato nei mesi precedenti all’impegno.

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Dopo Valentino Fashion Group, prima azienda italiana a dare il buon esempio impegnandosi fermamente nella sfida lanciata da Greenpeace, ora è la volta dell’azienda comasca ad impegnarsi volontariamente nello sviluppo di materie e sostanze alternative a quelle pericolose per la salute del pianeta. Chiara Campione, Project leader di The Fashion Duel afferma, che dal lancio della campagna Detox i consumatori di tutto il mondo hanno fatto sentire la loro voce. A questi, per la prima volta nella storia della campagna ambientale di Greenpeace, si unisce un produttore, Canepa. “E se un’azienda come questa, che lavora per tutti i più importanti marchi del lusso, può impegnarsi così seriamente – continua Chiara Campione – non hanno davvero più senso l’indecisione di Gucci e Armani, la lentezza di Versace, Ermenegildo Zegna e Ferragamo e l’opposizione di Dolce e Gabbana, Prada, Chanel e Roberto Cavalli a ripulire le proprie filiere e i nostri vestiti dalle sostanze tossiche e dalla deforestazione”

La domanda ora è quando queste e altrettante case di moda italiane e non saranno in grado di rispondere alle richieste dei consumatori e delle popolazioni locali, colpite dall’inquinamento delle proprie risorse idriche, smettendo di inquinare il pianeta e di investire invece nella moda che non costa nulla al pianeta? 

 

 

 

 

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