home, Moda — 22 febbraio 2017 at 07:46

Altaroma. Laboratorio dei nuovi talenti

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Dallo stile post industriale e un po ruvido il Guido Reni District è oggi un luogo che vive di linfa nuova con i suoi spazi. Situato proprio davanti al Maxxi, che con la sua imponente ed architettonica figura lucente, solidifica il legame tra passato e futuro, ospita per questa edizione gli eventi di AltaRoma sposando perfettamente la sua mission. Riflettori accesi dunque sulla Capitale per questa edizione di gennaio dove uno svariato programma sempre più focalizzato sulla formazione a 360 gradi nei settori dell’eccellenza del Made in Italy fa scintille. Più di quaranta appuntamenti in città, tra sfilate, presentazioni, eventi trasversali, opening e mostre. “In un ottica di apertura alla città e al suo pubblico – sottolinea la Presidente Silvia Venturini Fendi[…] facendo convivere diverse anime all’interno della nostra progettualità, che vede da una parte i giovani accompagnati nei primi passi della loro carriera, dall’altra le maison storiche dell’alta moda romana, senza però dimenticare il fatto a mano e un focus sulle tecnologie applicate alla couture”. Negli anni AltaRoma si è infatti evoluta trasformandosi in un incubatore di formazione e creatività, spingendo l’acceleratore sulla valorizzazione dei nuovi talenti. Fil rouge del programma sono i giovani e le loro capacità poste al centro del percorso, e grazie anche al contributo di numerose accademie e università che presiedono alla manifestazione, si rafforza l’obbiettivo di generare uno stimolo per la crescita di nuovi talenti e fornire ad ognuno di essi una prospettiva più ampia nelle aree della creatività. Numerosi i designer presenti alla manifestazione riuniti nella categoria Fashion Hub, provenienti dalle precedenti edizioni di “Who Is On Next?”, progetto di scouting ideato e organizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia.

Ad inaugurare la quattro giornate Greta Boldini, finalista “Who Is On Next? 2013”, che presenta la collezione F/W 2017-2018 ispirata agli anni 40. Giochi di forme rigide, volumi delicati e colori pieni, il brand propone una donna dinamica che come una falena ammalia con la sua forza e bellezza. Per la categoria prêt-à-porter Marianna Cimini, finalista “Wion 2014” presenta una poetica similitudine con il bambù. Stampe all-over per la collezione F/W dove il semplice arbusto rappresenta non solo una componente figurativa ma un vero e proprio messaggio non scritto. La sua è una donna sognatrice che fa della propria fragilità la sua forza sempre in grado di trasformare le difficoltà in punti d’inizio come suggerisce la continuità della stampa grafica dove il rigore del nero trova equilibrio nella purezza del bianco. Gli abiti dalle linee semplici e l’essenzialità delle forme è addolcita da nastri e fiocchi dove le nervature dei fusti del bambù sono disegnate da vezzose rouches e impunture. Vincitore del primo premio nella categoria prêt-à-porter di “Wion 2016” Nicola Brognano solca le passerelle a ritmo di street couture romantica e sensuale. Attingendo al guardaroba maschile mixa l’ottimismo fluo degli anni ʻ80 adattandolo ad una donna contemporanea, romantica e vivace.

THE SECRETS COUTURE

THE SECRETS COUTURE

 

Si spazia da abiti arricchiti da volant, rouches, fiocchi e stampe floreali a pantaloni over e silhouette aderenti, dove il technicolor la fa da padrone e dove il ricamo “Hot couture” riformula il vocabolario dello stile.

Morfosis

Morfosis

 

Come in un sogno surreale Lulù e Anna Poletti di Melampo, finalista “Wion 2016”, hanno riportato in vita le opere del pittore Dino Valls. Capi strutturati come la camicia e un sotto morbido e fluido diventano il focus della collezione. Un viaggio introspettivo questo, dove il tartan scozzese si combina ai colli vittoriani e al barocco spagnolo che convive con gli animali mitologici delle chiese gotiche francesi. Un vestiario-bestiario unico nel suo genere in cui cromatismi lucido-caldi incidono su un’allure che sembra essere sospesa nel tempo.

