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La vanità (di Valentino) nell’arte

Per questa stagione invernale 2014 i Direttori Creativi della maison Valentino, Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, hanno deciso di ricorrere a suggestioni artistiche d’epoca barocca e rococò, attraverso richiami all’iconografia e al gusto tipici del XVII e XVII secolo, a cui si mescolano con estrema naturalezza accessori di moda, come pochette, scarpe e foulard (vedi il video). 

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In particolar modo i fotografi olandesi che si sono occupati della campagna pubblicitaria, Inez e Vinoodh, hanno riprodotto attraverso la fotografia quelli che sembrano veri e propri dipinti di gusto fiammingo, ognuno dei quali è abbinato a una modella che l’abito di Valentino, seppur contemporaneo, sembra rendere una dama del Settecento, in perfetta armonia con le nature morte raffigurate accanto.

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Le particolarità di queste immagini sono molteplici, a partire dal fatto che sembrano delle tele a olio a tutti gli effetti (vedi sotto il particolare della foto a confronto con un quadro del ‘600 di Van Utrecht), mentre sono scatti in cui i due professionisti hanno sapientemente disposto quelli che erano i simboli che all’epoca, nei Paesi Bassi come nel resto d’Europa, rappresentavano la vanitas e la caducità di tutte le cose terrene, a partire, naturalmente, dalla bellezza.

VALENTINO dettaglio                                                                          Adriaen van Utrecht

Esaminando l’immagine pubblicitaria, da sinistra si nota il primo elemento che indica per antonomasia lo scorrere inesorabile del tempo: la clessidra. Non a caso attorno ad essa sono posti un torsolo di mela, esempio palese del deteriorarsi delle cose, e la farfalla, simbolo della trasformazione e dello svanire rapido della vita. L’insetto, però, è su una sfera,  che rappresenta la perfezione, l’armonia, la grazia e l’immortalità dell’anima e non a caso vicino ha una collana di perle, che nella sua altrettanto sferica bellezza rappresenta un ornamento, intrinsecamente effimero, in quanto legato alla vanità, esattamente come la spazzola in argento. Un vaso, poi, separa la sfera dal teschio, che sta a indicare il più classico degli ammonimenti, il memento mori. E come quel cranio di morto ricorda all’uomo la sua caducità, fanno altrettanto la rosa, rossa come la passione, ma destinata a sfiorire presto, la conchiglia vuota, quindi priva della vita che un tempo l’abitava, e il libro, a ricordare che qualsiasi cosa è transitoria, anche il sapere.

La genialità di questi creativi consiste nell’aver abbinato in modo tanto sapiente elementi che di per sé sembrano contrastare, ma che invece lanciano un messaggio evidente, seppure non esplicito. La moda, infatti, rappresenta l’effimero per eccellenza, la vacuità su cui donne di ogni epoca basano la propria vanitas, ma c’è una cosa destinata a rimanere immortale nella sua eterna bellezza senza tempo: Valentino.

E appunto, impavida davanti alla fine della giovinezza e della bellezza, la modella della maison, eternando se stessa attraverso il marchio, è circondata da teschi e tiene perfino un ramo su cui sono appoggiati. In questo caso il richiamo è al gusto rococò che andava a sfociare nel macabro e nel grottesco e di cui sono un esempio tipico la Cappella dei Cappuccini a Roma e Palermo, le cui pareti sono interamente decorate con gli scheletri -veri e non finti come questi- dei frati defunti.

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Infine, tornando indietro a un anno e mezzo fa, alla campagna pubblicitaria di Red Valentino 2012, si nota che già c’era una ripresa del grottesco e insieme magico attraverso il servizio fotografico realizzato nel Parco dei Mostri a Bomarzo, in provincia di Viterbo (realizzato precedentemente, per la collezione del 2012). Si tratta di un bosco in cui nel 1552 il principe Orsini fece costruire la cosiddetta Villa delle Meraviglie, circondata da sculture raffiguranti mostri e creature fantastiche. E’ una location in cui il tempo sembra essersi fermato e in cui sembra che possano prendere vita gli esseri meravigliosi che la abitano, meravigliosi come gli abiti che diventano essi stessi opere d’arte. Come dire: “sic transit gloria mundi”, ma non quella del marchio Valentino!

 Red Valentino SS2012- Parco di Bomarzo3