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Mila Schön, avviato il progetto di espansione finanziaria della storica maison milanese

Mila Schön, marchio nato a Milano nel 1958 e tra gli “inventori” del prêt-à-porter italiano, ancora oggi simbolo di un’artigianalità tipicamente made in Italy e di un’estetica senza tempo, si appresta a intraprendere un percorso di significativa crescita e a diventare uno dei principali brand lifestyle nel segmento dell’affordable luxury.

Il progetto di espansione ha preso forma in seguito a una riorganizzazione strategica, perfezionata negli scorsi mesi, che ha visto un pool qualificato di investitori italiani, attraverso la newco Cofedo, avviare una partnership globale con il gruppo finanziario giapponese Itochu. In base all’accordo, dalla collezione Autunno-Inverno 2023/2024, la realtà italiana sarà responsabile di tutti gli aspetti, creativi e operativi e strategici, legati alla gestione del mondo Mila Schön in tutte le categorie merceologiche.

Scopo dell’operazione, guidata dal Ceo Guido Formilli Fendi – membro della famiglia fondatrice di Fendi, maison in cui ha lavorato fino al 2003, ricoprendo diversi ruoli di primo piano tra cui quello di direttore generale e direttore commerciale -, dal Presidente Barbara Gabarrini Confalonieri – imprenditrice e profonda conoscitrice del settore e dei gusti dei consumatori – e dal direttore creativo Marc Audibet è quello di permettere a Mila Schön di raggiungere nuovi traguardi, arrivando a raddoppiare nel medio termine il suo attuale fatturato, pari a circa 200 milioni di euro.

Mila Schön
Mila Schön

Il nuovo assetto punta su una strategia di distribuzione wholesale premium e selettiva, che avrà come punto di partenza il network selezionato di negozi multimarca su cui può contare il brand a livello internazionale. Le priorità saranno da un lato il consolidamento dei mercati attualmente di riferimento quali appunto Italia e l’Europa, dall’altro l’espansione globale, con un focus sulle significative opportunità offerte da aree come Asia e Medio Oriente e il rafforzamento all’interno delle grandi catene di department store in America.

Il business plan delineato da Cofedo prevede l’ampliamento della clientela di Mila Schön raggiungendo anche le nuove generazioni di giovani consumatori, entrando in nuove categorie di prodotto come la linea casa, le fragranze, l’occhialeria e l’abbigliamento maschile, sempre senza smettere di valorizzare le radici italiane della maison, famosa per aver vestito le donne del jet set internazionale come Jacqueline Kennedy e Marella Agnelli.
La Direzione Creativa è stata affidata a Marc Audibet, fashion designer che in passato ha disegnato le collezioni donna di Hermès, Prada e Salvatore Ferragamo e noto nel settore anche per le sue ricerche sui tessuti stretch. Audibet interpreterà lo stile di Mila Schön con uno spirito innovativo e moderno proponendo al mercato, sin dalla sua stagione di debutto, una linea completa di abbigliamento fatta di oltre 100 pezzi, a cui si aggiungono anche una serie di proposte tra accessori e calzature.

In linea con la tradizione della maison, storicamente impegnata nel promuovere rapporti duraturi con i fotografi – primo fra tutti Ugo Mulas – per dare sostanza iconografica alla propria visione stilistica, la nuova brand identity di Mila Schön sarà comunicata con progetti speciali e con una serie di iniziative esclusive, anche digital. A idearle sarà un team di talenti, impegnati in una serie di special project e colab nel segno della contaminazione con mondi diversi ma complementari a quello della moda, come la pittura e il cinema.

Un bozzetto Mila Schön
Un bozzetto Mila Schön

Guido Formilli Fendi, Ceo di Cofedo ha dichiarato: «Io e Barbara Gabarrini Confalonieri siamo orgogliosi di collaborare con Itochu a questa fase di espansione di Mila Schön. Crediamo che la partnership avvierà una nuova fase di crescita e di consolidamento del ruolo della maison all’interno del panorama internazionale dei fashion & lifestyle brand. Se abbiamo investito in questo progetto è perché crediamo sia una straordinaria opportunità per accompagnare un marchio, simbolo dell’esclusività italiana, verso una leadership globale per questo vogliamo da subito consolidare la presenza della maison nei mercati internazionali operando con strategie di lungo termine con partner selezionati».

Barbara Gabarrini Confalonieri, Presidente di Cofedo ha dichiarato: «Mila Schön è un patrimonio del made in Italy che vogliamo valorizzare. Personalmente sono sempre stata attratta dall’immagine del marchio e dal suo stile inimitabile, fatto di femminilità, rigore e sensibilità cromatica. Ora il progetto nato con Cofedo ci offre la possibilità di entrare in questo mondo, caratterizzato da incredibile esclusività e creatività, e quindi da affrontare con prudenza e rispetto. Siamo convinti che, nell’ambito del nuovo corso della maison, l’ingresso di Marc Audibet potrà dare ottimi frutti, portando Mila Schön a diventare leader nel segmento dell’affordable luxury. Grazie al suo intuito e al suo talento, all’esperienza pluriennale e alla sensibilità per tessuti e le silhouette, Marc saprà interpretare al meglio l’immenso patrimonio estetico di Mila Schön con nuove declinazioni e interpretazioni nelle collezioni di abbigliamento del brand, dando anche nuova vitalità al mondo delle calzature e degli accessori».

