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Fashion ID #22 | Giancarlo Petriglia

Nella foto, il designer milanese Giancarlo Petriglia
Nella foto, il designer milanese Giancarlo Petriglia

SOUNDTRACK: Atoms for Peace – Amok

Spiccata sensibilità artistica e naturale propensione per il mondo della moda: Giancarlo Petriglia, designer milanese, dopo aver conseguito il diploma con il massimo dei voti presso la NABA di Milano è direttore creativo dell’Ufficio stile Trussardi. Sue le linee donna, uomo e accessori, realizzate con uno sguardo attento alle evoluzioni del mercato. L’esperienza presso la prestigiosa maison Trussardi, dove Petriglia matura le sue innate doti creative porteranno il designer a collaborare con importanti luxury brand quali Nicolas Ghesquière, Vincent Darrè, Mariuccia Casadio. Il 2011 segna la nascita della prima collezione di borse griffata Giancarlo Petriglia mentre nel 2012 è tra i finalisti di “Who is on next?” concorso di talent scouting promosso da Alta Roma in collaborazione con Vogue Italia. Artigianalità, maestria nella lavorazione dei pregiati pellami, curata da sapienti manifatturieri del settore. Un’attenta ricerca di forme e geometrie, il segreto vincente anche per la collezione uomo lanciata durante l’84esima edizione del Pitti Uomo a Firenze.

Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office

Contemporaneità e tecnologia si fondono nella collezione donna Giancarlo Petriglia primavera – estate 2013. Il porta IPad, arricchito dalla tasca esterna porta carta di credito che all’occorrenza si trasforma in una spiritosa e colorata pochette, è il must della nuova linea di borse firmata dal designer milanese. Un contrasto perfetto tra i morbidi pellami e la rigidità delle forme che, nell’universo universo matrioska, si dischiudono dal basso in una costruzione geometrica a scatole. Clutch dall’effetto vintage, versatile invece la bustona completa di tre vani separabili da portare anche a spalla, per una donna che ama la comodità nella vita quotidiana. La pratica borsa porta computer diventa una borsa da viaggio per le globe trotter amanti del lusso senza rinunciare al confort. Ecco zaini quadrati e marsupi di ultima generazione che diventano borse se portati in spalla. I pellami sono la vera forza del designer che, spaziando dai vitelli nappati o incerati si alternano al pitone multicolor e allo storione rosso ciliegia. Il colore accompagna nelle sue diverse forme l’intera collezione: dal blu, al rosso, al giallo limone, all’arancio mandarino per passare al bianco assoluto. Le decorazioni di ogni modello diventano opere funzionali, vero segno distintivo dell’artigianalità made in Italy firmata Petriglia.

Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office

Un tributo alle grandi couturière del passato, Elsa Schiaparelli, Madame Gres, Vionnet, per la collezione Giancarlo Petriglia autunno-inverno 2013-14, in cui il designer, ispirandosi alla tradizione, rende contemporanea ogni sua creazione, unica e inimitabile. L’artigianalità italiana si sposa all’eleganza, irrinunciabile per il designer, nelle forme cos’ come nei materiali. È una donna cosmopolita quella di Giancarlo Petriglia per la prossima stagione invernale, una donna che ama intendere le borse come scrigni, piccoli contenitori di preziosi segreti. Inserti in pelle à la façonne de Madame Gres, trapunte realizzate su soffici nappe. I colori soavi della clutch riportano al meraviglioso mondo di Madame Vionnet, rivoluzionarie borse conchiglia illuminate da cristalli evocano l’universo Schiaparelli. Forme e colori in un giocoso contrasto materico, in cui i cobra tinti a mano lasciano spazio al concetto della sfaccettatura di diamante. Le chiusure in pelle delle borse con catene in ottone e in metallo arricchiscono una collezione sofisticata ed elegante. Must la scatola rettangolare realizzata dal designer in limited edition in sei varianti di pelle e colore con preziose chiusure in pietre dure. I colori vivono su contrasti neutri, dal vinaccia al rosa cipria, dal lavanda al grigio. Il nero conferisce contemporaneità all’intera collezione.

Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia. Courtesy of Press Office

La collezione uomo primavera – estate 2014, la prima per Giancarlo Petriglia, è dedicata ad un uomo che ama viaggiare senza rinunciare al lusso. Nappe colorate si alternano a vitelli martellati e stampati a caldo per un effetto canvas fino ai pitoni decolorati sfumati in bianco e nero. C’è tutta la maestria del designer dietro la collezione uomo, che ripropone nella collezione uomo originali linee e forme già segno distintivo del brand nella linea donna. Immancabili la shopping bag che diventa zaino e la 24 ore, lavorata sul concetto di borsa biker con tasca staccabile multiuso, realizzata in pitone nero degradé. Petriglia si ispira ancora al mondo della tecnologia: ecco il porta IPad e la borsa rettangolare, pratica e versatile per una collezione dall’allure assolutamente contemporanea. Turchese, arancio, giallo, rosso in contrasto con il bianco, accanto ai classici colori dell’universo maschile, l’uomo Giancarlo Petriglia è pronto per partire con determinazione verso nuove avventure e verso orizzonti sconosciuti.

Giancarlo Petriglia man. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia man. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia man. Courtesy of Press Office
Giancarlo Petriglia man. Courtesy of Press Office

Eleganza e artigianalità con uno sguardo vigile sulla contemporaneità e sulle evoluzioni stilistiche del suo tempo. Giancarlo Petriglia, attraverso l’attenta ricerca di forme, colori e materiali, realizza accessori, irrinunciabili compagni di viaggio per lui e per lei, in un connubio perfetto tra lusso e praticità.

Fashion ID #23 | Emiliano Rinaldi

Nella foto, il designer Emiliano Rinaldi
Nella foto, il designer Emiliano Rinaldi

SOUNDTRACK: Baustelle –  Baudelaire
Il made in Italy ha origini in Toscana grazie alla creatività e all’ingegno stilistico del designer Emiliano Rinaldi. Aretino, Rinaldi frequenta la facoltà di Ingegneria all’Università di Bologna specializzandosi in disegno industriale. La passione innata per la moda spinge il giovane stilista a farsi confezionare gli abiti che disegna da un sarto di Arezzo. Segno distintivo delle sue collezioni è il perfetto mélange estetico tra sperimentazione di materiali innovativi, antica tradizione artigiana ed eleganza nelle linee uomo e donna.Emiliano Rinaldi presenta la sua prima collezione menswear nel 2010 a Parigi al Salone Tranoi e da quel momento il suo talento trova un positivo riscontro internazionale in Oriente, principalmente Giappone e Cina, e in Occidente , in particolare Stati Uniti e Francia.

Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office

Nel luglio 2011 il designer toscano sale sul podio, nella sezione uomo, del concorso di talent scouting promosso da Alta Roma in collaborazione con Vogue Italia, Who is on next?, partecipando da allora ogni anno al Pitti Immagine di Firenze quale talento emergente della moda italiana. Fino al 2012 Rinaldi continua a presentare le sue collezioni uomo e donna, quest’ultima nata successivamente, a Parigi e a Firenze, inaugurando poi, secondo attente e mirate strategie comunicazione e di product placament, un proprio ufficio commerciale a Milano. Le creazioni Emiliano Rinaldi sono pubblicate su importanti magazine del settore come Vogue, Elle, GQ, WWD, MFFashion, Leon (Japan), Men’s Non-No (Japan), Ginza (Japan). Oggi la griffe Emiliano Rinaldi si trova in alcune delle più prestigiose boutique del mondo: LN-CC (London), Antonioli (Milano), Hotoveli (New York), Deuxième classe (Japan), Baycrews (Japan) solo per citarne alcune.

Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi FW 13/14. Courtesy of Press Office

La collezione Emiliano Rinaldi spring summer 2014, per esempio, presentata al Pitti Immagine Uomo, con un defilé in grande stile presso “La Limonaia di Villa Vittoria”, si ispira ad esperienze di vita, emozioni, sentimenti che da sempre accompagnano l’essere umano. “E’ un mondo piccolo”, questo il titolo scelto per rappresentare creazioni dal fascino proustiano,un viaggio raffinato nel mondo asiatico che, attraverso il suo essere eclettico, l’uomo Emiliano Rinaldi affronta con tenacia ed entusiasmo. Un uomo che non ha confini, cosmopolita e a suo agio nel mondo. Disinvolto, cammina tra la folla indossando piume di struzzo, giacche di seta stampata, twill in cotone color kaki, green jacket combinate singolari t-shirt verde mimetico. Non mancano il blu cobalto, il crema e il rosso sul jersey di cotone e il denim.

Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office

La collezione uomo fall-winter 2013-14 dal titolo “La noia”, invece, gira intorno all’aforisma di Charles Baudelaire “lavorare è meno noioso che divertirsi”. Per la donna, la collezione “La gioia” sottolinea invece, in perfetta contrapposizione, la complementarità uomo- donna, “non c’è gioia senza noia”.Annoiato da un’esistenza piatta, forse inutile e priva di senso il dandy metropolitano presentato da Emiliano Rinaldi rinuncia agli orpelli della contemporaneità, sposando una elegante semplicità riflessa in giacche e cappotti doppiopetto con revers, must della collezione, declinati in diversi tessuti (lana, cotone, seta) e cromie( dal blu, al bordeaux al bianco).

Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office
Emiliano Rinaldi Women collection. Courtesy of Press Office

I pull dal collo alto e le camicie in lana lavorata come fosse pizzo si abbinano a pantaloni dal taglio sartoriale classico regalando agli occhi un’immagine essenziale ma allo stesso tempo sofisticata. Per la stagione invernale l’uomo Emiliano Rinaldi, un po’ nostalgico, un po’ trasgressivo, vive in ogni attimo da moderno Sartre la realtà che lo circonda . Volumi e linee anni 50’ regalano un fascino vintage alla collezione evocando il fascino iconico e lo stile raffinato dell’attore francese Jean Paul Belmondo. Effetti monocromatici tone sur tone per la sera. La giacca è quella da camera, rivisitazione in seta del taglio a kimono e rivisitata con revers come fosse uno smoking. Gli accessori, papillon cravatte, fasce da abbinare ai gilet riprendono i colori e i tessuti delle camicie. Giacche e pantaloni over size, abiti dal taglio classico e retrò, per una donna geisha dal fascino orientale che si coniuga alla filosofia estetica della collezione uomo anche per le sfumature dei colori.

Artigianalità ed eleganza combinate in linee semplici dai tagli rigorosi ed essenziali. Segni distintivi dello stile Emiliano Rinaldi che rendono il talento del giovane designer apprezzato in tutto il mondo.

Fashion ID #25 | Marco Grisolia

SOUNDTRACK: Florence + The Machine – Howl

Riconoscibilità, pulizia e semplicità delle costruzioni ispirate al razionalismo architettonico italiano, necessità imprescindibile di raccontare la bellezza. Ecco la classe di Marco Grisolia. Molto più di un brand, tra arte e tayloring, trionfa l’estetica multiforme di un giovane talento italiano selezionato da Vogue Talents tra gli astri nascenti nel firmamento della moda.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

Suggestioni materiche e alternanza sapiente tra georgette armate, organze cangianti e tessuti tecnici come il nylon attraversano la collezione “Elliptical Path”. Un mood giocoso impreziosito nell’intera linea da filigrane metalliche oro e argento che rievocano gli anni Ottanta. Forme geometriche, squadrate, linee pulite. Baschine elastiche a contrasto con una silhouette stilizzata, incontro perfetto tra asimmetrie e proporzioni. Un accento sui colori che variano dal candy dell’avorio al rosa cipria, al verde cristallino fino al terracotta. Must la borsa da giorno monolite ( by Spazio If ) e la maxi piuma orecchino con capsula in argento bagnato nel rutenio nero, fresca e femminile novità tra gli accessori, realizzata in collaborazione con la designer Giuliana Mancinella Bonafaccia.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

Cieli nucleari (Nuclear Skies) per la collezione invernale, ispirata nel 2013 alle composizioni giapponesi post-atomiche, in bilico tra ordine e disordine, armonia e contrarietà all’armonia del decoro estetico. Echeggia il concetto di sublime, in una collezione che alterna la leggerezza alla corposità dei tessuti per diventare poi sportiva e glam. Rielaborazioni geometriche e materiche riportano agli anni Quaranta, le spalle sagomate sono ampie e sfumate su curve più dolci. Le gonne dritte e tubolari diventano morbide e drappeggiate, cappotti over-size si allacciano come fossero vestaglie o kimoni per una geisha contemporanea. Le cromie variano dal verde oliva al ruggine, attraversando il blu elettrico al giallo fluo per passare al rosa shocking. Pieni e vuoti, incastri, solo poche costruzioni esaltate dallo jacquard a rombi, pura astrazione onirica. Borse profilate a contrasto con placche in ottone, in tessuto armato arricchite da fibbie smaltate o metalliche, segno distintivo dell’arte design di Giuliana Mancinelli Bonafaccia.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

