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Spagna, ecco la Catalogna da scoprire in bicicletta

La Catalogna vanta un’ampia rete di percorsi ciclabili che ne consentono la scoperta al ritmo lento e benefico dei pedali, coglierne l’essenza e apprezzarne la diversità e la ricchezza di paesaggi naturalistici e urbani, senza tralasciare storia, cultura e tradizioni. Dalla Costa Brava alle Terres de l’Ebre, dalle vette dei Pirenei alla Val d’Aran, passando naturalmente per la capitale Barcellona: la straordinaria diversità territoriale permette sia di fare un buon esercizio fisico, andando alla ricerca di tappe impegnative e passi di montagna, sia di optare per un’esperienza più soft, raggiungendo alcuni dei luoghi più iconici del Paese.  Qualsiasi sia il grado di intensità o la tipologia di bici scelta, mountain bike, da strada, gravel, e-bike, questo è sicuramente uno dei modi migliori per scoprire l’essenza di questa splendida terra, pedalando lungo diversi percorsi ciclabili in solitaria, con la famiglia o in compagnia di amici, in totale libertà, ma pur sempre a stretto contatto con la natura.

Catalogna
Catalogna

Nel cuore dei Pirenei, in Val d’Aran

La prima zona che vale la pena inserire nel programma di viaggio, considerata il non plus ultra per chi ama lo sport di montagna, è la Val d’Aran che – grazie alla sua posizione privilegiata e all’ampia varietà di paesaggi – permette di scoprire una Catalogna più intima, caratterizzata da piccoli villaggi, distese naturali incontaminate, custodi di una fortissima identità culturale.

Prima destinazione di montagna al mondo ad essere riconosciuta con la certificazione di turismo sostenibile Biosphere Destination dall’Istituto di Turismo Responsabile, ente associato all’UNESCO e all’Organizzazione Mondiale del Turismo, oltre ad essere dal 2004 Destinazione per il Turismo Sportivo, questa valle incastonata nei Pirenei è sicuramente un paradiso per gli amanti della bicicletta che qui trovano oltre 800km di percorsi adatti a qualsiasi grado di difficoltà.

Dagli spettacolari passi di montagna, scenari del mitico Tour de France, ai vertiginosi circuiti di enduro per i più professionisti nelle foreste di Baricauba, La Tuca e la montagna di Montromies, agli oltre 400km di percorsisegnalati per la mountain bike attraverso boschi lussureggianti, a numerose possibilità per la gravel bike sia su superfici asfaltate che su sentieri naturali, alle tranquille pedalate lungo il fiume che collegano i villaggi che sorgono in questa zona e più idonei agli amanti della bici su strada, fino ad una serie di percorsi specifici per eBike che si distinguono per la bassa difficoltà tecnica e la bellezza dei tragitti.

Vies Verdes, recupero di vecchi binari e valorizzazione del territorio

Le Vie Verdi della Catalogna sono itinerari che si snodano sinuosi tra vecchi tracciati ferroviari della provincia di Girona e di Tarragona. Oggi rappresentano un esempio virtuoso di recupero di patrimoni storici dismessi, trasformandosi in sentieri adatti al cicloturismo (e anche a passeggiate), dove appagare la propria curiosità anche grazie alla ricchezza culturale e storica del territorio, situato nel nord-est della regione.

Catalogna
Catalogna

Pedalare a ritmo lento tra villaggi poco conosciuti, dalle valli più interne dei Pirenei al litorale della Costa Brava, dai paesaggi rurali agli scenari più urbani, è una forma di turismo sostenibile che permette di conoscere la Catalogna nel suo animo più intimo e autentico, che non è possibile cogliere percorrendo i percorsi più tradizionali. Si tratta comunque di itinerari con tappe brevi in leggera discesa, realizzabili in giornata, o in più giorni, ideali per una vacanza in famiglia con bambini.

Una delle Vie Verdi più incantevoli è quella che, dalla Costa Brava, permette di raggiungere i Pirenei (Itinerario del Carrilet I), snodandosi lungo un percorso di grande importanza paesaggistica, ecologica e culturale nella straordinaria zona vulcanica di La Garrotxa, a Olot, dove spiccano ben 4 coni vulcanici, crateri, boschi di faggi su fiumi di lava e spettacolari gole con pareti in basalto, frutto di esplosioni millenarie. Lungo il percorso incontrerete Girona, un vero e proprio gioiello di architettura medievale, perfettamente conservato, dove consigliamo di trascorrere una notte, per quindi arrivare a Sant Feliu de Guíxols, in Costa Brava, lungo l’Itinerario Carrilet II.

Catalogna
Catalogna

Per ammirare l’incantevole bellezza dei panorami mediterranei di questo tratto di costa catalana, si può anche optare per l’Itinerario del Ferro e del Carbone che ripercorre la tratta che seguiva il treno dalle miniere di Carbone di Ogassa a El Ripollès (area di forte tradizione metallurgica): un percorso semplice, che segue dolcemente il corso del fiume Ter, o l’Itinerario del Tren Petit che ripercorre la linea del piccolo tram-treno che collegava le meraviglie della Costa Brava, dal mare all’entroterra, regalando scorci incantevoli della zona dell’Empordà, dove sorgono piccoli villaggi che sembrano piccoli musei a cielo aperto, ricchi di storia e tradizioni.

Se invece si intende andare alla scoperta della punta meridionale della Catalogna, nelle Terres de l’Ebre, è possibile scegliere tra due itinerari che si snodano tra mandorli e foreste di pini, nella provincia di Tarragona. Lungo il primo itinerario della Terra Alta si incontrano luoghi e paesaggi spettacolari, intervallati da tunnel e viadotti, mentre con l’itinerario del Baix Ebre si percorrono circa 26 chilometri lungo il fiume Ebre, in un alternarsi – quasi a creare un vero e proprio mosaico – di paesaggi montuosi, prati e fattorie e argini fluviali fino a Tortosa, la città delle tre culture.