About Mila Schön

Fondato nel 1958 a Milano da Mila Schön ”signora dell’eleganza italiana”, il marchio è oggi una realtà del lusso di notorietà internazionale, simbolo di un’artigianalità e di un’estetica spiccatamente italiana. Grazie alla visione della sua fondatrice, la cui invenzione più nota a livello stilistico resta il double e i tagli di Fontana, il brand Mila Schön è stato tra i primi ad allargare il campo d’azione dall’abbigliamento al lifestyle e il design producendo nel corso degli anni una vasta gamma di collaborazioni extra-settore e nel corso della sua storia ha conquistato importanti riconoscimenti come il Neiman Marcus Award, riservato alle figure che più hanno influenzato la moda mondiale negli anni.

Photo credits Courtesy of Press Office

Beatrice Gigli: “Il Circolo delle dame colte per rafforzare l’identità del mio brand con i gadget”

Sei anni fa Beatrice Gigli ha fondato la Beatrice Gigli Communication e si occupa della comunicazione, delle relazioni pubbliche e istituzionali e di eventi di marchi di eccellenza del Made in Italy legati alla moda, all’enogastronomia, al cinema e alla cultura.

Nella foto Beatrice Gigli_credits Courtesy of Press Office
Nella foto Beatrice Gigli_credits Courtesy of Beatrice Gigli Communication

Sto per lanciare il primo brand di gadget e merchandising della mia azienda: il nome è Circolo delle dame colte. Lo scopo è quello di rafforzare in modo veramente particolare l’identità del marchio della mia azienda, attraverso uno storytelling culturale per raccontare il mio lavoro: il circolo delle dame colte era un salotto sorto in età napoleonica e fondato da donne, ma erano ammessi anche i cavalieri, il cui obiettivo era quello di dare un notevole contributo al lavoro, alla cultura e alla politica attraverso le relazioni pubbliche e le iniziative. Il Circolo delle dame colte è lo spunto perfetto per raccontare il mio lavoro: la Beatrice Gigli Communication fa tutte queste attività– spiega la fondatrice dell’agenzia di comunicazione e giornalista- Perché riportare questa storia sui gadget aziendali? Perché lavoro molto sul marketing e merchandising è un ottimo veicolo per l’immagine pubblica, aziendale o personale che sia. E deve essere impostato come un vero e proprio brand con un ‘alta qualità dei materiali e delle grafiche. Basti pensare che il merchandising imperiale è stato inventato la napoletane, la grande N sulle ceramiche, sulle scatole, , sui cuscini. Credo che Napoleone sia stato tra i più grandi comunicatori“.

Il Circolo delle dame colte_Courtesy of Beatrice Gigli Communication
Il Circolo delle dame colte_Courtesy of Beatrice Gigli Communication

I gadget – t shirt, tazze, agende, shopper bag, ma non solo – hanno le “dame colte” con il logo della mia azienda -la nuvoletta del fumetto- sulla testa. Il messaggio che vorrei veicolare è quello che la cultura, il conoscere, il raccontare una storia può cambiarci la prospettiva di vedere le cose, e naturalmente l’approccio con il nostro lavoro. È un valore aggiunto molto importante.  I gadget sono promozionali ma ho previsto anche della “capsule” destinate alla vendita a sostegno di cause benefiche.

“Independent Fashion Destination”, il primo short movie di Giglio.com si ispira alla cultura mediterranea

Giglio.com lancia il primo short-movie che definisce i valori della sua estetica: “Independent Fashion Destination. Al centro della narrazione i valori che contraddistinguono la luxury e-destination e la cultura mediterranea – inclusiva, disinvolta e multiculturale – che da sempre rappresenta le radici del marchio. La bellezza mediterranea si rivela in tutto il suo raffinato e inebriante fascino nella magia scenografica di un’isola rigogliosa che ne racchiude, idealmente, l’essenza. Si susseguono scene di vita di ragazzi e ragazze, compagni di un viaggio che attraversa lo stile, con spirito libero e indipendente. L’obiettivo è quello di coinvolgere un pubblico moderno e internazionale perché proprio l’indipendenza – di pensiero, di scelta e di vita – definisce l’estetica proposta da Giglio.com.

GIGLIO.COM - Independent Fashion Destination_Courtesy of Press Office
GIGLIO.COM – Independent Fashion Destination_Courtesy of Press Office

Luxury destination globale e allo stesso tempo unica, che trova nella leggerezza del mediterraneo italiano il suo codice estetico. Nelle parole di Giuseppe Giglio, ceo di Giglio.com: “Vogliamo ispirare la ricerca della bellezza, con leggerezza e gioia di vivere… ed essere dei buoni compagni di viaggio per i nostri clienti. Questo short-movie rappresenta il nostro manifesto di stile e riafferma la nostra identità di Independent Fashion Destination.”

GIGLIO.COM - Independent Fashion Destination_Courtesy of Press Office
GIGLIO.COM – Independent Fashion Destination_Courtesy of Press Office

Il breve cortometraggio sarà on air nei canali tv e digital con una reach stimata di 10 milioni di visualizzazioni. Contemporaneamente avverrà la distribuzione a livello internazionale su YouTube, con l’obiettivo di raggiungere fino a 15 milioni di visualizzazioni.