Per la collezione “Blooming Edge” spring summer 2014, invece, Marco Grisolia mantiene accanto al rigore estetico la necessità di semplificare. Non è semplice minimalismo: Grisolia guarda al passato, alla classicità, al romanticismo teatrale, al sogno. Il giardino delle Esperidi, le sue creature mitologiche per un’onirica promenade, dolce e nostalgica, fuori dal tempo e dallo spazio. Le gonne a portafoglio sono lunghe oltre il ginocchio, i pantaloni sormontati da baschina, lo chemisier dal carré a corolla. Bombature sui fianchi per eleganti modelli bustier. Il classico sposa lo sport wear, in un ossimoro costante che accompagna l’intera collezione. Orli a vivo, bluse arricciate, bomber in jacquard di seta fondono texture tecniche, dal denim al taffetà, e raffinate, organze e tulle, per un effetto informal-chic. Lo jacquard di seta con disegni geometrici e pattern movimenta l’intera linea.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

I colori spaziano dal blu nelle varianti del ceruleo e del navy, al verde muschio, al rosso pompeiano, dal cioccolato al terra di Siena, fino al lavanda. Si accendono di oro dando un sapore barocco in un connubio perfetto con gli accessori: borse astuccio con fascia a occhiello, ankle boots, collane e orecchini by Alecci e Di Paola, sembrano delicate ceramiche di Capodimonte, preziosi iconici, immancabili nel guardaroba femminile.

COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
COVHERlab by Marco Grisolia. Courtesy of Press Office
Marco Grisolia. Courtesy of Press Office

Colta ricerca di materiali e ispirazioni, uno sguardo attento al passato che si trasforma nelle forme, semplici mai minimal, attraverso dettagli accurati e riconoscibili.  Marco Grisolia è l’esempio avveniristico del tayloring made in Italy che coniuga alla perfezione le esigenze elitarie del glamour all’estetica informale.

Fashion ID #27 | Julian Zigerli

SOUNDTRACK: The Cardigans – Lovefool

Julian Zigerli è nato e cresciuto in Svizzera. Dopo aver studiato presso l’Università delle Arti di Berlino, dove si laurea nel 2010,torna a Zurigo nel suo paese di origine. Ed è proprio a Zurigo che il designer decide di fondare l’omonima griffe creando una linea uomo raffinata e al contempo avanguardista. Già dalla sua prima collezione per Julian Zigerli il successo nazionale e internazionale è assicurato. Le sue collezioni presenti in tutto il mondo da Zurigo a Parigi, da Londra a New York, da Firenze a Milano passando per Seoul. Per le ultime tre stagioni Zigerli ha presentato le sue collezioni moda uomo a Berlino. Il talento di Julian Zigerli è stato ampiamente apprezzato dal fashion system valendo al designer il premio Schweiz nel 2011 e il Premio Design Svizzera nel 2013. Nel 2012 Zigerli ha vinto il Design Award Svizzera con la collezione AW12 “verso l’infinito e oltre”.

Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office

Le collezioni uomo di Julian Zigerli si distinguono per il mélange intelligente tra eleganza e sportività. Amore, colore e una buona dose di umorismo fanno da filo conduttore in tutte le collezioni del designer svizzero.

Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office

Per esempio, nella celebre  collezione uomo primavera estate 2014, intitolata “At the End of the World to the Left”, Julian Zigerli sembra giocare con la materia, andando oltre i limiti e i confini dell’abito, creazioni in cui le strutture sembrano quasi evaporare. Un mix perfetto di colori in cui si alternano armonie e dissonanze. Grazie alla collaborazione con la pittrice e artista berlinese Katharina Grosse, Zigerli propone una collezione che sembra essere un tributo allo spazio astratto. Arte e moda si fondono diventando un tutt’uno con l’ambiente circostante. Una collezione disegnata per un uomo colto che vive in uno spazio indefinito, dove i colori sembrano quasi sfocati dal sole e gli abiti quasi un miraggio nel deserto. Funzionali e pratici i dettagli, grazie all’utilizzo sapiente dei tagli sartoriali e alla scelta dei tessuti ,accompagnano  l’intera linea per la stagione calda.

Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office
Julian Zigerli SS 14. Courtesy of Press Office

Prendete tanto colore, un pizzico di sport wear, asimmetrie nei tagli e il gioco è fatto. Ecco la ricetta vincente per Julian Zigerli, stilista della positività in un mondo dominato da trend setter devoti al black e ai colori tenui.

