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“La primavera della mia vita”, nelle sale arriva il film d’esordio di Colapesce e Dimartino

Vision Distribution, Wildside, società del gruppo Fremantle,e Sugar Play presentano il trailer ufficiale del film “La primavera della mia vita”, che segna il debutto al cinema di Colapesce e Dimartino, in uscita come evento speciale nelle sale italiane dal 20 al 22 febbraio.

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Tra i più attesi artisti in gara al prossimo Festival di Sanremo, con il brano “Splash” (Numero Uno/Sony Music), presente anche nei titoli di coda del film, Colapesce e Dimartino sono i protagonisti, autori del soggetto e della sceneggiatura, nonché autori e interpreti della colonna sonora originale in uscita per CAM Sugar.

Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”
Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”

Un sorprendente road movie con molti inattesi special guest musicali: Madame, Roberto Vecchioni, Brunori Sas, ErlandØye e La Comitiva. Nel cast Stefania Rocca, la loro eccentrica agente, Corrado Fortuna, il meccanico con un’imprevedibile passione per i Doors, Demetra Bellina, la misteriosa Sofia, accompagneranno i due protagonisti in un viaggio surreale e poetico.

Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”
Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”

La trama del film
La primavera della mia vita è la rocambolesca storia di due amici, con un passato musicale in comune e un futuro tutto da scrivere. Dopo la rottura del loro sodalizio professionale e un lungo periodo di silenzio, Antonio (Dimartino) ricontatta Lorenzo (Colapesce) per un nuovo, misterioso e affascinante progetto. Questa volta la musica non c’entra, ma la posta in gioco è così alta da smontare l’iniziale diffidenza di Lorenzo e la scadenza così stretta da trascinare i due amici in una spericolata, quanto temeraria, corsa contro il tempo in cui le sorprese non finiscono mai. E Antonio e Lorenzo dovranno fare i conti con il proprio passato e con se stessi. Fino ad una sconvolgente rivelazione.

Trailer “La primavera della mia vita”

Il film è diretto da Zavvo Nicolosi, alla sua opera prima. La sceneggiatura è di Michele Astori, Antonio Di Martino, Lorenzo Urciullo e Zavvo Nicolosi da un soggetto firmato Di Martino, Urciullo e Nicolosi.

Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”
Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”

La primavera della mia vita è prodotto da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, società del gruppo Fremantle, da Vision Distribution, coprodotto da Filippo Sugar ed Elisabetta Biganzoli per Sugar Play, in collaborazione con Sky e con Prime Video con il sostegno della Regione Siciliana, Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo, Sicilia Film Commission. Il film uscirà nei cinema come evento speciale dal 20 al 22 febbraio 2023 con Vision Distribution.

Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”
Colapesce e Dimartino, “La primavera della mia vita”

Photo credits Courtesy of Press Office

“Dreaming Alcestis”, l’installazione dell’artista Beatrice Gibson approda al Macro di Roma

Dopo l’anteprima al British Art Show 9 di Plymouth, e la mostra allo spazio Ordet di Milano, “Dreaming Alcestis”, ultima opera della pluripremiata artista e regista franco-inglese Beatrice Gibson, approda finalmente a Roma.

Dreaming Alcestis, sarà presentata il 9 febbraio nell’Auditorium del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma, in un’installazione site-specific visibile al pubblico dalle 12 alle 18, per la durata di un singolo ciclo di sonno. A seguire, alle 18.30, Beatrice Gibson dialogherà con il duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi.

Promosso dal Museo Civico di Castelbuono, e realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito dell’Italian Council (2021), il lavoro di Beatrice Gibson è pensato come riflessione poetica sulla vita e sulla morte in un’epoca segnata da scarsa empatia, solitudine e un progressivo impoverimento materiale ed emotivo.

Rievocando la protagonista dell’antico mito di Euripide come guida ancestrale, Dreaming Alcestis, documenta in chiave onirica il trasferimento di Gibson e Gordon dalla Gran Bretagna post-Brexit al cuore del Mediterraneo. Due personaggi, che sognano collettivamente una regina morta da tempo (o forse vengono sognati da lei), sono ripresi in lunghe sequenze, come in tempo reale, rifratte olograficamente, infuse e interrotte dai suoni della città e del mare.

Nelle parole di Beatrice Gibson, 2.500 anni dopo la sua nascita, Alcesti – nel film, una figura misteriosa e lynchiana – ritorna dagli inferi, sognando, e sognata lei stessa da un uomo e una donna che hanno attraversato l’Europa alla sua ricerca, da Nord a Sud, con la famiglia al seguito. Nel frattempo, le calotte glaciali si sciolgono, 43 guerre infuriano in tutto il mondo e un’altra città brucia in TV.

I film di Beatrice Gibson sono noti per la loro natura sperimentale e fortemente emotiva. Esplorando tra il vissuto personale e i temi politici, e attingendo a figure di culto della letteratura e della poesia sperimentale – da Kathy Acker a Gertrude Stein- sono spesso abitati da figure amicali e riferimenti personali, incorporando idee e processi co-creativi e collaborativi. Lo stesso è accaduto nella lavorazione di Dreaming Alcestis: la scrittura del film è stata realizzata con il regista Nick Gordon, e con la saggista e teorica culturale Maria Nadotti.

L’evento al MACRO è parte del progetto Alkestis, promosso dal Museo Civico di Castelbuono, vincitore della X edizione dell’Italian Council 2021.

Installation view di Dreaming Alcestis al British Art Show 9. Foto Dom Moore
Installation view di Dreaming Alcestis al British Art Show 9. Foto Dom Moore

Dreaming Alcestis è commissionato dal Museo Civico di Castelbuono (Palermo) e l’Hayward Gallery Touring del Southbank Centre (Londra) per il British Art Show 9 ed è realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (X Edizione 2021), programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Il film è prodotto da Okta Film, con il supporto di ICONOCLAST e Somesuch. Dopo l’anteprima al British Art Show 9 di Plymouth, Dreaming Alcestis è stato presentato per la prima volta in Italia allo spazio Ordet di Milano, nell’ambito della mostra personale dedicata a Beatrice Gibson dal titolo Dream Gossip, in programma fino al 15 febbraio 2023.