Il Consorzio delle Vie Verdi di Girona

ll Consorzio delle Vie Verdi di Girona ha iniziato a gestire questi percorsi nel 2003. Il Consorzio è l’ente locale che gestisce tutti i percorsi delle Vie Verdi di Girona, creato e integrato dalla Provincia di Girona e dai comuni e dai consigli provinciali dei percorsi. Il suo compito principale è quello di effettuare la manutenzione e il miglioramento dell’infrastruttura, la promozione del suo utilizzo e l’espansione della rete.

Nel 2013 è stato realizzato il percorso Pirinexus, anch’esso gestito dal Consorzio, un percorso ciclabile circolare che collega i territori situati su entrambi i versanti della catena montuosa dei Pirenei e che si collega con EuroVelo8; l’ultimo percorso integrato dal Consorzio si chiama Pirinexus Litoral, un asse in parte pedalabile in parte percorribile con altri mezzi pubblici di mobilità sostenibile, che attraversa le zone della costa di Girona e si collega con Rosselló.

La Costa Daurada, il paradiso per le biciclette

Certificata quale Destinazione di Turismo Familiare specializzata in cicloturismo, Cambrils si trova nel centro-sud della Costa Daurada. È certamente un luogo onirico: gli amanti delle due ruote si troveranno qui a pedalare tra montagne e mare, tra vette e costa, in un emozionante susseguirsi di sensazioni e visioni indimenticabili.

Piste ciclabili che corrono lungo l’intero litorale e attraversano il tratto urbano in pianura, come l’itinerario che da Salou permette di raggiungere Cambrils e costeggia costantemente il mare, lungo tutti i 7 km della tratta o, se un sentiero più lungo non spaventa, resta da provare l’itinerario ad anello del Baix Penedès. Si parte e si arriva a El Vendrell, città natale di Pau Casals (celebre compositore e direttore d’orchestra catalano) e per 37 km attraverserete questa zona tra foreste, vigneti e una storia che affonda le radici nell’antica Roma.

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“Fashion in Orbit”, così la moda arriva nello spazio

Come l’universo è infinito anche le possibilità della moda di stupirci sono immense. E questa volta la dea delle apparenze si spinge proprio oltre i confini del tempo e dello spazio e arriva in orbita. Fra corpi celesti su maglie, abiti e soprabiti il soggiorno nello spazio diventerà un’odissea glamour che sembra aver conquistato anche le star come Samantha Cristoforetti, la nostra testimonial intergalattica.

Courtesy of Press Office Polidesign Milano
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Tutto è cominciato con il progetto Couture in Orbit quando l’Agenzia Spaziale Europea ESA ha coinvolto cinque scuole di moda e design scelte nei paesi di origine degli astronauti ESA, che dal 2014 in poi hanno soggiornato a bordo della Stazione Spaziale come la stessa Cristoforetti. L’Italia è stata rappresentata dal Politecnico di Milano, che ha un’offerta formativa specifica nell’ambito del fashion design con particolare riferimento alle caratteristiche dei materiali, alle tecniche sartoriali nonché ai processi di lavorazione.

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Le altre scuole coinvolte sono state la Fashion Design Akademiet di Copenaghen, la Revensbourne di Londra e l’Ecole supérieure des arts et techniques de la mode per la Francia e la Germania. Il progetto prevedeva di realizzare una collezione di abiti che integrasse tecnologie spaziali e materiali innovativi. Una sfida pienamente accolta dagli istituti e sopratutto dal Poli.design di Milano. Gli aspiranti couturier hanno lavorato facendo riferimento ai temi forniti che l’ESA ha assegnato ad ogni scuola, tratti dalle strategie dell’agenzia nei settori della sostenibilità, della tutela del clima e del riutilizzo. Tecnologia, ambiente, innovazione, salute e sport sono i punti cardine ispiratori per i giovani designer che si trovano ad esplorare e sperimentare l’interazione tra moda e tecnologia.

Courtesy of press Office Polidesign Milano
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Dai sensori incorporati alle unità per il calore, fino ai tessuti super assorbenti. Gli abiti tecnici del futuro strizzano l’occhio alla funzionalità risultando allo stesso tempo accattivanti dal punto di vista estetico e pratico. Anticipare i bisogni dell’era spaziale che verrà nel campo dell’abbigliamento. Questa la sfida che hanno portato a termine gli studenti con grande successo ed oltre a rispondere ai requisiti specifici collegati a ciascun tema, tutti i modelli disegnati dai giovani stilisti dovranno essere allo stesso tempo adatti ad un utilizzo quotidiano.

Gli ottimi esiti del progetto, i cui risultati sono stati presentati a Londra al Museo della Scienza con una passerella space-à-porter lo scorso maggio, hanno suscitato un particolare interesse tra gli addetti ai lavori del comparto moda internazionale. A fronte del forte successo del progetto il Politecnico di Milano lancia la prima edizione del Corso di Alta Formazione Fashion in Orbit. Moda, tecnologia, ispirazione spaziale che avrà inizio il 30 gennaio prossimo e terminerà il 17 febbraio 2017, proseguendo con l’esperienza insieme ad ESA e aprendo così la partecipazione a professionisti e aziende che operano nel fashion system.

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Courtesy of press Office Polidesign Milano

Materiali innovativi ed estro creativo, con lo sguardo proiettato verso l’immensità dello spazio e le tecnologie che da esso derivano. Sono questi gli ingredienti alla base del progetto Couture in Orbit. Se è vero che l’Astro mania con le sue innovazioni spaziali avranno nel prossimo futuro una sempre più forte influenza su trend di consumo e comportamenti, al fashion designer spetta di capire come diventare protagonista attivo e più consapevole di questo processo per arrivare alla creazione di prodotti e modelli di business innovativi che comprenderanno smart textile, wearable ma anche tecnologie per l’ambiente e politiche di sostenibilità per la moda.