 

Bantoa, il social commerce italiano che impazza tra i modaioli

Acquistare online è un’esperienza che deve in qualche modo replicare l’acquisto dal vivo e Bantoa, il social commerce italiano fondato da Francesco Calzà e Manuel Ferrigno, ha preceduto il trend quando nel 2015 si è presentato al mercato della moda come una piattaforma per dare consigli di stile ai meno esperti a caccia di ispirazione. Con il tempo Bantoa ha acquisito un seguito grazie alle sue evoluzioni che hanno trasformato la startup in una community vera e propria in cui appassionati di moda propongono outfit completi che possono poi essere acquistati negli store online partner di Bantoa. Ad oggi, Bantoa è presente in Italia, Francia, Spagna, Germania e Polonia e il 2021 sarà dedicato a migliorare ulteriormente la propria presenza nei mercati europei.

Bantoa_Courtesy of Press Office
Bantoa_Courtesy of Press Office

“Vogliamo portare la filosofia di Bantoa in tutta Europa, affinché possa essere un elemento differenziante nell’approccio degli utenti allo shopping: il nostro social commerce vuole essere una versione molto simile all’acquisto in negozio perché non solo propone outfit già pronti ma ispira a cambiare, a trovare qualcosa di nuovo e ad essere aggiornati con le ultime tendenze.” spiegano Francesco Calzà e Manuel Ferrigno.

3milioni di capi tra cui scegliere: i numeri del social commerce Bantoa

Secondo l’osservatorio eCommerce B2c della School of Management del Politecnico di Milano, quest’anno gli utenti hanno fatto acquisti per 23,3 miliardi di euro con un balzo del +31%. Tra questi, il settore dell’abbigliamento vale da solo circa 3,9 miliardi, un numero in costante aumento. L’acquisto online ha sicuramente tanti vantaggi: può essere effettuato ovunque si voglia e in ogni momento della giornata e spesso dà diritto a sconti o opportunità imperdibili, oltre che garantire un grande risparmio di tempo ma non riesce a emulare del tutto l’esperienza nel negozio fisico. Infatti, in Bantoa gli utenti trovano l’ispirazione più giusta per i loro gusti e l’esperienza diventa divertente e coinvolgente, proprio come se fosse dal vivo.

Bantoa_Courtesy of Press Office
Bantoa_Courtesy of Press Office

Bantoa per questo ha fatto in modo di mostrare nella sua piattaforma degli outfit completi – oltre 5mila al giorno -, dando la possibilità ai membri della community di poterli selezionare a seconda della propria figura e del proprio stile: tra i 3milioni di capi inseriti, gli utenti possono infatti scegliere a seconda della propria altezza, della propria corporatura, del proprio budget; è presente un grande spazio anche per le linee premaman.“Tramite l’utilizzo del machine learning, il nostro obiettivo è quello di ispirare la nostra communiy e utilizzare i dati raccolti per proporre a tutti i membri outfit perfettamente in linea con i loro desideri. Una volta selezionato ciò che hanno scelto, passano poi all’acquisto negli store dei nostri partner e questo rende l’esperienza ancora più semplice e veloce.” spiegano i fondatori. Negli ultimi sei mesi, il fatturato totale sugli acquisti fatti verso i partner che hanno scelto Bantoa come canale di vendita ha superato i 5 milioni di euro.

Bantoa_Courtesy of Press Office
Bantoa_Courtesy of Press Office

Lavorare per consolidare la propria presenza nei Paesi europei

Ad oggi il grosso del business di Bantoa è ancora legato alle transazioni, ma lo si vuole spostare sempre più sulla valorizzazione dei dati, che sono iper-personalizzati e validati in tutti i Paesi in cui Bantoa è presente. Tutti i dati raccolti da Bantoa, infatti, non servono ad altro se non a proporre ai propri utenti esattamente ciò che desiderano, dandogli i giusti consigli e fornendogli i nuovi trend must have. Per farlo è necessario incentivare sempre di più gli utenti e rendere l’esperienza sulla piattaforma sempre più ingaggiante e divertente: accentuando la dimensione del gioco si potrà incrementare il tempo di permanenza sul sito e la retention rate rispettivamente a 6 minuti la prima e al 15%. Questa la strategia di breve e medio termine: entro il 2021 si prevede di rafforzare la presenza di Bantoa nei Paesi europei dove la piattaforma è già presente con successo, cioè Francia, Spagna, Germania e Polonia. Il 2022 sarà dedicato allo sbarco di Bantoa nel Regno Unito e USA, mentre il piano quinquennale prevede di raggiungere 20 milioni di utenti in 20 Paesi entro il 2025.

About Bantoa

Bantoa è una startup nata nel 2015 con un obiettivo preciso: dare consigli di moda a un pubblico non esperto, rispondendo alla fatidica domanda: «Cosa mi metto oggi?» Quando viene lanciata, la startup era una sorta di “style coach” digitale per chi cercava consigli su cosa indossare nelle diverse occasioni. Inizialmente la piattaforma, quindi, si rivolgeva a utenti poco esperti di moda, ma desiderosi di vestire l’outfit giusto in base a età, corporatura e circostanza.Oggi Bantoa ha raggiunto quota 1.600.000 utenti registrati e punta a raggiungere il mercato statunitense entro il 2022.

 

“In bad times beautiful things are necessary”, la nuova campagna di Gente Roma è un inno all’arte e alla bellezza

“In bad times beautiful things are necessary” è il messaggio della nuova campagna 2020 di GENTE ROMA, storica catena romana di Boutique multibrand del luxury fashion che da quasi 40 anni con stile ed eleganza è punto di riferimento per l’estetica del bello in tutte le sue forme sia a livello nazionale che internazionale.