A.I. Artisanal Intelligence

A.I. Artisanal Intelligence

 

Tessuti ultra leggeri e pesanti, un’altalena di colori che giocano tra toni piatti e le marcate fantasie animalier. Se l’imperfezione è l’infinita ricercatezza di se stessi allora Morfosis, brand finalista Wion 2008 di Alessandra Cappiello, rappresenta la volontà di esprimersi secondo inclinazioni essenziali e raffinate, oppure androgine, muovendosi entro scenari che perseguono la propria estetica multiforme. Ecco che camicie floreali in chiffon dialogano con pants dall’allure rock, capispalla in raso si sovrappongono a dress in seta o a pantaloni in pelle dall’attitude contemporanea, il tutto in mix urban chic.

 

Sono le forme, i volumi e le lunghezze che plasmano i corpi di Edithmarcel, indistintamente maschie e femminile. Finalista Wion 2016 e brand nato dalle menti di Gianluca Ferracin e Andrea Masato, s’ispira agli interni onirici di Francis Bacon per la sua collezione proponendo stratificazioni e materiali di carattere opposto dove i tessuti morbidi si combinano con quelli sofisticati e in contrasto alla superficie liscia si contrappongono i tessuti a pelo. Pantaloni ampi e polsi over size, giacche corte in vita e pantaloni cropped. La costruzione dei capi è minimal pur con volumi e lunghezze tanto da accarezzare il corpo senza mai definirlo.Un nuovo viaggio verso nuove destinazioni quello di Miahatami, dal sapore antropologico e dell’infinita ricerca dell’anima. E’ il deserto e i popoli Ghashghai e Bakhtiari, le loro tradizioni e la bellezza dei loro luoghi, i protagonisti indiscussi della collezione del brand vincitore del secondo premio Wion 2016. I colori e la forma delle case iraniane prendono vita nella collezione come un racconto per immagini, dove l’abbigliamento e il panorama fanno da filo conduttore. Colori caldi e texture eleganti lavorati come fossero preziosi tappeti kilim. Frange e ricami punto croce rendono omaggio ai popoli nomadi mentre caratteristiche colorazioni a mosaico cadono lievi sulla silhouette sofisticate e naturali.

Parden's

Parden’s

 

Astratto, essenziale, geometrico. Parden’s, il brand fondato da Daniele Giorgio finalista Wion 2016, esplora nuovi principi cardine del neoplasticismo. Non rinuncia alla femminilità la donna Parden’s ma anzi esprime sempre più forza e determinazione grazie a linee geometriche e velati richiami all’arte barocca. In un gioco di proporzioni si intersecano asimmetrie, sovrapposizioni e blocchi di colore. Le stampe esplorano i principi del suprematismo e astrattismo geometrico incrociando l’opera di Malevič e Rietveld. Pé de Chumbo, Estelita Mendonça e Susana Bettencourt sono i rappresentanti della seconda edizione di Portugal Fashion, il collective show del trio creativo dal respiro internazionale. Linguaggi cosmopoliti per i tre designer dove l’uso di palette dai colori opachi, materiali riciclati, stampe e geometrie digitali ricalca il messaggio di una moda che sia portavoce di un’identità collettiva, globale e sostenibile.

A.I. Arazzeria Pennese

A.I. Arazzeria Pennese

 