Ad aprile 2023 il film sarà presentato inoltre in una mostra al Museo Civico di Castelbuono, entrando nella sua collezione permanente, e sarà accompagnato da un programma pubblico, curato da Maria Rosa Sossai e Beatrice Gibson, promosso dal Museo con la partecipazione del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione e del Centro Servizi Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Palermo, del Centro Polis di Castelbuono e Nuova Orfeo. Nel 2023 sarà pubblicato un libro dedicato al progetto, edito da Lenz Press.

Beatrice Gibson (nata nel 1978) è un’artista e regista franco-britannica, residente a Palermo. Ha vinto due volte il Tiger Award per i cortometraggi al Rotterdam International Film Festival (2009 e 2013) ed è stata vincitrice nel 2015 del Baloise Art Prize, Art Basel. Nel 2013 è stata nominata per il Max Mara Prize for Women artist (2013) ed è stata nominata due volte per il Jarman Award for Artist’s film (2013 e 2019). Le sue mostre personali più recenti includono:

Crone Music, Camden Arts Centre, Londra; I Couldn’t Sleep in My Dream, Kunsthall di Bergen, Bergen; Plural Dreams of Social Life, Mercer Union, Toronto; KW Institute for Contemporary Art, Berlino. Il suo ultimo film, Two Sisters Who Are Not Sisters, è stato selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes (2019). I suoi film sono stati presentati in musei e istituzioni in Europa e Nord America, tra cui: Centre Pompidou, Tate Modern, Tate Britain, Serpentine Gallery, The ICA e The Art Institute of Chicago. Gibson è membro del collettivo The Machine that Kills Bad People con Maria Palacios Cruz, Ben Rivers ed Erika Balsom. Nel 2021 a Palermo ha co-fondato Nuova Orfeo, un’iniziativa no-profit di cinema, performance e musica sperimentale. www.beatricegibson.com

FRANCESCO URBANO RAGAZZI è un duo curatoriale fondato a Parigi nel 2008. Hanno sviluppato una vasta gamma di strategie produttive e inventato formati espositivi lavorando a stretto contatto con pionieri come Jonas Mekas, Kenneth Goldsmith, Jennifer West, Miltos Manetas, Cheryl Donegan, Haroon Mirza, Pauline Curnier Jardin e altri. Stabilendo nuove alleanze tra arte e realtà, il team ha operato non solo in musei e contesti accademici, ma anche in un’ampia varietà di spazi fisici e mediatici. Nel 2012 hanno curato Io Tu Lui Lei, la prima mostra istituzionale sull’eredità culturale dei movimenti LGBTQ+ in Italia, con il sostegno del Ministero Nazionale delle Pari Opportunità. Dal 2017 il team ha diretto l’archivio dell’artista femminista Chiara Fumai, organizzando anche la principale mostra retrospettiva del suo lavoro e una pubblicazione completa. Nel 2021, il duo ha coeditato FUORI!!! 1971-1974 (Nero Editions), una premiata antologia dedicata alla prima rivista LGBTQ+ della storia italiana. Nello stesso anno Francesco Urbano Ragazzi è stato nominato direttore artistico di LIAF, la più longeva biennale d’arte contemporanea della Scandinavia, la cui diciassettesima edizione si è svolta tra Venezia, Oslo e le Isole Lofoten nel 2022.

BeatriceGibson, DreamingAlcestis,2022. DreamGossip,2023,installationview. Project supported by the Italian Council(2021). Courtesy the artist and Ordet, Milan. Photo Nicola Gnesi
BeatriceGibson, DreamingAlcestis,2022. DreamGossip,2023,installationview. Project supported by the Italian Council(2021). Courtesy the artist and Ordet, Milan. Photo Nicola Gnesi

L’Italian Council è un progetto della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nato nel 2017 con il preciso compito di promuovere la produzione, la conoscenza e la diffusione della creazione contemporanea italiana nel campo delle arti visive. Il Museo Civico di Castelbuono ha vinto la X edizione dell’Italian Council 2021 con il progetto Alkestis. www.aap.beniculturali.it

Il Museo Civico di Castelbuono è un’istituzione pubblica ospitata nel trecentesco Castello dei Ventimiglia, a cui sono affidate la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico del territorio. Il Museo ospita una collezione permanente di archeologia, arte sacra, arte moderna e contemporanea, spazi per mostre temporanee e un orto pubblico gestito da un’associazione civica e la Cooperativa “I Fauni”. All’interno del Castello si trova inoltre la Cappella di Sant’Anna (1684) con uno straordinario impianto decorativo barocco con stucchi su fondo oro zecchino, opera di Giacomo e Giuseppe Serpotta. Oggi il Museo è un centro di sperimentazione per l’arte e la cultura del Mediterraneo, con un programma culturale di mostre, conferenze, residenze d’artista, collaborazioni con partner nazionali e internazionali, progetti partecipativi e laboratori educativi con la comunità.

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GCDS, la nuova campagna estiva con Nicola Peltz Beckham è un distillato di glam hollywoodiano

La campagna Primavera-Estate 23 di GCDS è un distillato di glam hollywoodiano, privato di qualunque allure nostalgica e retro. Scattata a Los Angeles dalla fotografa Zhong Lin, con la direzione artistica di Giuliano Calza, vede protagonista Nicola Peltz Beckham nel ruolo della diva contemporanea.

GCDS SS 2023
GCDS SS 2023

Sullo sfondo di un set cinematografico a tinte gotiche, la campagna fa esplodere la caleidoscopica estetica di GCDS fatta di note audaci e abbaglianti: Nicola Peltz Beckham si diverte a provocare in un fasciante abito nero, esaltato dalle vertiginose trasparenze della nuova Rider Pump.