Una campagna eccezionale e straordinaria, apparsa lo scorso 7 Novembre con una super affissione presso l’iconica piazza di Campo dei Fiori in Roma, dove per la prima volta si comunica un messaggio sociale forte e non un semplice prodotto.

Gente Roma New campaign_ Courtesy of Press Office
Gente Roma New campaign_ Courtesy of Press Office

“La campagna – dichiara Vito Addadi (fondatore di Gente) – è un inno alla valorizzazione della bellezza in ogni sua forma, secondo la personale sensibilità di ognuno. Uno speciale riconoscimento a tutti gli artisti e i creativi che, attraverso la propria interpretazione, ci donano quella bellezza e umanità quotidiana di cui abbiamo bisogno oggi più che mai”.

Boutique Gente Roma_ Courtesy of Press Office
Boutique Gente Roma_ Courtesy of Press Office

In un momento grigio e oscuro in cui il mondo e le priorità delle persone hanno vissuto grandi stravolgimenti a causa del diffondersi della pandemia, Gente Roma lancia così un messaggio importante volto alla sensibilizzazione del pubblico nei confronti del bello e della cultura in tutte le sue declinazioni artistiche. Un invito a non dimenticarsi di quanto la “cultura del bello” sia di fondamentale importanza per nutrire lo spirito, l’anima, il cuore e la mente, allargando i nostri orizzonti e contribuendo all’arricchimento personale di ognuno di noi. Un messaggio sociale che diviene al tempo stesso un grido di speranza e un appello di solidarietà a supporto di tutto il mondo della moda, del cinema, del teatro, della musica e dell’arte in generale, gravemente colpito dal Covid.

Gente Roma_Courtesy of Press Office
Gente Roma_Courtesy of Press Office

L’attitudine a creare e a cogliere la bellezza e di conseguenza le beautiful things, non è un semplice ornamento della vita umana. Secondo Gente costituisce la vera essenza che distingue l’uomo da qualsiasi altra forma vivente sulla Terra. La bellezza e la capacità di suscitare emozioni sono quindi parte integrante dell’uomo e in questa misura necessarie in maniera imprescindibile. La ricerca della bellezza deve essere un diritto alla portata di tutti.

Gente Roma_Courtesy of Press Office
Gente Roma_Courtesy of Press Office

Da qui l’idea dell’istituzione di un bando per borse di studio al quale potranno partecipare tutti i giovani creativi attivi in diversi ambiti: dalla fotografia alla grafica, sino alla musica, all’arte figurativa e alla recitazione. I ragazzi, per aggiudicarsi la borsa, dovranno presentare una creazione artistica sul tema “In bad times beautiful things are necessary”, concetto fulcro della campagna promossa da GENTE Roma. Di recente Gente ha nominato come art director Giulio Paternò, che insieme al team creativo ha ideato il concept e la comunicazione della nuova campagna delle note boutique luxury fashion. La campagna segna un cambio di passo nella comunicazione del marchio che, dopo l’emergenza globale, si presenta con idee nuove e la consapevolezza che, se nulla sarà più come prima, allora occorre guardare avanti.

Gente Roma_Courtesy of Press Office
Gente Roma_Courtesy of Press Office

Il risultato finale della campagna è un video emozionale che ripercorre le fasi della creazione e del lancio del manifesto finale, attraverso la selezione del messaggio “IN BAD TIMES BEAUTIFUL THINGS ARE NECESSARY”, che ha svelato il mistero dell’inquietante affissione anonima comparsa una settimana prima a Campo De’ Fiori. Tra i vicoli e le piazze di una Roma eterna, colta alle prime luci dell’alba, il video è accompagnato dalla voce del doppiatore Andrea Mete, voce tra gli altri di John Legend, Zac Efron e Justin Timberlake.

Gente Roma_Courtesy of Press Office
Gente Roma_Courtesy of Press Office

Da quasi 40 anni Gente Roma è un’istituzione di richiamo internazionale nel settore del luxury fashion retail uomo – donna, con un totale di 9 boutique nei punti più prestigiosi del centro storico della Capitale e uno store in Sardegna. Un appassionato team di buyer ed esperti di stile collaborano per selezionare capi esclusivi e per individuare le nuove tendenze tra le collezioni delle migliori maison italiane e internazionali. Questo permette a Gente Roma di offrire una selezione di stilisti iconici e talenti emergenti, edizioni limitate e capsule collection. La profonda conoscenza della moda e dello stile, l’attenzione per l’universo femminile, l’eleganza e la raffinatezza sono le caratteristiche che distinguono Gente Roma dai propri competitors.Un “luogo” dal respiro internazionale dove ogni cliente può trovare la propria dimensione e il proprio stile e dove ogni elemento è strutturato secondo codici di valore, di attualità e di coerenza.

Gente Roma New campaign_Courtesy of Press Office
Gente Roma New campaign_Courtesy of Press Office

Gente Roma ha costruito nel tempo una rete di boutique rinomate per eleganza ed esclusività che accolgono una clientela romana ed internazionale. Il suo primo negozio di Via Cola De Rienzo è stato aperto nel 1982 e da allora Gente Roma è diventata espressione di contemporaneità, un luogo dove tradizione ed innovazione si fondono dando vita ad una vera e propria esperienza di acquisto, sensoriale, autentica, unica e personalizzata. Le boutique di Gente Roma sono da sempre meta e punto di ispirazione di numerosi personaggi illustri e celebrità del jet set internazionale che durante i propri soggiorni romani non hanno resistito al richiamo esclusivo delle Boutique. Da Francis Ford Coppola Catherine Deneuve, dai Duran Duran Dustin Hoffman, da Jennifer Lopez Tom Cruise, fino a Roberto Benigni, Monica Vitti, Zaha Hadid, Giuseppe Tornatore, Richard Gere, Kanye West, Kim Kardashian: questi solo alcuni dei nomi che hanno varcato la porta di Gente Roma nel corso degli anni.