Fashion ID #37 | The B. by Federico Barrazzo

Parola d’ordine? Stupire. Ma senza effetti speciali. E’ l’immaginazione e un gusto assolutamente minimal a guidare la mano del designer romano Federico Barrazzo. Classe 1992, fondatore del brand emergente The B., Barrazzo si diverte nel suo innovativo progetto stilistico a giocare con tessuti e colori, stravolgendo quell’ancien régime della moda, purtroppo adottato anche dai giovani stilisti, in cui la spettacolarizzazione dell’abito serve a far parlare di sé. Le immagini e la classicità delle armature europee vengono “sublimate” attraverso la regolarità dei volumi e l’essenzialità dei dettagli, abbracciando quella sottile linea di confine in cui universo femminile e maschile si incontrano, mescolandosi tra loro. Quasi a perdersi l’uno nell’altro. Genderless sì ma con un preciso concept estetico e senza retorica.

SS15_TheB_FedericoBarrazzo_Courtesy of Press Office
SS15_TheB_FedericoBarrazzo_Courtesy of Press Office

Una collezione che riesce ad accompagnare le persone in ogni momento della loro giornata, da quelli più informali a quelli più impegnativi che richiedono un abbigliamento elegante– spiega lo stilista- tutto questo senza rinunciare al fascino di capi ricercati e di alta manifattura italiana”.

SS15_TheB_FedericoBarrazzo_Courtesy of Press Office
SS15_TheB_FedericoBarrazzo_Courtesy of Press Office

Geometrie negli abiti lunghi, oversize le t-shirt, sperimentazione materica nelle texture che mescolano cotone, denim e raso per la collezione primavera-estate 2015. Sporty ed elegante, la linea The B. si adatta alla quotidianità urbana in tutte le sue declinazioni senza trascurare le esigenze di chi ama il ben fatto sartoriale.

SS15_TheB_FedericoBarrazzo_Courtesy of Press Office
SS15_TheB_FedericoBarrazzo_Courtesy of Press Office

E poi i colori, naturalmente. Dal blu al grigio fumo, dal rosso cardinale al carne, passando per il bianco perla. Ricerca nelle forme e nei materiali anche per la capsule di accessori in cui ecopelle e cotone da tappezzeria rendono sacche e borse trapezoidali assolutamente versatili. Federico Barrazzo accompagna chi indossa le sue creazioni in un viaggio immaginario in cui il mondo interiore del giovane designer si esprime attraverso una sintesi stilistica di genere che afferma una nuova idea del vestire. La sua.

Fashion ID #24 | Gabriele Fiorucci

Nella foto il designer Gabriele Fiorucci con l'attrice Vittoria Schisano
Nella foto il designer Gabriele Fiorucci con l’attrice Vittoria Schisano

SOUND TRACK: Ed Sheeran – Give me love

Passione per la moda che diventa filosofia creativa per uno stile unico e inconfondibile. Gabriele Fiorucci, giovane designer romano, già assistente del maestro Pino Lancetti e successivamente dell’artista della moda Antonio Marras, applica all’originalità e all’eleganza la pura raffinatezza della lineacon la griffe che porta il suo nome.

Per Gabriele Fiorucci l’ascesa nel mondo della moda prosegue attraverso la collaborazione con alcune delle più importanti case di moda del panorama italiano tra cui Crimson-Pianurastudio, Zappieri ZMD Milano,il Gruppo Ferrone Laltramoda e internazionale come Frank Henke Berlino. Dopo anni di esperienza nel fashion system, Gabriele Fiorucci fonda l’omonima label. Una label che evoca i ricordi d’infanzia, il nome di famiglia, l’amore per il padre a cui dedica quotidianamente il suo lavoro. Una querelle internazionale da far invidia al caso dei Marò legata all’utilizzo del proprio nome di battesimo nel marchio. Nome e loghi tanto fastidiosi e scomodi sul mercato che il marchio “Fiorucci”, storicamente fondato dal genio creativo Elio Fiorucci, e oggi di proprietà della multinazionale giapponese Edwin Co Ltd, ha tentato di impedirne l’utilizzo. Le linee Gabriele Fiorucci e la recente GabrieleEffe di Gabriele Fiorucci consacrano, in uno stile assolutamente made in Italy un pret à porter high fashion per una donna contemporanea e fuori dagli schemi, ribelle, seducente, mai volgare. Una donna che ama i tessuti preziosi come sete e mikado e i gioielli più insoliti ed esclusivi. Fiero di essere italiano, Gabriele Fiorucci recupera i materiali del passato, reinterpretando la moda attraverso l’unico e inimitabile know how made in Italy.