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Il corso, con durata di 3 settimane, è suddiviso in due moduli, il primo teorico con seminari e project work per sviluppare il concept della capsule collection ne affianca un secondo pratico presso il laboratorio sartoriale del Politecnico, che permetterà di realizzare la collezione caratterizzata da un alto livello di technology wearable, di presentarla attraverso un portfolio professionale e di fotografarla negli spazi del Lab.

La collezione seguirà un preciso fil rouge che prende ispirazione dalla tecnologia spaziale tra quelle presentate e i partecipanti lavoreranno sia in aula che in laboratorio con materiali tessili innovativi riproducendo le dinamiche reali di un’azienda di moda, dall’immagine complessiva del prodotto alla comunicazione.

Courtesy of press Office Polidesign Milano
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Il corso permetterà dunque non solo di approfondire competenze sulle innovazioni tecnologiche e capacità progettuali avanzate, ma offrirà anche l’opportunità unica di costruire relazioni trasversali con esperti appartenenti al settore tecnologicamente più avanzato al mondo e di esplorare come la ricerca condotta nello spazio possa ispirare la moda e creare nuove opportunità di crescita sociale e business.

Courtesy of press Office Polidesign Milano
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I risultati saranno esposti in una speciale mostra dedicata a Fashion in Orbit nella sede dell’Agenzia Spziale Europea all’European Space Researchand Technology Centre a Noordwijk e durante eventi e fiere di tessile innovativo e abbigliamento supportate da TexClubTec (Associazione Tessili Tecnici Innovativi – partner del progetto insieme a Colmar) in Europa.

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L’iniziativa promuove lo scambio di ispirazione tra due settori all’apparenza molto distanti, spazio e fashion, che hanno saputo tuttavia influenzarsi reciprocamente, come dimostra ad esempio il caso di innovazioni dell’ESA utilizzate nel campo della biancheria intima termica dal produttore Björn Borg o della dermotuta fatta su misura per l’ESA dal produttore di indumenti per motoveicoli Dainese, con l’obiettivo di alleviare i problemi di schiena degli astronauti. Nessun limite alla creatività dunque per modelli che sono eleganti, stravaganti, semplici o essenziali ma sopratutto con la “stoffa” per delineare una nuova generazione di capi d’abbigliamento.

Francesca Castagnacci, quel sofisticato amore per il design

Tutto parte da una suggestione, un sentire tradotto con schizzi e acquerelli in una storia che guida verso la morfologia ispiratrice. È così che Francesca Castagnacci, classe 1982, dopo una ricca formazione attraverso una laurea in design d’oreficeria presso la facoltà di Architettura e un ricco bagaglio culturale, grazie alla ricerca di nuove fonti d’ispirazione, culture e mondi a confronto attraverso i suoi viaggi, asseconda la sua vena artistica affacciandosi al mondo della moda.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Spinta da importanti riconoscimenti come la borsa di studi Ferragamo per il master Polimoda e la vincita di importanti concorsi, i suoi disegni visionari si trasformano in borse e scarpe, oniriche ed evocative, ma al contempo audaci e innovative. E’ la sua ispirazione crescente e il desiderio di mettersi alla prova che spinge Francesca Castagnacci a presentare al pubblico alcuni pezzi della sua collezione. Da quel momento le sue creazioni, pezzi unici trasgressivi ma sofisticati, diventano oggetto iconico e di culto dei molti fashion addict.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Un successo questo, che ha lanciato di li a poco la nascente società e il brand stesso. L’incontro di Francesca con diverse realtà nel campo della ricerca applicata e dell’industria, e l’interesse di un fondo di investimento per le sue creazioni, ha dato vita nel 2014 ad un progetto con la conseguente nascita di Francesca Castagnacci srl. L’iniziativa, che vede coinvolte competenze del Made in Italy, permette la massima libertà espressiva e la completa possibilità di personalizzare gli accessori metallici curando particolarmente la qualità e l’innovazione del prodotto finale. Dall’universale al particolare, la filosofia e la ricercatezza delle sue creazioni si trasmettono nel suo stile che incanta e convince. Innovazione, eccellenza ed esclusività sono alla base della scelta dei materiali per le sue collezioni.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Prodotti unici e qualità dell’artigianato italiano unito a materiali inediti e a dettagli tecnologici fanno del marchio un prodotto originale dall’alto contenuto emozionale. Ogni sua creazione trae ispirazione dallo studio delle forme, sintesi di ricerca concettuale e progresso. Accostamenti asimmetrici tra figure e materiali sono il filo conduttore della collezione, tra tonalità decise e colori neutri.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Forme nelle forme, gusci da cui emergono materie preziose e inaspettate. L’esclusività viene espressa in ogni dettaglio da forti texture e geometrie, dall’altissima qualità nella scelta dei pellami e delle stoffe fino alle finiture. Elementi pregiati e inconsueti a volte si accostano a pelli di origine ittica e tessuti dalla forte componente tecnologica contenenti ad esempio fibre ottiche luminose.

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L’accessorio metallico è realizzato come un pezzo unico di gioielleria, direttamente ideato e disegnato da Francesca, rispettando gli ampi standard qualitativi, come l’impiego di trattamenti nickel e piombo free. Elemento figurativo per eccellenza è l’anello, simbolo della costante ricerca di perfezione e della complessità divenuta forma, che si evolve nel particolare stilistico della catena, elemento funzionale e distintivo della collezione di borse.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Una collezione la sua che diventa parte integrante della donna che la indossa. Si sviluppa e si avvolge esaltandone l’eleganza del polso grazie alla praticità del manico e dalla forza espressa dall’accurata scelta delle minuzia. Un design racchiuso in forme sinuose e audaci, si identifica nella donna alla quale il brand si ispira, decisa forte, ma al contempo femminile e di gran classe.