Gente Roma_Courtesy of Press Office
Gente Roma_Courtesy of Press Office

L’esperienza di acquisto tailor made offerta da Gente Roma prosegue sul portale e-commerce Genteroma.com che, dal 2014, disponibile in italiano e in inglese, propone una selezione esclusiva di abbigliamento, scarpe, accessori, gioielli, borse uomo – donna dei designer più rinomati, spedendo in tutto il mondo gli articoli presenti nel proprio catalogo. L’innovazione dell’e-commerce da parte dell’azienda negli ultimi anni ha reso il brand GENTE ROMA ancor più internazionale e competitivo, diventando così a pieno titolo una delle mete privilegiate per il fashion di lusso on line con milioni di visite e spedizioni worldwide.

Ispirazione vintage e toni pastello, Selena Gomez rinnova la collaborazione con il brand Coach

Il brand Coach ha svelato la nuova collaborazione con la cantante, attrice e star Selena Gomez. Dopo l’iconica borsa “Selena Grace” e una serie di accessori presentati lo scorso autunno, la nuova collezione include capi ready to wear e accessori ed è disegnata dalla star americana e in sinergia con il direttore creativo del marchio Stuart Vevers. La collezione è fortemente pervasa dallo stile giocoso di Selena che contrasta con quello della sua immaginazione. Oltre ai capi sottoveste che comprendono morbidi maglioni e felpe con cappuccio sui toni pastello e di ispirazione vintage, nella new collection anche la “Bond” e la “Trail Bag”.

Selena Gomez per COACH_Courtesy of Press Office
Selena Gomez per COACH_Courtesy of Press Office

Tra sportswear ed eleganza, per Selena Gomez i capi unici si distinguono per il motto che reca la scritta “Non perfetta, sempre io”. Le borse, in morbida pelle sono realizzate e rifinite con quell’ispirazione vintage che non manca mai nelle creazioni Coach. «Adoro lavorare con Selena perché ha un punto di vista forte sul design» ha dichiarato Vevers. «Volevo che tutti i pezzi riflettessero il suo stile e il suo fascino e fossero disinvolti, sono così orgogliosa della collezione», ha detto Gomez. «Ciò che amo di più del lavoro con il team Coach è che sanno molto bene come mi vesto. Tutto è sembrato autentico fin dall’inizio».

Selena Gomez per COACH_Courtesy of Press Office
Selena Gomez per COACH_Courtesy of Press Office

La collezione Coach per Selena Gomez sarà disponibile negli store del brand a partire dal prossimo 14 agosto e disponibile negli store di Coach a partire dal 31 agosto prossimo. Scattata con lo sfondo dello skyline di New York, l’advertising campaign è stata creata con collaboratori di lunga data di coach tra i quali il fotografo Steven Meisel, l’art director Fabien Baron, il makeup artist Pat McGrath e l’hair stylist Guido Palau. Una collezione ricca di fascino che guarda al futuro del marchio con energia e creatività.

Selena Gomez per COACH_ Courtesy of Press Office
Selena Gomez per COACH_ Courtesy of Press Office

Dove studiare moda? Le 5 migliori scuole italiane e straniere

Fashion business management, fashion styling o fashion communication. Vuoi lavorare in uno di questi campi, ma non sai da dove iniziare? Ecco le migliori scuole di moda italiane e straniere che propongono corsi e master grazie ai quali puoi specializzarti a partire dal prossimo anno.  

Settembre è ancora lontano, ma è arrivato il momento di pensare a quali percorsi intraprendere una volta finite le vacanze estive. Se la tua passione è la moda e vuoi specializzarti in uno dei numerosi campi che il fashion world propone, allora non resta che consultare i corsi e i master proposti dai grandi istituti italiani e stranieri. I programmi formativi sono davvero numerosi, ma anche quelli studiati ad hoc per chi è interessato al marketing, alla comunicazione, allo styling, al merchandising, al business e al management. Nelle scuole di moda, oltre ai tradizionali corsi di fashion design per aspiranti designer, per chi desidera progettare gioielli e accessori o per chi punta su modellistica o sartoria, c’è anche un’ampia gamma di corsi dedicata al settore amministrativo. La moda infatti è un universo molto variegato, con molti campi professionali in cui poter formarsi e specializzarsi.

Per chi vuole specializzarsi in un particolare settore del fashion business, molti istituti e scuole di moda organizzano (oltre ai tradizionali corsi di laurea) dei corsi a durata mensile o annuale, oppure dei veri e propri master. Attraverso questi percorsi scolastici che alternano teoria e pratica, si apprende come trasformare un’idea in un modello produttivo, sviluppando così abilità creative e culturali, ma anche economiche e manageriali. I professionisti del fashion business lavorano con la produzione, con la comunicazione, con il marketing ed il fashion retail business e devono avere una conoscenza profonda del panorama della moda.