Gabriele Fiorucci. Courtesy of Press Office
Gabriele Fiorucci. Courtesy of Press Office

Influenze etniche dal fascino retrò  ottocentesco, per una femme fatale forte e determinata. Un’innata femminilità che ama riscoprire i preziosismi del passato rompendo gli schemi della contemporaneità. La donna Gabriele Fiorucci per la prossima stagione è “femmina” dentro e fuori, una donna con gli attributi dalla bellezza anarchica, intoccabile, lontana dai pregiudizi.

Gabriele Fiorucci. Courtesy of Press Office
Gabriele Fiorucci. Courtesy of Press Office

Abiti fiabeschi, bellezza per gli occhi, che raccontano una rinata femminilità, grazie a pagode incrociate a trapezi, rigide rouches, origami trasformati in sculture antiche, quasi a celebrare una nuova dea dell’eleganza. Materiali preziosissimi, pelliccia, mikado, broccato e chiffon completamente ricamati in metallo, rame e ottone, intarsiati e foderati in pitone. Un abbinamento inedito che si trasforma in must assoluto per l’inverno. Gioielli onirici, cerchi su cerchi di Swarovski, diademi di perle ed ottone, cinture ricamate. Irrinunciabili compagni di viaggio, accessori compagni di viaggio per una donna globe trotter. Silouhette a clessidra e calzature in camoscio declinate, nelle tonalità del verde bosco, del glicine, del nero assoluto. Impreziosite da arabeschi dorati e fiori in ottone, miriadi di jais e centinaia di paillettes.

Vittoria Schisano testimonial della linea GabrieleEffe FW 13-14Courtesy of Press Office
Vittoria Schisano testimonial della linea GabrieleEffe FW 13-14Courtesy of Press Office

Uno stile delineato e ben definito, quello del designer Gabriele Fiorucci, unico e al contempo intimo. In linea con il mood della collezione l’attrice Vittoria Schisano che, ad esempio, ha scelto di testimoniare l’incarnazione della collezione GabrielEffe per la campagna fall winter 2013-14. Grabriele Fiorucci, il made in Italy è di moda.

Fashion ID #38 | Ursu Photographer

Nella foto, il fotografo Ursu
Nella foto, il fotografo Ursu

All’anagrafe è Bogdanel Ursu Ionut ma preferisce farsi chiamare Ursu. Nasce in Romania, dove studia arte, per poi trasferirsi in Italia e continuare la sua carriera nel mondo della fotografia dopo aver conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma. La pittura è la sua fonte di ispirazione, i colori nelle loro mille sfumature sono la base estetica del suo lavoro. Un lavoro che confina con l’arte. L’universo fotografico di Ursu non è fatto solo di pixel e di tecnologia digitale. Va oltre. Coglie l’attimo espressivo e lo rielabora con creatività grazie ai magici giochi cromatici che solo la luce sa regalare. Perché le immagini non sono mere figure da guardare ma nascondono un pensiero, una concettualità fatta di ricerca, studio e dedizione. Un’attenzione maniacale per il dettaglio, l’insoddisfazione anche quando la fotografia è perfetta sono caratteristiche di pregio che gli consentono di collaborare con numerosi magazine nazionali e internazionali. E, dietro il rigore professionale, la voglia di di affermare il proprio punto di vista attraverso l’ obiettivo per distinguersi dagli altri.

Lo abbiamo incontrato e, dandogli del Tu (anche se la regola giornalistica imporrebbe il Lei), ci ha raccontato la sua storia.

Ti si legge negli occhi che ami il tuo lavoro. Quando hai imparato a fotografare?

Credo circa sei anni fa, non posso dirlo con precisione perché ho sempre lavorato con l’immagine, prima dipingendo.Quindi fotografare è stato come usare un novo mezzo per esprimermi, ho semplicemente presso la macchina fotografica e ho incominciato a scattare.

Hai studiato arte all` Accademia di Roma. Qual`è, se c`è, la connessione tra il mondo della fotografia e della pittura nei tuoi ritratti?

C’è un forte legame e penso lo si noti abbastanza. Se non avessi dipinto prima probabilmente non avrei mai fotografato. La pittura è per me è la base fondamentale di cui avevo bisogno. E’ dall’arte che prendo spunto per realizzare le mie idee nella fotografia. La costruzione di base è pittorica ed amo giocare con questo.

DMAG. Courtesy of Ursu Ph.
DMAG. Courtesy of Ursu Ph.

Quali sono i maestri fotografi a cui ti ispiri?