Nel grande spazio dell’ex caserma si manifestano anche le tre anime portanti di Altaroma aprendosi alla città attraverso tre mostre, che spingono l’acceleratore ancor di più sulla valorizzazione della creatività emergente e la promozione della formazione. Una di queste è Studioʼ di A. I. Artisanal Intelligence, progetto nato con Altaroma ideato e curato da Clara Tosi Pamphili e Alessio deʼNavasques. In questa edizione A. I. presenta Studioʼ, ovvero il luogo di lavoro dell’artista e dell’artigiano, il posto dove si materializza il pensiero creativo. A. I. ricostruisce lo spazio della memoria emotiva, del lavoro manuale ispirato e dell’esperimento su forma e colore confermando la vocazione di Roma ad accogliere nuove forme artistiche insieme a quelle antiche, creando condizioni di dialogo, di crescita e rinascita. Il progetto questa volta vede il sostegno di Fidenza Village e in particolare di Desirée Bollier, CEO di Value Retail, che con i suoi nove villaggi in Europa e due in Cina sta evolvendo la filosofia dello shopping che fonde lusso e tradizione locale. Nello spazio postindustriale del Guido Reni District di scena sotto i riflettori le idee, gli accessori e le opere dialogano senza limiti che sia per affinità o per stile, si ritrovano insieme nella sintesi estetica di una bellezza cucita e tessuta. L’arazzo, l’abito per il muro o per il pavimento, diventa così l’archetipo tessile su cui inizia un percorso che va da Enrico Accatino ad Alberto Di Fabio con i loro arazzi realizzati a distanza di cinquant’anni. Le loro cromie si mescolano con quelle delle borse di Magrì, che riflettono la cultura dell’eclettica designer Isabella Pia Ayoub dove mixa elementi personali come la passione per la danza e la musica. Una collezione la sua che si rifà alle immagini di Jean Shrimpton realizzate da Richard Avedon nel 1965, con sigilli a serpente. Forme, geometrie e architetture anche per le borse di Forms Studio di Anastasia Komarova. Sintesi di una visione e traduzione della forma le sue borse conservando la funzionalità puntano al design divenendo un’opera di sintesi fra moda e architettura ove la pelle si trasforma in pietra e la superficie diventa materica. Un nuovo concetto di borsa nasce con Solipsi, il brand di Cecilia Serafini che crea le “Bodybag” concepite per essere indossate e non portate. Grazie al design e all’uso di harness e cinture, la borsa diventa un eclettico accessorio. Una commissione cross-culturale per Diana Carolina Yanes del brand Aletheia dove cultura venezuelana e contaminazioni europee creano scarpe dal sapore intellettuale e contemporaneo. Tacchi monolitici, punte tagliate e volant all-leather contraddistinguono lo stile eclettico del brand. Poi ci sono i gioielli naturali di Collanevrosi, nei quali rivivono spugne marine tinte, abbinate all’ottone, legno tagliato e levigato dall’acqua verniciato con la tecnica dei liutai.

Marianna Cimini

Marianna Cimini

 

Suggestivo il lavoro tra arte e moda di Aurore Thibout che si concentra sugli abiti come sintesi perfetta del processo creativo declinandosi attraverso la cultura di stampa fino ad esprimere una poetica tessile, un omaggio alla bellezza dell’inconscio naturalistico. Un’identità poetica anche per Davide Grillo, ma con una forte predilezione per le realizzazioni artigianali come quella del ricamo. Un carattere drammatico e contemporaneamente sottomesso e dominante, con abiti fatti di contrasti materici e strutturali è lo spirito di Frederick Hornof, che s’ispira al mondo del cinema per abiti leggeri dal pizzo raffinato. Sperimentazione è la parola chiave per descrivere il progetto creativo di Serie Numerica fondato da Maria De Ambrogio e Stella Tosco. Uno stile accurato e riconoscibile il loro dove tra maglieria e pelle si cerca contaminazione ed ogni nuova situazione creativa che possa far raccontare le loro visioni. Approccio couture per Jezabelle Cormio, che grazie ad un’indagine approfondita sulle tecniche più preziose del made in Italy, come ricami e applicazioni gioiello, presta particolare attenzione alle qualità artigianali seguendo personalmente l’esecuzione di ogni capo. Mentre Marta Mantovani, considerata una fashion artisan, cerca di superare ogni limite alla realizzazione grazie a nuove tecniche e materiali lavorati a mano, Karoline Lang, per metà libanese e metà austriaca, crea ispirandosi al corpo di donna sofisticata in movimento. Movimento che ispira anche il lavoro di Ahirain, un neo-sportswear fatto di linee minimali e produzione sartoriale. Sperimentazione per Vien, che indaga sul concetto di coprire e scoprire, mescolare generi e funzioni. La collezione debutterà alla Milan Fashion Week di febbraio. A terminare il ciclo creativo di Artisanal Intelligente il gran tavolo dell’Hub di Barbara Zucchi Frua.

