Lounge — 10 marzo 2011 at 12:35

Arnoldo ][ Battois @ Lounge #2

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Dietro il marchio Arnoldo][Battois ci sono due stilisti veneziani: Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois. Si sono conosciuti alla facoltà di Architettura di Venezia e hanno scoperto la loro passione in comune: la moda.

Scrupolosi e perfezionisti, ad unirli è stato il gusto per le cose belle, la passione per la ricerca, il recupero di materiali in totale libertà espressiva e un’attenzione al dettaglio.

Nel 2006 sono chiamati dalla Facoltà IUAV di Venezia in qualità di docenti presso il Corso di Laurea in Design della Moda, diretto da Maria Luisa Frisa: dall’a.a. 2006-07 tengono i Laboratori di progettazione Accessori e Abbigliamento.

Il lavoro fin qui compiuto ottiene ottimi risultati, riuscendo collezione dopo collezione ad essere distribuito in prestigiosi negozi e concept stores internazionali e a comparire sulle principali riviste del settore, tra cui l’importante riconoscimento in “Percorsi di creatività 3” (“Fashion”, dicembre 2004, LVMH) per la sezione Borse.

Partecipano a ‘Who is on next?’ 2010, concorso internazionale organizzato da Vogue Italia e AltaRoma, e vengono selezionati tra i 3 finalisti della categoria accessori.

Silvano Arnoldo e Massimiliano Battois benvenuti in Lounge. Raccontateci come è iniziata la vostra carriera e passione?
Ci siamo conosciuti alla Facoltà di Architettura di Venezia circa 20 anni fa; sui banchi dell’università abbiamo scoperto di avere una forte passione comune per la moda. Da lì nasce il tentativo di intraprendere un percorso formativo e lavorativo nel design; arrivare a Milano ed entrare nello staff di Milan Schön haute couture sono la prima esperienza fondamentale del nostro percorso.

Il banco di prova fondamentale per la nostra crescita professionale è stata la lunga collaborazione con Roberta di Camerino, che ci ha resi pronti per intraprendere un nostro cammino autonomo.

Consapevoli dell’esperienza professionale acquisita in diversi anni di lavoro, abbiamo accettato la sfida di creare una collezione di accessori con un nostro marchio e di testarla in prima persona aprendo uno spazio a Venezia.

Venezia è la città del vostro cuore. Quanto ha contato nella vostra arte?
Venezia è la città in cui siamo nati e ci siamo formati, sia con la Facoltà di Architettura che attraverso la lunga collaborazione per Roberta di Camerino.

Dopo varie esperienze in altre città italiane ed estere, abbiamo scelto di creare la nostra collezione e di aprire qui lo spazio Arnoldo][Battois per il forte legame con questa città sospesa nel tempo; è il luogo della sedimentazione storica e della contaminazione culturale in cui i fasti della Serenissima, i viaggi di Marco Polo e le vite di intellettuali ed artisti del passato emergono tuttora nella sguardo contemporaneo. Venezia è la città dell’indefinito dove tutto si frammenta e si ricompone sotto la stessa luce, dove passato e presente convivono in un equilibrio dinamico; è la Wunderkammer, che fa riscoprire il passato per progettare il futuro.

Qual è lo stile di Arnoldo][Battois ?
L’obiettivo che ricerchiamo nelle nostre creazioni è quello di creare stili complessivamente diversi ma connessi dal dettaglio, esiti di una costante riflessione sul rapporto tra accessorio e abito nella loro reciproca contaminazione.

Gli accessori sono, infatti, concepiti come abiti, architetture complesse ed autonome che provano a distanziarsi dai canoni attuali dell’oggetto-borsa; è un racconto mai concluso, mai perfetto, che continuamente si arricchisce di esperienze per sperimentare forme, volumi e textures.

Gli abiti sono invece pensati come accessori, strutture essenziali capaci di definirsi e valorizzarsi solamente attorno alla figura umana. Oggetti in divenire, trasformabili e adattabili alle diverse situazioni, pensati per essere indipendenti dalle proporzioni del corpo, ma che ne sfruttano il movimento per definirsi; anche la luce, sfruttando accostamenti di materiali diversi, diventa complice di questo gioco.

Quali materiali prediligete nelle vostre creazioni?
Le nostre collezioni sono contraddistinte da lavorazioni artigianali, dall’elevata qualità dei pellami – come le soffici nappe plongè tinte in botte e i vitelli all’anilina – materiali preziosi ovattati da trattamenti che li rendono gommosi e opachi: è una femminilità che non ha bisogno di ostentare la propria complessità, un lusso ovattato, impalpabile, leggero.