GCDS SS 2023
GCDS SS 2023

Spongebob debutta nello slip dress più prezioso di sempre, abbinato ai cuissard Morso in vinile all black, must-have di stagione, mentre la Comma Bag e le platform entrano in scena in una versione oleografica club-approved.

GCDS SS 2023
GCDS SS 2023

Calze logate, canotta bianca e bling denim sono la divisa cool e playful distintiva del brand.

 

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“Spring in Miami”, tanti appuntamenti culturali in programma a primavera nella città statunitense

Il Greater Miami Convention & Visitors Bureau (GMCVB) presenta la nuova programmazione “Spring in Miami” e dà il benvenuto ai visitatori di ogni provenienza e stile di vita per sperimentare un calendario diversificato di eventi culturali e manifestazioni che si svolgeranno in tutta la destinazione in questa stagione. Il sito web del programma SpringInMiami.com sarà il portale di riferimento per tutti gli eventi e le informazioni sulle manifestazioni della stagione.

“Questa primavera, Miami e Miami Beach presentano una stagione di eventi tanto variegati quanto il pubblico che accogliamo”, ha dichiarato David Whitaker, Presidente e CEO del Greater Miami Convention & Visitors Bureau. “Siamo orgogliosi di essere inclusivi e accoglienti nei confronti di persone di ogni provenienza e stile di vita, e in particolare questa primavera offriamo una programmazione in grado di deliziare visitatori con interessi diversi e di ogni tipo”.

Miami and Beaches
Miami and Beaches

Nell’ambito della Spring in Miami, il programma Miami Beach Live! torna nel 2023 con un mese ricco di programmi fitness e lifestyle, con lezioni di fitness Crunch gratuite tutti i fine settimana, oltre a:

·         Prima settimana (4-6 marzo): United First Responders Music Fest, Friday Night movie, Nike activation e Winter Party al Lummus Park.

·         Seconda settimana (10-12 marzo): Ammirate alcuni dei più famosi giocatori olimpici di pallavolo al King of the Courts Crown Series e godetevi le Nike activation.

·         Terza settimana (17-20 marzo): Art on the Drive, un’esperienza di Carnaval Miami presentata dal Kiwanis Club di Little Havana, si svolgerà a Ocean Drive con musica dal vivo, intrattenimento per i bambini e oltre 100 artisti che presenteranno le loro opere d’arte, l’artigianato e altro ancora in un festival di strada di alto livello. Gli appassionati di pallavolo potranno inoltre assistere ai tornei dell’Association of Volleyball Professionals (AVP), che festeggia il suo 40° anniversario, al torneo di pallavolo FIU Surf & Turf e il Monster Obstacle Course porterà anche mega scivoli per tutte le età. La settimana comprende anche il torneo Model Volleyball, che si svolge sulla sabbia di Miami Beach dal 2010 ed è diventato un evento di fama mondiale. L’evento, gratuito e aperto al pubblico, vede le migliori agenzie di modelle, tra cui Next, CGM, Elite, Ford, Select, Front, Source, Runways e Dorothy Combs, sfidarsi in un torneo di beach volley misto.

·         Quarta settimana (24-26 marzo): Partecipate o guardate il Miami Beach Fitness Festival powered by HYROX e ascoltate musica dal vivo ogni sera.

Miami and Beaches
Miami and Beaches

Il programma Spring in Miami include il programma inaugurale Rainbow Spring LGBTQ che presenta gli eventi più popolari della destinazione, tra cui il Winter Party Festival, il Miami Beach Pride, l’OUTshine LGBTQ+ Film Festival, Sizzle e altri ancora.

In collaborazione con la città di Miami Beach e un gruppo eterogeneo di istituzioni, l’Aspen Institute torna con un evento di più giorni che riunisce policy maker globali e locali durante l’Aspen Ideas: Climate (6-9 marzo).

Gli appassionati di musica non vorranno perdersi il 17° Jazz a the Gardens (11-12 marzo), considerato uno dei più importanti eventi annuali di jazz e R&B dal vivo del mondo. Mary J. Blige, The Roots (con ospite speciale T-Pain), SWV, Stokely e Mark Allen Felton sono in scaletta, così come H.E.R, The Isley Brothers, Rick Ross, Johnathan McReynolds e Mike Phillips. Durante il fine settimana si esibiranno anche gruppi e musicisti locali. Altri eventi musicali da non perdere sono l’Ultra Music Festival (24-26 marzo) e la Miami Music Week (21-26 marzo).

Altri grandi eventi in programma per il resto della stagione sono la Miami Dade County Youth Fair (16 marzo-9 aprile), il Coconut Grove Food & Wine Festival (19 marzo), il Miami Open (19 marzo-2 aprile), la Miami Tech Week (31 marzo-2 aprile), la eMerge Americas Conference (20-21 aprile) e molto altro ancora.

I visitatori che stanno pianificando un viaggio a Miami e Miami Beach possono ora accedere al nuovo sito web (in nove lingue) MiamiandMiamiBeach.com. Il sito offre esperienze immersive innovative per una narrazione più approfondita e ricerche fulminee sul sito, oltre a tag per parole chiave per argomenti di interesse. I meeting planner avranno accesso a funzioni migliorate, tra cui elenchi dettagliati dei partner e accesso ai dettagli degli spazi per riunioni, alle planimetrie e alle gallerie di immagini, oltre a poter cercare hotel e sedi.

Miami and Beaches
Miami and Beaches

A proposito di GMCVB

Greater Miami Convention & Visitors Bureau (GMCVB) è l’organismo ufficiale per le azioni di Sales e Marketing, indipendente e non profit, la cui mission è attrarre visitatori a Greater Miami and Miami Beach per piacere, affari, meeting e eventi. Per la guida completa della destinazione, visitare il nostro sito web all’indirizzo o www.MiamiandMiamiBeach.com, chiamare il numero 1.888.76. MIAMI (solo USA/Canada) o 305.447.7777. Per contattare gli uffici GMCVB comporre il 305.539.3000. Gli organizzatori di eventi possono chiamare il numero 1.800.933.8448 (solo USA/Canada) o il 305.539.3071 o visitare il sito www.MiamiMeetings.com.