Vuoi lavorare nel mondo della moda ma non sai da dove iniziare? Ecco 5 scuole di moda italiane e straniere che puoi consultare subito, per scegliere quella più adatta alle tue esigenze e iniziare a partire da settembre 2017.

Le migliori 5 fashion schools

Bologna Business School – Fashion business marketing

La Business School dell’Università di Bologna propone un Global MBA in Design, Fashion and Luxury Goods. L’obiettivo è quello di formare professionisti del settore management, in grado di stabilire un equilibrio tra creatività e business nella gestione di imprese di lusso. Il programma si concentra sugli aspetti pratici del fashion marketing e management, grazie allo stretto rapporto con le imprese italiane. Nel corso del primo trimestre, le lezioni riguarderanno materie di general management; a partire dal secondo trimestre i partecipanti si dedicheranno allo studio di materie specifiche del track. A queste si affiancano ore di partecipazione a laboratori di business e analisi di casi di retail e un periodo di 500 ore di internship presso realtà leader nel design, fashion and luxury goods o da dedicare a un project work imprenditoriale.

Format: Full-time

Lingua: Inglese

Durata: 12 mesi

fashion-business
Nel backstage di una sfilata della Parsons The New School for Design a New York, nel 2014.
(Brian Ach/Getty Images for Amazon Fashion)

Eidos Comunicazione – Master in giornalismo di moda

La Eidos è specializzata in giornalismo e propone, tra  vari master, un master in giornalismo di moda e comunicazione per rispondere al numero sempre più grande di richieste da parte di professionisti che vogliono specializzarsi in questo campo. Questo percorso didattico intende fornire non solo competenze da giornalista tout court, ma anche sull’ufficio stampa, sulla scrittura sul web e sui social, sullo styling e sull’intero sistema moda. Un percorso adatto a chi aspira a queste figure professionali: fashion editor; stylist; ufficio stampa; marketing & advertising manager e giornalista. Incluso uno stage di 6 mesi.

Format: Weekend + stage

Lingua: Italiano/Inglese

Durata: 6 mesi

Scuola Romana di Fotografia a Roma – Diventa fotografo di moda

La storica scuola romana di fotografia propone un master triennale che ti consente di specializzarti nella fotografia di moda, concentrandosi sui diversi linguaggi visivi della comunicazione. Parte dallo studio degli stili storici e delle interazioni tra moda e arte per garantire l’acquisizione di competenze sufficienti a realizzare servizi fotografici che interpretino le nuove tendenze.

Format: Full-time

Lingua: Italiano/Inglese

Durata: 3 anni

Central Saint Martins di Londra – Fashion designer

Le scuole di moda inglesi sono sicuramente tra le più prestigiose. Una delle più importanti la Central Saint Martins di Londra che offre 13 indirizzi di studio dedicati alla moda Molto famosa anche perché lì si sono laureati stilisti come Alexander McQueen e Christopher Kane. Offre sbocchi lavorativi importanti per i più talentuosi.

Format: Full-time

Lingua: inglese

Durata: dipende dal corso scelto

Parsons The New School of Fashion of New York – Fashion communication

Tra le scuole di moda americane non possiamo non consigliarvi la Parsons The New School of Fashion di New York, una vera e propria università che offre agli studenti stage all’interno delle aziende anche durante l’anno accademico grazie al fatto che l’istituto abbia, nel corso degli anni, stretto accordi con importanti case di moda come LVMH. Anche qui gli sbocchi professionali sono garantiti, ma il prezzo da pagare (anche) per questo è molto altro (circa 39mila euro). Esistono, però, anche dei corsi on line a cui potete dare un’occhiata, anche solo per un primo approccio al loro metodo di studio.

Format: Full-time

Lingua: Inglese

Durata: 4 anni + stage

 

Intervista a Francesca Favotto: “un Master in giornalismo di moda per realizzare il mio sogno”

francesca favotto
Nella foto la giornalista ed ex allieva del master moda di  Eidos Communication, Francesca Favotto

Francesca Favotto è una ex allieva del Master in giornalismo di moda della Eidos. La seguo su Facebook come collega e come persona. Ecco i due motivi principali perché una persona riesce a far breccia nel nostro “cuore”: per la sua competenza (per quello che scrive) e per la sua attitudine e il suo atteggiamento nei confronti della vita (per come scrive). La sua gioia di vivere, la sua competenza mai urlata, le sue bellissime collaborazioni con Vogue e Vanity Fair mai ostentati, i suoi sorrisi giornalieri nonostante le avversità personali che non nasconde, l’assenza di polemica, ecco quello che ti spinge ad ammirare una donna prima che una giornalista.

Francesca scrive con il sorriso e con gratitudine verso la vita e questo si percepisce chiaramente, anche se non la stai guardando e la stai solo leggendo.

Ecco perché ho deciso di intervistare una mia ex collega di Master, un Master che ha dato tanto a entrambe, con la speranza che possa essere utile a chi deve ancora decidere cosa fare da grande e, soprattutto, che atteggiamento avere in questo settore così difficile.

A voi la mia intervista.

Hai sempre saputo di voler fare la giornalista di moda nella vita e che studi avevi fatto prima di iscriverti al master?