Helmut Newton, amo il suo mondo, la sua monumentalità, i suoi nudi, le sue storie surreali. Ne ammiro la potenza. Robert Mapplethorpe e la sua poesia sublime così come Herb Ritts e tanti altri. Si tratta di grandi fotografi che hanno una forte visione nel concepire l’immagine.

Pensi che la parola fotografo sia riduttiva?Meglio creativo?

Si assolutamente, allo stesso modo di quando in gergo si dice banalmente “scattare”. Non è “scattare” ma creare un’ immagine, disegnarla, pensarla. Prima bisogna dipingere con la luce. Insomma, è un processo più complesso, anche perché oggi la tecnologia è in continua evoluzione rispetto al passato. Per creare un’ immagine si possono utilizzare tanti mezzi insieme alla macchina fotografica.

Velvet Magazine. Courtesy of Ursu Ph.
Velvet Magazine. Courtesy of Ursu Ph.
Personal project (Devil Poetry). Courtesy of Ursu Ph.
Personal project (Devil Poetry). Courtesy of Ursu Ph.

Sei un perfezionista. Quanto tempo impieghi a terminare la post produzione di un servizio fotografico di moda?

Passo molto tempo a pesare e guadare le fotografie, semplificando il tutto per poi arrivare alla sostanza. Quello che conta è il messaggio che si vuole trasmettere, la storia. Non amo la post produzione invasiva (anche se fatta bene) perché cancella la traccia fotografica e mi distrae da quella che è la realtà visiva pura.

In genere rispetti il mood che ti viene proposto o ti piace giocare d`azzardo con le tue idee?

Se devo lavorare su un mood proposto da qualcun’altro o uno mio non cambia molto perché andrò ad interpretare un’ idea e l’interpretazione resta mia. Come quando un regista lavora su una sceneggiatura. L’ importante è seguire il filo conduttore e poi migliorarlo. Mi piace sperimentare, ma non a caso. Il rischio e l’azzardo fanno parte del vocabolario comune di un creativo. O almeno così dovrebbe essere.

And Men Magazine. Courtesy of Ursu Ph.
And Men Magazine. Courtesy of Ursu Ph.
Noire Project. The Children for Peace Onlus. Courtesy of Ursu Ph.
Noire Project. The Children for Peace Onlus. Courtesy of Ursu Ph.

Hai mai pensato di lanciarti in nuove sfide professionali non confinate alla moda?

Moda o non moda, l’importante è che si lavori con l’immagine. Non c’è un confine fra i vari campi creativi. Vorrei avere tempo per usare l’olio e dipingere ciò che ho fotografato, questo si. Ho tante idee nel cassetto che un giorno vorrei realizzare. Mi piace l’idea che le varie discipline artistiche si contaminino fra di loro in modo creativo.

Uno shooting fotografico richiede un lavoro di squadra. Make up artist e stylist, a volte, possono entrate in conflitto con il lavoro del fotografo. Come ti comporti?

Mi piace ascoltare tutti. E’ fondamentale essere sulla stessa onda, è nell’interesse del fotografo stimolare tutto il team e lavorare insieme per un obiettivo comune.

Gun Fashion  Magazine. Courtesy of Ursu Ph
Gun Fashion Magazine. Courtesy of Ursu Ph

Nel tuo futuro Roma, Milano o l`estero?

Credo che non abbia molta importanza il dove. Il lavoro ti porta sempre in posti diversi. Viaggiare, conoscere nuovi luoghi e nuove culture. E’ questo quello che conta, perché stimola la creatività.

Fashion ID #36 | F2A by Federica Gatti

 

Nella foto la designer Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
Nella foto la designer Federica Gatti. Courtesy of Press Office 

Quasi per gioco la passione per l’arte diventa moda. È il caso di Federica Gatti, giovane designer romana che dopo aver frequentato la Rome University of Fine Arts, decide di dar vita nel 2012 al brand F2A che ha tutta l’intenzione di lasciare un segno nel mondo della piccola pelletteria. Minimalismo e duttilità per materiali e pellami rigorosamente italiani si fondono nell’eclettismo stilistico di una linea di borse avanguardista e contemporanea che non dimentica l’eccellenza artigianale made in Italy. Segno distintivo del marchio? I manici in ottone inossidabile delle borse, anche nella versione over size, e le cuciture a vista valorizzate da linee pulite, nette, essenziali.