Per saperne di più su Miami sui  canali social:

Facebook.com/visitmiami, Twitter.com/miamiandbeaches, Instagram.com/miamiandbeaches e Pinterest.com/miamiandbeaches.

Photo credits Miami and Beaches Official Instagram 

Mila Schön, avviato il progetto di espansione finanziaria della storica maison milanese

Mila Schön, marchio nato a Milano nel 1958 e tra gli “inventori” del prêt-à-porter italiano, ancora oggi simbolo di un’artigianalità tipicamente made in Italy e di un’estetica senza tempo, si appresta a intraprendere un percorso di significativa crescita e a diventare uno dei principali brand lifestyle nel segmento dell’affordable luxury.

Il progetto di espansione ha preso forma in seguito a una riorganizzazione strategica, perfezionata negli scorsi mesi, che ha visto un pool qualificato di investitori italiani, attraverso la newco Cofedo, avviare una partnership globale con il gruppo finanziario giapponese Itochu. In base all’accordo, dalla collezione Autunno-Inverno 2023/2024, la realtà italiana sarà responsabile di tutti gli aspetti, creativi e operativi e strategici, legati alla gestione del mondo Mila Schön in tutte le categorie merceologiche.

Scopo dell’operazione, guidata dal Ceo Guido Formilli Fendi – membro della famiglia fondatrice di Fendi, maison in cui ha lavorato fino al 2003, ricoprendo diversi ruoli di primo piano tra cui quello di direttore generale e direttore commerciale -, dal Presidente Barbara Gabarrini Confalonieri – imprenditrice e profonda conoscitrice del settore e dei gusti dei consumatori – e dal direttore creativo Marc Audibet è quello di permettere a Mila Schön di raggiungere nuovi traguardi, arrivando a raddoppiare nel medio termine il suo attuale fatturato, pari a circa 200 milioni di euro.

Mila Schön
Mila Schön

Il nuovo assetto punta su una strategia di distribuzione wholesale premium e selettiva, che avrà come punto di partenza il network selezionato di negozi multimarca su cui può contare il brand a livello internazionale. Le priorità saranno da un lato il consolidamento dei mercati attualmente di riferimento quali appunto Italia e l’Europa, dall’altro l’espansione globale, con un focus sulle significative opportunità offerte da aree come Asia e Medio Oriente e il rafforzamento all’interno delle grandi catene di department store in America.

Il business plan delineato da Cofedo prevede l’ampliamento della clientela di Mila Schön raggiungendo anche le nuove generazioni di giovani consumatori, entrando in nuove categorie di prodotto come la linea casa, le fragranze, l’occhialeria e l’abbigliamento maschile, sempre senza smettere di valorizzare le radici italiane della maison, famosa per aver vestito le donne del jet set internazionale come Jacqueline Kennedy e Marella Agnelli.
La Direzione Creativa è stata affidata a Marc Audibet, fashion designer che in passato ha disegnato le collezioni donna di Hermès, Prada e Salvatore Ferragamo e noto nel settore anche per le sue ricerche sui tessuti stretch. Audibet interpreterà lo stile di Mila Schön con uno spirito innovativo e moderno proponendo al mercato, sin dalla sua stagione di debutto, una linea completa di abbigliamento fatta di oltre 100 pezzi, a cui si aggiungono anche una serie di proposte tra accessori e calzature.

In linea con la tradizione della maison, storicamente impegnata nel promuovere rapporti duraturi con i fotografi – primo fra tutti Ugo Mulas – per dare sostanza iconografica alla propria visione stilistica, la nuova brand identity di Mila Schön sarà comunicata con progetti speciali e con una serie di iniziative esclusive, anche digital. A idearle sarà un team di talenti, impegnati in una serie di special project e colab nel segno della contaminazione con mondi diversi ma complementari a quello della moda, come la pittura e il cinema.

Un bozzetto Mila Schön
Un bozzetto Mila Schön

Guido Formilli Fendi, Ceo di Cofedo ha dichiarato: «Io e Barbara Gabarrini Confalonieri siamo orgogliosi di collaborare con Itochu a questa fase di espansione di Mila Schön. Crediamo che la partnership avvierà una nuova fase di crescita e di consolidamento del ruolo della maison all’interno del panorama internazionale dei fashion & lifestyle brand. Se abbiamo investito in questo progetto è perché crediamo sia una straordinaria opportunità per accompagnare un marchio, simbolo dell’esclusività italiana, verso una leadership globale per questo vogliamo da subito consolidare la presenza della maison nei mercati internazionali operando con strategie di lungo termine con partner selezionati».

Barbara Gabarrini Confalonieri, Presidente di Cofedo ha dichiarato: «Mila Schön è un patrimonio del made in Italy che vogliamo valorizzare. Personalmente sono sempre stata attratta dall’immagine del marchio e dal suo stile inimitabile, fatto di femminilità, rigore e sensibilità cromatica. Ora il progetto nato con Cofedo ci offre la possibilità di entrare in questo mondo, caratterizzato da incredibile esclusività e creatività, e quindi da affrontare con prudenza e rispetto. Siamo convinti che, nell’ambito del nuovo corso della maison, l’ingresso di Marc Audibet potrà dare ottimi frutti, portando Mila Schön a diventare leader nel segmento dell’affordable luxury. Grazie al suo intuito e al suo talento, all’esperienza pluriennale e alla sensibilità per tessuti e le silhouette, Marc saprà interpretare al meglio l’immenso patrimonio estetico di Mila Schön con nuove declinazioni e interpretazioni nelle collezioni di abbigliamento del brand, dando anche nuova vitalità al mondo delle calzature e degli accessori».