Francesca Castagnacci Collection - Courtesy of Press Office
Francesca Castagnacci Collection – Courtesy of Press Office

Francesca Castagnacci è sinonimo di garanzia e qualità del prodotto, ma sopratutto dell’accurata ricerca con cui è stato ideato e realizzato. Ogni pezzo delle sue collezioni è contrassegnato da un TAG elettromagnetico, un’impronta digitale unica e irriproducibile, che grazie all’aiuto dello smartphone può veicolare e riprodurre contenuti mirati tramite tecnologia NFC garantendo l’autenticità del prodotto. Il suo è un design essenziale studiato su forme e volumi, dove eleganza e particolari stupiscono ed affascinano. Un design dove ogni sfumatura è strettamente ricercata per una donna che sa osare con sofisticata classe e raffinatezza.

Comprare un nuovo smartphone? Ecco tutto quello che c’è da sapere

Smartphone nuovo? Ecco tutto quello che c’è da sapere prima di acquistare il tuo nuovo telefono cellulare. Dai marchi migliori sul mercato al momento più adatto per comprarlo, non perdere i nostri consigli tech 

Scegliere uno smartphone è sempre più difficile. I numerosi brand elettronici lanciano infatti costantemente nuovi prodotti sul mercato. Non si fa in tempo a comprare l’ultimo modello, che ce n’è già uno migliore in arrivo. Insomma, una corsa infinita. Sempre più numerosi, tecnologici e avanzati, ognuno di questi strumenti presenta caratteristiche avanzate e funzionalità all’avanguardia. Decidere di comprarne uno non è così semplice come può sembrare e trovare quello più adatto alle proprie esigenze può diventare un’ardua impresa. Destreggiarsi poi tra numeri, sigle e terminologie sconosciute ai più mette davvero a dura prova. Ecco allora alcuni consigli tech da seguire subito, per ridurre il campo d’azione della telefonia mobile e trovare il modello di smartphone più adatto.

Comprare un nuovo smartphone, tutte le risposte che cercavi

Come scegliere uno smartphone?

Prima di procedere all’acquisto di un nuovo telefono cellulare bisogna considerarne forma, aspetto e design e capire cosa può fare al tuo caso. Uno schermo più grande sarà sicuramente meno comodo da tenere in tasca, ma molto più efficiente per chi lo utilizza per lavorare. Chi usa uno smartphone solo per chiamare o inviare qualche messaggio può invece scegliere un modello con uno schermo più ristretto. Prendi in considerazione anche lo spessore del dispositivo, il suo peso e il suo grip, cioè la comodità della presa. Puoi scegliere tra smartphone con una scocca in metallo, più delicati ma sicuramente più curati e piacevoli al tatto, oppure in plastica, meno soggetti a graffi e altrettanto curati.

Altri punti di fondamentale importanza nella scelta dello smartphone perfetto per le proprie esigenze sono la RAM, la memoria ad accesso casuale che permette di memorizzare le informazioni temporaneamente, e il processore. Entrambi migliorano le prestazioni dei dispositivi, evitano rallentamenti durante il caricamento di giochi, programmi o video e conferiscono maggiore potenza al dispositivo.

Per quanto riguarda la memoria del dispositivo, è indicato puntare su modelli da 16 GB o 32 GB se non si ha l’abitudine di giocare o collezionare applicazioni. Se invece si usa lo smartphone per lavoro e si è sempre in mobilità allora sarà meglio optare su dispositivi con una memoria da 128 GB o 250 GB. Cosa significa questo numero? Più alto è più spazio avrai per ospitare tutte le foto che, siamo certi, scatterai senza ritrovarti dopo poco quel odioso messaggio “hai finito lo spazio, cancella qualcosa”.

come scegliere uno smarphone

Smartphone chi fa le foto migliori?

Chi ama scattare fotografie con il proprio dispositivo, non potrà fare a meno di scegliere un modello con fotocamera super avanzata. Ma quale smartphone fa le foto migliori? Tra gli smartphone top di gamma con le migliori fotocamere ci sono i modelli: LG G5, Samsung Galaxy S7 / S7 Edge, HTC 10, Apple Iphone 7/Plus (che ha aggiunto l’effetto profondità – sfondo sfocato – come le macchine fotografiche professionali) e l’Huawei P9 Plus.

Quando conviene comprare smartphone?

Pensare di vendere il proprio smartphone e acquistarne uno nuovo, dipende anche dalle tempistiche di uscita dei nuovi modelli da parte delle aziende. Così, per esempio, se sappiamo che a settembre Apple annuncerà i suoi iPhone, è meglio vendere il proprio modello tra luglio e agosto; dopo perderà un po’ del suo valore a causa dell’uscita della nuova generazione. Secondo uno studio invece il momento migliore per acquistare un modello Samsung è dopo tre mesi dall’uscita del nuovo modello sul mercato. I prezzi continuano a scendere drasticamente nei mesi successivi ma aspettare troppo significa poi dover acquistare un dispositivo già “vecchio”.

Dove acquistare smartphone online?

Se si preferisce  fare i propri acquisti seduti comodamente sul divano di casa, le piattaforme online, come quella di Yeppon sono le soluzioni più adatte. Le offerte smartphone su Yeppon non mancano, con uno sconto che va dal 10 al 60% e tempi di spedizione che vanno da 1 a 3 giorni lavorativi. Tra gli ultimi modelli in vendita tra cui potrai acquistare il tuo preferito seguendo le nostre regole, anche il modello top seller Asus Zenfone 2, oppure il nuovo Nokia Lumia 640. Ampia scelta di smartphone di casa BlackberryLGWiko, Huawei.

Etro, disegni foliage e stampe nella nuova Summer Capsule Collection firmata Marco De Vincenzo

Etro svela la nuova Summer Capsule Collection disegnata dal Direttore Creativo Marco De Vincenzo: un guardaroba fresco e vivace, ricco di colore e di stampe che richiamano elementi naturali attraverso  le nuance dell’estate.

Etro, Summer Capsule Collection
Etro, Summer Capsule Collection

La selezione include capi uomo e donna in tessuti leggeri: dagli abiti in cotone e in georgette plissé per lei, ai completi con camicie e t-shirt su bermuda e boxer mare per lui.