Sì, sempre saputo. Volevo essere una giornalista di moda o di lifestyle e costume (il ruolo che ricopro attualmente adesso), che è sicuramente una naturale derivazione delle mie inclinazioni e interessi personali. Ho sempre amato leggere e scrivere: mi sono laureata in lingue (che male non fanno) e poi la passione (e anche un po’ di fortuna) mi hanno condotto fino al master di giornalismo di moda Eidos che ha spalancato le porte del mio sogno: vivere di giornalismo, lavorare per le testate più prestigiose, divertirmi lavorando.

Cosa ti è servito di più mentre frequentavi il Master e cosa non dimenticherai?

Sicuramente le lezioni pratiche. Sapevo già scrivere, ma scrivere come una giornalista è ben diverso. I docenti mi hanno trasmesso la loro passione e tutto il loro sapere, che unito al mio, mi ha dato la spinta finale per decidere con constanza e intraprendenza di andare fino in fondo. Non dimenticherò mai la mia classe (sono rimasta in ottimi rapporti con molti di loro), i docenti (con cui ancora oggi collaboro e c’è un rapporto speciale che si è instaurato al di là della professione) e la bellissima e assolata Roma.

Cosa è successo subito dopo aver frequentato il Master?

Mi sono candidata per uno stage in Condè Nast: Eidos mi ha aiutata a presentarmi e, con grandissima gioia, sono stata subito accettata. Ho dato le dimissioni dal mio lavoro “sicuro” in Comune, per un sogno… insicuro. Ho cominciato a Sposabella, poi son passata a Style.it, poi a VanityFair.it. Oggi sono freelance e collaboro con VF, Vogue Sposa, Donnamoderna.com. Inoltre prendo parte a diversi progetti editoriali davvero straordinati con marchi di prestigio come YSL, Costa Crociere, Angelo Garini, Falconeri, Rinascente.

Sembra proprio che tu faccia il lavoro dei sogni. Cosa apprezzi di più di questo lavoro?

La possibilità di crescita continua e costante, di imparare sempre cose nuove, di scrivere ogni giorno (la mia passione), di scrivere di cose belle (la mia missione), di conoscere sempre gente nuova, di viaggiare (tanto). Di essere felice.

Com’è cambiato il giornalismo di moda e la moda in generale con l’avvento del web e dei blog secondo te?

Attualmente scrivo poco di moda, ma credo che il web e i blog abbiano contribuito a rendere la moda più democratica, un sogno più accessibile a tutti. Abbiano tirato giù dalla torre d’avorio un mondo che è stato, in questo modo, sdoganato.

Consiglieresti il master in giornalismo di moda e perché?

Sì. Lo dico sempre: a me è servito di più il Master che la laurea. Ho imparato tantissimo, ma soprattutto lo stage garantito è una vera verità. Poi se funzionerà come biglietto per entrare nel mondo del lavoro, questo dipende da voi: non basta fare lo stage, va fatto fruttare. Mettersi in mostra per le proprie doti, spendersi tanto, dare tutto e imparare il più possibile. Ma questo sempre, non solo durante uno stage.

Master a parte, che caratteristiche deve avere secondo te una giornalista davvero in gamba?

Incontenibile curiosità, continua voglia di imparare, di migliorare, buona capacità di scrittura, ma soprattutto di storytelling (raccontare una storia o un’emozione); una smisurata passione per quello che si fa (vi aiuterà quando saret tentate di abbandonare tutto per via della burocrazia o delle tasse da pagare); tanta umiltà (parla per voi il vostro lavoro: se lo fate bene, avrete anche una buona reputazione. Non serve a nulla mettere venti foto su FB se poi siete inaffidabili e montate). E il sorriso, sempre: diciamocela tutta, l’epoca della giornaliste spocchiose è finita da un pezzo! W le professioniste vere, che sanno emozionare ed emozionarsi ancora per quello che fanno.

Malloni, glamour “poetricity” nel cuore di Roma

La nuova Boutique Malloni nasce nel cuore del fashion district romano: in Via Bocca di Leone 34 (tra via Condotti e Via del Babuino).Con una superficie di circa 120 mq posti su due livelli, il progetto è curato dall’Arch. Lorenzo Malloni in un gioco di luci e riflessi in cui vetri bronzati alternano lucido, opaco, satinato e finiture a specchio. I moduli di vetro declinano sfumature di colori eleganti e discrete. Accanto ai toni neutri della pavimentazione sono inserite appenderie realizzate in metallo grezzo che creano un percorso sinuoso e dinamico e al contempo sviluppano una narrativa dei capi definendo un unico racconto, quello della collezione Malloni.Gli elementi di arredo sono realizzati interamente da Officine Malloni, realtà interna all’azienda, di creazione, prototipazione e infine produzione di oggetti di design e arredo. In occasione dell’Opening Store romano verrà ospitata all’interno della boutique l’opera “rètina” delle visual artists Le CostuMistiche (Serena Furiassi e Valentina Cardinali) che diventa metafora delle dualità dell’esistenza (interno-esterno, luce-ombra, vuoto-pieno, cielo-abisso, maschile-femminile).

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Un’ opera dal duplice volto, fruibile in diverse condizioni di luce e realizzata con più materiali, tra cui reti da pesca di recupero che conferiscono all’opera un carattere “nudo e crudo” e dall’aspetto tessuto non tessuto. Reti che raccontano una storia, maneggiate da sempre da mani maschili, fanno emergere un animo femminino. La sagoma di un manichino assente prende corpo in una presenza evanescente e rievoca archetipi femminili ancestrali. La serata, ispirata al tema della leggerezza e della positività, vedrà la partecipazione di Beatrice Aiello, volto degli spot e delle campagne pubblicitarie 2016 di Alitalia e Lavazza. Bellissima e sofisticata, durante l’evento l’ospite interagirà indossando un look Primavera Estate ideato appositamente per l’opening romano.