About Mila Schön

Fondato nel 1958 a Milano da Mila Schön ”signora dell’eleganza italiana”, il marchio è oggi una realtà del lusso di notorietà internazionale, simbolo di un’artigianalità e di un’estetica spiccatamente italiana. Grazie alla visione della sua fondatrice, la cui invenzione più nota a livello stilistico resta il double e i tagli di Fontana, il brand Mila Schön è stato tra i primi ad allargare il campo d’azione dall’abbigliamento al lifestyle e il design producendo nel corso degli anni una vasta gamma di collaborazioni extra-settore e nel corso della sua storia ha conquistato importanti riconoscimenti come il Neiman Marcus Award, riservato alle figure che più hanno influenzato la moda mondiale negli anni.

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“Physis and rendering”, NFT olografici e foto digitali nella personale di Vincenzo Marsiglia al Visionarea Art Space di Roma

Avamposto dell’arte contemporanea nel cuore di Roma, a pochi metri dalla Basilica di San Pietro, Visionarea ArtSpace inaugura il 2023 con Physis and rendering, personale di Vincenzo Marsiglia, a cura di Davide Silvioli con la collaborazione di Davide Sarchioni, in mostra da oggi 1 febbraio sino al 25 marzo 2023.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Artista dalla profonda attitudine interdisciplinare – con presenze alla Biennale d’Architettura di Venezia, alla Fondazione Dino Zoli di Forlì, alla Casa del Mantegna di Mantova, al Museo di Palazzo Collicola di Spoleto, al Museo del Presente di Rende – per l’occasione Vincenzo Marsiglia propone un percorso tra NFT olografici e fotografie digitali, realtà aumentata e occhiali hololensper un incontro ravvicinato con le nuove frontiere dell’arte contemporanea, tra digitale e reale.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

I lavori in esposizione vanno, infatti, da esiti rispettivi delle serie “Fold”, “Modus”, “Star stone”, “Prospect”, fino a NFT olografici e fotografie digitali eseguite con il dispositivo Hololens 2: visore di ultima generazione a realtà mista e aumentata, applicato per la prima volta nel campo di ricerca delle arti visive dallo stesso Marsiglia.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Physis and rendering – mostra organizzata con il supporto della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanueleraccorda quindi una cerchia di opere distintive degli indirizzi di ricerca intrapresi dall’artista durante il suo percorso pluriennale, al punto da restituirne una versione sintetica e paradigmatica.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

«La mostra – scrive il curatore Davide Silvioli – approfondisce la complessità dell’operato dell’artista attraverso una chiave di lettura critica mirata a stabilire continuità tra risultati dovuti a processi differenti. Dalla realtà tangibile della physis alla realtà virtuale del rendering, l’identità del progetto replica la facoltà della ricerca di Marsiglia di saper abitare entrambi questi emisferi del reale, rilevandone punti di contatto. Termine costante di un lessico evidentemente declinato al plurale è la nota Unità Marsiglia (UM): un modulo grafico dalla forma di stella a quattro punte. Quest’ultima corrisponde all’ente fondamentale del suo universo estetico, unità indivisibile di tutto l’esperibile artistico. Quale generatore e narratore di contesti alternativi e complementari, il logo UM, circa gli ultimi sviluppi dell’attività di Marsiglia, in cui vi è un ricorso alla tecnologia sempre più significativo, transita dalle proprietà della materia fisica alle funzioni di media digitali come monitor lcd, ledwall, visori».

“Physis and rendering”
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“Physis and rendering”

«La peculiarità di Vincenzo Marsiglia risiede nell’individuare sempre nuove soluzioni per lavorare sulla realtà aumentata e sviluppare in modi innovativi la possibilità di interagire con lo spazio reale attraverso la tecnologia. – commenta il Prof. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – L’interesse dell’artista si focalizza in particolare sul dialogo fisico/digitale, che è il mezzo per mettere in relazione la dimensione visionaria di chi fa arte con il mondo concreto e tangibile che ci circonda. Grazie alla Fondazione che mi onoro di presiedere, ho già dato spazio nel 2021, a Palazzo Cipolla, a questa nuova frontiera del linguaggio artistico, ospitando la grande mostra antologica di Quayola, uno dei maggiori esponenti della media-art a livello internazionale: come Quayola, anche Marsiglia ci aiuta a pensare e comprendere il tempo in cui viviamo, utilizzando il giusto linguaggio per esprimere una visione del mondo del XXI secolo. La mostra Physis and rendering si qualifica dunque come un vero e proprio viaggio esperienziale, laddove il potere delle tecnologie è anche questo: far vivere esperienze nuove e creare inedite visioni».

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Vincenzo Marsiglia è nato a Belvedere Marittimo (CS), nel 1972. Ha studiato all’Istituto d’Arte di Imperia e all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, diplomandosi in pittura. Inizia l’attività espositiva negli anni Novanta, con mostre personali e collettive in gallerie, musei e spazi pubblici, in Italia e all’estero. È docente presso l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED di Como e l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. La sua ricerca ha origine da un elemento visivo corrispondente a una stella a quattro punte, che è divenuta, nel tempo, una componente distintiva del suo lavoro; autentico “logo” dell’artista. L’aspetto compositivo delle sue opere sembra rispecchiare una pratica ossessiva, generando esiti sempre nuovi in cui questo simbolo si permea con stoffe, ceramica, pietra, vetro, carta, articolandosi secondo variazioni continue di ritmo e di forma. La sua estetica, per rigore ed equilibrio, è riconducibile alla tradizione dell’Astrazione geometrica, del Minimalismo, dell’arte Optical. Negli ultimi cicli di lavori, l’artista sperimenta l’uso di tecnologie per testare le proprietà del suo linguaggio in funzione di nuove soluzioni espressive. Lavori di questa tipologia manifestano una nuova considerazione della contemporaneità, legata agli strumenti di comunicazione che la caratterizzano. Il proposito è quello di conseguire una categoria di opera d’arte mutevole, in potere di completarsi con l’interazione con lo spettatore.