F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Press Office
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Press Office 

Per la collezione primavera estate 2015 Federica Gatti si ispira al costruttivismo russo. L’arte è costruzione nello spazio, libera dal mondo reale e in tal senso la creatività si evolve verso una nuova cifra stilistica in cui le linee diventano dinamiche e il design ricercato, ossessiva la cura per il dettaglio e immancabile l’elemento metallico che rende mini e maxi bag adatte sia per occasioni diurne che per sfrenati evening party. La tridimensionalità quasi futurista delle forme in movimento si ritrova anche nella scelta delle tonalità cromatiche dei pellami, dal giallo acceso al rosso, per passare al magenta e all’arancio alternati al bianco ottico.

F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Press Office
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Studio DModa
F2A by Federica Gatti. Courtesy of Press Office

Una ricerca estetica rinata e rinnovata nella quale la designer abbandona le cuciture a vista e sperimenta nuovi orizzonti creativi mantenendo la sua originalità. Un futuro di successo per il brand F2A grazie al suo innovativo e mai banale approccio al design delle borse.

Fashion ID #35 | Piccione Piccione

SOUNDTRACK: Marlene Kuntz – Bellezza

Bellezza intesa come pura ricerca di un’estetica naturale per una donna forte e consapevole che ama essere al centro dell’attenzione nella contemporaneità. Salvatore Piccione, designer del brand Piccione Piccione, diplomatosi presso l’Istituto Europeo di Design di Roma nel 2008, muove dalla consapevolezza che l’attenzione per i dettagli, la tradizione del ricamo e la tecnica grafica possono convivere in creazioni in cui le stampe sono le protagoniste indiscusse del gioco stilistico.

Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino

Abiti che evocano suggestioni botticelliane per la palette cromatica scelta, dai colori tenui ma allo stesso tempo romantici. Un ricercato womenswear che vuole rendere riconoscibile e allo stesso tempo raffinata una personalità femminile fiera e protagonista. Gli elementi floreali, l’artigianalità dei ricami fatti rigorosamente a mano come tradizione italiana vuole e disegni decor,che conferiscono tridimensionalità ai capi, diventano come in una somma algebrica il comune denominatore di long dress e mini dress che hanno quasi del fantastico.

Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino

La magia si respira in passerella durante l’ultima edizione di Who is on next?, il concorso di talent scouting promosso da AltaRoma in collaborazione con Vogue Italia, durante il quale il brand Piccione Piccione ha conquistato il podio ricevendo il plauso della giuria per le innovative tecniche di cui il made in Italy ha bisogno. Tra le prestigiose collaborazioni il designer siciliano vanta progetti speciali con Celine, Swarovski, Topshop, Pablo Bronstein e Longshamp.

Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio - Luca Sorrentino
Piccione Piccione. Ph. Raffaele Soccio – Luca Sorrentino

Se arte e tecnica si fondono, la moda italiana può essere orgogliosa di premiare nuovi talenti che, con un tocco di eccentricità amano osare, vincendo nuove sfide nell’universo della precarietà e il brand Piccione Piccione dimostra che innovarsi e rinnovarsi, attraverso la sperimentazione, fortunatamente prima o poi premia.

Fashion ID #34 | Alexandra Richards

alexandra-richards

Alexandra Richards riesce a trasmettere la sua sensibilità artistica senza muovere un dito. Riesce a far dialogare mondi apparentemente diversi con una disinvoltura disarmante. D’altronde buon sangue non mente. Figlia del leggendario chitarrista dei Rolling Stones, Keith Richards, e dell’ex modella Patti Hansen, Alexandra Richards è l’incarnazione della poliedricità ed eclettismo.

Il debutto nel mondo della moda arriva nel 1990. Alexandra ha quattordici anni ed è sul set della campagna pubblicitaria di Tommy Hilfiger. E’ l’inizio della carriera nel fashion system. Nel giro di poco tempo scatta i con migliori fotografi di moda, da Steven Meisel a Bruce Weber, passando per Annie Leibovitz, Mario Testino e Patrick Demarchelier. Posa per Playboy France ed ottiene le cover dei più importanti magazine internazionali. E se dalla madre Alexandra prende la passione per la moda, dal padre arriva l’amore per la musica. Quello stessa amore che la porta a rispolverare vecchi ed immortali vinili per mixarli con quelli più glam ed underground. Il risultato? Live set esplosivi capaci di rendere memorabili party ed eventi. Come quello organizzato dall’AMFAR a Cannes.

Non solo. La sua pulsione creativa sfocia ben presto anche nell’arte. Oltre ad essere una modella e una dj, infatti, Alexandra Richards è anche un’artista. Le sue opere sono esposte all’Hotel Rivington di New York.

Photo credits web

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