Etro, Summer Capsule Collection
Etro, Summer Capsule Collection

Disegni foliage all over e motivi di more selvatiche arricchiscono i nuovi look.

Etro, Summer Capsule Collection
Etro, Summer Capsule Collection

La collezione include anche beachwear e costumi da bagno completati da accessori coordinati come foulard, bucket hat, le nuove coffe in pelle traforata e l’iconica Love Trotter con il logo Pegaso impreziosito da ricami floreali.

Etro, Summer Capsule Collection
Etro, Summer Capsule Collection

La nuova Summer Capsule Collection è disponibile su etro.com, presso gli store Etro e in selezionati retailer nel mondo.

Etro, Summer Capsule Collection
Etro, Summer Capsule Collection

Le boutique Etro di Capri e Forte dei Marmi presenteranno un allestimento speciale ispirato alla collezione.

Photo credits Courtesy of Press Office

“Une Comédie Romaine”, alla galleria Maja Arte Contemporanea di Roma in mostra le opere di Gilbert Halaby

Giovedì 1 giugnoalle ore 17 in via di Monserrato 30, la galleria Maja Arte Contemporanea di Roma inaugura la mostra “Une Comédie Romaine”, che segna l’esordio italiano dell’artista libanese Gilbert Halaby (Beirut, 1979). A soli due mesi dal debutto al Museo Beit Beirut in Libano con la personale Domus Berytus, Halaby presenta a Roma circa trenta dipinti realizzati negli ultimi due anni.

Scrive Nora Iosia nel testo presente in catalogo: “Roma è la città di elezione del pittore libanese, qui vive e lavora da molti anni, e proprio questo è il luogo in cui prende avvio la sua ricerca pittorica che dalla città eterna, dai personaggi che la popolano fondendosi alle architetture abbaglianti di luce, attinge a pieno la sua poetica direi del ‘bello assoluto’ immerso in quella dimensione spazio-temporale del carpe diem che Roma, come pochi luoghi al mondo, con la sua perpetua bellezza indifferente al trascorrere delle stagioni, mantiene intatta da sempre.

Nelle tele “romane” di Gilbert appaiono personaggi senza volti, tutti compresi nei movimenti dei corpi e delle loro vesti agitate dall’aria del mattino, sagome di colore che si cristallizzano sulle tele di lino. L’artista esce fuori dal suo studio, tuffandosi nelle strade del centro, e voracemente, munito di telefonino, realizza brevi video là dove il suo occhio viene chiamato: sono le persone, o meglio alcuni personaggi specifici, che catalizzano l’attenzione di Halaby, che colleziona un grande numero di slow motions in cui vediamo scorrere a piedi, decisamente a ‘zonzo’, preti, cardinali, suore, barboni, ma anche artisti, tutti prima o poi consapevoli di essere catturati in brevi video a colori. Da questo materiale di immagini in movimento l’artista seleziona dei fermo immagine, ne studia le numerose angolature, da cui emerge costantemente l’architettura come tessuto narrativo forte e chiaro, che stabilisce nuove regole del gioco delle parti tra tempo presente e tempo passato […].

Gilbert Halaby, Frame me!, 2022, olio su tela, 100x100 cm_credits Courtesy of Maja Arte Contemporanea
Gilbert Halaby, Frame me!, 2022, olio su tela, 100×100 cm_credits Courtesy of Maja Arte Contemporanea

Una parte dei dipinti di Gilbert Halaby prende avvio dalla raccolta di questi video, che viene frammentata e ricomposta in tele di medio-piccolo formato, in cui i colori ad olio sono usati allo stato puro, unico tratto a ridisegnare le sagome e le forme di scene cittadine senza ombre e senza rimpianti per ciò che non appare. Tutto è colore, tutto si stende sulla superficie in accordo tra visione e immaginazione. La pittura modella lo spazio direttamente, coraggiosamente e in maniera sfrontata sulla tela. Il blu, il rosso, il giallo, il rosa, il nero, il bianco, il verde smeraldo sono note assolute, non ammettono ‘sfumature’ alla loro forza brillante e fanciullesca, si accordano e trovano la loro ragione di essere nella composizione narrante: lo sguardo viene accolto in una rinnovata felicità dell’occhio che vuole escludere la aggrovigliata complessità dei dettagli, per esaltare la fugace impressione dell’insieme, l’intuizione del tutto pieno.”

About Gilbert Halaby

Gilbert Halaby nasce nel 1979 in un villaggio sul Monte Libano. Incantato dalla natura che lo circonda durante tutta l’infanzia e dalla bellezza delle stoffe che cuce la madre, inizia a confezionare abiti e accessori, oltre ad appassionarsi alla pittura da autodidatta. Nel 1997 si trasferisce a Beirut e si iscrive alla Facoltà di Archeologia. Nel 2003 approda a Roma dove è colto da un vero e proprio colpo di fulmine per la città; nel 2005 apre una boutique di accessori nei pressi del Pantheon.
Nel 2010 fonda il marchio Halaby che include sue creazioni di pezzi unici di gioielli e borse in pelle realizzati dai migliori artigiani italiani e venduti in prestigiose boutique nel mondo.
Vince vari premi, tra cui “Stilista dell’anno” al Paris Capitale de la Création (2011). Nel 2012, dopo aver esposto i suoi gioielli-sculture alla Fondazione Volume! di Roma, viene nominato Vogue Talent per Vogue Italia e presenta la sua collezione a Palazzo Morando a Milano.
A seguito della decisione di allontanarsi dal sistema della moda, apre nel 2016 la Maison Halaby in via di Monserrato 21 (Roma), dove espone tutte le sue creazioni artistiche, inclusi i dipinti e le ceramiche. Lo spazio diviene presto luogo di incontri culturali, ove si ritrovano artisti, poeti, musicisti e filosofi. Nel 2023 debutta al Museo Beit Beirut con la personale “Domus Berytus”, esponendo 45 dipinti che raccontano, citando lo stesso Halaby, “i momenti di luce della sua infanzia”.