Pugnetti Parma

Pugnetti Parma

Altra mostra altro giro di giostra negli spazi del Guido Reni District con l’esposizione delle collezioni FW 17-18 dei designer provenienti dall’ultima edizione di Who is On Next?. Un’installazione a pareti a specchio progettata dalla studentessa del Master in Exhibit & Public Design Federica Batta, dove Ioanna Solea, Pugnetti Parma, Azzurra Gronchi, Akhal Tekè, Damico Milano, Lodovico Zordanazzo e Schield presentano le loro proposte con l’intento di mantenere una linea di continuità con le collezioni precedenti. Artigianaità ed eleganza le parole chiave della filosofia di Akhal Tekè che racconta nelle sue collezioni da sogno lo stile di una donna dinamica e sofisticata attraverso le sue flat shoes ricamate ed evocative. Dalle flat alle scarpe design di Damico Milano laddove un sottile filo dorato posto sulla suola di ogni scarpa ne riconosce il marchio e l’eleganza e i dettagli dell’alta maestria artigiana italiana sono il simbolo distintivo delle creazioni Damico. Dalle shoes ricamate ed evocative si arriva alle collezioni più estrose e deluxe di Lodovico Zordanazzo. In un gioco di contrasti e originalità si passa dalle preziose scarpe alla fresca linea di borse e collane per donne sensuali ed eleganti di Ioanna Solea, da quelle punk-vittoriane di Schield alle carry over pratiche e romantiche di Filippo Pugnetti fino alle preziose borse funny piene di pixel di Azzurra Gronchi.

Nato da un’idea di Silvia Venturini Fendi in collaborazione con Altaroma, The Secrets of Couture affronta la trasmissione dei saperi come argomento primario per la tutela del Made in Italy. I segreti del mestiere vengono avvicinati alle nuove generazioni attraverso nuovi codici.

Il fotografo Jeff Bark, uno dei più rappresentativi nel fashion system, trasforma una tela dipinta a olio in una video installazione digitale che rende omaggio all’artigianalità del made in Italy, usando la creatività come mezzo espressivo. La tecnologia digitale trasformerà lo spazio nudo e scarno dell’archeologia industriale in un setting onirico ed emotivo. A fare da cornice a questa atmosfera onirica gli abiti dei grandi couturier Hussein Bazaza, Antonio Grimaldi, Krikor Jabotian e Aouadi Paris. L’impegno di Altaroma nella promozione della formazione si consolida sempre più offrendo l’opportunità alle Accademie di Costume e Moda, Koefia, l’Istituto Europeo del Design IED di Roma e a quella delle Belle Arti di Roma, di presentare il proprio lavoro e le collezioni dei giovani studenti duranti gli eventi della kermesse. Altro appuntament immancabile del Fashion Hub romano il contemporary department store Coin Excelsior, evento a sostegno del talent scouting. Tema di questa edizione la sinergia tra mondo dell’activewear e della calzatura promuovendo No Ka’Oi, brand di action couture ispirato al mondo dello yoga e Giannico, talentuoso designer di calzature che ha conquistato celebrities internazionali.

 

PHOTO CREDITS

  • PUGNETTI PARMA – ( foto con esposizione di varie borse ) – [ph] S. Olivieri – G. Palma / Luca Sorrentino COURTESY OF ALTAROMA PRESS OFFICE
  • MARIANNA CIMINI abito blu capo spalla bordeax ph S. Dragone -G. Palma Luca Sorrentino COURTESY OF ALTAROMA PRESS OFFICE
  • MORFOSIS – ph S. Dragone -G. Palma Luca Sorrentino COURTESY OF ALTAROMA PRESS OFFICE
  • PARDENS – ph S. Dragone -G. Palma Luca Sorrentino COURTESY OF ALTAROMA PRESS OFFICE
  • ARTISANAL INTELIGENCE – [ph] S. Olivieri – G. Palma / Luca Sorrentino COURTESY OF ALTAROMA PRESS OFFICE
  • ARAZZERIA PENNESE A.I. – [ph] S. Olivieri – G. Palma / Luca Sorrentino COURTESY OF ALTAROMA PRESS OFFICE

THE SECRETS COUTURE – [ph] S. Olivieri – G. Palma / Luca Sorrentino COURTESY OF ALTAROMA PRESS OFFICE

 

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