La collezione di accessori SS 2011 si ispira al mondo della natura: lucertole, granchi, elefanti d’ottone lasciano I portoni veneziani e si trasformano in borse originali e dai volumi insoliti. Come mai questa scelta?
La natura è per noi da sempre fonte di ispirazione per forme, volumi e textures; crediamo che ogni idea abbia necessariamente un legame con il mondo naturale. Lavorare con forme organiche per ricercare volumi ergonomici è parte di quel processo che ha come obiettivo quello di descrivere la dinamicità e il movimento.

Questa collezione sarà caratterizzata da strutture rigide in pitone cerato che come gusci imbrigliano morbide sacche in camoscio, dettagli di abiti plissettati ripetuti e calibrati per dar vita a borse in soffice nappa gommata, modulazione di soffietti in vitello all’anilina per una nuova interpretazione della selleria classica. Ci saranno atmosfere cromatiche immerse in colori talcati dai toni neutri, cipria e grigi chiari nelle loro gradazioni, con punte che variano dal rame freddo al corallo.

Le vostre creazioni si ispirano a una tra le case di Alta Moda piu’ prestigiose e rivoluzionarie del XX secolo, La Maison Vionnet, e al lavoro sulla plissettatura di Fortuny. Quanto vi affidate al passato nel vostro processo creativo?
Il contributo più importante di Madeleine Vionnet alla moda è stato di aver iniziato il il processo di liberazione della donna dai paludamenti ottocenteschi dei corpetti e dei gonnelloni fissati con stecche di balena. Inventa il taglio di sbieco per dare aderenza e leggerezza agli abiti, Mariano Fortuny approfondisce l’uso del plisse’ sulla seta e l’abito diventa ancora piu’ scivoloso.

L’obiettivo dei nostri abiti e’ di usare la luce e le ombre che il vestito cattura durante il movimento per scolpire la superficie del corpo. I panneggi della statuaria classica sono per noi fonte di ispirazione: la plissettatura, il taglio dei tessuti a 45 gradi ci permettono la creazione di borse-abito e di abiti-scultura che marcano i movimenti fluidi ed esaltano la tridimensionalità del corpo.

Chi aiuta oggi gli artisti a valorizzare i loro progetti?
Sicuramente in Italia e all’estero ci sono ottime opportunità di formazione per giovani che vogliono diventare futuri designer. Per noi l’occasione e’ arrivato da  Who is on next?’, il concorso organizzato da AltaRoma e Vogue Italia. Siamo arrivati tra i tre finalisti e abbiamo avuto riconoscimento e una visibilità che da soli non avremmo potuto ottenere.

Questa occasione ci ha permesso di riassumere il percorso fin qui compiuto proponendo alla commissione una sintesi di quasi 10 anni di lavoro e la proposta per la prossima collezione SS 2011; visto il risultato, questo è stato molto apprezzato.

E la stampa  quanto conta? I giornalisti di moda sono autonomi nei loro giudizi o scrivono bene solo delle maison che investono in pubblicità nei giornali per cui collaborano?
Il peso degli inserzionisti sulle riviste di moda è predominante anche se c’è ancora spazio per chi, pur non avendo le stesse potenzialità economiche, propone un nuovo progetto degno di interesse. L’appoggio dei media è  fondamentale per promuovere il progetto e dargli credibilità, ma sarebbe un errore progettare una collezione per piacere alla stampa.

Avete in consiglio per il rilancio del “Made in Italy”?
Le nostre collezioni sono sempre state realizzate grazie al sapere e al know how della tradizione artigianale veneta, nonostante spesso ci sia stato consigliato di seguire l’esempio dei grandi brands che hanno preferito rinunciare a questi valori sostituendoli con una manodopera meno qualificata ma molto più economica. La prova che la nostra tenacia non sia stata inutile è dimostrata dall’inversione di tendenza delle campagne pubblicitarie dei grandi marchi nelle ultime stagioni: promuovere il Made in Italy attraverso immagini che raccontano la nostra preziosa tradizione artigianale.

Quali sono i vostri prossimi progetti?
Il nostro principale obiettivo è in questo momento far conoscere il più possibile il nostro progetto, far sentire la presenza del marchio Arnoldo][Battois soprattutto a livello internazionale senza però perdere le caratteristiche che ci contraddistinguono.

Sarà fondamentale preservare in ogni istante le peculiarità del brand, continuando a ricercare la novità e ad indagare su soluzioni innovative, evitando di modificare la nostra sensibilità per adattarci a richieste di mercato.

La nuova collezione F/W 2011-12, a cui da tempo stiamo lavorando, sarà presentata a Parigi nella sezione Jardin des Tuilerie di Premiere Classe,  che andrà in scena  dal 4 al 7 marzo.

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