Fashion ID #23 | Emiliano Rinaldi

Nella foto, il designer Emiliano Rinaldi
Nella foto, il designer Emiliano Rinaldi

SOUNDTRACK: Baustelle –  Baudelaire
Il made in Italy ha origini in Toscana grazie alla creatività e all’ingegno stilistico del designer Emiliano Rinaldi. Aretino, Rinaldi frequenta la facoltà di Ingegneria all’Università di Bologna specializzandosi in disegno industriale. La passione innata per la moda spinge il giovane stilista a farsi confezionare gli abiti che disegna da un sarto di Arezzo. Segno distintivo delle sue collezioni è il perfetto mélange estetico tra sperimentazione di materiali innovativi, antica tradizione artigiana ed eleganza nelle linee uomo e donna.Emiliano Rinaldi presenta la sua prima collezione menswear nel 2010 a Parigi al Salone Tranoi e da quel momento il suo talento trova un positivo riscontro internazionale in Oriente, principalmente Giappone e Cina, e in Occidente , in particolare Stati Uniti e Francia.

Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office

Nel luglio 2011 il designer toscano sale sul podio, nella sezione uomo, del concorso di talent scouting promosso da Alta Roma in collaborazione con Vogue Italia, Who is on next?, partecipando da allora ogni anno al Pitti Immagine di Firenze quale talento emergente della moda italiana. Fino al 2012 Rinaldi continua a presentare le sue collezioni uomo e donna, quest’ultima nata successivamente, a Parigi e a Firenze, inaugurando poi, secondo attente e mirate strategie comunicazione e di product placament, un proprio ufficio commerciale a Milano. Le creazioni Emiliano Rinaldi sono pubblicate su importanti magazine del settore come Vogue, Elle, GQ, WWD, MFFashion, Leon (Japan), Men’s Non-No (Japan), Ginza (Japan). Oggi la griffe Emiliano Rinaldi si trova in alcune delle più prestigiose boutique del mondo: LN-CC (London), Antonioli (Milano), Hotoveli (New York), Deuxième classe (Japan), Baycrews (Japan) solo per citarne alcune.

Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office

La collezione Emiliano Rinaldi spring summer 2014, per esempio, presentata al Pitti Immagine Uomo, con un defilé in grande stile presso “La Limonaia di Villa Vittoria”, si ispira ad esperienze di vita, emozioni, sentimenti che da sempre accompagnano l’essere umano. “E’ un mondo piccolo”, questo il titolo scelto per rappresentare creazioni dal fascino proustiano,un viaggio raffinato nel mondo asiatico che, attraverso il suo essere eclettico, l’uomo Emiliano Rinaldi affronta con tenacia ed entusiasmo. Un uomo che non ha confini, cosmopolita e a suo agio nel mondo. Disinvolto, cammina tra la folla indossando piume di struzzo, giacche di seta stampata, twill in cotone color kaki, green jacket combinate singolari t-shirt verde mimetico. Non mancano il blu cobalto, il crema e il rosso sul jersey di cotone e il denim.

Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office

La collezione uomo fall-winter 2013-14 dal titolo “La noia”, invece, gira intorno all’aforisma di Charles Baudelaire “lavorare è meno noioso che divertirsi”. Per la donna, la collezione “La gioia” sottolinea invece, in perfetta contrapposizione, la complementarità uomo- donna, “non c’è gioia senza noia”.Annoiato da un’esistenza piatta, forse inutile e priva di senso il dandy metropolitano presentato da Emiliano Rinaldi rinuncia agli orpelli della contemporaneità, sposando una elegante semplicità riflessa in giacche e cappotti doppiopetto con revers, must della collezione, declinati in diversi tessuti (lana, cotone, seta) e cromie( dal blu, al bordeaux al bianco).

Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office

I pull dal collo alto e le camicie in lana lavorata come fosse pizzo si abbinano a pantaloni dal taglio sartoriale classico regalando agli occhi un’immagine essenziale ma allo stesso tempo sofisticata. Per la stagione invernale l’uomo Emiliano Rinaldi, un po’ nostalgico, un po’ trasgressivo, vive in ogni attimo da moderno Sartre la realtà che lo circonda . Volumi e linee anni 50’ regalano un fascino vintage alla collezione evocando il fascino iconico e lo stile raffinato dell’attore francese Jean Paul Belmondo. Effetti monocromatici tone sur tone per la sera. La giacca è quella da camera, rivisitazione in seta del taglio a kimono e rivisitata con revers come fosse uno smoking. Gli accessori, papillon cravatte, fasce da abbinare ai gilet riprendono i colori e i tessuti delle camicie. Giacche e pantaloni over size, abiti dal taglio classico e retrò, per una donna geisha dal fascino orientale che si coniuga alla filosofia estetica della collezione uomo anche per le sfumature dei colori.

Artigianalità ed eleganza combinate in linee semplici dai tagli rigorosi ed essenziali. Segni distintivi dello stile Emiliano Rinaldi che rendono il talento del giovane designer apprezzato in tutto il mondo.