“Physis and rendering”
“Physis and rendering”
“Physis and rendering”
“Physis and rendering”

Artista: Vincenzo Marsiglia
Titolo: Physis and rendering
Curatore: Davide Silvioli con la collaborazione di Davide Sarchioni
Testi in catalogo: Davide Silvioli e Davide Sarchioni
Durata: Dal 1 febbraio al 25 marzo
Inaugurazione: martedì 31 gennaio dalle 18:00 alle 21:00
Luogo: VISIONAREA Art Space – Auditorium della Conciliazione Indirizzo: Piazza Pia 1, Roma
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Mail: info@visionarea.org
Web: www.visionarea.org

Photo credits Courtesy of Press Office

Ortigia Film Festival, a Siracusa tutto pronto per la 15esima edizione con il nuovo bando di concorso

Ortigia Film Festival, il festival internazionale della città di Siracusa, annuncia le date della XV edizione che si terrà dal 15 al 22 luglio. Al via dal 31 gennaio anche il bando sulla piattaforma FilmFreeway. Tre le sezioni competitive del Festival: il Concorso Lungometraggi opere prime e seconde italiane, il Concorso Documentari e il Concorso Internazionale Cortometraggi.

Tre anche le sezioni non competitive: Cinema Women, che pone l’accento sullo sguardo femminile nel cinema, e il cinema in connubio con un’altra arte. Quest’anno sarà la parola a fare da filo conduttore alla sezione Cinema & L’arte della Parola. A queste si affianca una sezione a tematica ambientale: La Voce del Mare. La sezione è in collaborazione con l’Area Marina Protetta Plemmirio.
Ortigia Film Festival_credits Courtesy of Press Office
Ortigia Film Festival_credits Courtesy of Press Office

La Direzione del Festival nominerà una giuria composta da esperti del settore cinematografico per l’assegnazione dei premi al Miglior Film, al Miglior Interprete e il Premio Siae Miglior Sceneggiatura. A questi si aggiungerà il premio del pubblico. Ortigia Film Festival si svolge nelle piazze del centro storico della città di Siracusa (Unesco World Heritage) tra Arena Minerva, Arena Logoteta e Sala Ferruzza Romano, Area Marina Protetta del Plemmirio.
L’edizione 2022 non ha abbandonato il rapporto tra location, festival e pubblico registrando oltre 22.000 presenze in 8 giorni. Oltre 474.500 impression sui canali social. Un trend in crescita sia su Facebook, Instagrm e YouTube, mentre oltre 340.000 sono state le visite sul sito web del festival.
Per il 2023 Ortigia Film Festivalauspica che la XV edizione possa continuare ad affermare la centralità della cultura e del cinema esplorando nuove realtà nel campo dell’audiovisivo e conquistando spazio a livello nazionale e internazionale

Ortigia Film Festival, fondato da Lisa Romano, con l’associazione culturale Sa.Li.Ro’, è diretto da Lisa Romano e Paola Poli. Negli anni ha ricevuto la prestigiosa medaglia del Presidente della Repubblica e, il sostegno di: Mic, Comune di Siracusa, Regione Siciliana, Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, Dipartimento Turismo Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission, Siae, Unesco, Rai Cinema Channel. Ortigia Film Festival ha il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Tutti i dettagli sul sito ufficiale
www.ortigiafilmfestival.com

Roger Vivier, fiocchi e fiori di strass nella nuova collezione “In the Heart of a Visionary Dream”

Un fiocco su raso. Un fiore di strass, una pietra di cristallo. Lo spirito vivace e frizzante di Roger Vivier pervade il nuovo video della Maison che vede come protagoniste le attrici Camille Razat, Coco Rebecca e Shin SaeKyeong: tre giovani donne che incarnano lo stile parigino della Maison e il suo spirito libero con tre look femminili poliedrici e originali, accomunati da un’allure raggiante e senza tempo. In un tipico palazzo di Parigi, le tre protagoniste si appropriano con gioia dei fondamenti di Vivier confezionando accessori esclusivi come l’ultima declinazione della borsa Viv’ Choc e l’iconico tacco Virgule ideato da Roger Vivier nel 1963. Un tacco emblematico, che ha stravolto il mondo della moda e l’intera silhouette femminile fin dal suo debutto. Inesauribile fonte di ispirazione e simbolo della perfetta simbiosi tra scultura ed equilibrio, il tacco Virgule oggi si reinventa con materiali tecnici grazie all’estro di Gherardo Felloni.

Maison Roger Vivier SS 23, “In the Heart of a Visionary Dream”
Maison Roger Vivier SS 23, “In the Heart of a Visionary Dream”

Fiocchetti, raso, strass, colori e piume, vitello scamosciato e pelle liscia con motivi floreali multicolore in cristallo… Tutti questi elementi si fondono in un’armoniosa precisione, proprio come avviene ogni giorno negli atelier della Maison. Ovunque, sono disseminati riferimenti alla maestria artigianale di ricamatori, pellettieri e incastonatori di cristalli. Artigiane dei propri desideri, Camille Razat, Coco Rebecca e Shin Se-kyung esplorano il know-how di Roger Vivier con un approccio giocoso e innovativo, fedele al suo spirito pionieristico. Rosa, giallo, blu o verde… i colori si susseguono riflettendo quest’aria di gioia e riprendendo delicatamente il tema dei fiori del 2023, simbolo di rinnovamento e di leggerezza, nella collezione spring-summerIn the Heart of a Visionary Dream”. Così, in un dolcissimo universo punteggiato di accenti vivaci, i complessi ricami eseguiti a mano, le delicate creazioni gioiello e l’intrigante tacco Virgule diventano opere d’arte a tutti gli effetti.

Maison Roger Vivier SS 23, “In the Heart of a Visionary Dream”
Maison Roger Vivier SS 23, “In the Heart of a Visionary Dream”

Come sottolineato dal direttore creativo Gherardo Felloni, Roger Vivier è stato un “inventore che ha cambiato la moda e la storia degli accessori”. Oggi, questo film tributo mette in evidenza e in movimento tanto i codici leggendari della Maison quanto l’avanguardismo di Roger Vivier.