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La Collezione Poetricity Primavera-Estate 2017, presente nello store romano, continua a definire l’immagine caratteristica del marchio attraverso linee sottili, delicate e dall’aurea quasi diafana: creature vestite di volumi trasparenti e leggerezza. Linee pulite, colori minimali e neutri che vanno dal bianco al nero, passando per l’avorio ed il color crema. Tra i tanti neutri irrompe e si fa strada il rosso amaranto. Tutto è leggero e fluido. Tra i pezzi forti della collezione: tailleur mixati a pezzi di maglieria, dettagli di pelle applicati su piccoli grembiuli asimmetrici, semi ruote sulle schiene che lasciano intravedere il corpo avvolto dai lacci. Plastron su camicie e polsi allacciati su giacche sono altri componenti altrettanto importanti che rimandano alle lavorazioni manuali e artigianali. Le silhouette sono spesso imbrigliate da nastri e legature che enfatizzano le linee del corpo in maniera poetica ed eterea, ridisegnando la figura in modo particolare, contaminandola con grazia e delicatezza. La nuova collezione Malloni si lascia cosi trasportare, in una mutevolezza intellettuale che ha la poesia come percorso principale d’ispirazione. La contrapposizione tra l’essenzialità e capi imponenti crea un risultato finale unico.  Malloni spa è l’insieme delle attività produttive che ogni giorno danno vita alla Maison Malloni. L’azienda è proprietaria dei fashion brands _MALLONI, IXOS e del progetto Malloni TRACE. Tutto ha inizio nel 1960 in un laboratorio artigianale di calzature di qualità fondato da Marcello Malloni. Negli anni ‘80 diviene amministratore dell’Azienda Fabio Malloni (figlio di Marcello), designer di calzature, creativo e con evidenti doti imprenditoriali. Nasce così il marchio Ixos Calzature. La guida di Fabio favorisce la crescita dell’azienda e l’ingresso del marchio nel mercato internazionale.

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La linea Malloni Donna viene lanciata nel 2001 grazie all’intuito e alla creatività di Fabio Malloni e Floriana Orsetto. Il veloce e favorevole riscontro da parte del pubblico porta subito all’apertura della prima Boutique monomarca a Milano. Si susseguono sfilate, e eventi e l’apertura di nuove Boutiques nelle città italiane di maggiore interesse culturale e artistico. Dal 2016 due importanti realtà HANGAR MALLONI e OFFICINE MALLONI (presenti già dal 2013) diventano interne al gruppo e si consolidano dirette e coordinate dall’Architetto Lorenzo Malloni – HANGAR è il nuovo ufficio dedicato all’interior design ed alla comunicazione visiva dell’Azienda MALLONI, le OFFICINE sono le aree del laboratorio che sviluppa e produce l’arredo ed il design progettato da Lorenzo Malloni.

Floria Sigismondi dirige la campagna Gift Giving di Gucci

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gift giving: gucci garden collection – gucci official facebook

Un giardino incantato che richiama un Eden mitologico popolato dalle più svariate specie animali. Uno scrosciate ruscello e una distesa erbosa verdeggiante proiettano verso una natura incontaminata e selvaggia come quella dei quadri di Henri Rousseau. Così, dall’unione tra mito e realtà nasce il video diretto da Floria Sigismondi, in cui vengono presentati i prodotti della collezione Gift Giving 2016: The Gucci Garden disegnati da Alessandro Michele.

La suggestiva campagna, ambientata nel Giardino di Ninfa a Cisterna di Latina, è una sorta di reinterpretazione in chiave moderna del mito di Adamo ed Eva nei giardini dell’Eden, in cui l’atmosfera surreale e quasi magica viene  resa ancor di più dai sapienti giochi di luce, punto forte della regista.

Nel video si respira un’aria romantica plasmata dalla location, dalle stampe variopinte delle creazioni Gucci Garden e dall’accompagnamento musicale de Il Dolce Suono del compositore romantico Donizetti, che coinvolge a livello emozionale trasportando in un mondo parallelo e onirico.

https://www.youtube.com/watch?v=FvZlyfDSEjk

Tratto distintivo del corto è il suo simbolismo intrinseco paragonabile a una poesia:  le api, fondamentali per il ciclo della vita naturale, che per secoli sono state simbolo di famiglie aristocratiche importanti quali i Barberini, i serpenti, che rappresentano saggezza e potere, e la mela. 

La fascinazione per insetti e serpenti è oramai marchio di fabbrica della Sigismondi, e questa sua passione si collega perfettamente alla collezione di Alessandro Michele, in cui animali ed elementi floreali, da sempre suo lessico stilistico,  si fondono tra loro diventando stampa per abiti, maglioni e bomber o semplice dettaglio per gli accessori.

Le creature esotiche che popolano il Gucci Garden come tigri, conigli, farfalle, tartarughe e persino unicorni vivono insieme in equilibrio. L’armonia e la bellezza pura della natura mescolata ad una atmosfera sognante  sono ciò che ha ispirato il Direttore Creativo di Gucci per la collezione Gift Giving 2016 di borse Gucci pensata per le festività natalizie.

Floria Sigismondi- gucci official facebook
Floria Sigismondi- gucci official facebook

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