Fashion ID #25 | Marco Grisolia

SOUNDTRACK: Florence + The Machine – Howl

Riconoscibilità, pulizia e semplicità delle costruzioni ispirate al razionalismo architettonico italiano, necessità imprescindibile di raccontare la bellezza. Ecco la classe di Marco Grisolia. Molto più di un brand, tra arte e tayloring, trionfa l’estetica multiforme di un giovane talento italiano selezionato da Vogue Talents tra gli astri nascenti nel firmamento della moda.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

Suggestioni materiche e alternanza sapiente tra georgette armate, organze cangianti e tessuti tecnici come il nylon attraversano la collezione “Elliptical Path”. Un mood giocoso impreziosito nell’intera linea da filigrane metalliche oro e argento che rievocano gli anni Ottanta. Forme geometriche, squadrate, linee pulite. Baschine elastiche a contrasto con una silhouette stilizzata, incontro perfetto tra asimmetrie e proporzioni. Un accento sui colori che variano dal candy dell’avorio al rosa cipria, al verde cristallino fino al terracotta. Must la borsa da giorno monolite ( by Spazio If ) e la maxi piuma orecchino con capsula in argento bagnato nel rutenio nero, fresca e femminile novità tra gli accessori, realizzata in collaborazione con la designer Giuliana Mancinella Bonafaccia.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Cieli nucleari (Nuclear Skies) per la collezione invernale, ispirata nel 2013 alle composizioni giapponesi post-atomiche, in bilico tra ordine e disordine, armonia e contrarietà all’armonia del decoro estetico. Echeggia il concetto di sublime, in una collezione che alterna la leggerezza alla corposità dei tessuti per diventare poi sportiva e glam. Rielaborazioni geometriche e materiche riportano agli anni Quaranta, le spalle sagomate sono ampie e sfumate su curve più dolci. Le gonne dritte e tubolari diventano morbide e drappeggiate, cappotti over-size si allacciano come fossero vestaglie o kimoni per una geisha contemporanea. Le cromie variano dal verde oliva al ruggine, attraversando il blu elettrico al giallo fluo per passare al rosa shocking. Pieni e vuoti, incastri, solo poche costruzioni esaltate dallo jacquard a rombi, pura astrazione onirica. Borse profilate a contrasto con placche in ottone, in tessuto armato arricchite da fibbie smaltate o metalliche, segno distintivo dell’arte design di Giuliana Mancinelli Bonafaccia.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

Per la collezione “Blooming Edge” spring summer 2014, invece, Marco Grisolia mantiene accanto al rigore estetico la necessità di semplificare. Non è semplice minimalismo: Grisolia guarda al passato, alla classicità, al romanticismo teatrale, al sogno. Il giardino delle Esperidi, le sue creature mitologiche per un’onirica promenade, dolce e nostalgica, fuori dal tempo e dallo spazio. Le gonne a portafoglio sono lunghe oltre il ginocchio, i pantaloni sormontati da baschina, lo chemisier dal carré a corolla. Bombature sui fianchi per eleganti modelli bustier. Il classico sposa lo sport wear, in un ossimoro costante che accompagna l’intera collezione. Orli a vivo, bluse arricciate, bomber in jacquard di seta fondono texture tecniche, dal denim al taffetà, e raffinate, organze e tulle, per un effetto informal-chic. Lo jacquard di seta con disegni geometrici e pattern movimenta l’intera linea.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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I colori spaziano dal blu nelle varianti del ceruleo e del navy, al verde muschio, al rosso pompeiano, dal cioccolato al terra di Siena, fino al lavanda. Si accendono di oro dando un sapore barocco in un connubio perfetto con gli accessori: borse astuccio con fascia a occhiello, ankle boots, collane e orecchini by Alecci e Di Paola, sembrano delicate ceramiche di Capodimonte, preziosi iconici, immancabili nel guardaroba femminile.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
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Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

Colta ricerca di materiali e ispirazioni, uno sguardo attento al passato che si trasforma nelle forme, semplici mai minimal, attraverso dettagli accurati e riconoscibili.  Marco Grisolia è l’esempio avveniristico del tayloring made in Italy che coniuga alla perfezione le esigenze elitarie del glamour all’estetica informale.

Roma, con la mostra “Eva Kant- Colpo all’Acquedotto” Rinascente entra per la seconda volta nella storia del fumetto

Sono trascorsi sessant’anni da quando Angela e Luciana Giussani diedero vita a Eva Kant, l’inseparabile complice e affascinante compagna del Re del Terrore Diabolik. Così come nel 2022 Rinascente Milano Piazza Duomo ha celebrato il sessantesimo di Diabolik, oggi Rinascente Roma via del Tritone celebra il compleanno di Eva con un altro progetto editoriale da collezione.
Bionda, bellissima, occhi verdi, la complice del Re del Terrore appare per la prima volta nel terzo episodio della saga, L’arresto di Diabolik, e subito ribalta tutte le convenzioni della letteratura popolare. Se fino ad allora il ruolo della compagna del protagonista era quello di mettersi nei guai così da farsi salvare, Eva, alla sua prima apparizione, salva lei Diabolik dalla ghigliottina. «Una donna come solo due donne potevano inventare- spiega Mario Gomboli, storico soggettista e oggi Direttore della casa editrice Astorina – diversa da tutte le eroine che l’avevano preceduta e da tutte quelle che tenteranno, invano, di imitarne il fascino».

Roma, Rinascente Tritone, mostra “Eva Kant-Colpo all’Acquedotto”
Roma, Rinascente Tritone, mostra “Eva Kant-Colpo all’Acquedotto”

Il drammatico passato di Eva, prima del suo incontro con Diabolik, è stato raccontato in un Grande Diabolik uscito nel 2003. Nel mese di maggio, a vent’anni di distanza esatti dalla prima uscita, Astorina lo riporta in edicola con una nuova formula e una veste editoriale di pregio. L’episodio in edicola dal primo giugno, La lama che uccide, sarà poi arricchito dalla presenza, in allegato, dell’albo inedito Rinascente Tritone. Colpo all’Acquedotto.
Nell’inedito la coppia di ladri tenta un secondo colpo alla Rinascente, questa volta nel Flagship store di Roma Via del Tritone, a pochi passi dalla Fontana di Trevi e Piazza di Spagna, vestendo i panni dell’amministratore delegato Pierluigi Cocchini e della direttrice Annalisa Lancia.