Photo credits Courtesy of Press Office

“Tutti al mare”, alla galleria Restelliartco. di Roma in mostra le memorie fotografiche dell’industria turistica laziale

Sarà presentata oggi alla Galleria Restelliartco di Roma, per la durata di un solo giorno, una selezione di fotografie d’epoca provenienti dall’archivio “Tutti al mare realizzato da BuuuBall of Colors, con il contributo della Regione Lazio : una significativa raccolta di centinaia di scatti inediti tra i primi del ‘900 e i primi anni ’60, che ritraggono le prime vacanze al mare dei cittadini del Lazio, svelata dai galleristi Filippo Restelli e Raffaella Rossi.

Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.
Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.

Le immagini raccolte dal curatore e collezionista Valerio Maria Trapasso, non sono solo uno straordinario teatro naturale delle “vacanze che furono”, ma anche un affresco della nascente industria turistica nel Lazio.

Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.
Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.

Dagli anni ’20 “andare al mare” diventa un fenomeno di massa innescando fin da subito un cortocircuito tra tempo libero, divertimento, esibizionismo e memoria e che la fotografia, con la sua diffusione popolare tra le due guerre, sintetizza perfettamente. Attraverso la fotografia le vacanze diventano la certificazione non solo di un momento felice, ma anche o soprattutto l’ostentazione di una propria conquista sociale e familiare.

Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.
Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.

Rappresentano quindi una “memoria collettiva” all’interno della quale il tempo diventa chiave essenziale della narrazione fotografica. Una narrazione che avviene in questo caso non attraverso fotografi ufficiali, ma attraverso la “fotografia di famiglia”, non posata; uno sguardo informale quindi, molto più spontaneo e reale.

 

Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.
Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.

Il titolo “Tutti al Mare” – che richiama la canzone resa celebre da Gabriella Ferri – sta a significare infatti esattamente la portata di massa di questo nuovo accesso al divertimento; tutti vanno al mare e per tutti la spiaggia diventa “la nuova gita fuori porta”: una frontiera da conquistare, un terreno inesplorato di giochi, di legami familiari e di fughe amorose. L’archivio fotografico testimonia un cambiamento epocale nelle abitudini delle persone strettamente connesso alle profonde trasformazioni nel territorio del Lazio.

Dai primi del ‘900 Il Regno d’Italia s’impegna a rafforzare le reti stradali tra le province e il mare, ma è solo negli anni ’20 con la costruzione della via del Mare prima e della via Cristoforo Colombo poi che, soprattutto i romani, avranno il loro accesso diretto ai litorali sul Tirreno. Negli stessi anni l’istituzione del tram a vapore – diventato poi treno – che collega la Capitale a Ostia sancisce definitivamente questo rapporto imprescindibile tra tempo libero e vita balneare.

Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.
Mostra fotografica “Tutti al mare”, galleria Restelliartco.

È importante sottolineare anche i cambiamenti e le innovazioni nel tipo di mezzo fotografico utilizzato tra il 1920 e il 1960: si passa infatti dalle prime macchine fornite di cavalletto, più costose e di quasi esclusivo appannaggio di una fascia sociale medio-alta all’utilizzo di pellicole più sensibili che non necessitano di supporto e con ottiche più luminose che man mano si avvicineranno sempre più alle reflex, le macchine istantanee che incontreranno da subito una diffusione di massa.

La mostra è visitabile online sul sito www.tuttialmarefotografia.it e sarà accompagnata da un catalogo cartaceo contenente gli scatti più significativi. A breve, inoltre,  l’apertura di una pagina instagram accessibile a tutti, sulla quale sarà possibile inviare fotografie d’epoca, che saranno poi selezionate al fine di incrementare ulteriormente l’archivio.

 Photo credits Courtesy of Press Office

Venice Gardens Foundation presenta il progetto green di restauro architettonico “In Venetia Hortus Redemptoris”

È stato presentato in occasione del XXVII Seminario di Venezia organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Londra, “In Venetia Hortus Redemptoris”: il nuovo progetto di Venice Gardens Foundation volto al restauro, conservazione, gestione ed apertura ai visitatori del Compendio del Giardino – l’Orto, le Cappelle di meditazione, le Antiche Officine, la Serra e l’Apiario – del Convento della Chiesa palladiana del Santissimo Redentore, luogo di alto valore storico, simbolico e spirituale, caro ai veneziani e al mondo.

In Venetia Hortus Redemptoris
In Venetia Hortus Redemptoris

Un grande Progetto Città di rilevanza internazionale che conferisce a tali spazi un ruolo di riferimento significativo, condiviso con l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e con la Santa Sede che lo rende un progetto modello di reciproco scambio di visioni e sapere.

Presieduta da Adele Re Rebaudengo,Venice Gardens Foundation promuove il suo impegno dal 2014 nel restauro e nella conservazione di parchi, giardini e beni di interesse storico e culturale, attuando progetti rivolti alla tutela del patrimonio botanico ed artistico. In linea con lo spirito di alto mecenatismo che ne contraddistingue da sempre l’operato e dopo il restauro e riapertura al pubblico nel 2019 dei Giardini Reali di San Marco a Venezia – grazie ad un complesso intervento di oltre 6 milioni di euro (tra i numerosi premi vinti dai Giardini Reali restaurati, anche “Il Parco più bello d’Italia 2022). – Venice Gardens Foundation intraprende oggi una nuova sfida: la rinascita di un luogo di profonda valenza simbolica e spirituale, il Compendio del Redentore, mai aperto al pubblico, attraverso un disegno durevole nel tempo che, nel pieno rispetto dei valori cappuccini, riconduce all’importante tradizione dei giardini e degli orti conventuali, alla loro ricchezza e capacità di sperimentazione, ma che al contempo guarda al futuro con consapevole e responsabile impegno.

In Venetia Hortus Redemptoris
In Venetia Hortus Redemptoris

«È un onore per Venice Gardens Foundation poter concorrere a tramandare un Bene di così alto valore storico, simbolico e spirituale, attraverso il suo restauro e conservazione nel tempo – dichiara Adele Re Rebaudengo, Presidente di Venice Gardens Foundation – Un progetto reso possibile grazie sia alle affinità tra il carisma Cappuccino e la missione della Fondazione sia al proficuo confronto con i Frati del Convento, che ci ha portati, dopo due anni, ad iniziare il cantiere dei lavori domani 30 gennaio. Un percorso che ha coinvolto tanti professionisti, istituzioni e generosi mecenati che partecipano con entusiasmo a questo nostro progetto, condividendone la visione e i principi: il valore del restauro, del rispetto e della protezione della natura in armonioso accordo. Un progetto attento al passato, ma rivolto anche al futuro con responsabile impegno, fedele al senso di responsabilità,sostenibilità, autosufficienza e al riconoscimento del ruolo fondante che questi luoghi ricoprono in un contesto sociale e comunitario attraverso la loro apertura che avverrà nel rispetto dello spirito del luogo».

Sostenibilità ed autosufficienza sono i principi-chiave che animano il progetto il cui restauro botanico è stato affidato a Paolo Pejrone, giardiniere e architetto paesaggista di fama internazionale, allievo di Russell Page e Roberto Burle Marx, autore, tra i tanti lavori, anche del ripristino dell’Orto di Santa Croce in Gerusalemme a Roma e, su incarico della Fondazione, i Giardini Reali di Venezia a San Marco. Il progetto di restauro architettonico è a cura di Alessandra Raso, architetto impegnato in restauri di importanti complessi storico-artistici e progetti per istituzioni culturali, tra cui la Biennale di Venezia e la Triennale di Milano.

«Un orto ben coltivato può esse un generoso e versatile compagno di lavoro (e di avventure e di vita); quello dell’orto è un affascinante e lungo viaggio a tappe fatto di partenze e di arrivi e non solo…La diversità e la ricchezza sono il felice programma veloce d’estate e lento d’inverno…», afferma l’Arch. Paolo Pejrone. Realizzato dalla Serenissima e da Papa Gregorio XIII come simbolo di gratitudine e rinascita in seguito alla peste del 1575-1577, il Complesso del Redentore, che si estende per circa un ettaro, dal canale della Giudecca fino alla Laguna, si presenta segnato in maniera significativa dalla “acqua granda” del novembre 2019, una marea eccezionale che, raggiungendo i 187 centimetri, ha sommerso e devastato la città di Venezia. Al fine di impedire che andassero perse le tracce di una testimonianza di così importante rilevanza paesaggistica, culturale e religiosa, nel 2021 il Compendio Monumentale è stato affidato a Venice Gardens Foundation dalla Curia Provinciale dei Frati Minori Cappuccini, con l’autorizzazione della Santa Sede e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, al fine di consentire il recupero del luogo e la sua successiva riapertura, con ingresso gratuito ai veneziani, prevista nel 2024 al termine dei lavori.

In Venetia Hortus Redemptoris
In Venetia Hortus Redemptoris

Il restauro botanico – che ha ottenuto il finanziamento dell’Unione Europea NextGenerationEU con un contributo di 2 milioni di euro (PNRR Ministero della Cultura Restauro e valorizzazione di parchi e giardini storici) – vede nel progetto dell’architetto Paolo Pejrone oltre 2.500 alberi e piante previste a dimora.

I visitatori potranno trovare accoglienza e svago passeggiando fra gli ulivi, il frutteto i cipressi, la vasca delle ninfee(omaggio alla fascinazione per l’Oriente che da sempre anima la Serenissima), i 400 metri di pergolati in legno di castagno, tramandati negli orti veneziani e ricoperti da piante di uva, rose, glicini e bignonie, nel giardino dei pitosfori e rose affacciato sulla Laguna, nell’antica cappella di meditazione e nella biblioteca accanto al ristoro. Grande attenzione sarà dedicata al benessere delle api, con la presenza di arnie e con lo svolgimento dell’attività di smielatura in loco.

Un’iniziativa di alto mecenatismo, volta a restituire ad un luogo unico al mondo bellezza, tradizione e visione futura nonché l’opportuno riconoscimento del ruolo fondante che orti e giardini ricoprono in un contesto sociale e comunitario favorendo un proficuo accordo fra spirito e natura.

Venice Gardens Foundation, presieduta da Adele Re Rebaudengo, nasce a Venezia nel 2014 per il restauro e la conservazione di parchi, giardini e beni di interesse storico e culturale.

La Fondazione promuove, elabora e attua progetti rivolti alla tutela del patrimonio botanico, artistico e architettonico, nonché al riconoscimento del ruolo fondante che questi luoghi ricoprono in un contesto sociale e comunitario, favorendo l’armonioso accordo tra spirito e natura.

Tutti i luoghi restaurati dalla Fondazione sono poi dalla stessa direttamente curati e preservati con i propri giardinieri attraverso specifici programmi, sintesi delle antiche conoscenze e delle nuove tecniche. Nel novero dei Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia e iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche del Ministero, Venice Gardens Foundation è inoltre impegnata nello sviluppo e nell’applicazione di studi rivolti all’innovazione e alla gestione sostenibile e responsabile dei beni paesaggistici e ai relativi percorsi formativi.

La Fondazione collabora inoltre con ricercatori e artisti alla realizzazione di opere strettamente connesse all’essenza e alla vita dei giardini e sostiene, attraverso un sistema di cooperazione internazionale, la pubblicazione e la trasmissione di testi inerenti alla cultura del giardino. Tra le varie attività promosse dalla Fondazione il “Campiello Verde – Premio Venice Gardens Foundation”, un’iniziativa frutto della collaborazione con il Premio Campiello: le due Fondazioni hanno infatti deciso di istituire un riconoscimento speciale alla narrativa che porti al centro della propria narrazione il tema della Natura. Un nuovo riconoscimento per le parole che, in ascolto della natura, con essa risuonano attraverso la scrittura, con particolare profondità.

Photo credits Courtesy of Press Office

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