Roma, Rinascente Tritone, mostra “Eva Kant-Colpo all’Acquedotto”
Roma, Rinascente Tritone, mostra “Eva Kant-Colpo all’Acquedotto”

Milano Piazza Duomo
Con diversi colpi di scena Eva Kant, insieme a Diabolik, si insidia nel cuore dello store della città eterna, l’Acquedotto Vergine (Aqua Virgo), inaugurato nel 19 a.C. da Agrippa, genero dell’imperatore Augusto e unico degli undici principali acquedotti di Roma antica rimasto ininterrottamente in funzione sino ai nostri giorni.
«Dopo lo spettacolare evento dello scorso novembre realizzato in Rinascente Milano Piazza Duomo per i 60 anni di Diabolik, entrato a far parte della storia del fumetto insieme all’edizione speciale Colpo alla Rinascente, non potevamo mancare i 60 anni di Eva: sarebbe stata gelosa e ce l’avrebbe senz’altro fatta pagare – afferma Cocchini – Eccoci quindi con un nuovo albetto speciale dal titolo Rinascente Tritone. Colpo all’Acquedotto, ambientato nel nostro spettacolare Flagship store di Via del Tritone a Roma: un negozio unico al mondo, un connubio di architettura, shopping, archeologia, intrattenimento. Come vedrete, Eva continua a prendermi di mira. Ormai, siamo probabilmente vicini ad una sorta di affinità elettiva: speriamo che Diabolik non se la prenda a male. Sarebbero guai seri!».

Roma, Rinascente Tritone, mostra “Eva Kant-Colpo all’Acquedotto”
Roma, Rinascente Tritone, mostra “Eva Kant-Colpo all’Acquedotto”

Rinascente entra per la seconda volta nella storia del fumetto 

All’esterno, le vetrine e la facciata dello store di Rinascente dedicate a Eva verranno svelate al pubblico martedì 16 maggio, giorno di lancio del progetto in collaborazione con Astorina.
All’interno, anche il cavedio con le sue spettacolari balconate sarà dedicato ad Eva, così come il piano -1 dello store, l’Exhibition area, luogo dedicato agli eventi, alle esposizioni e al design. Qui i clienti si troveranno di fronte a un allestimento dai colori sgargianti e a un’offerta di merchandising composta da oggetti celebrativi e da collezione di ogni tipo: T-shirt, felpe, shopper, poster e molto altro, tutti articoli realizzati ad hoc per l’occasione. L’Exhibition area ospiterà anche una selezione di opere d’arte mai vista prima: l’artista di fama internazionale Boris Dondè, insieme al suo agente e CEO di Ganas SA Matteo Spangaro, ha dato vita a una collezione inedita. Mario Gomboli, Direttore della casa editrice Astorina, ha ritenuto che le copertine senza tempo del personaggio ben si adattassero alla particolare creatività del Maestro Dondé e ha autorizzato la realizzazione di 24 opere ispirate ad esse. Capolavori unici nel loro genere, come le opere in 3D, resi preziosi dall’inconfondibile tocco “Delicate Chic” del Maestro. Pezzi unici che saranno certificati “unique piece” dalla casa editrice Astorina e dall’artista Dondé.
Protagoniste della collezione anche due opere inedite realizzate per omaggiare l’iconica eroina e l’inedito albetto: Due rose per Eva e Rinascente Tritone. Colpo all’Acquedotto.

Photo credits Courtesy of Press Office

“Zeromolecole”, esperienze olfattive d’autore nel cuore di Torino

Nella foto Stefania Marzufero Boni
Nella foto Stefania Marzufero Boni

Petali di fiori e rosmarino. Per creare esperienze olfattive d’autore nel cuore di Torino, a due passi dalla Mole Antonelliana. Dalla passione per i profumi di Stefania Marzufero Boni nasce il brand Zeromolecole. Zero, come il civico della boutique-atelier, Mole come il simbolo della città che lo ospita e dove Stefania crea. “Per raccontarvi cosa significa oggi per me creare profumi, avere oggi una linea mia, vi posso dire che quando ero bambina il mio gioco preferito era pestare nel fondo del mio bicchiere di spremuta che so, petali di fiori e terra, piuttosto che il rosmarino che aveva mia nonna in giardino e giocare a fare profumi” spiega Stefania Marzufero Boni a Trendstoday.it.

Zeromolecole
Zeromolecole

Emozioni liquide e tangibili in cui l’animo dell’eterna ragazza si riflette su tavolozze profumate che l’ideatrice del brand realizza ad hoc con quel savoir faire tipico dei maitres parfumeurs parigini. Incontri di gusti e sapori esotici, un volo nella fantasia olfattiva in cui si alternano terre orienatali e guizzi fruttati, per lasciare spazio a quell’armonia senza tempo che in un sapiente mélange artistico produce sensazioni irripetibili e multisensoriali. Già perché chi crede che Zeromolecole sia solo un brand di profumeria sbaglia di grosso. Design impeccabile e minimal per il packaging, gioia per la vista e mix perfetto di sapori olfattivi come in Lalao e Nerocacao, dove latte e cacao fanno venire quasi voglia di assaggiarli. E poi Osa, il tripudio della sensualità che fonde le note romantiche dei fiori d’arancio con quelle esotiche del tiaré, Dudù con spezie orientali, vaniglia e frangipane e l’aroma che solo il legno di cedro sa regalare.

Zeromolecole
Zeromolecole

Non mancano limone, muschio bianco, cedro e fiori di lino nell’essenza eterea e delicata di Nuvole, fragranza lineare e capace di accompagnare tutti gli stati d’animo. Per lui e per lei. Il patchouly indonesiano sposa invece la cannella, il rhum, il sandalo, la noce moscata, la vaniglia e la dolcezza del miele in Geco per un delizioso effetto gourmet. Profumi per buongustai. Alghe mediterranee, muschi e licheni in Stromboli, fragoline, lampone e caramello in Iaia, talco, iris viola e oponax in Nhè?!, un omaggio elegante e raffinato alle donne torinesi. Dulcis in fundo Biancolatte, essenza simbolo di purezza con vaniglia, caramello, burro e un pizzico di sale. E ancora Bollicine di champagne, pepe rosa, incenso e agrumi per una frizzante atmosfera di festa. Il menù a la carte dell’alta profumeria è servito con l’artigianalità di Zeromolecole nel centro di Torino.

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